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Cosa Piantare A Ottobre?

Cosa Piantare A Ottobre

Cosa si può piantare nell’orto a ottobre?

Ottobre: cosa c’è nell’orto – Con l’arrivo dell’autunno e delle temperature più fredde capire cosa piantare nell’orto diventa più difficile, perché diminuiscono le varietà di piante che sono adatte a questa stagione. Solitamente si seminano in pieno campo cicorie, fava, lattuga, prezzemolo, ravanello, rucola, spinaci, valeriana.

  1. Ottobre è anche il mese giusto per la semina dei piselli e per piantare le cipolle.
  2. Novembre e dicembre: coltivare l’orto nei mesi freddi In questi mesi si seminano in pieno campo fave, piselli, ravanelli, spinaci e valeriana.
  3. Mentre si coltivano in letti caldi o sottovetro lattughe, cicorie verdi, rucola.

Inoltre, per tutto il mese di novembre e fino ai primi 15 giorni di dicembre, si possono ancora piantare i piselli e i bulbi di cipolle e aglio.

Quale pianta piantare a ottobre?

Piante e fiori: cosa seminare ad Ottobre – Ad ottobre puoi mettere a dimora diverse piante dato che il terreno offre ancora del calore sufficiente per favorire l’attecchimento naturale delle piante. In questo mese puoi seminare: calendula, fiordaliso, godezia, papavero, pisello odoroso, speronella, cavoli ornamentali, viole.

Piante da piantare ad ottobre: puoi inoltre piantare bulbi come gigli, bucaneve, giacinti, narcisi e tulipani. Ricorda che per questo tipo di piante il terreno dovrà essere sufficientemente soffice. Puoi piantare i bulbi a circa 10 centimetri sotto il livello della terra ed effettuare una leggera pressione.

E’ il periodo giusto anche per le talee. tipo rose, bouganville, camelie ed ortensie.

Cosa si può piantare nel mese di novembre?

Semine di novembre nell’orto Si possono seminare i legumi: fave, piselli lupini. Ed anche l’aglio, compreso l’aglione della Valdichiana. Inoltre se volete sperimentare nel vostro orto la produzione di cereali quali grano, farro, orzo o avena, sempre questo è il periodo della semina.

Cosa piantare a ottobre e novembre?

Si possono trapiantare cavolo cappuccio, lattughini, finocchi, cime di rapa, bieta a coste,. Per quanto riguarda le aromatiche, si possono mettere a dimora erba cipollina, menta, origano, alloro e borragine.

Cosa piantare a Ottobre e novembre nell’orto?

Quali ortaggi seminare a Novembre? – Per la semina autunnale ci sono molti ortaggi tra cui potete scegliere: carote, lattuga, radicchio, aglio, rucola, valeriana, piselli primaverili, ravanelli, spinaci, fave, ceci e lenticchie. Questi ortaggi andranno poi raccolti in primavera ed estate.

Cosa si può piantare in autunno?

COSA SEMINARE NELL’ORTO IN AUTUNNO –

A partire da settembre è possibile seminare nell’orto spinaci, ravanelli, cipolle, lattuga, barbabietole, carote, cavolo, rucola, porro, valeriana, cicorie, radicchio, scarola, cime di rapa e aglio rosa. Si tratta di piante abbastanza resistenti anche alle basse temperature, tuttavia è importante proteggerle bene nei momenti in cui fa maggiormente freddo.

Chi invece non ha a disposizione un giardino può procedere con la coltivazione dell’orto sul balcone: sarà sufficiente seminare in semenzaio le diverse colture e poi successivamente procedere con il trapianto. E il mese di ottobre è anche quello ideale per trapiantare aglio, cipolle, cavolfiori, finocchi, lattuga, erba cipollina, alloro, origano, salvia, timo, menta e rosmarino.

Cosa si pianta per l’inverno?

Verdure da piantare in inverno: quali sono – Il periodo invernale rappresenta una stagione propizia per coltivare il nostro orto, nonostante siano in pochi a dedicarvisi anche con un clima rigido. Se è vero che i mesi invernali si caratterizzano da temperature basse e poche ore di sole, è altrettanto vero che disponiamo di tante varietà che si adattano a questa condizione climatica.

In Italia, abbiamo la fortuna di avere a disposizione tante buone colture che resistono al freddo: dai fiori, agli ortaggi fino agli alberi da frutto, come melo, noce e melograno. Gli ortaggi da seminare in inverno sono tanti, dalle carote, lattuga, radicchio, aglio, prezzemolo, ravanello, rucola, valeriana, piselli primaverili, ravanelli, spinaci, fave, ceci, cipolle invernali fino alle lenticchie.

