Bentelan 1 Mg A Cosa Serve? - []

Bentelan 1 Mg A Cosa Serve?

Come va preso il Bentelan da 1 mg?

Dosi e modo d’uso. Adulti: Terapie di breve durata: 4-6 compresse al giorno di BENTELAN 0,5 mg compresse effervescenti o 2-3 compresse al giorno di BENTELAN 1 mg compresse effervescenti (pari a 2-3 mg), riducendo gradualmente tale dose in base all’evoluzione clinica.

Quanto tempo ci vuole a fare effetto il Bentelan?

Non è possibile stabilire con certezza il tempo necessario affinché il farmaco faccia effetto. I primi segni di miglioramento dei sintomi potrebbero essere visibili dopo circa 30 minuti o 1 ora dall’assunzione del Betametasone.

Quanto dura l’effetto del Bentelan 1 mg?

05.2 –

  1. Dopo sono rilevabili, nell’uomo, concentrazioni ematiche dopo 20 minuti, il si ha dopo 2 ore, la concentrazione decresce gradualmente nell’arco di 24 ore.
  2. L’ sia dopo somministrazione orale che è ≥ 300 minuti.
  3. Il betametasone è metabolizzato nel fegato, pazienti con hanno una del farmaco più lenta rispetto ai soggetti sani.
  4. Il legame con le proteine è alto, principalmente con l’.
  5. Il Betametasone disodio fosfato è estremamente solubile; gli eccipienti effervescenti presenti nella compressa di BENTELAN assicurano la sua completa e rapida dissoluzione in acqua prima della somministrazione comportando:
  6. – rapidità di assorbimento e quindi d’azione;
  7. – distribuzione omogenea della sostanza attiva su una vasta superficie della ed in definitiva minor irritazione a livello gastrico rispetto ad altri corticosteroidi scarsamente solubili;
  8. praticità di somministrazione specie nei bambini e nei malati gravi.

Quante volte al giorno si prende il Bentelan?

La dose raccomandata in un adulto di peso medio è 1-2 compresse al giorno. La dose raccomandata è 0,1-0,2 mg ogni kg di peso corporeo al giorno. Può somministrare Bentelan al bambino anche mediante aerosol. Sciolga 0,5-1 mg (mezza o 1 compressa) appena prima dell’uso in 1-2 ml di acqua.

Quando si prende il Bentelan prima o dopo i pasti?

Ultima modifica 30.11.2021 Cos’è il cortisone? Cortisone è un termine che nel linguaggio comune viene in genere usato per indicare un insieme di farmaci, anche se in realtà in campo medico e chimico indica una precisa molecola che viene anche prodotta dall’organismo, oltre ad essere usata come medicinale.

antinfiammatorio, antiallergico e immunosoppressore : Le infiammazioni sono la risposta dell’organismo a un danno dell’organismo, ma in alcuni casi ci troviamo di fronte a reazioni immotivate e/o esagerate. I cortisonici sono capaci di una spiccata azione antinfiammatoria, che deriva anche da una soppressione del sistema immunitario, sfruttata ad esempio per malattie

reumatiche: infiammazioni muscolo-articolari ( artrosi, tendinite, borsite, gotta,,) respiratorie: asma bronchiale, polmonite, tubercolosi,, della pelle: eczema, psoriasi, orticaria, sarcoidosi,, digestive: morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa,, endocrine: tiroidite,, dell’occhio: cheratite, ulcerazioni,, autoimmuni: artrite reumatoide,, allergiche: allergie stagionali, dermatite allergica,,

terapia sostitutiva : nei pazienti in cui la produzione da parte dell’organismo sia ridotta (ad esempio nel caso del morbo di Addison ) trapianto d’organo, per ridurre il rischio di rigetto (viene sfruttato l’effetto di depressione del sistema immunitario.

Quando è meglio prendere cortisone? A differenza di quanto si pensa i cortisonici non predispongono allo sviluppo di ulcera gastrica e non richiedono gastroprotezione, tuttavia in genere si consiglia l’assunzione dopo un pasto per ridurre il rischio di effetti collaterali gastrointestinali (tipicamente al mattino dopo la colazione in caso di monosomministrazione).

