Cosa Mangiare Dopo Estrazione Dente? - HoyHistoriaGT Hoy en la Historia de Guatemala

Cosa Mangiare Dopo Estrazione Dente?

Cosa mangiare e bere dopo estrazione dente?

E cosa si può mangiare? Anche nel caso di estrazione del dente del giudizio, possiamo concederci solo cibi freddi come gelato o lo yogurt, che favoriscono la vasocostrizione. Si può mangiare qualsiasi cosa, purché in forma morbida o semi-liquida.

Cosa non mangiare dopo l’estrazione di un dente?

COSA NON FARE DOPO UN’ ESTRAZIONE DENTALE – Non sciacquate la bocca e non spazzolate i denti vicino alla zona dell’estrazione dentale fino al giorno successivo. Non assumete cibi e bevande caldi; evitate alcolici. Non applicate calore sulla zona del viso dalla parte dell’estrazione.

  1. Non masticate gomme per i primi 2-3 giorni dopo l’estrazione.
  2. Non fumate per i primi 2-3 giorni dopo l’estrazione.
  3. Non assumete farmaci contenenti acido acetilsalicilico (aspirina) che potrebbero interferire con la coagulazione.
  4. Non irritate la zona dell’estrazione con cibi duri o ruvidi; masticate dalla parte opposta alla zona dell’estrazione.

Non risucchiate nella zona dell’estrazione. Non bevete con cannucce. Non usate l’idropulsore per l’igiene orale fino a guarigione completa della gengiva nella zona dell’estrazione.

Cosa si può mangiare quando si hanno i punti in bocca?

Punti di sutura in bocca: cosa mangiare e altri consigli – Iniziamo con il dire che i punti di sutura non interferiscono con la normale igiene orale quotidiana che va però effettuata con delicatezza, A tal proposito, il dentista potrebbe consigliare di evitare di passare lo spazzolino direttamente sui punti di sutura ma effettuare dei risciacqui con un collutorio alla clorexidina,

Cosa mangiare dopo un intervento dal dentista?

I cibi consigliati dopo l’impianto dentale –

  • Nella fase post- operatoria è raccomandabile mangiare alimenti morbidi, né troppo caldi né troppo freddi, ed evitare i cibi acidi e piccanti.
  • Come abbiamo detto è fondamentale garantire un rapporto equilibrato di calorie e nutrienti.
  • Quindi consigliamo una scorpacciata (nelle giuste dosi) di:
  • Yogurt
  • Passato di verdura tiepido;
  • Vellutate;
  • Verdure bollite e servite fredde o tiepie
  • Gelato
  • Frullati;
  • Pesce al vapore

È consigliabile lasciar freddare i pasti caldi e consumarli freddi o tiepidi,

Quando tornare a mangiare dopo estrazione dente?

Dopo le prime 48 ore, se non si sperimentano complicazioni o dolori significativi, si possono iniziare a reintrodurre cibi un po’ più solidi, ma ancora morbidi e facili da masticare.

Come accelerare guarigione estrazione dente?

Cosa fare e non fare dopo l’estrazione di un dente – È bene sapere che alcune abitudini possono interferire con il decorso post-operatorio, causando p roblemi di varia natura. Allo stesso modo vi sono dei comportamenti che si possono adottare per migliorare i tempi di guarigione dopo l’estrazione di un dente e attenuare il dolore.

il primo giorno è meglio non sciacquare la bocca o spazzolare i denti vicino alla zona dell’estrazione; per i primi 2 giorni è necessario seguire una dieta liquida o comunque di cibi morbidi e freddi, oltre ad evitare di bere con la cannuccia e di masticare chewing-gum; è meglio evitare l’attività sportiva o l’attività fisica pesante per i primi 2/3 giorni dopo l’asportazione; per almeno 3 giorni è opportuno non fumare e non assumere alcolici ; è preferibile non usare l’idropulsore per l’igiene orale fino alla completa guarigione.