Questi ortaggi andranno poi raccolti in primavera ed estate. In particolare a dicembre si può seminare fave, piselli, ravanelli, spinaci e valeriana. Inoltre, fino alla prima metà di dicembre si possono piantare i bulbi di cipolle e aglio. A gennaio è il momento di basilico, prezzemolo, rucola, lattuga, erba cipollina, carote, melanzane.

  • Bisogna poi ricordare che l’orto invernale dipende moltissimo dalla zona climatica in cui ci si trova: in pianura Padana e nel nord Italia le gelate sono frequenti e sono poche le verdure che possono restare in campo durante i mesi di dicembre, gennaio e febbraio, mentre al sud il clima è più mite.
  • Naturalmente per chi coltiva in montagna o in zone molto fredde c’è poco da fare: il gelo non consente coltivazione, se ne riparla in primavera.

Per coltivare d’inverno spesso è utile avere accorgimenti particolari, volti a riparare le piante dalle gelate. Pacciamare consiste nel coprire il terreno con del materiale, questo può essere un primo riparo dal gelo per l’apparato radicale. Se la pacciamatura è fatta con sostanza organica scalda grazie ai processi di decomposizione, mentre un telo nero catalizza i raggi solari.

  1. I teli in tessuto non tessuto sono dei “lenzuoli” traspiranti che possono essere stesi all’occorrenza sopra le coltivazioni, al fine di ripararle dal gelo.
  2. Il vantaggio di questo tipo di riparo è che costa poco e si può predisporre in fretta, adatto quindi anche alle emergenze, se il freddo arriva inaspettato.

Attenzione al vento, è opportuno picchettare i teli! E se fa troppo freddo, per cui nell’orto non c’è molto da fare si può preparare il terreno per le colture da seminare nei mesi successivi: operazioni di vangatura profonda e interramento di compost o letame.

Questo però solo se il terreno è nelle giuste condizioni; se la terra è bagnata o ghiacciata meglio lasciar stare. Se il terreno non è gelato si possono risistemare i vialetti dell’orto e i canali di scolo. Se poi si vuole partire da un semenzaio, questo è il periodo giusto in modo da avere le piantine pronte per esser messe a dimora nell’orto in primavera.

Si seminano in coltura protetta cicoria, pomodoro, cetriolo, basilico, lattuga, peperone, melanzana, rucola, ravanello, si trapianta l’aglio in spicchi in pieno campo. Torna alle idee di cucina

Cosa piantare tra novembre e dicembre?

GIARDINI SINTESI DEI LAVORI

  • all’inizio di novembre ripristinare i tunnel freddi e utilizzare il tessuto non tessuto per combattere il freddo
  • curare gli ortaggi ancora in pieno campo: carciofi, cardi, cavoli e cavolfiori, spinaci
  • entro la fine di novembre terminare le semine in coltura protetta di ravanelli, rucola, lattuga, radicchi, cicoria, valerianella
  • prima del freddo preparare le aromatiche ad affrontare l’inverno
  • pulire le aiuole dai residui e provvedere ai primi lavori di risistemazione
  • effettuare le lavorazioni profonde del terreno
  • concimare contestualmente alla vangatura
  • riporre tutori e gomme
  • riordinare gli attrezzi ed effettuare le necessarie manutenzioni
  • progettare la divisione delle aiuole per l’anno prossimo
  • consultate cataloghi e riviste

DETTAGLIO LAVORI Nel mese di novembre il freddo inizia a farsi sentire davvero e il numero d’ortaggi che possono resistere all’aperto, all’appressarsi dell’inverno, si riduce drasticamente. L’impiego di tunnel o di serre fredde, anche di costruzione domestica, ci consente di prolungare la stagione, ma le basse temperature divengono il primo fattore limitante.

Crescita e sopravvivenza dipendono in gran parte da queste e fra i nostri compiti primari compare la protezione delle colture dal freddo. PROGRAMMAZIONE Per ogni ortaggio il mercato offre molte varietà e fra queste è bene scegliere quelle che più resistono alle basse temperature. Ortaggi resistenti al freddo sono: valerianella, spinacio, porro, aglio, cipolla, cavolo nero, cavolo verza, cavolino di Bruxelles, rapa, radicchi, cicoria.

