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Aspirina A Cosa Serve?

Aspirina A Cosa Serve

Quando si deve prendere l’aspirina?

Sciogliere 1 o 2 compresse di Aspirina C in mezzo bicchiere d’acqua. Dosaggio: 1 o 2 compresse ripetendo la dose, se necessario, ad intervalli di 4-8 ore, sino a 3-4 volte al giorno.

Che differenza c’è tra aspirina e tachipirina?

Aspirina o Tachipirina? –

Entrambe le molecole hanno effetto antidolorifico ed antifebbrile, con efficacia simile alle dosi raccomandate. L’aspirina possiede effetto antinfiammatorio, di cui la Tachipirina è priva. La Tachipirina può essere somministrata ai bambini, mentre l’aspirina normalmente è controindicata sotto i 16 anni d’età. Sono entrambe vendute in formulazioni da banco come rimedi da automedicazione per il trattamento di piccole patologie. L’aspirina possiede effetto antiaggregante, sfruttato in alcune formulazioni prescritte a pazienti a rischio cardiovascolare. Tachipirina è di norma meglio tollerata a livello gastrico (stomaco). Di entrambe esistono i relativi generici.

Quando non prendere l’aspirina?

2. Cosa serve sapere prima di prendere Aspirina Dolore e Infiammazione – Non prenda Aspirina Dolore e Infiammazione:

se è allergico all’acido acetilsalicilico o altri salicilati o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);se è allergico all’acido acetilsalicilico o altri salicilati o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);se soffre di ulcera gastrica o intestinale (anche duodenale);se soffre di ulcera gastrica o intestinale (anche duodenale);se soffre di grave insufficienza epatica, renale o cardiaca;se sta assumendo una terapia con metotrexato in dosi superiori a 20 mg/sett.;se sta assumendo anticoagulanti orali (farmaci per ” fluidificare” il sangue e prevenire la formazione di coaguli);se e’ dopo il 5° mese di gravidanza (oltre 24 settimane di assenza di mestruazioni);bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni di età.

Se ha dei dubbi, si rivolga al medico o al farmacista prima di assumere questo medicinale. Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Aspirina Dolore e Infiammazione:

se sta assumendo altri prodotti contenenti acido acetilsalicilico, per evitare il rischio di sovradosaggio;se si manifesta mal di testa mentre sta assumendo alte dosi di acido acetilsalicilico per un periodo prolungato di tempo, non aumenti il dosaggio ma piuttosto chieda consiglio al medico o al farmacista;se usa antidolorifici regolarmente, in particolare antidolorifici diversi in associazione, questo può comportare una ridotta funzionalità renale.;se ha un deficit di G6PD (Glucosio-6-fosfato deidrogenasi), una malattia ereditaria che colpisce i globuli rossi, perché dosi elevate di acido acetilsalicilico potrebbero portare a emolisi (distruzione dei globuli rossi);se ha una storia pregressa di ulcere gastriche o intestinali, o di emorragie gastriche o intestinali o gastriti;se soffre di insufficienza epatica o renale;se soffre di asma: il verificarsi di un attacco di asma, in alcuni pazienti, può essere collegato ad una reazione allergica ai farmaci antinfiammatori non steroidei o all’acido acetilsalicilico. In questo caso, l’utilizzo di questo medicinale non è raccomandato;in caso di mestruazioni abbondanti;se si verifica emorragia gastrointestinale durante il trattamento (perdita di sangue dalla bocca, sangue nelle feci, colore scuro delle feci): interrompa il trattamento e chiami immediatamente il medico o il pronto soccorso;se sta assumendo anche medicinali che fluidificano il sangue e ne prevengono la coagulazione (anticoagulanti);l’acido acetilsalicilico aumenta il rischio di emorragia anche a basse dosi e anche a diversi giorni dall’assunzione. Informi il suo medico, chirurgo o anestesista o dentista se è previsto un intervento chirurgico, anche di piccola entità;l’acido acetilsalicilico modifica la quantità di acido urico nel sangue. Questo deve essere tenuto in considerazione se si assume un farmaco contro la gotta;si raccomanda di non assumere questo farmaco durante l’allattamento.

Bambini Nei bambini affetti da malattie virali e sottoposti a somministrazione di acido acetilsalicilico è stata osservata la sindrome di Reye (una malattia rara ma molto grave associata principalmente a danni neurologici e al fegato). Di conseguenza:

se è allergico all’acido acetilsalicilico o altri salicilati o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);se ha sofferto di asma o reazioni allergiche (ad es. orticaria, angioedema, rinite grave, shock) indotte dalla somministrazione di acido acetilsalicilico o di medicinali correlati (in particolare farmaci antinfiammatori non steroidei);se soffre di ulcera gastrica o intestinale (anche duodenale);se soffre di una condizione emorragica o è a rischio di sanguinamento;se soffre di grave insufficienza epatica, renale o cardiaca;se sta assumendo una terapia con metotrexato in dosi superiori a 20 mg/sett.;se sta assumendo anticoagulanti orali (farmaci per ” fluidificare” il sangue e prevenire la formazione di coaguli);se e’ dopo il 5° mese di gravidanza (oltre 24 settimane di assenza di mestruazioni);bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni di età.in caso di malattia virale come influenza o varicella, la somministrazione di acido acetilsalicilico a un bambino non deve avvenire senza aver prima consultato un medico;se si manifestano segni di vertigini o svenimenti, alterazioni comportamentali o vomito in un bambino che sta assumendo acido acetilsalicilico, avverta immediatamente il medico.

Altri medicinali e Aspirina Dolore e Infiammazione Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Nel testo successivo, vengono utilizzate le seguenti definizioni: l’acido acetilsalicilico può essere usato per il trattamento di malattie reumatiche ad alte dosi (chiamate “dosi antiinfiammatorie”) definite come: 1 g o piu’ come dose singola e/o 3 g o piu’ per giorno.

se è in trattamento con metotrexato a dosi superiori a 20 mg/settimana. In questo caso, l’acido acetilsalicilico deve essere evitato quando utilizzato ad alte dosi (antiinfiammatorie) o per il trattamento di dolore e febbre;se è in trattamento con anticoagulanti orali e in caso di storia pregressa di ulcera gastroduodenale. In questo caso, l’acido acetilsalicilico deve essere evitato quando utilizzato ad alte dosi (antiinfiammatorie) o per il trattamento di dolore e febbre.

Si rivolga al medico o al farmacista prima di assumere acido acetilsalicilico con uno qualsiasi dei seguenti farmaci:

anticoagulanti orali, quando l’acido acetilsalicilico è usato per il trattamento di dolore e febbre e non c’è una storia pregressa di ulcere gastro-duodenali;farmaci antiinfiammatori non steroidei quando l’acido acetilsalicilico è utilizzato ad alte dosi (antiinfiammatorie) o per il trattamento del dolore e della febbre;eparine usate a dosi curative, o in soggetti anziani (≥ 65 anni) quando l’acido acetilsalicilico è utilizzato ad alte dosi (antiinfiammatorie) particolarmente per il trattamento di malattie reumatiche o per il trattamento del dolore e della febbre;trombolitici;clopidogrel;ticlopidina;medicinali uricosurici usati per il trattamento della gotta (ad esempio: benzobromarone, probenecid);glucocorticoidi (tranne terapia sostitutiva con idrocortisone) quando l’acido acetilsalicilico è utilizzato ad alte dosi (antiinfiammatorie);pemetrexed, in pazienti con funzionalità renale ridotta da lieve a moderata;anagrelide;medicinali per il trattamento della ritenzione idrica (diuretici);inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, antagonisti del recettore dell’angiotensina II;metotrexato usato a dosi pari o inferiori 20mg/sett.;trattamenti topici gastrointestinali, antiacidi e carbone attivo;deferasirox;inibitori selettivi del reuptake della serotonina (ad esempio: citalopram, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina).

