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Buscopan A Cosa Serve?

Buscopan A Cosa Serve

Quando si prende il Buscopan?

04.2 Posologia e modo di – Adulti : Assumere una compressa di BUSCOPAN ANTIACIDO quando si avvertono i, sia di giorno che di notte. Nella maggior parte dei pazienti è sufficiente il trattamento con 1 o 2 compresse al giorno. Possono essere assunte fino a 4 compresse nelle 24 ore.

  • Non è necessario assumere le compresse con il,
  • Sciogliere la compressa in un bicchiere d’ (circa 200 ml).
  • I pazienti devono essere informati di consultare il proprio Medico o il farmacista se i sintomi continuano, peggiorano, o persistono dopo 14 giorni.
  • Buscopan Antiacido determina un sollievo della sintomatologia fino ad un massimo di 12 ore.
  • Compromissione renale

Può verificarsi un accumulo di ranitidina con conseguenti elevate, nei pazienti con compromissione renale. Si raccomanda che, seguendo il consiglio del medico (vedere 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego), il paziente non assuma più di due compresse di BUSCOPAN ANTIACIDO nell’arco delle 24 ore.

Quando non prendere il Buscopan?

Controindicazioni – Non si dovrebbe assumere Buscopan in caso di:

allergia al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti forma grave di glaucoma, una malattia dell’occhio causata da un aumento della pressione del liquido contenuto all’interno (glaucoma ad angolo acuto); aumento del volume della prostata ( ipertrofia prostatica ); incapacità della vescica urinaria di svuotarsi completamente ( ritenzione urinaria ); restringimento del piloro, la porzione terminale dello stomaco (stenosi pilorica), o di altre zone dello stomaco e dell’intestino (stenosi di altri tratti dell’apparato gastroenterico); blocco intestinale (anche solo sospetto); malattie caratterizzate da disturbi dei movimenti dell’intestino (ileo paralitico o ostuttivo); malattia infiammatoria cronica dell’intestino ( colite ulcerosa ); dilatazione del colon ( megacolon ); disturbo causato da un frequente rigurgito del contenuto dello stomaco nell’esofago, il condotto attraverso il quale il cibo raggiunge lo stomaco ( esofagite da reflusso ); età anziana e pazienti debilitati in genere, in caso di mancanza di movimenti intestinali, che provocano ostruzione intestinale (atonia intestinale); debolezza muscolare ( miastenia grave ); bambini di età inferiore a 6 anni.

Si raccomanda un’attenta valutazione medica preventiva in caso di:

età anziana disturbo ai nervi che mantengono il controllo del corretto funzionamento di ghiandole e organi (sistema nervoso autonomo), disturbi del ritmo del cuore (tachiaritmie cardiache), anche solo in caso di predisposizione genetica, pressione alta del sangue (ipertensione arteriosa), cuore senza la forza sufficiente ed adeguata per pompare il sangue in circolo ( insufficienza cardiaca congestizia), alterazione del funzionamento della tiroide che può dar luogo a dimagrimento, stanchezza, debolezza ( ipertiroidismo ), malattia del fegato e/o dei reni, predisposizione ad una forma grave di glaucoma, una malattia dell’occhio causata da un aumento della pressione del liquido contenuto al suo interno (glaucoma ad angolo acuto), predisposizione all’ostruzione delle vie intestinali e urinarie (stasi intestinale ed urinaria), febbre.

Medicinali come Buscopan possono prolungare il tempo di svuotamento dello stomaco con ristagno di sostanze.

Dove agisce il Buscopan?

Buscopan ® è un farmaco antispastico che allevia i dolori addominali dovuti a crampi e spasmi. Buscopan ® offre un sollievo dal mal di pancia. Agisce infatti dove si sviluppa il dolore: nell’addome. Buscopan ® agisce direttamente sui muscoli intestinali dove hanno origine i crampi e/o spasmi, cause del dolore.

Cosa si può prendere al posto del Buscopan?

Vendita online migliori farmaci da banco per il mal di pancia, coliche e crampi addominali. – Derivante da un dolore localizzato a livello dell’addome, che può irradiarsi in alto verso lo stomaco e in basso verso l’area pelvica, il mal di pancia è un disturbo particolarmente diffuso tra adulti e bambini.

  • I dolori alla pancia possono avere origine.
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I dolori alla pancia possono avere origine da svariate cause; quando si tratta di mal di pancia continuo la causa più probabile può essere la colite, Se invece un mal di pancia forte è accompagnato da crampi muscolari di solito dipende da irregolarità intestinale,

Quando insorge mal di pancia da stress, il dolore è di tipo spastico. Nel caso di mal di pancia e, i fattori predisponenti sono riconducibili all’alimentazione sbagliata. Il meteorismo, di solito unito a distensione addominale, costituisce un’altra causa di, Tranne alcuni casi in cui sono presenti patologie conclamate, il mal di pancia può essere facilmente affrontato con una modificazione del regime alimentare e con l’assunzione di e soprattutto di,

L’ eubiosi (stato d’equilibrio della flora batterica intestinale) infatti condiziona positivamente il benessere dell’intero organismo e soprattutto del sistema immunitario. I sono finalizzati ad attenuare la contrazione della muscolatura liscia addominale e quindi appartengono alla categoria dei,

  1. Quando sono presenti alterazioni dell’alvo è necessario impiegare preparati contro la ( ) o al contrario disinfettanti intestinali in caso di diarrea,
  2. I rimedi per i crampi alla pancia sono in grado di allentare la tensione delle anse intestinali.
  3. Se la procede con difficoltà può essere utile utilizzare,

In caso di mal di pancia, la prevenzione rappresenta la scelta ideale per affrontare correttamente il problema. Un adeguato impiego di a cicli ripetuti periodicamente costituisce una valida premessa per garantire salute all’intestino. Per è consigliabile fare ricorso a integratori ricchi di fibre in grado di facilitare il transito intestinale e nello stesso tempo di idratare il materiale fecale.

  1. Se i disturbi alla pancia non passano si possono utilizzare antispastici e miorilassanti, da prendere soltanto al bisogno e non come terapia continuativa.
  2. Nel campo dei fermenti lattici la scelta è vastissima: un valido suggerimento è quello di optare per preparati contenenti concentrazioni molto elevate di principi attivi.