Mediamente resistenti al freddo sono: ravanello, rucola, bietola, prezzemolo, cavolo cappuccio, broccoli.

  • Tempo di bilanci
  • Finiti i raccolti, soffermarsi e compiere un rendiconto della stagione produttiva non è tempo perso, ma piuttosto un momento necessario per focalizzare i problemi, evidenziare i risultati positivi e le ragioni che li hanno determinati, cercare nuove soluzioni, progettare il futuro.
  • Il bravo rticoltore tiene un “giornale di bordo” dove annota i lavori eseguiti secondo la data, le produzioni ottenute, la qualità del raccolto in relazione all’andamento stagionale e alle cultivar scelte, le concimazioni e i trattamenti effettuati, le osservazioni particolari.
  • Individuiamo in questa verifica di fine stagione le varietà di ortaggi che hanno fatto registrare le migliori produzioni sia quantitativamente sia qualitativamente, così da riproporle il prossimo anno, e cerchiamo di capire se le ragioni che hanno determinato un insuccesso sono legate al tipo di terreno, ad una scelta di tempi sbagliata, all’andamento stagionale o a pratiche colturali errate, affrettate, demandate nel tempo.
  • PREPARAZIONE DEL TERRENO
  • Gli ortaggi invernali necessitano di una preparazione del terreno di semina particolare sia che si coltivino al riparo dei tunnel sia che restino all’aperto.
  • Il terreno deve essere ripulito dai residui vegetali delle colture precedenti agendo con il rastrello in profondità, deve poi essere lavorato, affinato, e riportato in modo da creare aiuole sopraelevate rispetto al piano di campagna di almeno 10 centimetri.
  • Più il suolo è pesante e argilloso, maggiore dovrà essere l’altezza, fino a 20 centimetri.
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Il profilo della sezione dell’aiuola potrà essere orizzontale, ma si preferisca quello con una leggera baulatura ad arco convesso, per favorire lo sgrondo dell’acqua in eccesso. Le scoline di raccolta delle acque dovranno essere larghe, profonde e mantenute sgombre.

  1. SEMINA
  2. Sotto i tunnel freddi si seminano verdure poco esigenti in fatto di calore come ravanelli, rucola e valerianella, affiancati da lattuga, cicoria, radicchio da taglio.
  3. Carota
  4. Se non è già stata seminata, pensiamo alla carota,
  5. Preparare il letto di semina, lavorando il terreno a 30 centimetri di profondità, se è sabbioso, occorre concimare 2 mesi prima della semina con concime organico più solfato potassico.

Seminare a spaglio 100 – 150 semi per metroquadrato, su bande larghe 7 -8 centimetri, distanti tra loro 30 centimetri, irrigare frequentemente, senza dimenticare di eliminare le infestanti e sarchiare. I parassiti si prevengono con poltiglia bordolese, zolfo bagnabile e piretro naturale, e alternando le colture.

FORZATURA Non tutti i freddi sono uguali! Le basse temperature nel periodo invernale non rappresentano di per sé, a meno d’eventi eccezionali, un serio pericolo per le piante dell’orto che potremmo definire come “svernanti”. A fare la differenza fra i tassi di mortalità fra un’annata e l’altra non è tanto il numero di gradi raggiunto sotto dello zero, o il numero di giorni di gelo, quanto l’irregolarità dell’andamento climatico.

Pericolosissime sono le gelate improvvise alla fine dell’inverno o al debutto della primavera, quando le piante sono meno protette. I vegetali a fine estate iniziano ad accumulare sostanze nutritive e di riserva negli apparati radicali e negli organi ipogei per meglio resistere al gelo, e riprendere poi a vegetare con facilità all’inizio della buona stagione.

Il particolare andamento climatico di questi ultimi anni ha messo in luce con maggior risalto un altro rischio potenziale: il ritorno del gelo dopo un periodo di sole e temperature elevate, fenomeno questo che può “ingannare” i sensori e i meccanismi ormonali delle piante. TESSUTO NON TESSUTO Già prima di montare i tunnel freddi si possono proteggere gli ortaggi dal freddo con l’impiego di tessuto non tessuto.

