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A Cosa Serve La Vitamina D?

A Cosa Serve La Vitamina D

Quali sono i sintomi di una carenza di vitamina D?

I valori normali vitamina D sono attualmente compresi fra 50 e 60 milligrammi di vitamina D per millilitro di sangue. Tra i sintomi più comuni in caso di deficit ci sono dolori alle ossa e debolezza muscolare, sudore alla testa e alle mani.

A cosa fa bene prendere la vitamina D?

Dove si può trovare la Vitamina D – La vitamina D è importantissima per la nostra salute, E’ definita “para-ormone” perché agisce su organi e apparati, proprio in maniera simile agli ormoni. E’ fondamentale per l’apparato scheletrico perché mantiene le ossa forti e sane, contribuisce al benessere dei denti, fa bene al cervello e al sistema immunitario.

Prendi il sole : il modo più semplice (e piacevole) per trovare la vitamina D è stendersi al sole almeno 15 minuti al giorno tutti i giorni; In inverno non rinunciare all’aria aperta : in inverno è necessario esporsi al sole e prendere la propria dose di vitamina D e per rinforzare l’organismo; Mangia pesce “grasso” : i pesci grassi come salmone, aringhe, sardine e frutti di mare sono ricchi di vitamina D. Se il pesce non piace è possibile assumere olio di fegato di merluzzo; Opta per funghi selvatici invece che per quelli coltivati : i funghi sono l’unica fonte vegetale di vitamina D. Come gli esseri umani, i funghi sono in grado di sintetizzare questa vitamina con l’esposizione alla luce del sole.

A cosa serve la vitamina D nelle donne?

A Cosa Serve La Vitamina D La funzione principale della Vitamina D è quella di favorire e incrementare l’assorbimento intestinale di minerali essenziali per la salute, come calcio, magnesio e fosforo, ma svolge anche altre importanti funzioni quali: regolare il metabolismo immunitario e osseo e stimolare la produzione di insulina. Molte persone, di entrambi i sessi e di ogni età, sono spesso carenti di Vitamina D,

Quando si deve prendere la vitamina D?

Quale tipo di vitamina e come assumerla – Gli integratori di vitamina D2 in commercio sono sempre di origine vegetale, mentre quelli di vitamina D3 possono essere di origine vegetale (derivati dai licheni) ma molti sono invece di origine animale, quindi occorre fare attenzione al momento dell’acquisto,

  • Sul sito del PiattoVeg è riportato un elenco di integratori vegan di vitamina D,
  • Non c’è differenza di efficacia tra vitamina D2 e D3, se assunte nelle dosi consigliate.
  • L’importante è assumere l’integratore subito dopo uno dei pasti principali (pranzo o cena), perché per l’assorbimento è necessaria la presenza di grassi.

Sulla questione vitamina D e K2, sebbene siano stati pubblicati dati a supporto di un effetto benefico in donne in postmenopausa affette da osteoporosi, questi dati non appaiono sufficienti a raccomandare che la vitamina D vada indiscriminatamente abbinata a un integratore di vitamina K2.

Una recente metanalisi conclude effettivamente che tutta la vitamina K (non solo la K2) sembra favorire la mineralizzazione ossea, ma nelle diete a base vegetale la vitamina K viene ricavata dagli alimenti in elevate quantità e senza particolari accorgimenti; quella ricavata dal cibo è in forma di K1, mentre la K2 viene prodotta dai batteri intestinali.

Problemi di carenza di K2 compaiono solo in caso di resezioni intestinali o terapie antibiotiche pesantissime. Ad oggi non esistono raccomandazioni ufficiali sull’opportunità di associare la vitamina K2 alla D, probabilmente a causa della poca forza delle evidenze scientifiche finora trovate.

Quando manca la vitamina D può ingrassare?

Quali sono i sintomi di una carenza di vitamina D? I più frequenti sono sonnolenza, affaticamento e dolore muscolare, febbre e infezioni ricorrenti, depressione, perdita di capelli, aumento del peso e difficoltà a dimagrire.

Quali sono i frutti che contengono più vitamina D?