, Lenicol,, Peridon, Koliner e Dualcol sono i prodotti che hanno maggiore diffusione per risolvere le, I disturbi intestinali possono veramente condizionare la qualità della vita; pertanto è consigliabile affrontarli nella maniera più adeguata, facendo particolare attenzione agli aspetti preventivi.

Quanto va preso il Buscopan?

POSOLOGIA E MODALITA’ DI ASSUNZIONE: – Buscopan ® compresse può essere assunto a partire dai 6 anni di età. La dose raccomandata per adulti e bambini con età superiore ai 14 anni è: 1-2 compresse rivestite per 3 volte al giorno. Nei bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni: seguire la prescrizione del medico.

Cosa sono i crampi intestinali?

Definizione – I crampi addominali sono spasmi dolorosi localizzati nella regione compresa tra il torace e l’inguine. Questo sintomo compare spesso in associazione con altre manifestazioni collaterali, quali diarrea, rumori gastrici percepibili dall’esterno, eruttazioni, sensazione di pienezza, stipsi o meteorismo,

A seconda della causa, i crampi possono essere passeggeri, persistenti o ricorrenti. I dolori addominali crampiformi sono associati a varie condizioni patologiche che interessano il tratto gastrointestinale, ma possono essere scatenati anche da altri organi. Se compaiono nella parte centrale dell’ addome, i crampi possono essere causati dalla contrazione improvvisa della muscolatura dello stomaco o dell’ intestino tenue,

Ciò può rappresentare una reazione verso determinati cibi (es. intolleranze alimentari o allergie, celiachia e difficoltà digestive ). Possibili cause scatenanti sono anche lo stress e la tensione nervosa, le gastroenteriti, la diarrea del viaggiatore e la sindrome dell’intestino irritabile, Buscopan A Cosa Serve Localizzazione addominale dei crampi

Qual è il miglior farmaco per il colon irritabile?

La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato due nuovi trattamenti per la sindrome dell’intestino irritabile con diarrea (IBS-D), in uomini e donne adulte. Si tratta di un medicinale a base di un nuovo principio attivo, eluxadoline, e di uno a base di rifaximina.

  1. Secondo i National Institutes of Health (NIH), i pazienti con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) sperimentano una serie di segni e sintomi, tra cui dolore o fastidio addominale e cambiamenti dell’alvo.
  2. Gli studi stimano che l’IBS colpisca tra il 10 e il 15% degli adulti negli Stati Uniti.
  3. L’IBS-D è un sottotipo caratterizzato principalmente da feci molli, non formate in una percentuale superiore al 25% delle defecazioni.

Il farmaco a base di eluxadoline viene assunto per via orale due volte al giorno con il cibo. Attiva i recettori del sistema nervoso che possono ridurre le contrazioni intestinali. Il medicinale a base di rifaximina può essere assunto per via orale tre volte al giorno per 14 giorni, per il trattamento del dolore addominale e della diarrea in pazienti con IBS-D.

I pazienti che accusano una recidiva dei sintomi possono essere trattati con un ciclo di trattamento di 14 giorni, fino a due volte. È un antibiotico derivato dalla rifampicina, è stato precedentemente approvato come trattamento per la ‘diarrea del viaggiatore’ causata da E. coli e per la riduzione del rischio di ricorrenza dell’encefalopatia epatica conclamata in pazienti adulti.

L’esatto meccanismo di azione della rifaximina per il trattamento di IBS-D non è noto, ma si ritiene correlato alle variazioni batteriche nel tratto gastrointestinale. La sicurezza e l’efficacia dell’eluxadoline per il trattamento dell’IBS-D sono state stabilite in due studi clinici in doppio cieco, controllati con placebo, nei quali 2.425 pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere il farmaco o placebo.

I risultati hanno mostrato che eluxadoline è risultato più efficace nel ridurre il dolore addominale e contemporaneamente migliorare la consistenza delle feci rispetto al placebo in 26 settimane di trattamento. La sicurezza e l’efficacia di rifaximina per il trattamento di IBS-D sono stati stabiliti in tre studi clinici in doppio cieco, controllati con placebo.

Nei primi due, 1.258 pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere il farmaco o placebo per 14 giorni, e poi seguiti per un periodo libero da trattamento di 10 settimane. Più pazienti trattati con rifaximina hanno riportato miglioramenti nella consistenza delle feci e nel dolore addominale rispetto a quelli trattati con placebo.

Un terzo studio ha valutato cicli ripetuti di rifaximina, perché i pazienti con IBS-D possono sviluppare segni e sintomi ricorrenti dopo un solo ciclo di trattamento.636 pazienti con recidiva sono stati randomizzati a ricevere o il farmaco o placebo per due cicli aggiuntivi di 14 giorni, intervallati da 10 settimane.

Più pazienti trattati con il farmaco rispetto al placebo hanno risposto per il dolore addominale e la consistenza delle feci in questa fase dello studio. Gli effetti indesiderati più comuni nei pazienti trattati con eluxadoline comprendono costipazione, nausea e dolori addominali.

  1. Il rischio noto più grave associato con il farmaco è il rischio di spasmo nello sfintere di Oddi, che può causare pancreatite.
  2. Non deve essere usato in pazienti con anamnesi di ostruzione delle vie biliari, pancreatite, insufficienza epatica grave, o stipsi grave, e nei pazienti che bevono più di tre bevande alcoliche al giorno.

Gli effetti indesiderati più comuni nei pazienti trattati con rifaximina per IBS-D comprendono nausea e un aumento di alanina aminotransferasi (ALT). Se la diarrea non migliora o peggiora dopo il trattamento, deve essere eseguita una valutazione per lo sviluppo di una grave diarrea infettiva, C.

Quante volte al giorno si può prendere la Buscopan?

La seguente posologia è consigliabile per gli adulti e i bambini di età pari o superiore a 10 anni, salvo diversa prescrizione medica: la dose raccomandata è 1-2 compresse 3 volte al giorno. Non superare le 6 compresse al giorno.