Il tessuto non tessuto ha molti pregi: è un prodotto immarcescibile anche se interrato o bagnato; è permeabile all’aria, all’acqua e in parte anche alla luce, ma per le piante in accrescimento si consiglia di rimuoverlo durante il giorno; è resistente allo strappo, si deforma solo leggermente con la trazione, si taglia con facilità e non si sfilaccia, perché non ha una trama ordinata; resiste agli sbalzi estremi di temperatura, non è alterato dai raggi ultravioletti; è leggero (circa 20 grammi per metro quadrato), facile da maneggiare, riutilizzabile fino a quando conserva le sue caratteristiche di trasparenza e permeabilità (attenzione a non imbrattarlo eccessivamente); è duttile potendo essere impiegato per piante singole (carciofo), per file di piante (sedano), per aiuole di piccole dimensioni (prezzemolo) o grandi; è economico rispetto ad altri materiali pacciamanti quali, ad esempio, la corteccia o il lapillo vulcanico.

  • TUNNEL FREDDO
  • Dopo aver fatto una verifica del materiale, si può montare il tunnel freddo e, memori delle abbondanti nevicate di anni passati, dovremo curare in particolar modo la stabilità e la resistenza.
  • Buone norme per un ottimo montaggio:
  • archetti ben infissi nel terreno, almeno 15 centimetri, e tutti ben perpendicolari al suolo, in modo che una spinta dall’alto non ne causi l’inclinazione, creando un avvallamento ed un conseguente maggiore carico
  • archetti alla stessa distanza tra loro
  • curvatura uniforme degli archetti, così da avere sempre lo stesso scarico
  • telo perfettamente teso, senza esagerare per consentire dilatazioni e restringimenti del materiale, ma senza avvallamenti che creerebbero maggior carico sotto la neve
  • traversine di diverso materiale fra due o più archetti successivi (ma sempre con angoli smussati per non tagliare il telo) così da aumentare la rigidità e la resistenza della struttura
  • tiranti in materiale elastico resistente e picchetti di testata infissi nel terreno profondamente e con un’inclinazione prossima ai 45°C
  • posizionamento del tunnel lungo la direzione dei venti dominanti
  1. Prime operazioni sotto i tunnel
  2. Il tunnel potrà essere montato a riparo di colture già seminate nei mesi scorsi e già in crescita, o su terreno ancora da seminare.
  3. In questo caso, il suolo dovrà essere preparato eliminando i residui delle precedenti colture, ben affinato, assolcato o rialzato con riporto, così da prevenire il rischio di pericolosi ristagni d’acqua.

Bagnare il terreno con parsimonia, e nelle ore più calde delle giornate di sole agire sulle aperture per consentire un buon ricambio d’aria, evitando fenomeni di condensa. L’acqua di condensa è molto pericolosa, perché gocciola sugli ortaggi e nell’ambiente chiuso del tunnel è causa di marciumi.

LAVORI PERIODICI Per prima cosa, al termine di ogni ciclo, è bene rimuovere i residui vegetali, compresi quelli interrati con l’impiego di un forcone a denti larghi. Questi resti si allontanano, si bruciano, si immettono nella compostiera o si sotterrano. Raccolgono anche radici ancora presenti, sassi, lenti d’argilla, larve di insetto.

In climi freddi si può procedere all’impacchettamento delle piante più a rischio, più o meno approssimativamente, con coperture di materiale plastico trasparente. Queste protezioni hanno sempre una limitata efficacia e, nel caso di perdita delle piante, è meglio cercare di cambiare collocazione scegliendo un’esposizione ben soleggiata, a riparo dai venti freddi, magari a ridosso di un muro.

Tutori e tubi di gomma Prima dell’arrivo del gelo è bene riporre gomme e tutori. I tubi di gomma per l’irrigazione devono essere vuotati, lasciandoli scolare a cavallo di un sostegno in posizione elevata così che gli estremi non tocchino terra. Poi si puliscono esternamente con uno straccio umido e si arrotolano sul portatubo o in mancanza di questo a braccio.

Con un paio di turaccioli di sughero si chiudono i due capi. Il gelo irrigidisce i materiali plastici e favorisce future rotture. I tutori tolti dal terreno devono essere puliti con cura, lasciati asciugare, e verificati per eliminare quelli crepati, o accorciati quelli con la punta marcia.

  • Fragole Le fragole hanno terminato di dare frutto nel mese di ottobre.
  • Sulle piante restano solo frutti che non riusciranno a maturare o frutti già in decomposizione, perché marcescenti o perché attaccati dalle limacce e dalle lumache.
  • Rimuoviamo questi frutti staccandoli uno ad uno e provvediamo ad allontanarli o a interrarli nella buca degli scarti vegetali, ricoprendoli con calce.
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Anche i fiori devono essere eliminati. Liberiamo le piante dal secco e dalla vegetazione colpita da giallumi e virosi. Effettuiamo una leggera sarchiatura e distribuiamo, quando le precipitazioni consigliano di irrigare, una distribuzione di fertilizzante disciolto nell’acqua a dosaggio pari a un terzo di quello indicato.