Ecco, invece, alcuni preziosi consigli da seguire per alleviare il dolore e accelerare il processo di guarigione:

nella fase successiva all’intervento chirurgico si può appoggiare una borsa del ghiaccio, meglio se avvolta in un panno, all’esterno della mascella. Questo può aiutare a ridurre il gonfiore causato dai danni subiti dai tessuti vicino alla zona dell’estrazione; in presenza di dolore si possono assumere, su prescrizione del medico, farmaci ad azione antidolorifica come, ad esempio, l’ ibuprofene, Al contrario sono sconsigliati farmaci contenenti salicilati, come l’Aspirina, che potrebbero causare un sanguinamento eccessivo della ferita; per favorire una rapida guarigione è bene riposare nei giorni successivi l’operazione e avere l’accortezza di dormire con la testa sollevata, aiutandovi con un paio di cuscini, in modo da ridurre sanguinamento e gonfiore della zona operata; l’ igiene orale del resto della bocca è fondamentale, l’importante è spazzolare delicatamente.

Dopo la guarigione a breve termine, è importante prestare attenzione alla salute orale a lungo termine per prevenire problemi futuri. Ciò include la pulizia regolare dei denti e le visite periodiche dal dentista per monitorare la salute orale e trattare eventuali problemi.

Come favorire la cicatrizzazione delle gengive?

Cosa Fare: i 10 prodotti migliori disponibili online – Gli accorgimenti più utili da adottare in caso d’infiammazione delle gengive sono:

  • Utilizzare uno spazzolino a setole morbide per evitare di irritare ancor più le gengive gonfie ed infiammate
  • Pulire i denti con dentifricio e spazzolino dopo ogni pasto, almeno tre volte al giorno, è un rimedio utile per evitare l’eccessiva proliferazione di batteri nel cavo orale
  • Utilizzare un collutorio ad azione antisettica e disinfettante per alleviare il dolore bruciante derivato dalle gengive infiammate
  • Massaggiare le gengive con i polpastrelli può alleviare la sensazione di bruciore e prurito tipica di chi è colpito da gengive infiammate. In alternativa, è possibile procurarsi uno stimolatore gengivale specifico (reperibile in farmacia)
  • Limitare i contatti con sostanze irritanti e/o tossiche

Ecco alcuni strumenti utili per mantenere una corretta igiene orale che potete trovare in vendita anche su Amazon, dallo spazzolino elettrico al colluttorio, passando per l’ idropulsore dentale,

Quando si toglie un dente bisogna prendere gli antibiotici?

L’uso di antibiotici dopo l’estrazione di denti non è utile per prevenire l’alveolite: è questa la sintesi dei risultati di uno studio retrospettivo comparso su Oral Diseases, che vede come autori principali Antonio Barone, professore di odontoiatria all’Università di Pisa, e Sibylle Chatelain, specialista in chirurgia orale e implantologia all’ospedale universitario di Vaud, in Svizzera.

In chirurgia orale, gli antibiotici vengono utilizzati prima o dopo l’estrazione dei denti per prevenire il rischio di complicazioni di tipo infettivo. Tuttavia, mentre alcuni dati di letteratura indicano che per le estrazioni del terzo molare o di un dente impattato l’uso di antibiotici potrebbe ridurre il rischio di complicanze del 38%, quando si tratta di denti normalmente eruttati c’è una completa mancanza di prove scientifiche a conferma dei vantaggi della profilassi antibiotica.

Barone e il suo team hanno così deciso di considerare un totale di 1.579 pazienti in quest’ultima situazione, con estrazioni dentarie effettuate in tre centri, italiani e svizzeri. Dopo l’esame delle loro cartelle cliniche, quelli arruolati nello studio sono stati 418, di cui 159 uomini e 259 donne.

La selezione è stata effettuata in base a diversi parametri ed è stato valutato l’uso di antibiotici. Come outcome primario si è considerato lo sviluppo di alveolite durante il periodo post-operatorio, mentre quello secondario è stato rappresentato dalle possibili associazioni tra alveolite e altre caratteristiche dei pazienti.