Cosa fare contro i crampi alla pancia?

Quali sono i rimedi contro i crampi addominali? – Se i crampi addominali compaiono dopo i pasti e sono localizzati nella parte alta dell’addome può essere utile assumere degli antiacidi, mentre andrebbero evitati i cibi molto grassi, i fritti, i prodotti a base di pomodoro, la caffeina, gli alcolici e le bevande gassate.

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Quale Buscopan è stato ritirato dal commercio?

Dopo il ritiro diretto nei giorni scorsi di 195 farmaci con ranitidina prodotti dalla ditta indiana Saraca Laboratories, per la presenza di un’impurità potenzialmente cancerogena, l’Agenzia italiana per il farmaco ha disposto in via precauzionale il divieto di utilizzo di oltre 500 lotti di vari farmaci contenenti lo stesso principio attivo – di Marzio Bartoloni 24 settembre 2019 Allerta Aifa farmaci senza bollino,piaga contraffazione 2′ di lettura Stop all’uso del Buscopan antiacido in compresse effervescenti da 75 mg, ma anche a Zantac, Raniben e Ulcex.

Dopo il ritiro diretto nei giorni scorsi di 195 farmaci con ranitidina prodotti dalla ditta indiana Saraca Laboratories, per la presenza di un’impurità potenzialmente cancerogena, l’Agenzia italiana per il farmaco ha disposto in via precauzionale il divieto di utilizzo di oltre 500 lotti di vari farmaci contenenti lo stesso principio attivo utilizzato contro bruciori di stomaco, reflussi e ulcere.

Allerta Aifa farmaci senza bollino,piaga contraffazione – GUARDA IL VIDEO L’elenco completo dei farmaci, sia quelli ritirati che quelli al momento vietati è disponibile sul sito dell’Agenzia del Farmaco, insieme ad un elenco di quelli ancora autorizzati a oggi.

  1. Provvedimenti analoghi sono stati presi o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell’Unione europea e in diversi paesi extraeuropei.
  2. L’Aifa sta collaborando con l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e alle altre agenzie per valutare il grado di contaminazione nei prodotti e adottare misure correttive.

L’Aifa consiglia i cittadini, se in trattamento con un medicinale a base di ranitidina prescritto dal medico, di non sospendere il trattamento, ma di consultare il medico il prima possibile per un trattamento alternativo (un altro medicinale diverso da ranitidina indicato nel trattamento delle condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessiva di acido).

Ma cos’è la ranitidina? Si tratta di un inibitore della secrezione acida utilizzato nel trattamento dell’ulcera, del reflusso gastroesofageo, del bruciore di stomaco e di altre condizioni associate a ipersecrezione acida ed è commercializzata in Italia sia come medicinale da prescrizione medica, sia come medicinale di automedicazione, in compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per uso endovenoso.

Sotto accusa però è la Ndma (N-nitrosodimetilammina) classificata come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla base di studi condotti su animali.

Come fare per rilassare l’intestino?

E per trattare il dolore? – Per limitare il dolore associato alla IBS vengono usati dei farmaci, come la mebeverina e la trimebutina che, grazie alla loro azione antispastica, rilassano la muscolatura liscia dell’intestino senza interferire con i normali movimenti intestinali,

Qual è il migliore antispastico?

Disturbi Addominali | Farmaci antispastici per coliche e dolori addominali Disturbi addominali: soffri spesso di disturbi addominali? Prenditi cura di stomaco e intestino con i farmaci antispastici che puoi trovare online su farmacia, All’interno della categoria dei puoi comprare farmaci antispastici anche forti contro coliche, dolori addominali, colon irritabile e antinfiammatori.

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Quale farmaco per rilassare lo stomaco?

MAALOX NAUSEA*20CPR EFF 5MG.

Come si chiama il generico di Buscopan?

Specialità – Quali sono le specialità medicinali che contengono Scopolamina Butilbromuro? – Scopolamina Butilbromuro è prescrivibile nelle specialità commerciali Addofix, Buscopan, Buscopan Compositum. (leggi) La scopolamina butilbromuro, anche nota come N-butilbromuro di joscina, è un farmaco ad azione spasmolitica impiegato in terapia nel trattamento degli spasmi dolorosi del tratto gastrointestinale, biliare e genito-urinario.

  • La scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) è un derivato ammonico quaternario della scopolamina.
  • La scopolamina è un alcaloide estratto da diverse piante appartenenti alla famiglia delle Solanacee, in particolare Hyoscyamus niger e Datura stramonio.
  • La scopolamina ha una struttura chimica molto simile all’atropina e come quest’ultima è un potente inibitore dei recettori muscarinici dell’acetilcolina, importante neurotrasmettitore del sistema nervoso.

Anche la scopolamina butilbromuro è un inibitore dei recettori muscarinici; la differenza fra il derivato butilbromuro e la scopolamina tal quale è che il primo, avendo una carica positiva, sull’atomo di azoto quaternario, non passa attraverso la barriera ematoencefalica e pertanto non possiede, alle dosi terapeutiche, gli effetti sul sistema nervoso centrale caratteristici della scopolamina.

In terapia la scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) è utilizzata anche in associazione a paracetamolo (specialità medicinale Buscopan Compositum) nel trattamento del dolore acuto e lancinante a carico del tratto gastrointestinale, nel trattamento del dolore associato a spasmi, nel trattamento del dolore causato da una alterazione del movimento o contrazione del dotto biliare e del tratto urinario, nel trattamento del dolore mestruale.

In monoterapia, la dose giornaliera orale della scopolamina butilbromuro, per pazienti adulti e ragazzi con più di 14 anni, varia da 30 a 60 mg, da suddividere in tre dosi giornaliere, mentre la dose per via rettale non deve superare i 30 mg al giorno.

  • La scopolamina butilbromuro può essere somministrata anche nei bambini dai 6 ai 14 anni con dosaggi che devono essere definiti dal medico curante.
  • Nei bambini con meno di 6 anni, la scopolamina butilbromuro non è raccomandata.
  • Quando la scopolamina butilbromuro è utilizzata in terapia in associazione farmacologica con il paracetamolo, la dose massima giornaliera somministrabile deve tenere conto del dosaggio massimo di ciascuno dei due farmaci.