Quanto impiega a fare effetto? Dipende dalle patologie, ma è in genere molto veloce; ad esempio in caso di reazione allergica poche ore per dare sollievo al prurito (anche meno se iniettato), qualche giorno nel caso di malattia reumatiche infiammatorie caratterizzate da forte dolore. Quanto tempo dura? Dipende dal tipo di somministrazione, dalla dose e dalla molecola usata.

Cosa succede quando si smette di prendere? In caso di assunzione locale (ad esempio spray nasale) in genere non ci sono rischi alla sospensione, così come per terapie sistemiche (ad esempio per bocca) limitate a pochi giorni. Nel caso di terapie sistemiche di lunga durata è necessario scalare gradualmente per ridurre il rischio di sviluppare la sindrome da sospensione, caratterizzata da calo dell’appetito, nausea, vomito, stanchezza, dolori articolari e muscolari, mal di testa, perdita di peso, depressione, sonnolenza.

ritenzione idrica (accumulo di liquidi), mobilizzazione dei grassi, che vengono redistribuiti nell’organismo (in seguito a variazioni del metabolismo di proteine, glucidi e grassi).

Chi prende cortisone è immunodepresso? In caso di assunzione sistemica, ad esempio per bocca, e per lunghi periodi sì, può vedere le proprie difese immunitarie indebolite. Quanto prenderne? La dose viene quasi sempre personalizzata dal medico, in base a valutazioni relative a:

età (i bambini assumono proporzionalmente dosi maggiori) peso gravità dei sintomi rischio di effetti indesiderati.

Si noti che i diversi cortisonici manifestano potenza differente, un ulteriore tassello da prendere in considerazione nella pianificazione della terapia. A cosa serve in gravidanza? L’uso più caratteristico è legato alla stimolazione della maturità polmonare del feto nel terzo trimestre, quando ci sia il rischio di parto prematuro.

Quali sono gli effetti collaterali? L’efficacia è in generale molto elevata e, quando usato solo localmente (ad esempio in forma di crema, collirio, supposta, spray nasale o puff) gli effetti collaterali minimi (il principale limite è in questi casi la tolleranza, ossia una riduzione di efficacia se usato cronicamente).

Quando viene invece assunto per via sistemica (per bocca o iniettato) il rischio di effetti indesiderati aumenta soprattutto nel caso di terapia cronica (mentre non sussistono in genere grossi rischi in caso di occasionali e brevi terapie); tra i potenziali effetti collaterali legati all’uso a lungo termine ricordiamo:

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nausea, gonfiore, ulcerazioni su esofago e stomaco riduzione delle difese immunitarie verso minacce esterne sviluppo di diabete mellito di tipo 2 ritardo nella guarigione delle ferite aterosclerosi (deposito di placche grasso nei vasi sanguigni) osteoporosi (indebolimento delle ossa) viso tondeggiante e gobba a causa delle ritenzione idrica e della mobilizzazione dei grassi pelle fragile e acne irritabilità ed altre alterazioni dell’umore e del comportamento disturbi della vista ( glaucoma, cataratta,,).

È infine possibile sviluppare

dipendenza e tolleranza al farmaco (necessità di assumerlo per evitare malessere e riduzione dell’efficacia) effetto rebound (peggioramento improvviso dei sintomi alla sospensione).

A cosa serve il cortisone prodotto dall’organismo? Insieme all’adrenalina, i corticosteroidi (ivi compreso il cortisone) sono ormoni prodotti dal corpo in grado di esercitare effetti in qualsiasi distretto dell’organismo; sono prodotti soprattutto in risposta allo stress e, da un punto di vista biologico, sono correlati alla risposta di reazione o fuga.