In quale frutta o verdura si trova la vitamina D? Purtroppo, la frutta non contiene vitamina D, ma si trova nei vegetali, anche se in quantità minore rispetto ai cibi di origine animale.

Perché la vitamina D va presa con pane?

Dibase, perché con il pane? – In caso di assunzione del farmaco DiBase è probabile che il medico abbia consigliato di contare le gocce su un po’ di pane e la spiegazione è proprio quella appena data, essendo una vitamina liposolubile necessità di essere assunta con il cibo, preferibilmente durante o dopo il pasto principale.

Quali tumori abbassano la vitamina D?

Effetti non solo sulle ossa – La vitamina D è essenziale per la salute dell’apparato scheletrico, poiché serve ad assorbire il calcio, elemento prezioso per avere ossa forti. Negli anni molti studi hanno dimostrato che la vitamina D di origine naturale e, in alcuni casi, la supplementazione, migliora la densità minerale delle ossa, aiuta a prevenire le fratture negli anziani e nelle donne dopo la menopausa ed è anche fondamentale per sostenere uno sviluppo armonico nei più piccoli.

Tuttavia evidenze più recenti mostrano che la densità ossea ottimale si costruisce soprattutto durante l’arco dell’intera vita, anche attraverso l’esercizio fisico, per cui il ricorso a integratori resta un argomento controverso tra i medici e i ricercatori. Inoltre i risultati di studi recenti hanno contribuito a ribaltare l’idea che assumere supplementi di vitamina D aiuti a prevenire l’osteoporosi, una patologia legata alla perdita di calcio dalle ossa che avviene normalmente con l’avanzare dell’età e in particolare, nelle donne, dopo la menopausa.

A febbraio 2023 l’AIFA ha recepito i risultati di due studi che dimostrano l’inutilità di dare supplementi di vitamina D per prevenire l’osteoporosi. Di conseguenza è cambiata anche la regola per la rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale.

  • AIFA ha fatto riferimento ai risultati dello studio americano VITAL, pubblicati sul New England Journal of Medicine, e dello studio europeo DO-HEALTH, pubblicati sulla rivista JAMA,
  • Entrambi hanno concluso che i supplementi di vitamina D, anche quando protratti per molti anni (oltre 5 anni nel primo studio e 3 anni nel secondo) non modificano il rischio di fratture negli anziani sani che non hanno altri fattori di rischio per osteoporosi.

I risultati sono stati confermati anche per il gruppo con livelli molto bassi di vitamina 25(OH)D. Negli anni, però, gli esperti hanno tenuto conto anche di altre funzioni di questa vitamina. “La carenza di vitamina D non ha solo un impatto negativo sulla salute dello scheletro, ma secondo alcuni potrebbe anche facilitare lo sviluppo e la progressione di molte cosiddette ‘malattie della civilizzazione’, come disturbi cardiovascolari, diabete, malattie autoimmuni e cancro ” si legge in un articolo pubblicato sull’ International Journal of Molecular Sciences.

  1. Altri studi hanno suggerito invece un legame tra bassi livelli di vitamina D e sviluppo di problemi cardiovascolari o aumento del rischio di sclerosi multipla nelle donne,
  2. I ricercatori stanno valutando il potenziale ruolo della vitamina D anche nella prevenzione e cura dell’influenza stagionale, anche se una recente metanalisi in merito, pubblicata su Frontiers in Nutrition a gennaio 2022, afferma che non ci sono prove conclusive di benefici.
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Per quanto riguarda invece lo sviluppo di alcune malattie autoimmuni (diabete di tipo 1, lupus eritematoso sistemico) e neurologiche (Parkinson, Alzheimer), gli studi sul possibile ruolo della vitamina D sono ancora in corso. Infine, ma non certo meno importante, si sta studiando il legame tra vitamina D e microbiota intestinale, l’insieme dei microbi che popolano l’intestino.