In caso di assunzione di altri farmaci contenenti paracetamolo, il dosaggio della combinazione farmacologica scopolamina butilbromuro più paracetamolo deve essere calibrato considerando la dose totale di paracetamolo che il paziente andrebbe ad assumere nelle 24 ore.

La scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) è controindicata in caso di ipersensibilità; in caso di glaucoma acuto per il rischio di un peggioramento della malattia dovuto ad ipertensione endoculare; in caso di ipertrofia prostatica o di altre malattie associate a ritenzione urinaria (l’azione anticolinergica della scopolamina butilbromuro potrebbe aggravare la ritenzione urinaria); in caso di malattie associate a ostruzione gastrointestinale o a difficoltà di transito intestinale quali stenosi del piloro, ileo paralitico, colite ulcerosa, megacolon e atonia intestinale; in caso di esofagite da reflusso e in caso di miastenia grave.

La scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) deve essere somministrata con cautela nei pazienti anziani e nei pazienti pediatrici perchè più sensibili agli effetti collaterali del farmaco. Deve essere somministrata con cautela inoltre in tutti quei casi in cui un eventuale blocco della trasmissione delle fibre nervose parasimpatiche potrebbe costituire una condizione di rischio: turbe del sistema nervoso autonomo, tachiaritmie cardiache, ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca congestizia, ipertiroidismo, malattie epatiche e renali, malattie caratterizzate da ostruzione delle vie respiratorie.

  1. In gravidanza la somministrazione della scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) deve essere valutata con attenzione soprattutto in caso di esposizione durante i primi tre mesi.
  2. L’uso del farmaco durante il parto è stato associato ad una riduzione del tempo necessario per la dilatazione della cervice uterina e di espulsione del feto.

Nelle donne che allattano, sebbene non siano stati riportati effetti tossici sul neonato, la scopolamina butilbromuro non è raccomandata per il rischio di effetti inibitori sulla lattazione (nelle donne non in allattamento il farmaco ha indotto una riduzione della secrezione della prolattina).

  1. La somministrazione della scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) per via intramuscolare non è raccomandata nei pazienti in terapia con farmaci anticoagulanti per il rischio di ematomi.
  2. Nei pazienti trattati con il farmaco non si raccomanda la guida di veicoli per gli effetti che la scopolamina butilbromuro potrebbe avere sull’occhio (ridotta capacità di accomodazione).

Questo aspetto deve essere preso in considerazione soprattutto quando il farmaco è utilizzato come coadiuvante nelle indagini radiologiche intestinali e nella gastroscopia per indurre miorilassamento muscolare: i pazienti devono essere avvisati dei potenziali effetti del farmaco sulla vista.

Alcune delle specialità medicinali contenenti scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) possono annoverare fra gli eccipienti il saccarosio. Il saccarosio, il normale zucchero da cucina, è formato da glucosio più fruttosio. Le persone con intolleranza ereditaria al fruttosio (deficit dell’enzima fruttosio-1-fosfato-aldolasi) devono escludere dalla propria dieta il fruttosio, il saccarosio e il sorbitolo.

Per queste persone l’assunzione di medicine contenenti saccarosio potrebbe non essere raccomandata. La scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) presenta interazione farmacologica con i farmaci antiacidi perchè ne possono ridurre l’assorbimento intestinale; con gli antidepressivi triciclici, le fenotiazine, i butirrofenoni, gli antistaminici, la chinidina, l’amantadina, la disopiramide e i farmaci anticolinergici (tiotropio, ipratropio) perchè si può verificare un aumento considerevole degli effetti anticolinergici.

La somministrazione di scopolamina butilbromuro richiede cautela anche in associazione con farmaci come la metoclopramide o il domperidone (procinetici), perchè si potrebbe verificare una riduzione degli effetti dei due farmaci sul tratto gastrointestinale, e in associazione con i farmaci beta-adrenergici perchè potrebbe aumentare il rischio di tachicardia.

Come tutti i farmaci anche la scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) può causare effetti collaterali, in parte dovuti al suo meccanismo d’azione: sonnolenza, tachicardia, ridotta sudorazione, secchezza della bocca, costipazione, midriasi e ridotta accomodazione dell’occhio, ritenzione urinaria, ipersensibilità.

La somministrazione di dosi eccessive di scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) determina la comparsa di effetti tossici riconducibili al blocco della trasmissione colinergica. In caso di sovradosaggio intervenire con un trattamento sintomatico. Se possibile somministrare farmaci ad azione parasimpaticomimetica (farmaci cioè che mimano l’azione dell’acetilcolina).

In caso di ipotensione ortostatica, mettere il paziente in posizione supina; in caso di ritenzione urinaria ricorrere a cateterizzazione; in caso di difficoltà respiratoria ricorrere alla ventilazione assistita. In terapia la scopolamina butilbromuro ((N-butilbromuro di joscina) è utilizzata nel trattamento degli spasmi dolorosi gastrointestinali, biliari e genito-urinari e come coadiuvante diagnostico quando è necessario indurre miorilassamento della muscolatura liscia (radiografie intestinali, gastroscopia).

  • Nel trattamento dei crampi addominali, l’uso della scopolamina butilbromuro è risultata associata a buona tollerabilità (scarsi efetti collaterali) dovuta allo scarso assorbimento sistemico (biodisponibilità assoluta, valutata sull’escrezione renale del farmaco, inferiore all’1%).
  • Nel trattamento delle coliche renali di grado severo (incluso quelle con dolore definito “lancinante”) la somministrazione endovena della scopolamina butilbromuro è risultata meno rapida e meno efficace nell’indurre sollievo dal dolore quando confrontata con metamizolo e non è risultata ridurre la dose dell’eventuale analgesico somministrato.

La scopolamina butilbromuro (N-butilbromuro di joscina) ha evidenziato efficacia terapeutica anche in caso di dolore addominale postprandiale (dispepsia), sindrome dell’intestino irritabile e dolore mestruale. Nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile caratterizzato da diarrea, la scopolamina butilbromuro ha ridotto il dolore ma non ha avuto effetti sulla motilità.