Casi di alveolite sono stati riportati per 12 estrazioni (il 2,87% del totale): sei di loro erano stati trattati con antibiotici e sei no. Considerando che i pazienti che avevano ricevuto antibiotici erano 280 rispetto ai 138 che non li avevano ricevuti, si vede che a livello percentuale gli antibiotici hanno determinato un minor rischio di alveolite (2,14% contro 4,35%), ma la differenza è minima.

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Gli autori, infatti, concludono: «il nostro studio ha mostrato che l’uso di antibiotici dopo l’estrazione di denti eruttati non è utile per la prevenzione dell’alveolite», pur ammettendo la necessità di studi di maggiori dimensioni, prospettici e randomizzati, per incorporare questo risultato nella pratica clinica quotidiana.

Considerando variabili secondarie come l’età o il sesso del paziente, la localizzazione del dente, la diagnosi odontoiatrica, l’abitudine al fumo, la salute sistemica, l’assunzione di farmaci, l’uso di collagene o la presenza di suture, si è visto che nessuna di loro era correlata a un rischio maggiore di alveolite.

D’altra parte, la difficoltà operativa dell’estrazione dentaria ha mostrato una tendenza allo sviluppo di questa complicanza, anche se non sono state osservate differenze statisticamente significative tra estrazione dentale semplice e complessa. Renato Torlaschi Giornalista Italian Dental Journal Barone A, Chatelain S, Derchi G, et al.

Antibiotic’s effectiveness after erupted tooth extractions: A retrospective study. Oral Dis.2020;26(5):967-973. Copyright © Griffin srl – Tutti i diritti riservati

Quanto tempo ci vuole per guarire da un estrazione?

Tempi di guarigione dopo estrazione dente – La guarigione completa di una ferita chirurgica odontoiatrica richiede circa due settimane. Tuttavia, già dal terzo giorno post operatorio il dolore inizia a diminuire o cessa del tutto, tornando a una condizione di vita del tutto normale.

  1. La stabilizzazione definitiva della struttura ossea, non visibile a occhio nudo, richiede invece un po’ più di tempo, anche due-tre mesi.
  2. È in questo frangente che è consigliabile intervenire per inserire un che va a sostituire il dente mancante, agendo prima che i denti vicini si prendano più spazio e rendano poi difficoltoso l’inserimento di una,
  3. Lasciare lo spazio vuoto può compromettere la masticazione e la chiusura della bocca, portando in seguito a problemi più complicati da risolvere.

Come dormire con i punti in bocca?

Nelle 24 ore successive all’intervento: Dormire con la testa sollevata su un paio di cuscini è un rimedio efficace per placare dolore e sanguinamento gengivale dopo l’estrazione di un dente del giudizio.

Come pulire i punti di sutura in bocca?

Come lavare i denti dopo un’estrazione: gli strumenti indispensabili – Il dubbio su come lavare i denti dopo un’estrazione è tutt’altro che raro: molti pazienti, dopo aver subito un’estrazione, si chiedono quale sia il miglior modo per lavare i denti senza andare ad intaccare la zona interessata dall’operazione.

I dubbi però riguardano anche i prodotti da poter usare, gli strumenti da impiegare e le tempistiche. Partiamo però dalla base: quando viene effettuata un’estrazione, la ferita, se molto profonda, può richiedere l’utilizzo di punti di sutura da tenere per 10-14 giorni. Il dentista può anche provvedere a coprire la ferita con una garzina imbevuta di soluzione fisiologica ed invitare il paziente a tenerla stretta tra i denti per almeno 30 minuti.

Come lavare i denti in questa fase? Non bisogna assolutamente farlo ovviamente. Per le prime 8 ore è meglio non mangiare, né fumare perché occorre far stabilizzare la ferita, specie se l’intervento di estrazione ha intaccato i lembi gengivali. In questa prima fase non bisogna sputare, né sciacquare i denti in maniera energica per alcuni giorni per non favorire la ripresa del sanguinamento.