  • In tutti questi casi, però, è bene sottolineare ancora che non vi sono prove scientifiche sufficienti per sostenere l’uso regolare di integratori.
  • La luce del sole e la vitamina D riducono la probabilità di ammalarsi di tumore del colon?” Sono passati 40 anni da quando due ricercatori si sono posti questa domanda sulle pagine dell’I nternational Journal of Epidemiology,

Da allora le ricerche sul legame tra vitamina D e cancro non si sono fermate ma, nonostante il grande lavoro svolto dai ricercatori, in quasi tutti i casi non è ancora possibile giungere a conclusioni affidabili. Studi di laboratorio hanno dimostrato che la vitamina D è coinvolta in processi importanti anche per lo sviluppo e la progressione di tumori, come l’infiammazione, la crescita cellulare, il metabolismo del glucosio e il funzionamento del sistema immunitario.

  • Inoltre molti geni che regolano la proliferazione, la differenziazione e la morte programmata (o apoptosi ) delle cellule sono regolati almeno in parte dalla vitamina D.
  • Ma se in laboratorio e negli animali di laboratorio il ruolo positivo di questo composto nella prevenzione e nel controllo dei tumori è sembrato piuttosto evidente, negli esseri umani gli studi intrapresi hanno prodotto risultati contrastanti,

Un articolo pubblicato su Seminars in Cancer Biology ricorda che in generale bassi livelli di vitamina D sono legati a una maggiore incidenza di cancro e i dati più convincenti sono quelli che riguardano il tumore del colon-retto. A novembre 2020 sono stati pubblicati sulla rivista JAMA Network Open i risultati della prima fase dello studio VITAL, dai quali emerge che assumere supplementi a base di vitamina D riduce l’incidenza di tumori in stadio avanzato e che questo effetto è più forte in chi non è obeso.

Quando è meglio prendere la vitamina D mattina o sera?

Quando prendere la vitamina D? – Non importa a che ora del giorno prendi i tuoi integratori di vitamina D per l’assorbimento nel corpo. Alcune persone tollerano meno bene gli integratori alimentari in certi momenti della giornata, per esempio la sera.

  1. Poiché la vitamina D è liposolubile, dovresti prenderla con o dopo un pasto.
  2. Alcuni studi raccomandano di prendere la vitamina durante il pasto più ricco della giornata per garantire un assorbimento ottimale – in ogni caso, il cibo dovrebbe contenere alcuni grassi.
  3. Con le gocce di vitamina D, questo di solito non è necessario perché la vitamina D è già dissolta nel grasso degli oli,,

Il nostro consiglio : crea una routine per te stesso in modo da non dimenticare di prendere la tua vitamina D. Per esempio, se prendi sempre la vitamina D dopo la colazione, avrai una chiara routine e combinerai l’assunzione allo stesso tempo con un pasto.

Quale vitamina manca quando non si dorme?

LA VITAMINA D – IL SONNO – LA FAME NOTTURNA LA VITAMINA D – IL SONNO – LA FAME NOTTURNA con il sole di primavera la salute migliora Siamo entrati in primavera, l’intensità e la durata della luce solare aumentano in modo progressivo. Questa condizione determina una maggiore produzione di vitamina D da parte della nostra cute.

E tutto può migliorare. VITAMINA ORMONE D La vitamina D oltre ad agire sul metabolismo del calcio e delle ossa, è la regina del sistema immunitario. Avere valori di vit D inferiore al valore di 30 ng vuol dire esporsi a patologie infettive e degenerative. Cioè con bassi valori di vit D, alto è il rischio di ammalarci rispetto a chi valori ottimi di questa vitamina.

Il 40% delle persone non hanno il giusto valore della vitamina D, hanno valori inferiori a 30 nanogrammi. Milioni di persone non sanno di essere a rischio di carenza di vi D. Putroppo! Il 90% della vit D del nostro organismo e’ ottenuta dall’azione dei raggi solari sul colesterolo della cute, che si trasforma in vit D.

Il 10% della nostra vit D deriva dagli alimenti: pesci, uova, formaggi, burro, funghi. Non esporsi alla luce solare causa la progressiva riduzione della vitamina D nel sangue. SONNO – PESO CORPOREO. Una carenza di vi D è un rischio di perdita di massa ossea con comparsa dapprima di osteopenia e poi di osteoporosi.