Per evitare qualsiasi effetto da interazione fra i medicinali, deve informare il medico o il farmacista di qualsiasi altro medicinale che assume. Aspirina Dolore e Infiammazione con alcool Non prenda Aspirina Dolore e Infiammazione assieme ad alcolici.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in gravidanza o in allattamento, sospetta di essere in gravidanza o sta pianificando di avere un bambino, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di assumere questo o ogni altro medicinale. Gravidanza Nei primi cinque mesi di gravidanza deve consultare il medico prima di prendere questo farmaco o ogni altro prodotto contenente acido acetilsalicilico.

Dall’inizio del 6° mese di gravidanza (oltre 24 settimane di assenza di mestruazioni), per nessun motivo deve prendere questo medicinale perchè questo può arrecare grave danno a lei e al suo bambino. Se ha assunto questo medicinale durante la gravidanza, deve immediatamente contattare il medico.

Allattamento Questo medicinale può passare nel latte materno. A titolo precauzionale, Aspirina Dolore e Infiammazione non è raccomandato durante l’allattamento. Fertilità Il prodotto appartiene ad un gruppo di farmaci che possono alterare la fertilità nelle donne. Questo effetto è reversibile una volta cessato l’uso del farmaco.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari L’acido acetilsalicilico non ha alcuna influenza sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari.

Dove agisce l’aspirina?

Agenzia Italiana del Farmaco L’acido acetilsalicilico, principio attivo dell’ aspirina, entra nell’organismo e si dissocia a dare il salicilato, in grado di inibire in maniera irreversibile la ciclossigenasi, enzima coinvolto nella sintesi delle prostaglandine, responsabili di numerosi fenomeni biologici.

Come antinfiammatorio è meglio l’aspirina o la tachipirina?

Febbre alta meglio Tachipirina o Aspirina? – In caso di stato febbrile la Tachipirina resta il farmaco di prima scelta, anche quando è alta. Nel caso in cui la febbre non dovesse scendere con il paracetamolo l’Aspirina potrebbe essere efficace grazie alla sua azione antinfiammatoria.

Cosa cambia tra Oki e aspirina?

In cosa differiscono questi farmaci? – Essenzialmente in niente, il principio attivo è lo stesso e l’efficacia e gli effetti collaterali sono gli stessi. Utilizzeremo il CEROTTO A BASE DI DICLOFENAC, se il dolore è molto localizzato e non vogliamo preoccuparci della somministrazione ripetuta del medicinale.

  1. Difatti il cerotto lasciato in sede, rilascia il principio attivo per diverse ore trattando il dolore e l’infiammazione in maniera continuativa e progressiva.
  2. UTILIZZEREMO LA CREMA a base di diclofenac, se il dolore è più esteso, abbiamo bisogno di applicare il medicinale più volte al giorno, e se la zona utilizzata è scomoda per applicare un cerotto ( per esempio ginocchia ecc) La crema va applicata con un leggero massaggio fino a completo assorbimento del prodotto.

Utilizzeremo invece LA COMPRESSA se il dolore è molto intenso, fastidioso e l’infiammazione è più importante. Non va mai superato un dosaggio giornaliero pari a 100mg di diclofenac È fortemente sconsigliato per chi ha problemi di stomaco

Chi non può prendere l’aspirina?

Avvertenze ASPIRINA ® Acido acetilsalicilico – Nonostante ASPIRINA ® sia un farmaco vendibile senza obbligo di prescrizione medica, sarebbe opportuno consultare il proprio medico prima di intraprendere l’assunzione di questo medicinale, avendo cura di estendere la terapia per un periodo non superiore ai 5 giorni.

  • Al fine di ridurre gli effetti collaterali associati alla terapia con acido acetilsalicilico, sarebbe opportuno assumere ASPIRINA ® preferibilmente a stomaco pieno e nelle più basse dosi possibili.
  • Particolare cautela andrebbe riservata ai pazienti affetti da patologie cardiovascolari, coagulative, renali, epatiche, allergiche e gastrointestinali, vista la maggior suscettibilità di questi agli effetti collaterali della terapia con FANS.

Qualora la terapia risultasse inefficace o si notasse la comparsa di effetti collaterali, sarebbe opportuno consultare il proprio medico, valutando eventualmente la possibilità di sospendere l’assunzione del farmaco. GRAVIDANZA ED ALLATTAMENTO Noto il ruolo delle prostaglandine nel controllare efficacemente il processo di differenziazione e proliferazione cellulare, è facile comprendere come l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei come l’acido acetilsalicilico, possa compromettere il normale sviluppo fetale ed embrionale aumentando il rischio di aborti indesiderati e malformazioni neonatali.

Perché l’aspirina fa passare il mal di testa?

Da sapere – MAL DI TESTA E AMBIENTE Molti fattori, di natura diversa, estranei all’organismo umano sono in grado di scatenare o aggravare una crisi di mal di testa e tra questi un ruolo chiave è giocato dai fattori ambientali. Poiché questi fattori scatenanti non sono identici per tutti, è importante che ciascuno individui i propri, in modo tale da evitarli prevenendo così fastidi maggiori.

  • Per esempio, per alcuni la presenza nell’ambiente di fumo di sigaretta è un fattore scatenante.
  • Per altri anche una notte di insonnia, alcune condizioni meteo (variazioni di pressione atmosferica) rappresentano un rischio.
  • MAL DI TESTA E ALIMENTAZIONE Se il tuo mal di testa compare quasi subito dopo un pasto o dopo uno spuntino, la causa più probabile è proprio il cibo che hai mangiato,

Di solito questo tipo di mal di testa cosiddetto “alimentare” non è particolarmente grave e non necessita di trattamenti o rimedi urgenti, anche se è meglio fare attenzione per identificare l’alimento scatenante. I cibi sotto accusa in genere sono: cioccolato, formaggi, caffè e bevande eccitanti,

  • In questi casi la prevenzione consiste nell’eliminare dalle dispense delle cucine questi alimenti,
  • Inoltre, è bene non confondersi con altri disturbi alimentari, come le allergie o le intolleranze alimentari che, invece, sono più complessi e che si possono presentare fin dalla nascita e possono manifestarsi in forme di diversa gravità.

In pratica, quando il solo sintomo è il dolore alla testa, e specie se si tratta di persone adulte, si può sospettare di uno o più alimenti. Bisogna ricordare che anche in questo caso il dolore più o meno intenso potrebbe essere esteso a tutto il capo, come succede nella cefalea di tipo tensivo, o solo a metà, come nell’emicrania.

In ogni caso, se dopo aver eliminato questi cibi dalla dieta i dolori ritornano è bene consultare il medico per poter assumere tempestivamente il farmaco più indicato e alleviare il dolore. MAL DI TESTA FEMMINILE Una delle ragioni per cui il mal di testa nel suo complesso è prevalente nella popolazione femminile, probabilmente, risiede nell’ attività degli ormoni estrogeni MAL DI TESTA E STILE DI VITA Lo stress, sia fisico che psichico, insieme ad altri fattori emotivi (ansia e depressione) contribuisce a scatenare il mal di testa.