  • Cardi
  • In questo periodo s’imbiancano i cardi, non con la terra come per il porro, ma con uno strato di paglia e fogli di carta tenuti all’esterno.
  • Un’idea semplice per fare più bello l’orto
  • Negli orti protetti da reti sostenute da pali di legno, si può aumentare la resistenza nel tempo agli agenti atmosferici dei pali proteggendoli con barattoli di metallo capovolti dipinti con colori a smalto a tinte vivaci.
  • Aromatiche

Con l’approssimarsi dell’inverno dobbiamo proteggere le aromatiche dal freddo. Il punto debole è rappresentato dal piede della pianta, cioè la parte basale del tronco non protetta dai rami. La prima e più semplice operazione da eseguire è quella del rincalzo con terra di buona qualità priva di ciottoli.

Completare poi con una pacciamatura a base di paglia e foglie, o paglia e fieno sminuzzati, torba, “separato” (cioè letame fresco privato della fase acquosa), o letame maturo. Questa operazione oltre a proteggere dal gelo, apporta anche nuovi elementi di fertilità al terreno. Per trattenere terra e foglie si prepara una striscia di reticella metallica alta circa 20 centimetri e lunga quanto il perimetro dell’aiuola da proteggere.

Si piega, così da formare un quadrato aperto, si posiziona sul terreno, si fissano fra loro le due estremità libere, e si riempie. Se si vuole ridurre la vegetazione delle piante, in particolare quella della lavanda, intervenire solo sulla parte erbacea e non su quella legnosa.

Le aromatiche erbacee, come erba cipollina, menta, nel periodo invernale scompaiono. Dovremo recidere gli steli a pochi centimetri dal suolo e proteggerle con terra, paglia e foglie. Il timo, dopo essere stato liberato dalla vegetazione secca che tende a formare abbondanti sottocespi morti, nei climi freddi deve essere protetto con paglia e foglie.

Rosmarino Anche il rosmarino, pianta da piena terra, deve essere opportunamente protetto dal gelo, perché per quanto si sia acclimatato quasi ovunque in Italia, rischia ad ogni inverno danneggiamenti tali da compromettere seriamente la sua sopravvivenza.

  • In particolare, ad essere più esposte alle gelate sono le piante di grandi dimensioni a chioma espansa e non quelle a chioma compatta, indipendentemente dalle dimensioni.
  • Dopo aver rincalzato il piede, è necessario proteggere anche il tronco delle piante adulte con una fasciatura di paglia abbondante legata da spago.

La protezione con un telo di materiale plastico deve poter essere rimossa con facilità nei giorni più caldi per dar modo alla pianta di prendere aria, e occorre anche evitare che all’interno non si formi condensa. Per proteggere le piante dai venti dominanti invernali si possono usare barriere di diverso materiale, da teli di plastica su telai a stuoie di canne in doppio strato.

  1. Prima dell’arrivo del freddo si può provvedere ad un ultimo raccolto operando una “leggera potatura” a carico dei nuovi getti non ancora lignificati.
  2. Concimazione
  3. Nelle aiuole che il prossimo anno abbisognano, secondo lo schema rotazionale previsto, di una buona letamazione spargere sul terreno il letame maturo e provvedere alla vangatura lasciando esposte le zolle.
  4. Raccolta

Nel mese di novembre potremo ancora raccogliere alcuni ortaggi di cui avremo predisposto una semina tardiva, proprio nell’ottica di prolungamento estremo dell’approvvigionamento della nostra dispensa. Le carote, i vari tipi di cavolo, le diverse insalate da taglio, anche se a crescita più rallentata, gli spinaci, ravanello e rucola, porri, sedano.

  1. Ricordiamoci di non posticipare all’eccesso il momento del raccolto, tentazione sempre in agguato, perché una gelata improvvisa, non superficiale e prolungata, potrebbe portare alla perdita di quanto ancora resiste.
  2. Cavoli Le varietà di cavoli e cavolfiori autunnali devono essere raccolti prima dell’arrivo del gelo perché temperature al di sotto dello zero potrebbero danneggiare l’intero raccolto.