In questo post desidero scrivere invece sul rapporto tra sonno, peso corporeo e vitamina D, fame notturna. La vitamina D interviene nel ritmo sonno-veglia, agisce sul centro del sonno presente nell’ipotalamo. Insomma la vit D ci fa dormire bene e a lungo! Senza vit D non si dorme bene, la qualità del sonno è compromessa.

Dormire bene è salute! Durante il sonno la temperatura corporea si abbassa, il battito cardiaco si riduceil sonno serve a recuperare energia fisica e psichica! Abbiamo sottovalutato il ruolo del sonno e dei sogni! Non dormire bene per carenza di vitamina D vuol dire avere una minore presenza nel sangue di leptina: un ormone prodotto dagli adipociti che agisce sul centro della fame posto nell’ipotalamo.

Non si mangia durante la notte perché è attivo l’ormone leptina. Chi mangia durante la notte ha una carenza di leptina e di vitamina D! Molte persone non riescono ad avere un sonno ristoratore per carenza di vitamina D. Ricordiamo sempre: chi ha valori elevati di colesterolo nel sangue, ha una baso valore di vitamina D.

Non guardiamo solo il colesterolo! Se avete valori elevati di colesterolo e dormite male, e soffrite di insonnia, consiglio di andare subito a controllare il vostro valore di vitamina D, donne ed uomini di ogni età. LA FAME NOTTURNA Esiste un rapporto diretto tra vitamina D, leptina e grelina. Sono tre ormoni collegati tra loro e dipendenti dalla massa grassa corporea.

Controllano la fame e l’appetito e il sonno. Tutti e tre agiscono sull’ipotalamo, il regista dell’intero organismo. La leptina e la vitamina D vanno insieme. Sono contenute negli adipociti, escono dagli adipociti, vanno nella linfa e nel sistema linfatico e poi nel sangue ed arrivano all’ipotalamo, dove stimolano il sonno e la sazietà! Chi è obeso può avere una carenza di vit D perché la sequestra all’interno dei suoi adipociti bianchi ipertrofici.

Dormire male, russare, soffrire di insonnia stimolano invece la secrezione di grelina, ormone della fame e dell’ appetito, spinge a mangiare di continuo, in particolare carboidrati. LEPTINA e GRELINA Chi mangia durante la notte può avere una carenza di vitamina D, di leptina ed un aumento di grelina.

Il rapporto tra vitamina D, leptina da una parte de di grelina dall’altra causa la “fame dei dolci”, di carboidrati. Ritengo essenziale per la salute dell’intero nostro organismo eseguire queste tre analisi: vitamina D, paratormone, calcemia. Ancora non tutti i laboratori sono attrezzati per eseguire la ricerca della leptina e della grelina.

  • Ma avere un valore della vitamina D sotto a 30 ng /mL è già un indice di scarsa salute e di cattiva qualità del sonno.
  • Se avete un valore basso di vitamina D, consiglio di assumere la integrazione di vit D nel pomeriggio al fine di ottenere l’effetto positivo della vit D sul centro del sonno dell’ipotalamo e quindi dormire meglio nella notte! Vivere alcune ore all’aria aperta è una sana scelta di medicina preventiva per assicurare il giusto livello di vitamina D nel nostro organismo.
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Fonte: Dott. Pierluigi Rossi Farmacia comunale la tua farmacia!!! : LA VITAMINA D – IL SONNO – LA FAME NOTTURNA

Cosa c’entra la vitamina D con la tiroide?

Effetti immunomodulanti della vitamina D in caso di patologia tiroidea Oltre alla nota attività sull’omeostasi ossea, recenti studi hanno suggerito un ruolo peculiare della vitamina D anche nella modulazione del sistema immunitario, sia per quanto riguarda l’immunità innata sia per quella acquisita.

In particolare, poi, diverse ricerche hanno dimostrato una relazione tra carenza di vitamina D e comparsa di malattie autoimmuni tiroidee e/o cancro alla tiroide, Ecco così che un gruppo di ricercatori del dipartimento di Medicina traslazionale dell’Università del Piemonte orientale ha condotto una, allo scopo di mettere in luce le attuali evidenze scientifiche del ruolo della vitamina D nella patologia tiroidea.