In caso di sanguinamento eccessivo si possono tenere stretti tra i denti dei rulli di cotone emostatico o una bustina di tè che, grazie alla presenza della teofillina, svolge un’efficace azione vasocostrittrice. Dunque nelle primissime fasi dopo l’intervento non ha senso chiedersi come lavare i denti dopo l’estrazione perché è ovviamente sconsigliato ricorrere alla pulizia,

In linea generale non bisogna assolutamente lavare i denti né sciacquare la bocca per le prime 8 ore successive all’estrazione. Come lavare i denti dopo l’estrazione trascorse le prime ore? Dalla 9° ora in poi e nei giorni successivi si potranno lavare i denti spazzolando delicatamente con il consueto dentifricio tutte le aree della bocca, tranne il punto in cui è strato estratto il dente per non rimuovere il coagulo formatosi sulla ferita.

Quando si può bere il caffè dopo estrazione dente?

E come comportarsi dopo l’intervento o l’estrazione dentaria? –

rimuovi i tamponi un’ora dopo l’intervento; non sciacquare per le 2/3 ore successive all’intervento così da permettere la formazione del coagulo; applica del ghiaccio all’esterno della zona operata per 20 minuti ogni ora per le prime 4-5 ore; evita traumi alla zona operata per rompere i punti di sutura, parla poco e non assumere bevande o cibi caldi o eccessivamente consistenti per le 24 ore successive; nella zona operata evita l’uso dello spazzolino da denti ma utilizza Clorexidina allo 0,2% tre volte al giorno per una settimana. Non utilizzare colluttori a base alcolica (per es. Listerine); evita sforzi inutili, possibilmente non guidare per lunghi tratti o andare in bicicletta nelle due ore successive all’intervento; a causa del sanguinamento, evita la piscina per 5-7 giorni; non rimanere con la testa reclinata per lungo tempo: dormi con un cuscino in più aiuta per ridurre il gonfiore alla mattina; non fumare in particolare nelle prime 48 ore, non assumere alcolici e non bere caffè per le 24 ore successive all’intervento; rispetta gli appuntamenti per la rimozione dei punti di sutura e i controlli successivi; non morderti le labbra o le guance sino al completo termine dell’anestesia.

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Quanto dura l’effetto dell’anestesia del dentista?

Quanto dura l’anestesia del dentista – Cosa Mangiare Dopo Estrazione Dente La durata dell’anestesia dipende dal tipo di anestesia effettuata e, soprattutto, dalla tipologia di farmaco somministrato, Alcuni farmaci utilizzati nel caso di anestesia locale topica hanno una durata più breve di altri, mentre in linea generale la durata dell’anestesia locale è di 2/3 ore, Nel caso dell’anestesia totale, invece, è possibile che l’effetto duri fino a 5/6 ore.

Cosa non fare dopo anestesia dentista?

Cosa mangiare dopo l’anestesia ai denti –

  • Dopo l’anestesia dentale, è importante evitare cibi solidi e bevande calde o fredde per alcune ore, per evitare irritazioni o lesioni alla bocca anestetizzata.
  • Si consiglia di mangiare cibi morbidi e freddi come gelati, yogurt o purea di frutta fino a quando la sensibilità non scompare completamente e di bere molti liquidi.
  • È sempre meglio seguire le istruzioni del dentista o del medico per un recupero ottimale.

Cosa mangiare il secondo giorno dopo estrazione dente?

Quali sono i cibi consigliati dopo l’estrazione di un dente? – I cibi consigliati per i primi giorni successivi all’estrazione di un dente sono principalmente cibi morbidi e facili da masticare e digerire. Di solito, gli alimenti che possono essere consigliati includono: • Brodi, vellutate e zuppe: brodi di pollo o vegetali, vellutate di verdure e/o legumi, zuppe leggere e morbide con verdure e/o legumi • Semolino e riso in bianco • Frullati, centrifugati o estratti di frutta e verdure • Puree: puree di patate e di verdure miste • Pasta con condimenti delicati: pasta in bianco con burro o olio extravergine di oliva e formaggio • Uova: uova strapazzate o sode • Pesce: pesce cotto al vapore o al forno • Pollo e tacchino: carne di pollo o tacchino bollita; petto di pollo o di tacchino alla griglia • Yogurt: tutti gli yogurt vanno bene, ma meglio se senza zucchero. Cosa Mangiare Dopo Estrazione Dente Queste sono solo delle indicazioni generiche. L’importante è evitare cibi duri e croccanti, come, ad esempio, la crosta del pane e i biscotti, e, in generale, tutti gli alimenti che richiedono una masticazione intensa o uno sforzo eccessivo, come, ad esempio, la carne rossa e la frutta e le verdure crude.