L’esempio più comune è quello relativo all’uomo primitivo che si trova di fronte ad un animale feroce, dovendo quindi necessariamente scappare o affrontarlo; nella nostra società invece i livelli di cortisone (e del suo principale derivato, il cortisolo) possono aumentare in seguito a stress quali paura, ansia, improvvisi cambi di temperatura, traumi, interventi chirurgici,,

Avendo radici evolutive che poggiano sulla necessità di fuga o combattimento, gli effetti fisiologici sono volti a massimizzare l’efficacia di queste reazioni:

aumento della glicemia (zucchero nel sangue) per fornire energia, aumento della pressione del sangue aumento della frequenza del battito cardiaco aumento della frequenza respiratoria ( tachipnea ) spostamento di parte del sangue da organi digestivi ai muscoli, dilatazione delle pupille, aumento dell’attenzione e dei riflessi,,

Quanto Bentelan per la tosse?

La dose raccomandata è 0,1-0,2 mg ogni kg di peso corporeo al giorno. Può somministrare Bentelan al bambino anche mediante aerosol. Sciolga 0,5-1 mg (mezza o 1 compressa) appena prima dell’uso in 1-2 ml di acqua.

Quanto tempo ci vuole perche il cortisone faccia effetto?

Di solito ci vogliono 4-6 ore perché il farmaco faccia effetto e i sintomi comincino a migliorare. Spetta al medico stabilire di quanto farmaco ha bisogno il bambino e per quante volte al giorno.

Cosa usare al posto del Bentelan?

L’estratto vegetale di Cardiospermum halicacabum vanta proprietà antiallergiche e antinfiammatorie in virtù di un effetto simile a quello esplicato dal cortisone e noto come effetto cortisone-like.

Quanto tempo dura l’effetto del cortisone?

Per quanto tempo funziona? – Il cortisone è in grado di ridurre l’infiammazione e il dolore da essa derivante, per alcuni giorni o alcune settimane. Se l’infiammazione è l’unica responsabile del dolore (molto meno spesso di quanto pensiamo) allora il cortisone può avere un effetto che dura anche alcuni mesi.

Cosa succede se si interrompe la cura di cortisone?

L’interruzione improvvisa dopo trattamento a lungo termine può comportare insufficienza surrenalica, ipotensione e morte.

Cosa succede se non si scala il Bentelan?

I farmaci «più a rischio» – Per alcuni principi attivi la necessità di scalare le dosi per «disabituarsi» è nota: i cortisonici, per esempio, vanno abbandonati gradualmente perché influenzano la produzione naturale di ormoni da parte del surrene e uno stop troppo brusco potrebbe provocare insufficienza surrenalica,

Cosa fa il cortisone al cervello?

A che cosa servono i cortisonici? – Le attività svolte da questi ormoni sono molteplici, a seconda dell’organo o apparato su cui vanno ad agire, e destinare ad influenzare quasi tutto l’organismo.