Ne abbiamo parato con due degli Autori, Chiara Mele e Paolo Marzullo,D.ssa Mele, cosa si intende per effetti pleiotropici della vitamina D? La vitamina D è un ormone noto per la sua funzione regolatoria dell’omeostasi muscolo-scheletrica. Tuttavia, negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato la presenza del recettore per la vitamina D a livello di numerose cellule e tessuti, aprendo nuovi orizzonti sulle sue molteplici funzioni.

Risulta essere implicata infatti nello sviluppo, nella trasmissione e nella plasticità neuronale, è in grado di inibire il sistema renina-angiotensina-aldosterone, svolge una funzione protettiva a livello dell’e ndotelio vascolare, migliora l’insulino-sensibilità e sembrerebbe esercitare un importante ruolo immunomodulante,

Da un punto di vista clinico, l’ipovitaminosi D infatti, è risultata essere correlata alla presenza di sindrome metabolica, patologie cardiovascolari, cancro, infezioni, autoimmunità, disordini neuromuscolari e a un aumentata mortalità per tutte le cause.

Alla luce di tali evidenze, lo stato nutrizionale della vitamina D è stato proposto come biomarcatore della condizione di salute generale di un individuo. Nello specifico, quali sono le evidenze di un’azione immunomodulatrice? Negli ultimi decenni un numero crescente di evidenze scientifiche ha suggerito un’interessante associazione tra omeostasi della vitamina D e risposta immunitaria,

Su questa base, numerosi ricercatori hanno ipotizzato che l’ipovitaminosi D possa contribuire all’insorgenza di patologie a eziologia autoimmune, tra cui diabete di tipo 1, tiroidite autoimmune, malattie infiammatorie intestinali, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico e sclerosi multipla.

In questo contesto, diversi studi sia in vitro che in vivo hanno dimostrato il ruolo chiave di questo ormone nel modulare sia l’immunità innata che quella acquisita, agendo su diverse componenti di tali sistemi. In particolare, la vitamina D ha la capacità di interagire direttamente con il sistema immunitario promuovendo uno stato di immuno-tolleranza e svolgendo un’importante azione anti-infiammatoria,

Prof. Marzullo, in base alla vostra analisi, quale ruolo potrebbe ricoprire la vitamina D nelle malattie autoimmuni della tiroide? Diversi studi clinici hanno dimostrato un’importante associazione tra ridotti livelli sierici di vitamina D e rischio di insorgenza di patologie autoimmuni tiroidee soprattutto nei bambini, negli anziani e nelle donne in pre-menopausa.

Nel contesto della tiroidite di Hashimoto è stata inoltre osservata un’associazione inversa tra livelli sierici di vitamina D e Tsh, dato che ha suggerito come ridotte concentrazioni sieriche di vitamina D in questi pazienti possano predisporre a un maggior rischio di progressione verso l’ipotiroidismo.

Studi interventistici hanno infatti dimostrato come la supplementazione con colecalciferolo nei pazienti con tiroidite di Hashimoto, sia in grado ridurre significativamente l’insorgenza di ipotiroidismo e il titolo degli anticorpi anti-tireoperossidasi.

  1. Nel caso, invece, della malattia di Graves e della tiroidite post-partum gli studi in questo senso sono attualmente limitati.
  2. Complessivamente, possiamo affermare che l’ipovitaminosi D sembrerebbe essere associata a una maggior prevalenza di patologie autoimmuni tiroidee e che la terapia suppletiva con colecalciferolo potrebbe avere un ruolo chiave nel prevenire l’insorgenza e le complicanze legate all’autoimmunità.

E per quanto riguarda il tumore della tiroide? La vitamina D gioca un ruolo peculiare nella carcinogenesi tiroidea per le sue proprietà antinfiammatorie e anti-neoplastiche, È in grado infatti di promuovere l’apoptosi, inibire la crescita cellulare e l’attività telomerasica delle cellule tumorali.