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Questo accade sia perché quando si è agitati si tende a irrigidirsi e tenere contratti i muscoli del collo, sia perché l’ansia può provocare delle alterazioni a livello del nostro sistema nervoso che si manifestano come dolore alla testa. Quando è lo stress la causa del tuo mal di testa, la soluzione migliore è quella di eliminare le situazioni che lo provocano, anche se è spesso molto difficile.

Prova ad affrontare ogni situazione con calma, senza pensare ai giudizi degli altri sul tuo operato e senza combattere ogni giorno contro le avversità; Ricordati che per il tuo benessere è meglio programmare per tempo tutti i tuoi impegni di lavoro, in modo tale da non giungere impreparati alle scadenze e da poter affrontare anche un lavoro improvviso ed urgente; Cerca di vivere al meglio le emozioni e i cambiamenti importanti della vita (trasloco, cambio di lavoro, matrimonio, nascita di uno o più bambini, ecc.) condividendoli; In caso di eccessivi impegni, divisi tra casa e lavoro, sarebbe meglio farsi aiutare da qualcuno, anche nelle semplici faccende domestiche, così da non doversi trovare ad affrontare una stanchezza eccessiva; Cerca di non condurre una vita troppo frenetica, priva di interruzioni o di attività ricreative, perché ritmi simili portano ad un accumulo di tensioni psico-fisiche; Ricorda che si può far ricorso a tecniche di rilassamento : in questo modo si può anche riuscire ad arginare l’attacco di cefalea; Mantieni uno stile di vita regolare e costante, cerca di andare a letto e svegliarti sempre alla stessa ora, in modo da non alterare i ritmi biologici. Il sonno è molto importante, Tuttavia, poiché nei momenti di particolare agitazione anche dormire può divenire un problema, si può ricorrere a una bevanda rilassante prima di coricarsi (camomilla, malva, tiglio.). Non c’è niente di meglio di un rimedio naturale per affrontare lo stress. Quando possibile cerca di dormire in stanze fresche e non rumorose : ricordati che riposando meglio, avrai meno mal di testa; Evita gli sforzi eccessivi, ma pratica sport che aiutino a “scaricare” le tensioni, come ad esempio: nuoto, tennis, karate, corsa e squash; E infine ricorda anche che dopo aver sostenuto una prova importante, come una sessione di esami, è fisiologico avere mal di testa durante la fase di rilassamento, perché in quel momento il nostro corpo rilascia particolari sostanze attivanti il dolore (neurotrasmettitori).

MAL DI TESTA: CHE FARE Non sottovalutarne la gravità. Poiché esistono numerosi tipi di mal di testa, è importante valutarne gravità e natura. I primi campanelli di allarme che devono indurre chi soffre di mal di testa a recarsi dal medico sono la durata e frequenza degli attacchi,

Anche episodi sporadici di mal di testa non devono essere tuttavia sottovalutati perché, se non adeguatamente trattati, possono peggiorare nel tempo. Il medico provvederà ad escludere la presenza di altre patologie che possano essere causa scatenante del dolore e ad individuare natura e possibili cause del mal di testa.

Eventualmente potrà consigliare il centro cefalee più vicino. I centri cefalee sono strutture dedicate alla malattia nel suo complesso e possono fornire la terapia o il trattamento più adatti alla situazione individuale. Il ruolo del paziente In questo percorso, soprattutto nelle forme più severe di mal di testa, è importante il ruolo attivo del paziente,

  1. Infatti nonostante le recenti evoluzioni e innovazioni tecnologiche, la diagnosi del mal di testa si basa prima di tutto sull’ esame obiettivo del problema,
  2. Per questo motivo può diventare importante valutare i sintomi, il tipo di dolore, la durata e la frequenza del mal di testa.
  3. Per la raccolta di tutti questi dati può essere utile utilizzare un diario del mal di testa in cui siano annotate anche le abitudini della propria vita quotidiana.

Le abitudini di vita hanno infatti un ruolo fondamentale nell’insorgenza del mal di testa e rappresentano un primo ambito di intervento per prevenirl o. Una volta individuata la natura del mal di testa, si potrà ricorrere al rimedio più adatto. I farmaci antinfiammatori non steroidei In questo complesso panorama, un ruolo importante viene svolto da una classe di farmaci che nel tempo hanno dato prova di efficacia e tollerabilità, tanto da divenire prodotti da banco, cioè acquistabili senza la ricetta medica: i farmaci antinfiammatori non steroidei, o più semplicemente FANS,

Tra questi vi sono quelli a base di acido acetilsalicilico, in grado di combattere il mal di testa inibendo la produzione delle prostaglandine, sostanze coinvolte nella trasmissione del dolore. Il loro utilizzo è indicato come trattamento di prima linea nei pazienti che soffrono di cefalea di tipo tensivo e di emicrania.

Per questi casi di mal di testa, in cui può essere importante agire subito, può essere utile una formulazione che si sciolga già sulla lingua e venga quindi assorbita velocemente favorendo la rapidità d’azione. Per dosaggi e durata del trattamento con acido acetilsalicilico bisogna sempre far riferimento al foglietto illustrativo o chiedere consiglio a un farmacista o al medico di fiducia,

Quanto dura l’effetto di una aspirina?

SALICILATI: sono stati scoperti empiricamente apprezzando gli effetti analgesici ed antipiretici del masticare pezzi di corteccia ricavati da alcune piante ed in particolare dal salice, All’interno di queste cortecce è infatti presente una sostanza, chiamata salicina, che in seguito alla masticazione si idrolizza lentamente a dare glucosio più acido salicilico.

  • Tale reazione avviene più rapidamente in presenza di acido cloridrico, come succede nello stomaco,
  • L’ acido salicilico possiede una blanda attività antipiretica ed un modesto effetto antinfiammatorio,
  • In terapia non viene più utilizzato a causa delle sue spiccate caratteristiche acide, quindi irritanti sulle mucose gastriche ed esofagee.

Permane invece l’utilizzo esterno, ad esempio per l’eliminazione delle verruche o cheratosi (formazioni fibrose della pelle), dove si sfrutta il suo effetto cheratolitico. Con una semplice modifica chimica, chiamata acetilazione, l’ alcool salicilico dà origine al famosissimo acido acetilsalicilico, meglio conosciuto come Aspirina ®.

Questo farmaco, entrato in terapia nel 1898, è ancora utilizzato per il suo marcato effetto antinfiammatorio e per il discreto potere antifebbrile. L’aspirina si assume in dosaggi di 300-500 mg quattro volte al giorno, dal momento che la durata d’azione è di circa 5/6 ore. Come antinfiammatorio – antifebbrile si adopera quindi a dosi di 2g/die.

L’effetto più utile dell’aspirina è tuttavia quello antiaggregante piastrinico, che si manifesta quando viene assunta a bassi dosaggi ( Cardioaspirina ®). Questo farmaco trova un largo impiego nella prevenzione delle malattie trombotiche, quindi dell’ infarto e dell’ ictus cerebrale (dose d’assunzione: una cpr nell’arco delle 24 ore).

  1. La cardioaspirina agisce inibendo in maniera permanete gli enzimi COX1 presenti nelle piastrine, di conseguenza l’aggregazione piastrinica viene inibita per 7-8 giorni (che è il tempo di vita medio delle piastrine); ciò ne spiega l’utilizzo nella profilassi della trombosi,
  2. Come tutti i FANS di prima generazione, l’effetto collaterale più importante dell’aspirina è dato dalla sua gastrolesività,

Le formulazioni sono moltissime, si va dalle compresse tradizionali a quelle effervescenti, in cui si aggiunge bicarbonato di sodio ed acido citrico per facilitarne lo scioglimento. Per aumentarne la solubilità dell’aspirina se ne fa il sale con l’amminoacido lisina, dando origine all’acetilsalicilato di lisina (solubilità immediata, adatto anche per l’iniezione o come granulare istantaneo sublinguale ).