La scopolamina butilbromuro essendo un composto ammonico quaternario carico positivamente è scarsamente lipofilo e presenta un modesto assorbimento attraverso le membrane biologiche. La biodisponibilità assoluta è inferiore all’1%. Dopo somministrazione orale, il tempo necessario a raggiungere il picco di concentrazione plasmatica è di 2 ore.

In circolo, la scopolamina butilbromuro presenta un ridotto legame alle proteine plasmatiche (4,4%). Il farmaco tende a concentrarsi nei tessuti particolarmente ricchi di recettori muscarinici. Non permea la barriera ematoencefalica e questo comporta una riduzione significativa degli effetti collaterali centrali rispetto alla scopolamina tal quale.

Quali sono i sintomi di un colon infiammato?

Dolore all’addome, gonfiore, disturbi nell’evacuazione, debolezza: potrebbe trattarsi di colon irritabile, una patologia molto comune che interessa dal 7% al 21% della popolazione generale. I sintomi del colon irritabile sono circa 2 volte più diffusi tra le donne rispetto agli uomini.

Quando preoccuparsi dei crampi alla pancia?

È consigliabile rivolgersi al proprio medico quando i crampi addominali: persistono da una settimana, il dolore rimane intenso anche dopo 2 giorni, il dolore peggiora e si associa a nausea o vomito, s.

Quando prendere il Buscopan prima o dopo i pasti?

La posologia del Buscopan – Dopo aver compreso a cosa serve il Buscopan, passiamo al capitolo posologia, che non ha carattere generale, pertanto l’assunzione deve rispettare le indicazioni ricevute dal proprio in caso di prescrizione, oppure dal farmacista quando avviene per automedicazione.

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Esistono però alcuni consigli, riportati nel foglietto illustrativo del farmaco. In particolare, è meglio non superare le tre compresse giornaliere, al netto di eventuali casi particolari stabiliti dal medico. Il Buscopan deve poi essere assunto appena prima o appena dopo i pasti insieme a un bicchiere d’acqua.

Non è invece importante che lo stomaco sia pieno. Lo stesso dosaggio vale anche nel caso in cui la somministrazione avvenga per via rettale attraverso le supposte. Più in generale, l’indicazione è quella di ricorrere al farmaco solo al bisogno e fino alla scomparsa dei sintomi, per un massimo di due o tre giorni. Dopodiché, meglio chiedere il parere di un dottore, che saprà indicare la cura migliore da seguire.

Come detto, il Buscopan in compresse agisce già dopo due ore dall’assunzione, mentre le supposte hanno un’azione più rapida assicurata dal più veloce assorbimento da parte del corpo. Nel caso in cui si stessero prendendo altri farmaci in contemporanea, infine, è bene assicurarsi che questi ultimi siano compatibili con la scopolamina-N-butilbromuro chiedendo al farmacista.

: Buscopan: a cosa serve e come assumerlo

Quando prendere il Buscofen?

Buscofen 12 capsule Molli 200 mg Buscofen è un analgesico, antinfiammatorio e antireumatico non steroideo, in capsule molli, a base di ibuprofene, studiato per il trattamento di dolori di varia origine e natura, quali dolori mestruali, mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori osteoarticolari e muscolari.

  • La sua formulazione in capsule molli, caratterizzata dalla presenza del principio attivo già in formula liquida, favorisce il veloce assorbimento di quest’ultimo e allevia velocemente il dolore, restituendo una piacevole sensazione di benessere.
  • Il medicinale è particolarmente indicato in caso di dolori mestruali in quanto il suo principio attivo calma gli spasmi muscolari dell’utero e allevia sensibilmente le fitte al basso ventre e gli altri dolori connessi frequentemente al ciclo mestruale come mal di testa, mal di schiena e mal di reni.

Infine, Buscofen può essere assunto come antidolorifico anche nel caso di dolori osteoarticolari, o per contrastare fastidi derivanti da nevralgie, mal di denti e altre manifestazioni dolorose.

  • Composizione
  • Principi attivi
  • Una capsula molle di Buscofen contiene: ibuprofene 200 mg.

Eccipienti polietilenglicole 600, potassio idrossido, acqua depurata, gelatina, sorbitolo soluzione speciale. Modo d’Uso Adulti e adolescenti oltre i 12 anni: 1–2 capsule molli, due – tre volte al giorno, preferibilmente a stomaco pieno. Non superare la dose massima di 1200 mg (6 capsule molli) al giorno.

  1. Anziani: I pazienti anziani devono attenersi alle dosi minime indicate.
  2. Pazienti con insufficienza renale: In presenza di insufficienza renale l’eliminazione può essere ridotta e la posologia va di conseguenza adeguata.
  3. Buscofen non deve essere usato per più di 7 giorni.
  4. Se sono necessarie dosi più alte oppure se è richiesto un trattamento più prolungato, allora è necessario rivolgersi al proprio medico curante.

Le compresse e le capsule molli devono essere inghiottite senza masticare, preferibilmente con un pò di acqua. Si consiglia l’assunzione durante o dopo i pasti, particolarmente alle persone con disturbi gastrici.

  1. Avvertenze
  2. Non superare le dosi consigliate.
  3. Nel caso l’uso del medicinale sia necessario per più di 3 giorni negli adolescenti, o nel caso di peggioramento della sintomatologia deve essere consultato il medico.
  4. Buscofen non deve essere assunto per più di 7 giorni, preferibilmente durante o dopo i pasti, soprattutto in caso di disturbi gastrici.

Prima di assumere Buscofen leggere attentamente il foglietto illustrativo. Se i sintomi persistono consultare il proprio medico curante. L’uso di Buscofen in concomitanza di altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi–2 (COX–2), deve essere evitato a causa di un incremento del rischio di ulcerazione o sanguinamento.

  • Popolazione pediatrica Negli adolescenti disidratati esiste il rischio di alterazione della funzionalità renale.
  • Anziani I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali.
  • Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: d urante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione che possono essere fatali.

Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale), in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata dai pazienti che assumono contemporaneamente farmaci che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) o agenti antiaggreganti piastrinici come l’acido acetilsalicilico.

Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono Buscofen il trattamento deve essere sospeso, I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiché tali condizioni possono essere esacerbate.

Usare con cautela nei pazienti con difetti della coagulazione. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiché in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema.

Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg/die), può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es. infarto del miocardio o ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (es.

≤ 1200 mg/die) siano associate ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (II–III classe NYHA), cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene soltanto dopo attenta considerazione e si devono evitare dosi elevate (2400 mg/die).

  • Attenta considerazione deve essere esercitata anche prima di avviare al trattamento a lungo termine i pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (es.
  • Ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, abitudine al fumo di sigaretta), soprattutto se sono necessarie dosi elevate (2400 mg/die) di ibuprofene.

Effetti dermatologici Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Steven–Johnson e necrolisi tossica epidermica sono state riportate molto raramente, in associazione con l’uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8).

Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere esposti a più alto rischio; l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Il trattamento con Buscofen deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

Effetti renali Quando si inizia un trattamento con ibuprofene deve essere prestata cautela ai pazienti con una disidratazione considerevole. L’utilizzo a lungo termine di ibuprofene, come con altri FANS, ha portato a necrosi papillare renale ed altre alterazioni patologiche renali.

In generale, l’uso abituale di analgesici, soprattutto delle associazioni di diversi principi attivi analgesici, può portare a lesioni renali permanenti con rischio di insorgenza di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). È stata riscontrata tossicità renale in pazienti nei quali le prostaglandine renali hanno un ruolo compensatorio nel mantenimento della perfusione renale.

La somministrazione di FANS in questi pazienti può comportare una riduzione dose–dipendente della formazione di prostaglandine e, come effetto secondario, del flusso sanguigno renale. Ciò può condurre velocemente a scompenso renale. I pazienti più a rischio di queste reazioni sono quelli con funzionalità renale ridotta, scompenso cardiaco, disfunzioni epatiche, anziani e tutti quei pazienti che prendono diuretici e ACE inibitori.

La sospensione della terapia con FANS solitamente viene seguita dal recupero dello stato di pretrattamento. In caso di impiego prolungato sorvegliare la funzionalità renale particolarmente in caso di lupus eritematoso diffuso. Disturbi respiratori Buscofen deve essere prescritto con cautela in pazienti con asma bronchiale o malattie allergiche in atto o pregresse perché potrebbe insorgere broncospasmo.

Lo stesso dicasi per quei soggetti che hanno manifestato broncospasmo, dopo l’impiego di aspirina o altri FANS. Reazioni di ipersensibilità Analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei possono causare reazioni di ipersensibilità, potenzialmente gravi (reazioni anafilattoidi), anche in soggetti non precedentemente esposti a questo tipo di farmaci.

Il rischio di reazioni di ipersensibilità dopo assunzione di ibuprofene è maggiore nei soggetti che abbiano presentato tali reazioni dopo l’uso di altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei e nei soggetti con iperreattività bronchiale (asma), poliposi nasale o precedenti episodi di angioedema.

Funzionalità cardiaca, renale ed epatica ridotta Particolare cautela deve essere adottata nel trattamento di pazienti con funzionalità cardiaca, epatica o renale fortemente ridotta. In tali pazienti è opportuno ricorrere al monitoraggio periodico dei parametri clinici e di laboratorio, specialmente in caso di trattamento prolungato.

Ibuprofene può dare un innalzamento delle concentrazioni seriche delle aminotransferasi, e di altri marker della funzionalità epatica, in pazienti senza precedenti evidenze di disturbi della funzione epatica. Questi di solito comprendono aumenti relativamente modesti e transitori rispetto al range normale.

Se queste anomalie sono significative dal punto di vista clinico o se sono persistenti allora il trattamento con ibuprofene deve essere interrotto e la risposta a seguito dell’interruzione del trattamento deve essere monitorata. Ibuprofene può causare ritenzione di sodio, potassio e acqua in pazienti che in precedenza non hanno mostrato segni di disturbi renali, a causa dell’effetto sulla perfusione renale.

  • Ciò può provocare edema o causare uno scompenso acuto della funzione cardiaca o ipertensione in soggetti predisposti.
  • Pazienti a maggiore rischio di scompenso renale manifesto sono persone anziane, pazienti deidratati o ipovolemici, pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, cirrosi, sindrome nefrotica, insufficienza renale, quelli in trattamento con diuretici e pazienti che recentemente hanno subito un’operazione chirurgica.

L’interruzione del trattamento è solitamente seguita da un rapido ritorno allo stato della funzione renale pre–trattamento. Ibuprofene può anche interferire con gli effetti natriuretici dei diuretici. L’ibuprofene può mascherare sintomi (febbre, dolore, gonfiore) di una infezione.

Effetti ematologici Ibuprofene, come altri FANS, può inibire l’aggregazione piastrinica e ha dato evidenza di prolungare il tempo di sanguinamento in soggetti sani.4 Meningite asettica In rare occasioni in pazienti in trattamento con ibuprofene è stata osservata meningite asettica. Sebbene sia più probabile che si verifichi in pazienti con lupus eritematoso sistemico e patologie del tessuto connettivo collegate, è stata osservata anche in pazienti i quali non manifestavano patologie croniche concomitanti.

Essendosi rilevate alterazioni oculari nel corso di studi su animali con farmaci antinfiammatori non steroidei, si raccomanda, in caso di trattamenti prolungati, di effettuare periodici controlli oftalmologici. Fertilità, Gravidanza e Allattamento L’uso di ibuprofene può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne in attesa di concepimento.

  • La somministrazione di Buscofen dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.
  • L’uso di Buscofen, come di qualsiasi altro farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della ciclossigenasi, è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.

L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Dati ottenuti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto, di malformazione cardiaca e gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il primo periodo di gravidanza.

Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, l’ibuprofene non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari.

Se usato da donne in procinto di concepimento o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere rispettivamente la più bassa e la più breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: – tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); – disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo–idroamnios; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: – possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse; – inibizione delle contrazioni uterine risultante in travaglio ritardato o porlungato.