  • Recentemente, alcuni studi hanno dimostrato un potenziale ruolo immunomodulante della vitamina D sull’infiammazione associata al tumore.
  • Sembra essere in grado infatti, di esercitare un’importante azione antinfiammatoria in diverse tipologie di cancro, inibendo la sintesi delle citochine pro-infiammatorie.

Alla luce di queste proprietà, alcuni ricercatori hanno ipotizzato, sulla base di modelli in vitro e in vivo su animale, un ruolo chiave della vitamina D nel ridurre il microambiente infiammatorio associato al carcinoma tiroideo, I risultati degli studi clinici invece sono attualmente controversi.

  1. Infatti, mentre alcuni studi hanno evidenziato un’associazione tra ridotti livelli sierici di vitamina D e un aumentato rischio di insorgenza di tumore tiroideo, altri invece non hanno mostrato alcuna correlazione.
  2. Infine, pochi studi hanno valutato il ruolo della terapia suppletiva con vitamina D nel prevenire l’insorgenza di tumore tiroideo, con risultati inconcludenti.

In conclusione, che suggerimenti dare al clinico rispetto all’impiego di vitamina D in prevenzione e trattamento di patologie tiroidee? Il trattamento suppletivo con colecalciferolo sembra avere effetti benefici nelle patologie autoimmuni tiroidee, mentre non esistono attualmente chiare evidenze circa l’utilità della somministrazione di vitamina D nei pazienti con carcinoma tiroideo.

  1. Gli studi clinici condotti nei pazienti con tiroidite di Hashimoto hanno riportato diverse posologie giornaliere o settimanali di colecalciferolo.
  2. Bisogna inoltre considerare che la risposta individuale al trattamento e il fabbisogno può variare da un paziente all’altro in base a diversi fattori, tra cui l’età e la massa corporea,

Sulla base delle attuali evidenze, suggeriamo pertanto di impostare un trattamento primariamente volto a correggere il deficit di vitamina D, proseguendo poi con una terapia di mantenimento come suggerito dalle attuali linee guida. Nicola Miglino : Effetti immunomodulanti della vitamina D in caso di patologia tiroidea

Quali legumi hanno la vitamina D?

Esposizione ai raggi solari e alimentazione. La nutrizionista Monica Germani: Attraverso la vitamina D passa la buona salute del nostro organismo. Ecco i consigli, i benefici e i rischi di non assumerne abbastanza – Esiste un paradosso — scandinavo o mediterraneo — secondo cui nei Paesi avvantaggiati da un maggiore irraggiamento solare, come l’Italia, buona parte della popolazione mostra livelli insufficienti di vitamina D.

Livelli questi adeguati nel Nord Europa dove vige una organica politica di fortificazione degli alimenti. sicuramente un aiuto — argomenta la nutrizionista —. Ma al di l delle fortificazioni, ci sono cibi che, assunti regolarmente, colmano i deficit da vitamina D. I pi ricchi sono salmone selvatico, cio non di allevamento, sgombro, tonno, aringhe: pesci grassi che contengono omega-3,

Le cotture? Io tendo a prediligere quelle al vapore, al cartoccio o in pentola a pressione: mantengono meglio i nutrienti. Ottimi anche i molluschi e i crostacei, a patto di non avere patologie quali ad esempio il colesterolo alto, o problemi di dislipidemia, e cio grassi nel sangue.

Quindi le tartare: di salmone, purch abbattuto, e, in assenza di allergie e intolleranze, di gamberi o gamberi rossi. Poi uova di gallina e fegato. Sul fronte verdure, ottime sono la rucola, le cime di rapa, il cavolo riccio, i broccoli, gli spinaci e i carciofi, Da mangiare a ogni pasto, cercando di variare spesso, anche in base alla stagionalit.

Portatori sani di vitamina D sono pure i legumi : ceci, fagioli cannellini, lenticchie, fagioli borlotti e occhio nero, Poi acqua: almeno un litro e mezzo al giorno, ricca di calcio e con residuo fisso superiore a 500 mg a litro. Esistono alimenti addizionati di vitamina D, ma senza essere alterati.