Perché l’aspirina fluidifica il sangue?

Meccanismo di azione – L’aspirina è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS), usato in genere come analgesico; è tuttavia in grado anche impedire la formazione di coaguli ematici. Il farmaco agisce inibendo l’effetto aggregante delle piastrine nei vasi sanguigni in cui colesterolo e placche possano ostruire parzialmente il flusso.

Come curare il raffreddore in poche ore?

Come curare il raffreddore: i prodotti utili quando i rimedi della nonna non bastano – Il riposo è la parola d’ordine e il primo accorgimento quando si viene colpiti da questo malanno. I primi rimedi per il raffreddore sono quelli della nonna, come i fumenti con oli essenziali o in alternativa bicarbonato (ottimo disinfettante).

Per favorire la liberazione delle vie respiratorie sono molto efficaci anche i lavaggi nasali o un bagno caldo con oli essenziali, come l’eucalipto o menta. Un altro espediente è assumere tanta vitamina C, attraverso gli alimenti oppure attraverso degli integratori. Di sicuro aiuterà a rinforzare le difese immunitarie ed evitare ricadute dopo la guarigione.

Se il riposo non fa per te, ci sono dei prodotti specifici per alleviare il raffreddore e non restare bloccato a letto. Vediamo quali prodotti sono reputati tra i migliori:

VIVIN C compresse effervescenti : farmaco per uso orale contenente acido acetilsalicilico e acido ascorbico con proprietà antinfiammatoria, antipiretica, antidolorifica e quelle della vitamina C; FLUIMUCIL influenza e raffreddore : grazie all’associazione specifica dei suoi principi attivi (paracetamolo e pseudoefedrina cloridrato) esplica una triplice funzione analgesica, antipiretica e decongestionante, che garantisce un sollievo immediato dai sintomi influenzali e da raffreddamento, senza indurre sonnolenza; FLUFAST APIX miele e propoli : contiene estratti di Propoli e Agrimonia che contribuiscono a formare un film mucoadesivo a protezione della mucosa irritata, mentre il Miele ha un effetto emolliente; NUROFEN influenza e raffreddore : decongestionante nasale e sinusale con i principi attivi si ibuprofene e pseudoefedrina cloridrato.

Il raffreddore è un malanno molto fastidioso e nonostante le accortezze è molto facile attaccarlo, per questo è bene sapere come correre subito ai ripari. Se hai trovato interessante questo articolo, continua a seguirci. Il nostro blog è sempre aggiornato con consigli utili per te e la tua famiglia.

Cosa prendere per fermare subito il raffreddore?

I decongestionanti nasali come la fenilefrina, la pseudoefedrina e l’ossimetazolina possono fornire sollievo, così come i medicinali per abbassare la febbre come il paracetamolo (un antipiretico) o l’ibuprofene (un FANS). Per i raffreddori accompagnati da tosse secca o umida, si consigliano antitosse o mucolitici.

Come sostituire l’aspirina in modo naturale?

Vorrei sapere se ci sono prodotti naturali che possono sostituire l’acidoacetilsalicilico (che devo prendere a vita dopo ictus criptogenetico, ma che non tollero bene) e in particolare se vi è un quantitativo approssimativamente equivalente di salicilina contenuta nell’estratto della corteccia del salice che ha minor impatto lesivo sullo stomaco.

Risponde: Sannia Antonello – Endocrinologo, docente di Fitoterapia La pianta che meglio può sostituire l’acido acetilsalicilico alla dose prescritta come antiaggregante è il ginkgo biloba, da prendere come estratto secco titolato in ginkgoflavonoidi al 24% e in terpeni totali al 6%, il suo dosaggio ottimale come antiaggregante piastrinico è di 120 mg al mattino al risveglio e 120 mg nel tardo pomeriggio, sempre quindi a stomaco vuoto.

La cura va fatta cronicamente per mantenere l’effetto costante nel tempo. In genere la tollerabilità di questo estratto alla dose di 240 mg al giorno è molto buona.

Chi può prendere aspirina?

Non prenda questo medicinale per più di 3 giorni senza parere del medico. Aspirina influenza e naso chiuso è indicata per un utilizzo negli adulti e negli adolescenti dai 16 anni. Non somministri il medicinale a bambini e adolescenti di età inferiore a 16 anni, senza consultare il medico.

Quale antinfiammatorio più potente?

Qual il miglior antinfiammatorio per trattare i pazienti con dolore da osteoartrosi? E’ questa la domanda che si sono posti un gruppo di ricercatori svizzeri dell’Universit di Berna che hanno effettuato una meta-analisi di rete, pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet, per giungere a una risposta.

  1. Ci che hanno trovato, dopo attenta analisi di dati su numerosi FANS, che l’antinfiammatorio pi efficace attualmente disponibile il diclofenac, non solo in termini di miglioramento del dolore ma anche della funzione.
  2. Anche Etoricoxib si mostrato efficace ma disponibile sul mercato in pochi Paesi; mentre il paracetamolo, farmaco spesso utilizzato anche per questo tipo di dolore, non avrebbe alcun effetto benefico.

– Qual è il miglior antinfiammatorio per trattare i pazienti con dolore da osteoartrosi? E’ questa la domanda che si sono posti un gruppo di ricercatori svizzeri dell’Università di Berna che hanno effettuato una meta-analisi di rete, pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet, per giungere a una risposta.

Ciò che hanno trovato, dopo attenta analisi di dati su numerosi FANS, è che l’antinfiammatorio più efficace attualmente disponibile è il diclofenac, non solo in termini di miglioramento del dolore ma anche della funzione. Anche etoricoxib si è mostrato efficace ma è disponibile sul mercato in pochi Paesi; mentre il paracetamolo, farmaco spesso utilizzato anche per questo tipo di dolore, non avrebbe alcun effetto benefico.

L’osteoartrosi è la forma più comune di malattia articolare e tra le principali cause di dolore nelle persone anziane. A loro volta, i sintomi ad essa associati comportano un aumento della disabilità fisica e nei movimenti fino all’aumento della mortalità per tutte le cause.

La gestione di questo dolore si basa su un approccio farmacologico sequenziale in cui i farmaci anti-infiammatori non-steroidei (FANS) sono la principale forma di trattamento. Negli Stati Uniti d’America, circa il 65% dei pazienti con osteoartrosi utilizza FANS sotto prescrizione. La domanda nasce dunque spontanea, quale FANS utilizzare vista la diversità che abbiamo a disposizione? L’obiettivo di questo studio è stato proprio quello di valutare l’efficacia di diverse preparazioni e dosaggi di FANS sul dolore da osteoartrosi attraverso una meta-analisi di rete.

Lo studio ha incluso studi randomizzati e controllati su FANS, paracetamolo o placebo, per il trattamento del dolore da osteoartrosi del ginocchio e dell’anca. I ricercatori hanno estratto questi dati dal Registro Centrale Cochrane Controlled Trials (CENTRAL) da studi rilevanti pubblicati tra il 1 gennaio 1980 e il 24 febbraio 2015, con almeno 100 pazienti per gruppo e dalle banche dati di Embase e Medline dal 2009 al 2015.

Gli esiti primari e secondari prespecificati erano il dolore e la funzione fisica, e sono stati estratti in duplicato per un massimo di sette punti temporali dopo l’inizio del trattamento: 1 settimana (±2 giorni), 2 settimane (±2 giorni), 4 settimane (±1 settimana), 6 settimane (±1 settimana), 3 mesi (±1 mese), 6 mesi (±1 mese), 12 mesi (±1 mese), e alla fine del trattamento (1, 2 settimane e fine del trattamento anche per l’outcome secondario).