  • Conseguentemente, l’ibuprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza,
  • Nei pochi studi ad oggi disponibili, i FANS possono ritrovarsi nel latte materno in concentrazioni molto basse.
  • I FANS, se possibile, devono essere evitati durante l’allattamento materno,
  • Controindicazioni/Effetti indesiderati – Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
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– Soggetti con ipersensibilità all’acido acetilsalicilico o ad altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei (FANS), in particolare quando l’ipersensibilità è associata a poliposi nasale, angioedema e/o asma. – Insufficienza epatica grave.

Insufficienza renale grave (filtrazione glomerurale inferiore a 30 ml/min). – Insufficienza cardiaca severa (IV classe NYHA). – Soggetti affetti da discrasie ematiche di origine sconosciuta, da porfiria, da ipertensione, da grave insufficienza coronarica incontrollata. – Ulcera peptica grave o in fase attiva.

– Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). – Soggetti con condizioni cliniche che determinino un aumento della tendenza al sanguinamento.

  • In concomitanza di interventi chirurgici (comprese le operazioni dentistiche).
  • Soggetti che abbiano subito significative perdite di liquidi (per vomito, diarrea o scarsa ingestione di liquidi).
  • Durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere par.4.6).
  • Bambini al di sotto dei 12 anni.
  • Interazioni L’ibuprofene (come altri FANS) deve essere utilizzato con cautela in associazione con: – corticosteroidi : aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale (vedere par.4.4); – anticoagulanti : i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti come il warfarin (vedere paragrafo 4.4).

È opportuno monitorare i pazienti in trattamento con cumarinici; – acido acetilsalicilico e altri FANS : queste sostanze possono far aumentare il rischio di reazioni avverse a carico del tratto gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). La somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati.

  1. Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire competitivamente l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente.
  2. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare, a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo dell’acido acetilsalicilico a basse dosi.

Nessun effetto clinico rilevante è considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1). È comunque opportuno non associare ibuprofene con aspirina o altri FANS; – agenti antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs) : aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere par.4.4); – diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell’angiotensina II : i FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi.

  • I diuretici possono anche aumentare il rischio di nefrotossicità associata ai FANS.
  • In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o anziani) la co–somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo–ossigenasi può portare ad un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile.

Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono Buscofen in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, tale combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante e, periodicamente, da allora in poi; – litio : la somministrazione contemporanea di litio e FANS provoca aumento dei livelli di litio nel sangue per ridotta eliminazione, con possibilità di raggiungimento della soglia tossica.

Qualora tale associazione sia necessaria, monitorare la litiemia allo scopo di adattare la posologia del litio durante il trattamento contemporaneo con ibuprofene. – metotrexato: i FANS possono inibire la secrezione tubulare di metotrexato e ridurne la clearance con conseguente aumento del rischio di tossicità; – aminoglicosidi : i FANS possono diminuire l’escrezione degli aminoglicosidi; – glicosidi cardiaci : i FANS possono esacerbare lo scompenso cardiaco, ridurre il tasso della filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici dei glicosidi cardiaci; – fenitoina : i FANS possono comportare un aumento delle concentrazioni plasmatiche della fenitoina; – colestiramina : la concomitante somministrazione di ibuprofene e colestiramina può ridurre l’assorbimento dell’ibuprofene a livello del tratto gastrointestinale.

Comunque la rilevanza clinica di tale interazione non è nota; – ciclosporine: aumentano rischio di nefrotossicità con i FANS. – inibitori della COX–2 e altri FANS: l’uso concomitante con altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi–2, deve essere evitato per potenziale effetto additivo (vedere par.4.4); – estratti vegetali : Ginkgo Biloba può aumentare il rischio di sanguinamento in associazione a FANS;– mifepristone : a causa delle proprietà antiprostaglandiniche dei FANS, può teoricamente determinarsi una diminuizione nell’efficacia del medicinale.

L’evidenza limitata suggerisce che la co–somministrazione di FANS nel giorno di somministrazione delle prostaglandine non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l’efficacia clinica del medicinale sull’interruzione di gravidanza; – antibiotici chinolonici: dati su animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associato con antibiotici chinolonici.

I pazienti che prendono FANS e chinoloni possono avere un aumentato rischio di sviluppare convulsioni; – solfaniluree: i FANS possono aumentare l’effetto delle solfaniluree. Sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia in pazienti in trattamento con solfaniluree che assumevano ibuprofene; – tacrolimus: possibile aumento del rischio di nefrotossicità quando i FANS vengono somministrati con tacrolimus; – zidovudina: aumento del rischio di tossicità ematica in caso di co–somministrazione con FANS.

C’è evidenza di un aumento del rischio di emartrosi e di ematoma in pazienti emofiliaci affetti da HIV in contemporaneo trattamento con zidovudina ed altri FANS. – ritonavir : è possibile un aumento della concentrazione dei FANS; – probenecid : rallenta l’escrezione dei FANS con possibile aumento delle loro concentrazioni plasmatiche; – sulfinpirazone : può ritardare l’escrezione di ibuprofene; – inibitori del CYP2C9 : la somministrazione concomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 può aumentare l’esposizione all’ibuprofene (substrato del CYP2C9).

In uno studio con voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9), si è osservata una aumentata esposizione al S(+)–ibuprofene da approssimativamente l’80% al 100%. Si deve prendere in considerazione la riduzione della dose di ibuprofene quando si somministrano concomitantemente forti inibitori del CYP2C9, in particolar modo quando dosi elevate di ibuprofene vengono somministrate con voriconazolo e fluconazolo.

Effetti indesiderati Gli effetti indesiderati osservati con ibuprofene sono generalmente comuni agli altri analgesici, antipiretici, antiinfiammatori non steroidei. Patologie gastrointestinali : gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinali, talvolta fatali, in particolare negli anziani (vedere par.4.4).

La perforazione gastrointestinale con l’uso di ibuprofene è stata osservata raramente. Dopo somministrazione di Buscofen sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore epigastrico, pirosi gastrica, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere par.4.4).