  1. Effetto sul metabolismo dei glicidi : aumentano la produzione di zuccheri partendo da aminoacidi ed antagonizzano l’azione ipoglicemizzante dell’insulina, con il risultato che la glicemia aumenta (effetto diabetogeno).
  2. Effetto sul metabolismo dei lipidi : aumentano i lipidi e il colesterolo nel sangue, dopo una somministrazione prolungata e a dosi elevate. Oltre a questo, ridistribuiscono il grasso sottocutaneo in senso centripeto e causano quindi la caratteristica obesità da steroidi, con faccia “a luna piena”, tronco ingrossato e arti relativamente sottili.
  3. Effetto sul metabolismo proteico : consumano le riserve proteiche per aumentare glicidi e lipidi, per cui il bilancio azotato delle proteine diviene negativo, mentre aumenta il contenuto proteico dentro il fegato, a causa dell’aumentato turn over degli aminoacidi.
  4. Effetto sul metabolismo dell’acqua e degli elettroliti : trattengono il sodio e aumentano l’eliminazione del potassio, sia a livello renale sia nelle ghiandole sudoripare, intestinali e salivari. Il risultato è che l’acqua viene “trattenuta” maggiormente nell’organismo (ottenendo il risultato comunemente definito di “gonfiare” il paziente).
  5. Effetto sul sangue : diminuiscono gli eosinofili (globuli bianchi interessati nei fenomeni allergici), che vengono sequestrati nella milza e nei polmoni. Aumentano invece i neutrofili (altri globuli bianchi che intervengono nelle infezioni in difesa dell’organismo), per iperproduzione midollare.
  6. Effetto sull’ apparato cardiocircolatorio : a dosi elevate provocano ipertensione arteriosa, sia aumentando il volume plasmatico sia sensibilizzando le arteriole all’azione dell’adrenalina e della noradrenalina (che restringono naturalmente le arteriole stesse). L’azione sinergica sulle due catecolamine suddette costituisce il motivo per cui i cortisonici sono considerati sostanze “dopanti” per chi fa attività sportiva agonistica: sicuramente le prestazioni fisiche migliorano, ma è un miglioramento dovuto a sostanze chimiche e non ad allenamento, per cui il loro uso è giustamente proibito.
  7. Effetto sul connettivo : diminuiscono la produzione di collagene ed inibiscono la ialuronidasi, con il risultato che diminuisce la difesa e la riparazione del connettivo.
  8. Effetto sull’ infiammazione : tutta la dinamica dell’infiammazione viene profondamente alterata, con diminuzione della dilatazione dei capillari, riduzione dell’essudazione, rallentamento della formazione di fibrina e del movimento dei leucociti, riduzione o abolizione della produzione di anticorpi. Tutte queste azioni spiegano il motivo per cui i cortisonici sono tra i più potenti anti-infiammatori in commercio e si utilizzano anche nelle patologie infettive, in cui la componente infiammatoria è importante.
  9. Effetto sul sistema nervoso centrale : provocano eccitabilità, con modificazioni dell’encefalogramma ed eventuale ricomparsa di fenomeni epilettici in pazienti affetti da tale malattia. Anche a livello psichiatrico possono produrre alterazioni, sia in senso eccitativo (maniacale) sia in senso depressivo. L’azione eccitante contribuisce ovviamente a rendere proibiti i cortisonici negli atleti.
  10. Effetto sull’ apparato gastrointestinale : stimolano la secrezione acida e la secrezione di pepsina nello stomaco, con diminuita formazione di muco gastrico. Il risultato è un’azione lesiva sulla parete gastrica, che può arrivare alla formazione di ulcere (probabilmente solo in soggetti predisposti).
  11. Effetto sulle ossa e sul Calcio : in base all’azione sul collagene, la matrice ossea viene ridotta, così come la formazione di nuovo osso, mentre contemporaneamente il riassorbimento del vecchio osso rimane immodificato. Il risultato è l’induzione di una grave osteoporosi, con indebolimento della struttura ossea e facilità alle fratture.
  12. Effetto su altri ormoni : sopprimono la secrezione del TSH, per cui talora si osservano miglioramenti della funzionalità tiroidea in pazienti affetti da malattia di Basedow e trattati con cortisonici. Aumentano inoltre l’azione dell’adrenalina e della noradrenalina, per cui vengono utilizzati in caso di shock.
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Come si vede, le azioni dei cortisonici sono veramente molte e differenti e la cautela nel loro utilizzo è più che giustificata, tanto più che gli EFFETTI COLLATERALI sono altrettanto numerosi, in base al loro meccanismo di azione multicentrico. La prima regola quindi da osservare nella prescrizione di un cortisonico è quella di non utilizzarlo assolutamente se non si è certi della diagnosi, per non compiere un grave errore terapeutico.

Quando non si deve assumere cortisone?