E’ stata utilizzata un’estensione dell’analisi bayesiana multivariabile a effetti casuali per confronti su trattamenti multipli misti. Preparati che hanno usato diverse dosi giornaliere totali sono stati considerati separatamente nell’analisi. Sono stati inclusi 74 studi randomizzati per un totale di 58.556 pazienti.

I risultati dell’analisi hanno mostrato che il celecoxib 200 mg/al giorno era il farmaco più studiato nei trial analizzati (39 studi). L’età media dei pazienti tra i vari trial andava dai 58 ai 71 anni, con una percentuale abbastanza variabile di donne tra il 49% e il 90% e con follow up medio di 12 settimane.

Dopo il celecoxib, il farmaco più studiato è stato il naprossene 1000 mg/al giorno con 8195 pazienti arruolati tra i vari studi; gli studi con meno pazienti arruolati sono stati su diclofenac 70 mg /al giorno con 104 pazienti ed etoricoxib 90 mg/al giorno con 112 pazienti.

Nessuno studio considerato aveva elevato rischio di bias.In generale, tutte le preparazioni analizzate negli studi hanno migliorato i sintomi e il dolore rispetto al placebo. Per sei interventi (diclofenac 150 mg, etoricoxib 30 mg, 60 mg, e 90 mg, e rofecoxib 25 mg e 50 mg –quantità giornaliere per tutti), c’erano dati statistici sufficienti per supportare un significativo anche se minimo effetto clinico rispetto al placebo nella riduzione del dolore (la probabilità che la differenza rispetto al placebo è pari o inferiore al valore pre soglia specificata di 0,37 era almeno del 95%).

E’ stata osservata una risposta significativa lineare dose effetto con celecoxib (p=0,030), diclofenac (p=0,031) e naprossene (p=0,026). I quattro migliori farmaci contro questo dolore identificati dall’analisi sono etoricoxib 90 mg/al giorno, rofecoxib 50 mg/ al giorno, diclofenac 150 mg/al giorno ed etoricoxib 60 mg/al giorno.

  1. Tra questi interventi, solo diclofenac ed etoricoxib (60 mg/al giorno) hanno avuto un 100% di probabilità di raggiungere la minima differenza clinicamente importante e in parole povere la migliore risposta.
  2. Anche per quanto riguarda eventuali miglioramenti dell’effetto analgesico con l’aumento della dose, si è verificato in maniera significativa solo con celecoxib (p=0,030), diclofenac (p=0,031) e naproxene (p=0,026).
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Non è stata trovata alcuna evidenza del fatto che gli effetti del trattamento possano variare in base alla durata del trattamento. Le stime degli effetti non sono cambiate in analisi di sensitività con due modelli statistici aggiuntivi e che rappresentano criteri di qualità metodologica in analisi di meta-regressione.

  • In conclusione, interpretando i dati numerici derivanti da questa metanalisi di rete, i ricercatori hanno sottolineato che il paracetamolo sembra non avere alcun ruolo come agente singolo nel trattamento dei pazienti con osteoartrosi, indipendentemente dalla dose.
  • Ci sono, invece, prove evidenti che il diclofenac alla dose di 150 mg/al giorno è il FANS più efficace attualmente disponibile, in termini di miglioramento sia del dolore che della funzione.

Si è mostrato efficace nell’analisi anche etoricoxib ma tale farmaco è autorizzato per il mercato in pochi Paesi. Il consiglio finale degli autori è che in considerazione del profilo di sicurezza di questi farmaci, i medici, quando selezionano il farmaco e la dose per i singoli pazienti, prendano in considerazione questi risultati insieme a tutte le informazioni di sicurezza note che per alcuni FANS riguardano eventuali problemi al sistema cardiocircolatorio e per altri complicanze gastrointestinali.

Quale migliore antinfiammatorio?

In poche parole, al banco consigliamo nell’ordine: ibuprofene (moment, subitene), naprossene (momendol, uninapro), ketoprofene (okitask, ketodol), diclofenac (voltadvance).

Quali sono gli antinfiammatori che fanno meno male?

Quali sono gli antinfiammatori che non fanno male? – Talora, il trattamento della patologia di base elimina o allevia il dolore. Per esempio, l’ingessatura in caso di frattura ossea o la somministrazione di antibiotici per un’articolazione infetta riducono il dolore.

Tuttavia, anche quando il disturbo di base può essere trattato, può essere necessario ricorrere agli antidolorifici per controllare rapidamente il dolore. Non oppioidi Oppioidi (narcotici) Adiuvanti (farmaci solitamente usati per trattare altri problemi, come le convulsioni o la depressione, ma che possono anche alleviare il dolore) Sono disponibili numerosi antidolorifici non oppioidi, che sono spesso efficaci per il dolore di grado da lieve a moderato, e talvolta anche per quello grave.

Questi sono spesso i farmaci di prima scelta per trattare il dolore. Le persone non sviluppano dipendenza fisica da questi farmaci né diventano tolleranti all’effetto analgesico.

  1. L’aspirina e il paracetamolo sono disponibili senza ricetta medica (farmaci da banco).
  2. Sono disponibili molti altri analgesici non oppioidi (come ibuprofene, ketoprofene e naprossene) da banco, ma i dosaggi maggiori possono richiedere la prescrizione.
  3. L’assunzione degli antidolorifici da banco per brevi periodi di tempo è ragionevolmente sicura.

I pazienti devono seguire le istruzioni riportate sull’etichetta per la dose massima, la frequenza e il periodo di assunzione del farmaco. Se il sintomo persiste o peggiora, si deve consultare un medico. Molti degli antidolorifici non oppioidi più comunemente utilizzati sono classificati come farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Aspirina, ibuprofene e naprossene sono alcuni esempi. Questi farmaci vengono solitamente utilizzati per trattare dolori di grado da lieve a moderato. I FANS non solo alleviano il dolore, ma possono anche ridurre l’infiammazione che spesso si associa al sintomo e lo peggiora. I FANS sono spesso assunti per via orale.

Alcuni FANS (ketorolac, diclofenac e ibuprofene) possono anche venire somministrati per iniezione, in una vena (per via endovenosa) o un muscolo (per via intramuscolare). L’indometacina può essere somministrata come supposta rettale. Il diclofenac è disponibile anche sotto forma di pomata.

Problemi del tratto digerente: tutti i FANS tendono a irritare la mucosa gastrica e causare disturbi digestivi (tra cui bruciori di stomaco, indigestione, nausea, meteorismo, diarrea e mal di stomaco), ulcera peptica Malattia ulcerosa peptica Un’ulcera peptica è una lesione rotonda o ovale della mucosa dello stomaco o del duodeno che è stata corrosa dall’acido gastrico e dai succhi digestivi.

Le ulcere peptiche possono derivare da. maggiori informazioni e sanguinamento del tratto digerente ( emorragia gastrointestinale Sanguinamento gastrointestinale Il sanguinamento può originare da qualsiasi parte del tratto digerente (gastrointestinale ), dalla bocca all’ano.

Il sangue è facilmente visibile a occhio nudo (manifesto) oppure può essere. maggiori informazioni ). I coxib (inibitori di COX-2), un tipo di FANS, causano meno frequentemente irritazione dello stomaco e sanguinamento rispetto agli altri FANS. L’assunzione dei FANS con il cibo e con l’impiego di antiacidi può prevenire l’irritazione gastrica.