Per difenderli dai primi freddi e da brinate non previste si possono unire le foglie al di sopra dei cuori legandole con uno spago. Spinaci Gli spinaci vanno ancora curati, irrigati all’occorrenza, liberati dalle malerbe, e raccolti prima che la temperatura si stabilizzi intorno allo zero.

  • Possono essere protetti con tessuto non tessuto o riparati in un tunnel di fortuna.
  • Carciofo Saranno le piogge autunnali a risvegliare i carciofi dalla pausa vegetativa estiva, ma se abbiamo iniziato a irrigare già ad agosto, anticipando la stagionalità della coltura, ora potremo raccogliere le varietà precoci.

Se le piogge tardano ad arrivare, dovremo ancora innaffiare per evitare stati carenziali che determinano un netto peggioramento del prodotto sia dal punto di vista qualitativo, sia dal punto quantitativo. La raccolta scalare dovrà essere effettuata con un coltello affilato recidendo i capolini con almeno 8 centimetri di gambo.

Il taglio dovrà essere fatto “a fetta di salame” in modo che sgrondi l’acqua piovana. Per i giovani carciofi impiantati da poco, che daranno frutto nell’anno successivo, effettuiamo un buon rincalzo per difendere il piede e la prima parte del tronco dal freddo. Cavolo nero di Toscana, re del gelo Molti ortaggi mostrano in campo una capacità di resistenza al freddo superiore a quella attesa, ma questo non deve indurre a correre troppi rischi.

Fra gli ortaggi il più resistente è senza dubbio il cavolo nero che può resistere a temperature di –10 °C. Si riconosce facilmente perché raggiunge e supera il metro d’altezza, ha foglie lunghe circa 50 centimetri, larghe nel punto di massima ampiezza 15 centimetri, con una costolatura forte, allungate e arrotondate nella parte finale, che si innestano su un fusto centrale.

Il colore verde deciso risulta meno evidente per i riflessi argentei che impreziosiscono la superficie irregolarmente bollosa. Messa a dimora Le giovani piantine si mettono a dimora all’inizio di agosto, piantate a file, isolate o a gruppi, con una distanza fra una pianta e l’altra di 50 centimetri. Richiedono un terreno lavorato in profondità, arieggiato, senza ristagni.

Deve essere coltivato in aiuole rialzate con fossette di scolo profonde, e nella rotazione deve succedere a colture ben letamate come il pomodoro e lo zucchino. Una concimazioni in copertura con un prodotto a lenta cessione può essere iniziata i primi di settembre per terminare a fine di ottobre.

  • Raccolta Il cavolo nero viene pronto solo dopo le prime gelate che migliorano la qualità del prodotto rendendolo croccante e di sapore meno accentuato.
  • La raccolta è scalare e avviene all’interno della stessa pianta partendo dal basso.
  • A marzo le piante ancora presenti in campo sviluppano un’infiorescenza che può essere consumata come le foglie.

Si gusta crudo o in preparazioni di cucina tipica coma la ribollita senese. : GIARDINI

Cosa si può piantare a dicembre?

Cosa piantare a dicembre? – Nel mese di dicembre, soprattutto nelle regioni del nord Italia dove le gelate si rivelano fatali per le piantine appena nate, non c’è molto da seminare, Se vivi in una zona particolarmente fredda, dove le temperature scendono spesso sotto lo zero, metti da parte la coltivazione e inizia a preparare il tuo orto per la fine dell’inverno.

Quando si piantano le patate?

Per le varietà precoci, la semina può iniziare a marzo o aprile. Per le varietà tardive, la semina può iniziare a maggio o giugno.

Cosa piantare nell’orto con poca acqua?

Scegliere piante e ortaggi che hanno bisogno di poca acqua – Non tutte le pianter richiedono abbondante irrigazione, ci sono alcune specie che possono sopravvivere e svilupparsi anche con poca acqua. L’esempio tipico è quello dei legumi come fagioli, ceci e lenticchie il cui terreno ideale è quello secco e asciutto.

Cosa piantare al posto dei pomodori?

Dopo il pomodoro – ortaggio abbondantemente concimato anche con fertilizzanti organici – nella stessa aiola si possono coltivare sia la fava che specie appartenenti alla sua stessa famiglia botanica (Leguminose o Papilionacee), come fagiolo, fagiolino e pisello, nonché cipolla e aglio, ortaggio quest’ultimo che è buona

Quando si mettono i semi di pomodoro?