  • Penso, ad esempio, al latte di soia, al tofu, ai cereali.
  • Nello specifico, bisogna sempre prestare attenzione alle etichette e verificare che vi sia scritto “fortificato”, non “ricco”.
  • In quest’ultimo caso potrebbe trattarsi di una forma pubblicitaria.
  • Gli integratori? Solo se c’ davvero bisogno e dietro prescrizione medica.
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Ma tenderei a preferire, ad esempio, dell’olio di fegato di merluzzo : basta un cucchiaino su un pezzo di pane per facilitarne l’assorbimento. Ecco quale pu essere il menu perfetto,11 settembre 2021 | 12:08 (©) RIPRODUZIONE RISERVATA

Quale bevanda contiene vitamina D?

La vitamina D è presente nel latte, soprattutto in quello intero. Ma si trova anche nel latte di capra e nello yogurt intero.

Qual è la carne che contiene la vitamina D?

La Vitamina D nella carne e nel pesce – Tra le carni, quella di maiale ed il fegato di manzo ne sono abbastanza ricche: il contenuto di Vitamina D si aggira tra le 40 e le 70 Unità Internazionali, Ma è il pesce ad essere l’alimento più ricco in assoluto.

Come aumentare la vitamina D velocemente?

Né troppa né troppo poca – A complicare il quadro c’è il fatto che non tutte le società scientifiche concordano sulle soglie di vitamina D da considerare minimamente “ottimali”. Con un’analisi su un prelievo di sangue è possibile dedurre la concentrazione di vitamina D, misurando i livelli della molecola 25(OH)D).

  • In Italia i valori comunemente valutati come ideali sono quelli compresi tra 12 e 40 ng/mL,
  • La soglia minima che consente la rimborsabilità è stata abbassata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) a febbraio 2023, portandola da 20 a 12 ng/mL.
  • Al di sotto di tale soglia si pensa infatti sia opportuno correre ai ripari, cambiando le proprie abitudini quotidiane e alimentari e, come ultima risorsa, facendo ricorso a eventuali integratori.

Dalla dieta invece possiamo ottenere solo un piccolo aiuto per aumentare i livelli di vitamina D: tra i cibi che ne sono più ricchi ci sono alcuni pesci con elevato contenuto di grassi (come il salmone), l’olio di pesce, il tuorlo d’uovo o alcuni alimenti addizionati, come latte e cereali.

Cosa mangiare quando si ha la vitamina D bassa?

Alimenti ricchi di vitamina D – L’alimentazione aiuta? In teoria sì, tuttavia l’ apporto di vitamina D con la dieta permette di introdurre solo tra il 10 e 20% del nostro fabbisogno. Nell’elenco degli alimenti ricchi di vitamina D, il primo è l’olio di fegato di merluzzo.

Ma la sostanza è presente anche nelle aringhe, nel tonno, negli sgombri, nel salmone e nelle uova, anche se in percentuali molto basse. Fra l’altro, questi alimenti con vitamina D andrebbero consumati tutti i giorni, cosa non facile da realizzare. Così può essere necessaria una supplementazione con farmaci con vitamina D,

In questi casi è meglio lasciar perdere il fai dai te, bisogna rivolgersi a un medico che disegnerà una terapia personalizzata. È bene rivolgersi ad uno specialista per evitare il rischio di incorrere in un eccesso di vitamina D, Le informazioni medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica,

Quale vitamina manca quando non si dorme?

LA VITAMINA D – IL SONNO – LA FAME NOTTURNA LA VITAMINA D – IL SONNO – LA FAME NOTTURNA con il sole di primavera la salute migliora Siamo entrati in primavera, l’intensità e la durata della luce solare aumentano in modo progressivo. Questa condizione determina una maggiore produzione di vitamina D da parte della nostra cute.

  1. E tutto può migliorare.
  2. VITAMINA ORMONE D La vitamina D oltre ad agire sul metabolismo del calcio e delle ossa, è la regina del sistema immunitario.
  3. Avere valori di vit D inferiore al valore di 30 ng vuol dire esporsi a patologie infettive e degenerative.
  4. Cioè con bassi valori di vit D, alto è il rischio di ammalarci rispetto a chi valori ottimi di questa vitamina.