Il misoprostolo può prevenire l’irritazione gastrica e le ulcere, ma può determinare altri problemi come la diarrea. Gli inibitori della pompa protonica Inibitori della pompa protonica L’acido gastrico svolge un ruolo in una serie di disturbi dello stomaco, tra cui ulcera peptica, gastrite, e malattia da reflusso gastroesofageo (gastroesophageal reflux disease, GERD).

Sebbene. maggiori informazioni (tra cui omeprazolo) o i bloccanti dei recettori 2 (H2) dell’istamina Bloccanti dei recettori dell’istamina-2 (H2) L’acido gastrico svolge un ruolo in una serie di disturbi dello stomaco, tra cui ulcera peptica, gastrite, e malattia da reflusso gastroesofageo (gastroesophageal reflux disease, GERD).

Sebbene. maggiori informazioni (tra cui la famotidina), utilizzati nel trattamento dell’ulcera peptica, possono anche contribuire a prevenire i problemi gastrici legati ai FANS. Disturbi di sanguinamento: tutti i FANS interferiscono con la tendenza delle piastrine (particelle ematiche similcellulari che contribuiscono a bloccare il sanguinamento in caso di danno vascolare) a formare coaguli.

  • Di conseguenza, i FANS aumentano il rischio di sanguinamento, soprattutto nell’apparato digerente se irritano la mucosa gastrica.
  • I coxib hanno meno probabilità di causare sanguinamento rispetto ad altri FANS.
  • Ritenzione idrica o problemi renali: A volte i FANS provocano ritenzione idrica e edema.
  • L’uso regolare di FANS può anche aumentare il rischio di sviluppare una malattia renale, talvolta portando all’insufficienza renale (una condizione definita nefropatia da analgesici).

Maggiore rischio di disturbi cardiaci e vascolari: alcuni studi suggeriscono che tutti i FANS, ad eccezione dell’ aspirina, possono aumentare il rischio di infarto, ictus e trombosi alle gambe. I rischi sembrano superiori se il farmaco viene assunto a forti dosi e per lunghi periodi di tempo.

  1. Il rischio è maggiore anche con alcuni FANS rispetto ad altri.
  2. Questi problemi possono essere direttamente correlati all’effetto del farmaco sulla coagulazione, o indirettamente a un aumento lieve ma persistente di pressione arteriosa, causata dal farmaco.
  3. Se i FANS vengono assunti per un lungo periodo di tempo, l’insorgenza di questi problemi è più probabile.

Chi deve farlo, deve sottoporsi a visite mediche regolari per verificare la presenza di ipertensione arteriosa, insufficienza renale e ulcere o sanguinamento del tratto digerente, nonché per valutare il rischio di cardiopatie e ictus. Persone anziane Persone che consumano regolarmente bevande alcoliche Persone affette da coronaropatia, disturbi del cuore e dei vasi sanguigni (cardiovascolari) o che presentano fattori di rischio per tali disturbi Gli anziani affetti da insufficienza cardiaca, ipertensione arteriosa o disturbi renali o epatici, devono assumere i FANS sotto controllo medico.

  1. I FANS variano molto nella rapidità di efficacia e nella durata del sollievo dal dolore.
  2. Anche se hanno tutti la stessa efficacia, le persone reagiscono ad essi in modo diverso.
  3. Un individuo può trovare un farmaco più efficace o avere meno effetti collaterali di un altro.
  4. L’aspirina (acido acetilsalicilico) è usata da circa 100 anni.

L’ aspirina viene assunta per via orale e apporta circa 4-6 ore di sollievo dal dolore moderato. Poiché l’ aspirina può irritare lo stomaco, può essere associata a un antiacido (definita aspirina tamponata) oppure la compressa può essere rivestita, in modo che passi rapidamente attraverso lo stomaco e si dissolva quando raggiunge l’intestino tenue (definita aspirina con rivestimento enterico).

  • Questi prodotti sono destinati a ridurre l’irritazione gastrica.
  • Tuttavia, l’ aspirina tamponata o con rivestimento enterico può comunque irritare lo stomaco poiché l’ aspirina riduce anche la produzione di sostanze protettive della mucosa gastrica.
  • Queste sostanze sono chiamate prostaglandine.
  • L’ aspirina aumenta il rischio di sanguinamento in tutto l’organismo, perché riduce la funzionalità piastrinica.

Le piastrine sono frammenti di cellule presenti nel sangue che favoriscono la coagulazione del sangue. Chiunque abbia una maggiore tendenza al sanguinamento (un disturbo emorragico come l’emofilia) o un’ipertensione arteriosa non controllata deve assumere aspirina solo sotto controllo medico.

  1. Le persone in terapia con aspirina e anticoagulanti (farmaci che diminuiscono la probabilità che si formino coaguli di sangue) devono essere strettamente monitorate per evitare sanguinamenti potenzialmente fatali.
  2. Spesso, l’ aspirina non deve essere assunta almeno per una settimana prima di un intervento chirurgico programmato.

I FANS come ibuprofene, ketoprofene e naprossene sono generalmente ritenuti meno dannosi per lo stomaco rispetto all’aspirina, sebbene esistano pochi studi di confronto tra i vari farmaci. Come l’aspirina, questi farmaci possono causare lesioni digestive, ulcere e sanguinamento gastrointestinale.

Possono peggiorare l’asma e aumentare la pressione arteriosa. Assumendo uno di questi farmaci, probabilmente si aumenta leggermente il rischio di ictus, infarto e coaguli di sangue nelle arterie delle gambe. Il rischio può essere minore con il naprossene rispetto ad altri FANS. Pertanto, il naprossene può essere una scelta migliore quando i soggetti a rischio elevato di questi disturbi hanno bisogno di assumere FANS.

Sebbene l’ ibuprofene, il ketoprofene e il naprossene generalmente interferiscano meno con la coagulazione rispetto all’ aspirina, non devono essere mai assunti insieme agli anticoagulanti (come il warfarin), tranne che sotto stretta sorveglianza medica.

COX-1, implicato nella produzione di prostaglandine che proteggono lo stomaco e svolgono un ruolo cruciale nella coagulazione COX-2, implicato nella produzione di prostaglandine che promuovono l’infiammazione I coxib tendono a bloccare essenzialmente gli enzimi COX-2. Pertanto, i coxib sono efficaci come altri FANS nel trattamento del dolore e dell’infiammazione.

Tuttavia, è meno probabile che siano lesivi a livello gastrico, che causino nausea, meteorismo, bruciore di stomaco, sanguinamento e ulcere peptiche. Persone anziane Coloro che assumono anticoagulanti Soggetti con anamnesi di ulcere Persone che assumono un analgesico per un lungo periodo di tempo Tuttavia, i coxib, come gli altri FANS, sembrano aumentare il rischio di infarto, ictus e formazione di trombi nelle gambe.

Di conseguenza prima che le persone che soffrono di certe patologie possano ricevere un coxib, vengono informate dei rischi e della necessità di essere strettamente controllate. Queste patologie includono: Disturbi cardiovascolari (come la malattia coronarica) Ictus Fattori di rischio per questi disturbi I coxib, analogamente agli altri FANS, non sono adatti alle persone che soffrono di insufficienza cardiaca o con un rischio maggiore di insufficienza cardiaca (come quelle che hanno avuto un infarto).

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Il paracetamolo è indicativamente comparabile all’aspirina nel potenziale di alleviare il dolore e la febbre. Ma a differenza dei FANS, il paracetamolo possiede le seguenti caratteristiche: È essenzialmente privo di qualsiasi attività antinfiammatoria utile Non influisce sulla capacità del sangue di coagulare È quasi privo di effetti avversi sullo stomaco Il meccanismo d’azione del paracetamolo non è del tutto noto.