Semina del pomodoro, fino all’ultima settimana di marzo – La semina del pomodoro nel semenzaio si effettua dalla terza settimana di gennaio fino all’ultima di marzo. Il pomodoro germina in meno di due settimane se i semi possono godere di temperature di circa 21 °C, mentre ha difficoltà a emergere dal terreno se il termometro scende sotto i 13 °C.

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Come preparare l’orto per l’autunno?

Il consiglio è quello di seminare in autunno un miscuglio di leguminose e graminacee in modo da sfruttare le caratteristiche dell’una e dell’altra famiglia e quindi aumentare il contenuto nutritivo del terreno e, allo stesso tempo, migliorare la sua struttura.

Cosa si può coltivare in autunno in vaso?

COSA PIANTARE PER L’ORTO AUTUNNALE – Dopo aver seminato, quando le piantine sono sviluppate e hanno ben radicato nel vasetto, possiamo passare a trapiantarle nel vaso definitivo che abbiamo scelto per loro. Se cominciamo l’orto in autunno inoltrato non abbiamo tempo per aspettare che le piantine crescano dal seme, per cui possiamo comprare in vivaio piantine già formate; questa è un’ottima soluzione anche per chi è inesperto.

  • Non dimentichiamoci però l’anno prossimo di iniziare prima, in modo da sperimentare anche la soddisfazione di partire dall’inizio mettendo i semi: è più ecologico e più economico.
  • A settembre piantiamo porri e finocchi, tra settembre e ottobre possiamo piantare anche cime di rapa, cavoli di ogni tipo, insalate, spinaci.

Ricordiamoci di scegliere bene il vaso, che deve essere della dimensione giusta per la specie che vogliamo inserire. Prima di riempire col terriccio servirà mettere sul fondo del contenitore della ghiaia o argilla espansa prima, in modo da garantire un drenaggio quando irrighiamo un po’ troppo abbondantemente.

Cosa si fa nell’orto a novembre?

Nell’orto – Prelevate e interrate le talee o gli stoloni di lavanda, maggiorana, menta, rosmarino, salvia, timo, Moltiplicate per divisione dei ceppi: erba cipollina, estragone, origano, melissa. Mettete a dimora le talee radicate o le piantine di issopo e salvia. Distribuite letame o compost nelle aiuole destinate ad ospitare le nuove semine e trapianti. Rincalzate i porri. Cosa Piantare A Ottobre Novembre è il mese adatto per la potatura di viti, peri, meli, gelsi, cotogni, nespoli, kiwi.

Quando si coltiva la zucca?

Quando piantare le zucche – La zucca è un ortaggio che va piantato verso la primavera inoltrata oppure all’inizio dell’estate, questo perché i suoi semi non germogliano all’interno del terreno freddo e quindi è bene proteggerli dall’eventualità di gelate, che soprattutto nelle zone del nord possono avvenire anche verso la fine della stagione invernale.

  1. Come temperature è bene però specificare che la zucca potrebbe temere anche il grande caldo: in generale, la pianta della zucca denota sofferenza sotto i 10 gradi centigradi e sopra i 30, proprio per questo motivo la stagione primaverile è considerata l’ideale.
  2. Non deve quindi trarre in inganno il fatto che la zucca sia un ortaggio invernale, apprezzato soprattutto nella stagione rigida come ingrediente principale di zuppe e risotti: proprio per la sua cadenza nel calendario, la zucca si raccoglie alle porte dell’autunno e quindi in estate si deve proteggere dal caldo e dal sole diretto con delle reti ombreggianti.

La raccolta della zucca deve avvenire quando l’ortaggio è perfettamente maturo. Per riconoscerlo è necessario tastare la buccia, che deve diventare coriacea tanto da non essere scalfita con le unghie. Oltre a capire il periodo per piantare la zucca, è abbastanza importante anche conoscere le zone ideali e quali tipi di terreno sono amati da questa pianta, che comunque si adatta abbastanza bene e richiede meno accortezze di molte piantagioni più complicate.

Che fiori si possono seminare nel mese di novembre?

Sono molti i fiori che si possono piantare in giardino a novembre, come gli iris, i narcisi, i tulipani, i gigli, i muscari, i crocus.

Quando si inizia a piantare l’orto?

Piante Temperatura Ottimale Trapianto in campo aperto
Lattuga 8-20 °C tutto l’anno
Mais 18-20 °C da aprile a agosto
Melanzana 20-35 °C da marzo a agosto
Melone 24-35 °C da aprile a giugno

Cosa si pianta per l’inverno?