  • Per qualche giorno è bene lasciare da parte anche i cibi piccanti e speziati,
  • Inoltre, è importante evitare pietanze e bevande molto calde o molto fredde, perché la zona stessa dell’estrazione e tutta l’area circostante possono essere molto sensibili.
  • Alimenti che non siano a temperatura ambiente o tiepidi, infatti, possono aumentarne la sensibilità, provocando dolore, fastidio e aumentando il rischio di infiammazione.

Ma non solo: i cibi troppo caldi o troppo freddi possono anche causare un cambiamento nella temperatura della bocca, che può determinare il restringimento o la dilatazione dei vasi sanguigni nella zona dell’estrazione; ciò aumenta anche il rischio di sanguinamento o gonfiore dell’area.

Come pulire la gengiva dopo un’estrazione?

Nella vita ti puoi trovare nella situazione spiacevole in cui l’unica soluzione da adottare è l’estrazione di uno o più denti. Una delle cause più comuni e frequenti in cui occorre estrarre il dente è quando il dente è talmente rovinato da un fenomeno di carie estesa che si impone l’estrazione ma anche nel caso in cui un dente è troppo mobile, nell’eventualità di infezioni ecc.

  1. Una delle principali paure recandosi dal dentista è proprio l’estrazione di un dente.
  2. Devi però sapere che in realtà, anche se in qualche caso senti il dentista usare parecchia energia per toglierti il dente, per mezzo dell’anestesia tu non sentirai praticamente nulla.
  3. L’estrazione di un dente è indolore.

In alcuni casi può essere necessario mettere qualche punto di sutura, ma anche in tale situazione, sotto anestesia, non farà assolutamente male. Come ti devi comportare una volta lasciato lo studio in seguito all’estrazione di un dente? Il rischio, una volta estratto il dente è quello di avere sanguinamento.

In tal caso il dentista ti fornirà fin da subito, se occorre, una borsa di ghiaccio da applicare sulla guancia in corrispondenza delle zona in cui è stato estratto il dente. Il ghiaccio andrà applicato ad intervalli regolari (più o meno ogni 10 minuti) per le prime 24 ore. Può essere che tu possa avere del gonfiore a causa di un edema ma andrà a posto nel giro di qualche giorno.

Nel caso in cui il sanguinamento dovesse persistere puoi utilizzare una garza (non cotone) leggermente inumidita e spingere con forza sulla zona sanguinante. Questa manovra dovrebbe risolvere il problema. Nell’eventualità rarissima in cui il sanguinamento dovesse essere cospicuo e non dovesse arrestarsi occorre recarsi immediatamente dal medico.

Inoltre, il dentista, se occorre, spesso consiglia l’assunzione di un antibiotico per evitare possibili infezioni. Cosa evitare dopo l’estrazione di un dente? La cosa più importante è evitare bevande o cibi caldi che possono favorire il sanguinamento, Non lavarsi i denti per la consueta igiene orale per almeno 24 ore.

Niente risciacqui con collutori o acqua. Dopo qualche giorno per la normale ripresa delle attività di pulizia si suggerisce l’utilizzo di uno spazzolino morbido. Rifuggire assolutamente dall’assunzione di aspirina o di qualsiasi altro farmaco con proprietà vasodilatatrici.

  1. Durante i pasti evitare anche cibi che possono infiltrarsi nella zona interessata come semini di pomodori o kiwi e/o alimenti che si sgretolano,
  2. Se possibile si dovrebbe evitare di starnutire o di tossire, di sputare o aspirare forte.
  3. Tutte queste operazioni potrebbero favorire il sanguinamento.
  4. Sempre per scongiurare sanguinamenti il dentista consiglierà di stare seduti o in posizione eretta e anche durante il sonno meglio utilizzare due cuscini in modo da tenere la testa un po’ sollevata.