Il paracetamolo viene somministrato per via orale o in supposte inserite nel retto e gli effetti, in genere, durano 4-6 ore. Gli antidolorifici (analgesici) oppioidi, chiamati talvolta narcotici, sono efficaci per molti tipi di dolore. Di solito, sono gli antidolorifici più potenti. Gli oppioidi sono chimicamente correlati alla morfina, una sostanza naturale estratta dai papaveri.

Alcuni oppioidi sono estratti da altre piante e altri oppioidi sono prodotti in laboratorio. Gli oppioidi vengono spesso prescritti per alcuni giorni per trattare un dolore grave che tende a diminuire rapidamente (come il dolore dovuto a un trauma o dopo un intervento chirurgico).

I medici di solito passano al più presto agli antidolorifici non oppioidi, perché gli oppioidi possono avere effetti collaterali ed esiste il rischio di abuso o assuefazione. Di solito, gli oppioidi non sono consigliati per trattare soggetti con dolore cronico. Qual è il consueto approccio terapeutico Se è possibile utilizzare altri trattamenti Se il soggetto è ad alto rischio di effetti collaterali da oppioidi Se il soggetto è a rischio di uso improprio o abuso di un farmaco oppioide, oppure se potrebbe usarlo per altri scopi (ad esempio venderlo) È anche possibile che il medico rinvii il paziente a uno specialista del dolore o a un professionista sanitario della salute mentale esperto nell’uso improprio di sostanze, se il rischio di problemi è alto.

Per esempio, chi ha avuto un problema di dipendenza solitamente necessita di tale consulenza. Di non bere alcol o assumere farmaci ansiolitici o sonniferi durante l’assunzione di oppioidi Di assumere la dose raccomandata agli orari raccomandati e di non cambiare la dose Di conservare l’oppioide in un luogo sicuro Di non condividere l’oppioide con nessuno Di contattare il medico se il farmaco provoca sonnolenza o altri effetti collaterali (come stato confusionale, stipsi o nausea) Di smaltire le compresse non utilizzate come indicato Di tenere il naloxone (un antidoto agli oppioidi) a portata di mano e insegnare ai familiari e imparare a somministrarlo qualora si verifichi un’overdose da oppioidi Se viene prescritto un oppioide, i medici adottano le normali pratiche per garantire la sicurezza del paziente.

In genere, i medici chiedono al paziente di farsi prescrivere oppioidi solo da un medico e di recarsi sempre nella stessa farmacia. Vedono spesso il paziente per le visite di controllo e monitorano l’uso del farmaco per assicurarsi che sia sicuro ed efficace. Ad esempio, i medici possono analizzare periodicamente le urine del soggetto per stabilire se il farmaco viene assunto correttamente.

Inoltre chiedono al paziente di firmare un accordo che specifica le condizioni necessarie per l’uso degli oppioidi, inclusi gli eventuali controlli necessari. Per evitare l’abuso da parte di altri, la persona deve tenere gli oppioidi in un luogo sicuro e smaltire i farmaci non utilizzati restituendoli alla farmacia.

  1. Gli oppioidi hanno molti effetti collaterali.
  2. Gli effetti collaterali si manifestano più facilmente nelle persone che soffrono di alcuni disturbi: insufficienza renale Panoramica sull’insufficienza renale Questo capitolo include una nuova sezione sul COVID-19 e la lesione renale acuta (acute kidney injury, AKI).

L’insufficienza renale è l’incapacità dei reni di filtrare adeguatamente le scorie. maggiori informazioni, malattia epatica Panoramica sulle malattie epatiche Una malattia epatica può manifestarsi in diversi modi. Le manifestazioni caratteristiche includono Ittero (pigmentazione giallastra della cute e delle sclere) Colestasi (riduzione o arresto.

maggiori informazioni, broncopneumopatia cronica ostruttiva Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) La broncopneumopatia cronica ostruttiva è un restringimento (occlusione od ostruzione) persistente delle vie aeree, dovuta a enfisema, bronchite cronica o entrambe le condizioni. (BPCO), apnea notturna Apnea notturna L’apnea notturna è un grave disturbo del sonno in cui il respiro si arresta ripetutamente per un tempo sufficientemente lungo da perturbare il sonno e, spesso, ridurre la quantità di ossigeno.

maggiori informazioni, demenza Demenza La demenza è un lento e progressivo declino della funzione mentale che include memoria, pensiero, giudizio e capacità di apprendimento. I sintomi includono solitamente perdita di memoria, problemi. maggiori informazioni o altri disturbi cerebrali.

Quando viene utilizzata una terapia a base di oppioidi, si osservano comunemente i seguenti effetti: Sonnolenza Disordine o confusione mentale Nausea e vomito Stipsi Altri effetti collaterali meno comuni degli oppioidi sono Ritenzione urinaria Prurito Un pericoloso rallentamento della respirazione Decesso La sonnolenza è un effetto collaterale comune degli oppioidi.

Per alcune delle persone che assumono oppioidi, la sonnolenza scompare o diminuisce in pochi giorni. Se il paziente continua a lamentare sonnolenza, si può tentare un nuovo oppioide, perché il grado di sonnolenza causato dai diversi oppioidi varia.

  1. Prima di un evento importante che richiede attenzione, ai soggetti può essere prescritto un farmaco stimolante (come il metilfenidato o modafinil) per controbilanciare la sonnolenza.
  2. Per alcune persone, bere bevande contenenti caffeina contribuisce a controbilanciare la sonnolenza.
  3. Se ci si sente assonnati dopo aver assunto un oppioide, si deve evitare di guidare e si deve fare particolarmente attenzione ad evitare cadute e incidenti.

L’assunzione di oppioidi può anche determinare confusione, specialmente negli anziani. Gli oppioidi aumentano il rischio di cadute negli anziani. Talvolta al dolore può associarsi la sensazione di nausea, che può essere aumentata dagli oppioidi. Antiemetici assunti per via orale, in supposte o per iniezione, possono prevenire o alleviare la nausea.

  • Farmaci antiemetici usati comunemente sono la metoclopramide, l’idrossizina e la proclorperazina.
  • Il prurito provocato dagli oppioidi può essere alleviato da antistaminici come la difenidramina, assunta per via orale o somministrata per via endovenosa.
  • Per la maggior parte delle persone, la nausea e il prurito scompaiono e diminuiscono in pochi giorni.

Ma la stipsi e la ritenzione urinaria solitamente diminuiscono molto più lentamente, se diminuiscono. Se una persona assume una quantità eccessiva di un oppioide possono verificarsi effetti collaterali gravi, che includono un pericoloso rallentamento della respirazione (depressione respiratoria), coma e perfino il decesso.

Presenza di determinate malattie (come malattie epatiche, renali e respiratorie o disturbi mentali). Assunzione di altri farmaci che causano sonnolenza (come le benzodiazepine) Consumo di alcol Alcuni di questi effetti collaterali possono essere contrastati con il naloxone, un antidoto somministrato generalmente per via endovenosa o mediante uno spray nasale.

Ai soggetti che sono a maggior rischio di effetti collaterali da oppioidi (come la depressione respiratoria), i medici possono prescrivere il naloxone quando prescrivono un oppioide.