Avvertenze – Il Cortisone non deve essere assunto in caso di infezione sistemica da funghi o di assunzione di mifepristone. Prima di iniziare ad assumerlo è importante informare il medico:

di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o a qualsiasi altro farmaco o alimento degli altri medicinali, dei fitoterapici e degli integratori che si stanno assumendo, in particolare aprepitant, barbiturici, carbamazepina, idantoine, rifampicina, claritromicina, antifungini azolici, contraccettivi steroidei, troleandromicina, metotressato, ritodrina, mifepristone, vaccini vivi, anticoagulanti e aspirina se si soffre (o si ha sofferto) di ipotiroidismo, problemi renali o cardiaci, pressione alta, infiammazione dell’esofago, problemi di stomaco, problemi intestinali, disturbi dell’umore o della sfera psichica, morbillo, varicella, herpes oftalmico e infezioni varie in caso di recente tubercolosi o di test cutaneo positivo per la tubercolosi se si ha in programma una vaccinazione in caso di gravidanza o allattamento al seno

È inoltre importante informare medici, chirurghi e dentisti dell’assunzione di cortisone. : Cortisone- Cos’è, come e quando si assume – Controindicazioni

Che frutta mangiare con il cortisone?

Sana alimentazione: Consigli per i bambini che assumono cortisone | Amri APS Per un bambino, così come per i suoi genitori, l’alimentazione non significa solo soddisfare una necessità biologica, ma rappresenta un momento ricco di valenze affettive, psicologiche e relazionali.

  1. Un’ alimentazione corretta è presupposto essenziale per una crescita armonica e ottimale di un bambino e deve tener conto delle diverse fasi di vita di un individuo che talora sono complicate dalla comparsa di una malattia.
  2. Nei bambini con malattie reumatiche che assumono cortisone è quindi necessario non solo soddisfare le loro esigenze nutrizionali fisiologiche, ma anche prestare molta attenzione agli effetti collaterali che il cortisone può dare.

L’ alimentazione deve pertanto essere intesa come un alleato indispensabile per la salute ed il fabbisogno energetico deve essere soddisfatto con una corretta ripartizione dei diversi nutrienti: carboidrati, proteine, grassi insieme a minerali, vitamine, acqua, fibre, etc.

In particolare: I carboidrati rappresentano la riserva di energia a breve termine del nostro organismo. Si dividono in carboidrati semplici, detti zuccheri, e complessi, che comprendono l’amido e la fibra alimentare. Fonti di carboidrati sono soprattutto i cereali, i farinacei e naturalmente molti altri alimenti vegetali.

E’ utile differenziare le tipologie di cereali già dalla prima infanzia : avena, farro, grano saraceno, orzo, riso e pasta integrali devono essere presenti comunque ad ogni pasto, mentre è opportuno limitare al massimo il consumo di dolci, eventualmente solo durante la colazione del mattino.

I minerali e le vitamine sono sostanze organiche essenziali per le reazioni metaboliche generali, per la crescita, per il normale livello di efficienza dell’organismo e per la costituzione delle cellule e dei tessuti dell’organismo. Frutta e verdura sono pertanto alimenti indispensabili e bisogna consumarne più porzioni ogni giorno.

La frutta come : fragole, mirtilli, more e lamponi può essere utilizzata anche come spuntino durante il giorno, soprattutto durante i mesi caldi. Le bevande zuccherine che non siano succhi di frutta al naturale devono essere ridotte il piu’ possibile mentre deve essere incoraggiato il consumo di acqua.

Le proteine sono un’altra classe di nutrienti indispensabili per crescere. Fonti di proteine sono il pesce, la carne, il latte e i suoi derivati, ma anche i vegetali quali i legumi, che sono una fonte di proteine decisamente più salutare rispetto a quelle di origine animale. È importante la varietà, che dovrà tenere conto delle preferenze dei bambini, si consiglia di individuare una tipologia di legumi preferiti e consumarli in 3 pasti alla settimana uniti a pasta o riso.

I grassi possono essere sia di origine animale che vegetale. Grassi e oli vegetali rappresentano anche un’ottima fonte di vitamine liposolubili A, D, E, K e calcio, sono presenti ad esempio in frutti oleosi come olive, noci, mandorle, nocciole e nei semi di sesamo, girasole e lino.

Preziosissimo è l’apporto di acidi grassi insaturi presenti nel pesce che deve essere consumato regolarmente. Altrettanto regola importante per una corretta alimentazione è l’ utilizzo dell’ olio extravergine d’oliva per condire. Grazie alla collaborazione di varie figure professionali che operano presso l’ U.O.