Sottrarsi dall’assunzione di alcolici e dal fumare. Quali effetti a più lungo termine si possono avere dopo l’estrazione di un dente? Sì, a volte si sottovalutano ma possono esserci effetti anche a più lungo termine. Quando si estrae uno o più denti si lascia un vuoto che va a destabilizzare anche i denti circostanti.

Talvolta puoi sentirti la testa vuota (come fra le nuvole) oppure avere proprio mal di testa e in alcuni casi alla cervicale. Il vuoto lasciato dall’estrazione del dente può determinare l’allungamento dei denti che prima poggiavano in chiusura sul dente estratto e lo spostamento dei denti vicini verso la nuova cavità.

Tutto ciò può comportare un problema di tipo gnatologico, Si va ad alterare la normale chiusura dei denti che possono toccarsi prima o comunque male. Talvolta questo provoca tensione nei muscoli adibiti alla chiusura della bocca. Succede quindi che magari hai mal di testa e ti chiedi da cosa possa dipendere, ti imbottisci di farmaci antidolorifici inconsapevole della vera causa.

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Quanti denti si possono estrarre in una sola seduta?

In quali casi è inevitabile procedere con l’estrazione? –

quando l’ assenza di spazio impedisce la fuoriuscita in arcata: in questo caso si interviene con un’estrazione prima della loro comparsa; quindi a solo sviluppo parziale ed a completa inclusione ossea, in modo da rendere l’estrazione meno traumatica e meno invasiva; quando è necessario in campo ortodontico per recuperare spazio in arcata. quando in fase di sviluppo i denti del giudizio assumono un’ inclinazione non corretta; quando i denti compaiono in maniera parziale e una parte della corona rimane sotto la gengiva: in questi casi si possono formare ascessi o infiammazioni dovuti a un’errata pulizia e a fenomeni cariogeni che coinvolgono anche il molare vicino; quando i denti del giudizio sono responsabili di tasche parodontali e dunque influiscono sul riassorbimento osseo; quando sono ritenuti responsabili dell’ affollamento dentale; quando li si ritenga responsabili di patologie odontoiatriche,

Spesso è consigliabile effettuare, oltre alle tradizionali ortopantomografie, anche la TAC-Dentascan, che permette di avere una visione tridimensionale sia degli elementi dentari che delle strutture a loro vicine. Durante l’intervento può essere estratto un singolo dente per volta o entrambi i denti del giudizio dallo stesso lato per volta.

Quando si può bere il caffè dopo estrazione dente?

E come comportarsi dopo l’intervento o l’estrazione dentaria? –

rimuovi i tamponi un’ora dopo l’intervento; non sciacquare per le 2/3 ore successive all’intervento così da permettere la formazione del coagulo; applica del ghiaccio all’esterno della zona operata per 20 minuti ogni ora per le prime 4-5 ore; evita traumi alla zona operata per rompere i punti di sutura, parla poco e non assumere bevande o cibi caldi o eccessivamente consistenti per le 24 ore successive; nella zona operata evita l’uso dello spazzolino da denti ma utilizza Clorexidina allo 0,2% tre volte al giorno per una settimana. Non utilizzare colluttori a base alcolica (per es. Listerine); evita sforzi inutili, possibilmente non guidare per lunghi tratti o andare in bicicletta nelle due ore successive all’intervento; a causa del sanguinamento, evita la piscina per 5-7 giorni; non rimanere con la testa reclinata per lungo tempo: dormi con un cuscino in più aiuta per ridurre il gonfiore alla mattina; non fumare in particolare nelle prime 48 ore, non assumere alcolici e non bere caffè per le 24 ore successive all’intervento; rispetta gli appuntamenti per la rimozione dei punti di sutura e i controlli successivi; non morderti le labbra o le guance sino al completo termine dell’anestesia.

Quanto tempo ci vuole per guarire da un estrazione?