  • Gli infermieri e i familiari o chi assiste il paziente devono fare attenzione all’eventuale comparsa di gravi effetti collaterali degli oppioidi e, qualora si manifestino, essere pronti a iniettare il naloxone o a somministrarlo in forma di spray nel naso del soggetto.
  • I medici o i farmacisti solitamente insegnano come somministrare il naloxone al soggetto che assume l’oppioide e ai suoi familiari o a chi lo assiste.

Alcuni soggetti che devono assumere oppioidi per un lungo periodo di tempo e traggono beneficio da un oppioide assunto per via orale, non tollerano i suoi effetti collaterali. Per tali soggetti, è possibile somministrare un oppioide iniettandolo direttamente nello spazio intorno al midollo spinale attraverso una pompa ( per via intratecale Vie di iniezione ).

  • I farmaci, cioè, vengono assunti per le sensazioni di piacere o di sballo che producono piuttosto che per trattare il dolore o un’altra condizione medica.
  • Fino a un terzo dei soggetti che assumono oppioidi per un lungo periodo di tempo per trattare il dolore cronico ne abusa.
  • Gli adiuvanti analgesici sono farmaci solitamente usati per trattare altri disturbi, ma possono anche alleviare il dolore.

Si ritiene che gli adiuvanti analgesici agiscano modificando il modo in cui i nervi elaborano il dolore. Gli adiuvanti analgesici usati più comunemente per il dolore sono Anestetici per uso orale e per uso topico (locale) Spesso, gli antidepressivi possono alleviare il dolore in soggetti non depressi.

  • Gli antidepressivi triciclici sono efficaci per il dolore neuropatico Dolore neuropatico Il dolore neuropatico è causato da una lesione o da una disfunzione dei nervi, del midollo spinale o dell’encefalo.
  • Vedere anche Panoramica sul dolore.) Il dolore neuropatico può avere varie.
  • Maggiori informazioni, le cefalee Panoramica sulle cefalee La cefalea è un dolore a qualsiasi parte della testa, incluso il cuoio capelluto, la parte superiore del collo, il viso e l’interno del cranio.

Le cefalee sono uno dei motivi più comuni di consultazione. maggiori informazioni, la fibromialgia Fibromialgia La fibromialgia è caratterizzata da mancanza di sonno, affaticamento, appannamento mentale e dolore e rigidità diffusi dei tessuti molli quali muscoli, tendini e legamenti.

  1. La mancanza di sonno.
  2. Maggiori informazioni e le sindromi da ipersensibilità viscerale (degli organi; come il dolore cronico addominale Dolore addominale cronico e dolore addominale ricorrente Con dolore addominale cronico si intende un dolore che è presente da oltre 3 mesi.
  3. Può essere costante (cronico) o andare e venire (ricorrente).

Il dolore addominale cronico colpisce generalmente. maggiori informazioni o pelvico Il dolore pelvico nelle donne Il dolore pelvico è un fastidio che interessa la parte inferiore dell’addome. Il dolore che si sviluppa esternamente nella zona genitale (vulva o labbra) è detto dolore vulvare.

Molte donne. maggiori informazioni ). Le dosi di antidepressivi triciclici utilizzati per trattare il dolore di solito sono troppo basse per trattare la depressione o l’ansia. Pertanto, se gli antidepressivi triciclici sono utilizzati per trattare il dolore, solitamente sono necessari altri farmaci per trattare la depressione o l’ansia, se presente.

La duloxetina sembra essere efficace per il dolore neuropatico dovuto a diabete (detto neuropatia diabetica Danno nervoso nel diabete I soggetti con diabete mellito sono esposti a molte gravi complicanze a lungo termine che possono colpire diverse parti del corpo, in particolare vasi sanguigni, nervi, occhi e reni.), fibromialgia Fibromialgia La fibromialgia è caratterizzata da mancanza di sonno, affaticamento, appannamento mentale e dolore e rigidità diffusi dei tessuti molli quali muscoli, tendini e legamenti.

  • La mancanza di sonno.
  • Maggiori informazioni, lombalgia Lombalgia La lombalgia e il dolore al collo fanno parte dei motivi più comuni di consultazione medica.
  • Cronica, dolore muscoloscheletrico cronico e dolore nervoso dovuto a chemioterapia.
  • Le dosi di duloxetina utilizzate per trattare il dolore sono adeguate anche per trattare la depressione o l’ansia, se presenti.

La venlafaxina ha effetti simili. Milnacipran è efficace per la fibromialgia.

  1. I soggetti possono rispondere a un antidepressivo e non ad altri, quindi a volte i medici tentano alcuni farmaci fino a quando non ne viene individuato uno efficace.
  2. I farmaci anticonvulsivanti possono essere utilizzati per alleviare il dolore neuropatico.
  3. Il gabapentin e il pregabalin vengono utilizzati comunemente, ma esistono molti altri farmaci, come carbamazepina, clonazepam, lacosaminde, lamotrigina, oxcarbazepina, fenitoina, topiramato e zonisamide, in grado di alleviare il dolore in alcune persone.

Anestetici per via topica come la lidocaina, sotto forma di lozione, pomata o cerotto, possono essere utilizzati per il controllo del dolore causato da determinate condizioni. La mexiletina, usata per trattare le aritmie cardiache, talvolta viene impiegata nel dolore neuropatico.

I corticosteroidi, come il prednisone e il desametasone, possono essere assunti per via orale in caso di dolore intenso a causa di infiammazione (come nella gotta). Talvolta, vengono somministrate basse dosi di chetamina (un anestetico) per via endovenosa in ospedale ai soggetti affetti da sindrome da dolore regionale complesso quando altri trattamenti non sono efficaci.

Oltre ai farmaci, tanti altri trattamenti possono essere d’aiuto per alleviare il dolore. I metodi di neuromodulazione utilizzano la stimolazione elettrica per modificare il modo in cui i nervi elaborano il dolore. Le tecniche includono: elettrostimolazione nervosa transcutanea (transcutaneous electrical nerve stimulation, TENS) stimolazione del midollo spinale stimolazione dei nervi periferici La fisioterapia o la terapia occupazionale possono essere usate per alleviare il dolore cronico e aiutare le persone a funzionare meglio.

Talvolta aiuta fare esercizi o aumentare il livello di attività. Per esempio, camminare regolarmente può aiutare ad alleviare la lombalgia più efficacemente del riposo a letto. La terapia cognitivo-comportamentale può ridurre il dolore e l’invalidità correlata al dolore e aiutare le persone ad affrontare la situazione.

Questo tipo di terapia include l’assistenza psicologica per aiutare le persone a concentrarsi sulla gestione del dolore, piuttosto che sui suoi effetti e limitazioni. Può includere l’assistenza psicologica per aiutare le persone e la loro famiglia a collaborare per gestire il dolore.

Chi può prendere aspirina?

Non prenda questo medicinale per più di 3 giorni senza parere del medico. Aspirina influenza e naso chiuso è indicata per un utilizzo negli adulti e negli adolescenti dai 16 anni. Non somministri il medicinale a bambini e adolescenti di età inferiore a 16 anni, senza consultare il medico.

Che succede se si prende l’aspirina a stomaco vuoto?

Piuttosto è vero il contrario: a stomaco vuoto e con molta acqua, gli antinfiammatori vengono assorbiti prima e quindi funzionano prima e meglio, soprattutto nel caso dei dolori generici che si curano con farmaci da banco.

Quale aspirina in caso di infarto?

La terapia di elezione prevede l’assunzione quotidiana di cardioaspirina (aspirina a basso dosaggio). Negli ultimi vent’anni, però, si è fatta strada un’altra categoria di antiaggreganti: gli inibitori del recettore P2Y12. L’effetto è analogo a quello garantito dall’«aspirinetta».

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