Il 40% delle persone non hanno il giusto valore della vitamina D, hanno valori inferiori a 30 nanogrammi. Milioni di persone non sanno di essere a rischio di carenza di vi D. Putroppo! Il 90% della vit D del nostro organismo e’ ottenuta dall’azione dei raggi solari sul colesterolo della cute, che si trasforma in vit D.

Il 10% della nostra vit D deriva dagli alimenti: pesci, uova, formaggi, burro, funghi. Non esporsi alla luce solare causa la progressiva riduzione della vitamina D nel sangue. SONNO – PESO CORPOREO. Una carenza di vi D è un rischio di perdita di massa ossea con comparsa dapprima di osteopenia e poi di osteoporosi.

In questo post desidero scrivere invece sul rapporto tra sonno, peso corporeo e vitamina D, fame notturna. La vitamina D interviene nel ritmo sonno-veglia, agisce sul centro del sonno presente nell’ipotalamo. Insomma la vit D ci fa dormire bene e a lungo! Senza vit D non si dorme bene, la qualità del sonno è compromessa.

Dormire bene è salute! Durante il sonno la temperatura corporea si abbassa, il battito cardiaco si riduceil sonno serve a recuperare energia fisica e psichica! Abbiamo sottovalutato il ruolo del sonno e dei sogni! Non dormire bene per carenza di vitamina D vuol dire avere una minore presenza nel sangue di leptina: un ormone prodotto dagli adipociti che agisce sul centro della fame posto nell’ipotalamo.

Non si mangia durante la notte perché è attivo l’ormone leptina. Chi mangia durante la notte ha una carenza di leptina e di vitamina D! Molte persone non riescono ad avere un sonno ristoratore per carenza di vitamina D. Ricordiamo sempre: chi ha valori elevati di colesterolo nel sangue, ha una baso valore di vitamina D.

  • Non guardiamo solo il colesterolo! Se avete valori elevati di colesterolo e dormite male, e soffrite di insonnia, consiglio di andare subito a controllare il vostro valore di vitamina D, donne ed uomini di ogni età.
  • LA FAME NOTTURNA Esiste un rapporto diretto tra vitamina D, leptina e grelina.
  • Sono tre ormoni collegati tra loro e dipendenti dalla massa grassa corporea.

Controllano la fame e l’appetito e il sonno. Tutti e tre agiscono sull’ipotalamo, il regista dell’intero organismo. La leptina e la vitamina D vanno insieme. Sono contenute negli adipociti, escono dagli adipociti, vanno nella linfa e nel sistema linfatico e poi nel sangue ed arrivano all’ipotalamo, dove stimolano il sonno e la sazietà! Chi è obeso può avere una carenza di vit D perché la sequestra all’interno dei suoi adipociti bianchi ipertrofici.

  1. Dormire male, russare, soffrire di insonnia stimolano invece la secrezione di grelina, ormone della fame e dell’ appetito, spinge a mangiare di continuo, in particolare carboidrati.
  2. LEPTINA e GRELINA Chi mangia durante la notte può avere una carenza di vitamina D, di leptina ed un aumento di grelina.

Il rapporto tra vitamina D, leptina da una parte de di grelina dall’altra causa la “fame dei dolci”, di carboidrati. Ritengo essenziale per la salute dell’intero nostro organismo eseguire queste tre analisi: vitamina D, paratormone, calcemia. Ancora non tutti i laboratori sono attrezzati per eseguire la ricerca della leptina e della grelina.

Ma avere un valore della vitamina D sotto a 30 ng /mL è già un indice di scarsa salute e di cattiva qualità del sonno. Se avete un valore basso di vitamina D, consiglio di assumere la integrazione di vit D nel pomeriggio al fine di ottenere l’effetto positivo della vit D sul centro del sonno dell’ipotalamo e quindi dormire meglio nella notte! Vivere alcune ore all’aria aperta è una sana scelta di medicina preventiva per assicurare il giusto livello di vitamina D nel nostro organismo.

Fonte: Dott. Pierluigi Rossi Farmacia comunale la tua farmacia!!! : LA VITAMINA D – IL SONNO – LA FAME NOTTURNA

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