Tempi di guarigione dopo estrazione dente – La guarigione completa di una ferita chirurgica odontoiatrica richiede circa due settimane. Tuttavia, già dal terzo giorno post operatorio il dolore inizia a diminuire o cessa del tutto, tornando a una condizione di vita del tutto normale.

  1. La stabilizzazione definitiva della struttura ossea, non visibile a occhio nudo, richiede invece un po’ più di tempo, anche due-tre mesi.
  2. È in questo frangente che è consigliabile intervenire per inserire un che va a sostituire il dente mancante, agendo prima che i denti vicini si prendano più spazio e rendano poi difficoltoso l’inserimento di una,
  3. Lasciare lo spazio vuoto può compromettere la masticazione e la chiusura della bocca, portando in seguito a problemi più complicati da risolvere.

Quando si toglie un dente bisogna prendere gli antibiotici?

L’uso di antibiotici dopo l’estrazione di denti non è utile per prevenire l’alveolite: è questa la sintesi dei risultati di uno studio retrospettivo comparso su Oral Diseases, che vede come autori principali Antonio Barone, professore di odontoiatria all’Università di Pisa, e Sibylle Chatelain, specialista in chirurgia orale e implantologia all’ospedale universitario di Vaud, in Svizzera.

  • In chirurgia orale, gli antibiotici vengono utilizzati prima o dopo l’estrazione dei denti per prevenire il rischio di complicazioni di tipo infettivo.
  • Tuttavia, mentre alcuni dati di letteratura indicano che per le estrazioni del terzo molare o di un dente impattato l’uso di antibiotici potrebbe ridurre il rischio di complicanze del 38%, quando si tratta di denti normalmente eruttati c’è una completa mancanza di prove scientifiche a conferma dei vantaggi della profilassi antibiotica.

Barone e il suo team hanno così deciso di considerare un totale di 1.579 pazienti in quest’ultima situazione, con estrazioni dentarie effettuate in tre centri, italiani e svizzeri. Dopo l’esame delle loro cartelle cliniche, quelli arruolati nello studio sono stati 418, di cui 159 uomini e 259 donne.

La selezione è stata effettuata in base a diversi parametri ed è stato valutato l’uso di antibiotici. Come outcome primario si è considerato lo sviluppo di alveolite durante il periodo post-operatorio, mentre quello secondario è stato rappresentato dalle possibili associazioni tra alveolite e altre caratteristiche dei pazienti.

Casi di alveolite sono stati riportati per 12 estrazioni (il 2,87% del totale): sei di loro erano stati trattati con antibiotici e sei no. Considerando che i pazienti che avevano ricevuto antibiotici erano 280 rispetto ai 138 che non li avevano ricevuti, si vede che a livello percentuale gli antibiotici hanno determinato un minor rischio di alveolite (2,14% contro 4,35%), ma la differenza è minima.

Gli autori, infatti, concludono: «il nostro studio ha mostrato che l’uso di antibiotici dopo l’estrazione di denti eruttati non è utile per la prevenzione dell’alveolite», pur ammettendo la necessità di studi di maggiori dimensioni, prospettici e randomizzati, per incorporare questo risultato nella pratica clinica quotidiana.

Considerando variabili secondarie come l’età o il sesso del paziente, la localizzazione del dente, la diagnosi odontoiatrica, l’abitudine al fumo, la salute sistemica, l’assunzione di farmaci, l’uso di collagene o la presenza di suture, si è visto che nessuna di loro era correlata a un rischio maggiore di alveolite.

  • D’altra parte, la difficoltà operativa dell’estrazione dentaria ha mostrato una tendenza allo sviluppo di questa complicanza, anche se non sono state osservate differenze statisticamente significative tra estrazione dentale semplice e complessa.
  • Renato Torlaschi Giornalista Italian Dental Journal Barone A, Chatelain S, Derchi G, et al.

Antibiotic’s effectiveness after erupted tooth extractions: A retrospective study. Oral Dis.2020;26(5):967-973. Copyright © Griffin srl – Tutti i diritti riservati

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