  1. Meno frequentemente sono state osservate gastriti.
  2. Molto raramente sono state osservate anche pancreatiti.
  3. Disturbi del sistema immunitario : in seguito a trattamento con FANS sono state riportate reazioni di ipersensibilità.
  4. Queste possono consistere di a) reazione allergica non–specifica e anafilassi, b) reazioni a carico del tratto respiratorio comprendenti asma, anche grave, broncospasmo o dispnea oppure c) disturbi a carico della cute, comprendenti rash di vario tipo, prurito orticaria, porpora, angioedema e, più raramente, dermatiti esfoliative e bollose (inclusi sindrome di Stevens – Johnson, necrolisi tossica epidermica ed eritema multiforme).

Patologie cardiache e vascolari : in associazione con il trattamento con FANS sono stati riportati edema ed affaticamento, ipertensione e insufficienza cardiaca. Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg/die), può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es.

infarto del miocardio o ictus) (vedere par.4.4). Altri eventi avversi riportati con minore frequenza e per i quali non è stata necessariamente stabilita una causalità includono: Patologie del sistema emolinfopoietico : leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica e anemia emolitica.

Disturbi psichiatrici : insonnia, ansia, depressione, stato confusionale, allucinazioni. Patologie del sistema nervoso : mal di testa, parestesia, capogiri, sonnolenza, neurite ottica. Infezioni ed infestazioni : rinite e meningite asettica (specialmente in pazienti con preesistenti disordini autoimmuni, come lupus eritematoso sistemico e connettivite mista) con sintomi di rigidità nucale, mal di testa, nausea, vomito, febbre o disorientamento (vedere par.4.4).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche : broncospasmo, dispnea, apnea. Patologie dell’occhio : rari casi di alterazione oculare con conseguenti disturbi visivi, neuropatia ottica tossica. Patologie dell’orecchio e del labirinto : udito compromesso, tinnito, vertigini. Patologie epatobiliari : funzione epatica alterata, insufficienza epatica, epatite ed ittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo : reazioni bollose incluse sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi tossica epidermica (molto rara), e reazioni di fotosensibilità. Patologie renali e urinarie : danno della funzione renale e nefropatia tossica in varie forme, incluse nefrite interstiziale, sindrome nefrotica ed insufficienza renale.

  • Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione : malessere, affaticamento.
  • Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo “www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili”. Sovradosaggio Tossicità I segni ed i sintomi di tossicità non sono stati generalmente osservati a dosi inferiori a 100 mg/kg nei bambini o negli adulti.

Comunque, in alcuni casi potrebbe essere necessario un trattamento di supporto. Si è osservato che i bambini manifestano segni e sintomi di tossicità dopo ingestione di ibuprofene a dosi di 400 mg/kg o maggiori. Sintomi La maggior parte delle persone che hanno ingerito quantitativi significativi di ibuprofene manifesterà i sintomi entro 4–6 ore.

I sintomi di sovradosaggio più comunemente riportati comprendono nausea, vomito, dolore addominale, letargia e sonnolenza. Gli effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) includono mal di testa, tinnito, vertigini, convulsioni, e perdita della coscienza.

  1. Raramente sono stati anche riportati nistagmo, acidosi metabolica, ipotermia, effetti renali, sanguinamento gastrointestinale, coma, apnea, diarrea e depressione del SNC e dell’apparato respiratorio.
  2. Sono stati riportati disorientamento, stato di eccitazione e tossicità cardiovascolare comprendente ipotensione, bradicardia e tachicardia.

Nei casi di sovradosaggio significativo sono possibili insufficienza renale e danno epatico. Trattamento Non esiste uno specifico antidoto per il sovradosaggio di ibuprofene. In caso di sovradosaggio è pertanto indicato un trattamento sintomatico e di supporto.

  1. Particolare attenzione è dovuta al controllo della pressione arteriosa, dell’equilibrio acido–base e di eventuali sanguinamentigastrointestinali.
  2. Entro 1 ora dall’ingestione di una quantità potenzialmente tossica deve essere considerata la somministrazione di carbone attivo.
  3. In alternativa, nell’adulto, entro 1 ora dall’ingestione di una overdose potenzialmente pericolosa per la vita deve essere presa in considerazione la lavanda gastrica.

Deve essere assicurata una diuresi adeguata e le funzioni renale ed epatica devono essere strettamente monitorate. Il paziente deve rimanere sotto osservazione durante almeno le quattro ore successive all’ingestione di una quantità di farmaco potenzialmente tossica.

L’eventuale comparsa di convulsioni frequenti o prolungate deve essere trattata con diazepam per via endovenosa. In rapporto alle condizioni cliniche del paziente possono essere necessarie altre misure di supporto. Per maggiori informazioni, contattare il locale centro antiveleni. Conservazione Conservare il medicinale in luogo fresco e asciutto.

La data di scadenza si riferisce al prodotto integro conservato nella confezione originale. Tenere il medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Formato Confezione da 12 capsule molli (softgel) da 200mg : Buscofen 12 capsule Molli 200 mg

Cosa fare se si hanno crampi allo stomaco?

Che medicina prendere per i crampi allo stomaco? – La terapia per la risoluzione dei crampi allo stomaco non deve limitarsi al solo sintomo ma deve, qualora fosse possibile, risolvere la causa scatenante, L’approccio terapeutico può essere di tre tipi :

alimentare, in caso di gastriti, ulcere o reflusso gastroesofageo vanno eliminati agenti irritanti come fritti, caffè, cibi speziati o grassi. In caso di gastroenteriti virali devono essere preferiti cibi sconditi e leggeri come il riso o le patate farmacologico, che prevede l’assunzione di FANS, antinfiammatori non steroidei come, ad esempio, l’ibuprofene. Sono adottati anche il paracetamolo o gli spasmolitici chirurgico, quando la causa sottostante è riconducibile ad ernia iatale, ad esempio, o si tratta di calcoli alla colecisti,

Per aiutare il decorso, accanto alla terapia indicata dal medico o dallo specialista, è possibile curare con particolare attenzione l’idratazione, bevendo molta acqua, facendo in modo di avere più pasti durante la giornata con portate di minore quantità,

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