Verdure da piantare in inverno: quali sono – Il periodo invernale rappresenta una stagione propizia per coltivare il nostro orto, nonostante siano in pochi a dedicarvisi anche con un clima rigido. Se è vero che i mesi invernali si caratterizzano da temperature basse e poche ore di sole, è altrettanto vero che disponiamo di tante varietà che si adattano a questa condizione climatica.

  • In Italia, abbiamo la fortuna di avere a disposizione tante buone colture che resistono al freddo: dai fiori, agli ortaggi fino agli alberi da frutto, come melo, noce e melograno.
  • Gli ortaggi da seminare in inverno sono tanti, dalle carote, lattuga, radicchio, aglio, prezzemolo, ravanello, rucola, valeriana, piselli primaverili, ravanelli, spinaci, fave, ceci, cipolle invernali fino alle lenticchie.

Questi ortaggi andranno poi raccolti in primavera ed estate. In particolare a dicembre si può seminare fave, piselli, ravanelli, spinaci e valeriana. Inoltre, fino alla prima metà di dicembre si possono piantare i bulbi di cipolle e aglio. A gennaio è il momento di basilico, prezzemolo, rucola, lattuga, erba cipollina, carote, melanzane.

  • Bisogna poi ricordare che l’orto invernale dipende moltissimo dalla zona climatica in cui ci si trova: in pianura Padana e nel nord Italia le gelate sono frequenti e sono poche le verdure che possono restare in campo durante i mesi di dicembre, gennaio e febbraio, mentre al sud il clima è più mite.
  • Naturalmente per chi coltiva in montagna o in zone molto fredde c’è poco da fare: il gelo non consente coltivazione, se ne riparla in primavera.

Per coltivare d’inverno spesso è utile avere accorgimenti particolari, volti a riparare le piante dalle gelate. Pacciamare consiste nel coprire il terreno con del materiale, questo può essere un primo riparo dal gelo per l’apparato radicale. Se la pacciamatura è fatta con sostanza organica scalda grazie ai processi di decomposizione, mentre un telo nero catalizza i raggi solari.

  • I teli in tessuto non tessuto sono dei “lenzuoli” traspiranti che possono essere stesi all’occorrenza sopra le coltivazioni, al fine di ripararle dal gelo.
  • Il vantaggio di questo tipo di riparo è che costa poco e si può predisporre in fretta, adatto quindi anche alle emergenze, se il freddo arriva inaspettato.

Attenzione al vento, è opportuno picchettare i teli! E se fa troppo freddo, per cui nell’orto non c’è molto da fare si può preparare il terreno per le colture da seminare nei mesi successivi: operazioni di vangatura profonda e interramento di compost o letame.

Questo però solo se il terreno è nelle giuste condizioni; se la terra è bagnata o ghiacciata meglio lasciar stare. Se il terreno non è gelato si possono risistemare i vialetti dell’orto e i canali di scolo. Se poi si vuole partire da un semenzaio, questo è il periodo giusto in modo da avere le piantine pronte per esser messe a dimora nell’orto in primavera.

Si seminano in coltura protetta cicoria, pomodoro, cetriolo, basilico, lattuga, peperone, melanzana, rucola, ravanello, si trapianta l’aglio in spicchi in pieno campo. Torna alle idee di cucina

Come preparare l’orto per l’autunno?

Il consiglio è quello di seminare in autunno un miscuglio di leguminose e graminacee in modo da sfruttare le caratteristiche dell’una e dell’altra famiglia e quindi aumentare il contenuto nutritivo del terreno e, allo stesso tempo, migliorare la sua struttura.

Cosa piantare al posto dei pomodori?

Dopo il pomodoro – ortaggio abbondantemente concimato anche con fertilizzanti organici – nella stessa aiola si possono coltivare sia la fava che specie appartenenti alla sua stessa famiglia botanica (Leguminose o Papilionacee), come fagiolo, fagiolino e pisello, nonché cipolla e aglio, ortaggio quest’ultimo che è buona

Quando si mettono i semi di pomodoro?

Semina del pomodoro, fino all’ultima settimana di marzo – La semina del pomodoro nel semenzaio si effettua dalla terza settimana di gennaio fino all’ultima di marzo. Il pomodoro germina in meno di due settimane se i semi possono godere di temperature di circa 21 °C, mentre ha difficoltà a emergere dal terreno se il termometro scende sotto i 13 °C.

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