Pediatria 2 ed in particolare del Servizio di Dietologia, dei suggerimenti dei genitori dei nostri piccoli pazienti affetti da malattie reumatiche, è stato attivato un progetto il cui obiettivo è quello di realizzare un libretto “SANA ALIMENTAZIONE-CONSIGLI PER I BAMBINI CHE ASSUMONO CORTISONE” che permetta di coniugare le esigenze dei nostri bambini e tenga conto di come l’alimentazione debba essere considerata una alleata indispensabile per la salute di ogni individuo.

Come prendere Bentelan 1 mg con acqua?

Come si prende – In base alle dosi, all’evoluzione della malattia ed alla durata del trattamento si valuterà se procedere ad una riduzione graduale delle dosi prima della sospensione, per dare modo all’organismo di riprendere la normale produzione interna di ormoni steroidei a seguito della soppressione della produzione nel surrene.

In caso di assunzione spot, ovvero occasionale, questo non è in genere necessario. Le compresse di Bentelan sono divisibili a metà per consentire un più fine aggiustamento della dose; l’assunzione avviene previo scioglimento in acqua e, data la loro ridotta dimensione, questo può avvenire anche solo in un cucchiaino di acqua.

A seguito dell’assunzione se ne può rilevare la presenza nel sangue già dopo 20 minuti, per poi aumentare e raggiungere il picco entro due ore circa; la concentrazione decresce infine gradualmente nell’arco di 24 ore a meno di nuove somministrazioni.

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Come prendere il Bentelan prima o dopo i pasti?

Ultima modifica 30.11.2021 Cos’è il cortisone? Cortisone è un termine che nel linguaggio comune viene in genere usato per indicare un insieme di farmaci, anche se in realtà in campo medico e chimico indica una precisa molecola che viene anche prodotta dall’organismo, oltre ad essere usata come medicinale.

antinfiammatorio, antiallergico e immunosoppressore : Le infiammazioni sono la risposta dell’organismo a un danno dell’organismo, ma in alcuni casi ci troviamo di fronte a reazioni immotivate e/o esagerate. I cortisonici sono capaci di una spiccata azione antinfiammatoria, che deriva anche da una soppressione del sistema immunitario, sfruttata ad esempio per malattie

reumatiche: infiammazioni muscolo-articolari ( artrosi, tendinite, borsite, gotta,,) respiratorie: asma bronchiale, polmonite, tubercolosi,, della pelle: eczema, psoriasi, orticaria, sarcoidosi,, digestive: morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa,, endocrine: tiroidite,, dell’occhio: cheratite, ulcerazioni,, autoimmuni: artrite reumatoide,, allergiche: allergie stagionali, dermatite allergica,,

terapia sostitutiva : nei pazienti in cui la produzione da parte dell’organismo sia ridotta (ad esempio nel caso del morbo di Addison ) trapianto d’organo, per ridurre il rischio di rigetto (viene sfruttato l’effetto di depressione del sistema immunitario.

Quando è meglio prendere cortisone? A differenza di quanto si pensa i cortisonici non predispongono allo sviluppo di ulcera gastrica e non richiedono gastroprotezione, tuttavia in genere si consiglia l’assunzione dopo un pasto per ridurre il rischio di effetti collaterali gastrointestinali (tipicamente al mattino dopo la colazione in caso di monosomministrazione).

Quanto impiega a fare effetto? Dipende dalle patologie, ma è in genere molto veloce; ad esempio in caso di reazione allergica poche ore per dare sollievo al prurito (anche meno se iniettato), qualche giorno nel caso di malattia reumatiche infiammatorie caratterizzate da forte dolore. Quanto tempo dura? Dipende dal tipo di somministrazione, dalla dose e dalla molecola usata.

Cosa succede quando si smette di prendere? In caso di assunzione locale (ad esempio spray nasale) in genere non ci sono rischi alla sospensione, così come per terapie sistemiche (ad esempio per bocca) limitate a pochi giorni. Nel caso di terapie sistemiche di lunga durata è necessario scalare gradualmente per ridurre il rischio di sviluppare la sindrome da sospensione, caratterizzata da calo dell’appetito, nausea, vomito, stanchezza, dolori articolari e muscolari, mal di testa, perdita di peso, depressione, sonnolenza.

ritenzione idrica (accumulo di liquidi), mobilizzazione dei grassi, che vengono redistribuiti nell’organismo (in seguito a variazioni del metabolismo di proteine, glucidi e grassi).

Chi prende cortisone è immunodepresso? In caso di assunzione sistemica, ad esempio per bocca, e per lunghi periodi sì, può vedere le proprie difese immunitarie indebolite. Quanto prenderne? La dose viene quasi sempre personalizzata dal medico, in base a valutazioni relative a:

età (i bambini assumono proporzionalmente dosi maggiori) peso gravità dei sintomi rischio di effetti indesiderati.

Si noti che i diversi cortisonici manifestano potenza differente, un ulteriore tassello da prendere in considerazione nella pianificazione della terapia. A cosa serve in gravidanza? L’uso più caratteristico è legato alla stimolazione della maturità polmonare del feto nel terzo trimestre, quando ci sia il rischio di parto prematuro.

Quali sono gli effetti collaterali? L’efficacia è in generale molto elevata e, quando usato solo localmente (ad esempio in forma di crema, collirio, supposta, spray nasale o puff) gli effetti collaterali minimi (il principale limite è in questi casi la tolleranza, ossia una riduzione di efficacia se usato cronicamente).

Quando viene invece assunto per via sistemica (per bocca o iniettato) il rischio di effetti indesiderati aumenta soprattutto nel caso di terapia cronica (mentre non sussistono in genere grossi rischi in caso di occasionali e brevi terapie); tra i potenziali effetti collaterali legati all’uso a lungo termine ricordiamo:

nausea, gonfiore, ulcerazioni su esofago e stomaco riduzione delle difese immunitarie verso minacce esterne sviluppo di diabete mellito di tipo 2 ritardo nella guarigione delle ferite aterosclerosi (deposito di placche grasso nei vasi sanguigni) osteoporosi (indebolimento delle ossa) viso tondeggiante e gobba a causa delle ritenzione idrica e della mobilizzazione dei grassi pelle fragile e acne irritabilità ed altre alterazioni dell’umore e del comportamento disturbi della vista ( glaucoma, cataratta,,).

È infine possibile sviluppare

dipendenza e tolleranza al farmaco (necessità di assumerlo per evitare malessere e riduzione dell’efficacia) effetto rebound (peggioramento improvviso dei sintomi alla sospensione).

A cosa serve il cortisone prodotto dall’organismo? Insieme all’adrenalina, i corticosteroidi (ivi compreso il cortisone) sono ormoni prodotti dal corpo in grado di esercitare effetti in qualsiasi distretto dell’organismo; sono prodotti soprattutto in risposta allo stress e, da un punto di vista biologico, sono correlati alla risposta di reazione o fuga.

L’esempio più comune è quello relativo all’uomo primitivo che si trova di fronte ad un animale feroce, dovendo quindi necessariamente scappare o affrontarlo; nella nostra società invece i livelli di cortisone (e del suo principale derivato, il cortisolo) possono aumentare in seguito a stress quali paura, ansia, improvvisi cambi di temperatura, traumi, interventi chirurgici,,

Avendo radici evolutive che poggiano sulla necessità di fuga o combattimento, gli effetti fisiologici sono volti a massimizzare l’efficacia di queste reazioni:

aumento della glicemia (zucchero nel sangue) per fornire energia, aumento della pressione del sangue aumento della frequenza del battito cardiaco aumento della frequenza respiratoria ( tachipnea ) spostamento di parte del sangue da organi digestivi ai muscoli, dilatazione delle pupille, aumento dell’attenzione e dei riflessi,,

Come si deve assumere il cortisone?

Come si assume il cortisone? – Il cortisone viene in genere assunto per via oral e o con iniezioni intramuscolari, Può essere però anche utilizzato sotto forma di pomate, creme e colliri,

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