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Cosa Sono I Diritti Umani?

Cosa si intende per diritti umani?

Caratteristiche dei diritti umani – I filosofi possono continuare a ragionare sulla natura dei diritti umani, ma la comunità internazionale ha iniziato il suo incredibile impegno per i diritti umani attraverso l’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948.

  • Da allora, la comunità internazionale ha trasferito i potenti principi della DUDU in strumenti legali internazionali, regionali e domestici.
  • La DUDU non era intesa come vincolante legalmente, ma l’integrazione delle sue norme in numerosi trattati vincolati successivi (conosciuti anche come “Convenzioni” e “Patti”) fa si che, al giorno d’oggi, le norme della DUDU abbiano un indiscutibile valore legale: I diritti umani sono inalienabili.

Questo significa che non puoi perderli, perché sono connessi al fatto stesso di esistere, sono inerenti a tutti gli esseri umani. In particolari circostanze alcuni diritti, sebbene non tutti, possono essere sospesi o limitati. Per esempio, se qualcuno è riconosciuto colpevole di un crimine, può essere privato della propria libertà; o nel caso di emergenza nazionale, un Governo può dichiararla pubblicamente e derogare quindi alcuni dei diritti, per esempio imponendo il coprifuoco, restringendo la libertà di movimento.

  1. I diritti umani sono indivisibili, interdipendenti e correlati.
  2. Questo significa che i diversi diritti umani sono intrinsecamente connessi e non possono essere considerati isolatamente gli uni dagli altri.
  3. La fruizione di un diritto dipende dalla fruizione di molti altri diritti e nessun diritto è più importante degli altri.

I diritti umani sono universali. Significa che si applicano allo stesso modo a tutte le persone in ogni parte del mondo, senza limiti di tempo. Ogni individuo è legittimato a godere dei suoi diritti umani senza distinzione di razza, colore, sesso, orientamento sessuale, disabilità, lingua, religione, opinione politica o altra convinzione, origine nazionale o sociale, nascita o altri status.

  • Occorre osservare che l’universalità dei diritti umani in nessun modo minaccia la ricca diversità degli individui o delle differenti culture.
  • L’universalità non è sinonimo di uniformità.
  • La diversità richiede un mondo dove tutti siano uguali, e ugualmente meritevoli di rispetto.
  • I diritti umani servono come standard minimi che si applicano a tutti gli esseri umani; ciascuno Stato e società è libera di definire e applicare standard più alti e più specifici.

Per esempio, nel campo dei diritti economici, sociali e culturali troviamo l’obbligo di intraprendere delle azioni per raggiungere progressivamente la piena realizzazione di tali diritti, ma non esiste una posizione che prescriva l’aumentare delle tasse per facilitare ciò.

Perché si chiamano diritti umani?

Sono ‘diritti’ perché sono cose che è permesso essere, fare o avere. Questi diritti esistono per proteggerti da eventuali persone che vogliono danneggiarti o farti del male. Ci aiutano inoltre ad andare d’accordo tra di noi e vivere in pace. Molte persone sanno qualcosa dei propri diritti.

Quali sono le 4 caratteristiche dei diritti umani?

Naturali: in quanto nascono con la persona; Insopprimibili: perché si estinguono con la morte del possessore; Indisponibili: sono irrinunciabili e non trasmettibili a terzi; Imprescrittibili: non decadono se non utilizzati (ad esempio un individuo mantiene il diritto al voto anche se non lo esercita da tempo);

Qual è il diritto umano più violato?

Sono 821 milioni le persone sulla Terra che soffrono di insicurezza alimentare. Una persona su nove. Nonostante sia un diritto fondamentale per la vita di ciascuno, il diritto al cibo è il diritto umano più violato al mondo. Studi e ricerche delle Nazioni Unite non lasciano dubbi: la strada che stiamo prendendo non è quella giusta, e anno dopo anno i numeri peggiorano, nonostante le promesse e gli “obiettivi”.

  1. La società civile globale ha lanciato oggi un nuovo rapporto, per affrontare con dati e analisi questa contraddizione allarmante.
  2. 12 ottobre 2018 – Il diritto al cibo è un pilastro fondamntale del diritto alla vita.
  3. Ma è anche il diritto umano più violato al mondo,
  4. Oggi, centinaia di migliaia di bambini, donne e uomini (821 milioni) soffrono di insicurezza alimentare.

La società civile ha presentato proprio oggi, a Roma, un rapporto a livello globale che affronta questa contraddizione allarmante attraverso dati e analisi. Il rapporto sarà presentato ufficialmente durante l’Evento Tematico Globale sulle Linee Guida per il Diritto al Cibo che si terrà nell’ambito della 45esima sessione plenaria del Comitato Mondiale per la Sicurezza Alimentare delle Nazioni Unite, la prossima settimana.

  • Non è la strada giusta quella che il mondo sta prendendo per raggiungere l’obiettivo Fame Zero degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) entro il 2030.
  • Per il terzo anno di seguito, la fame nel mondo è in aumento.
  • Secondo l’ultimo report delle Nazioni Unite sullo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione (SOFI 2018), il numero assoluto delle persone denutrite, come quelle che soffrono di privazioni croniche, ha raggiunto gli 821 milioni nel 2017, rispetto agli 804 milioni nel 2016.

“Vogliamo che i politici capiscano le tragedie umane e le cause strutturali che ci sono dietro, e che esse sono conseguenza delle politiche fallimentari che possono e devono essere fermate. Questi fallimenti favoriscono i grandi investimenti a spese dell’impoverimento e della marginalizzazione di intere popolazioni, come i pescatori o i contadini di piccola scala” afferma Christiane Louwa (Kenya) del World Forum of Fisher People – CSM (Meccanismo della Società Civile per i rapporti con il Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale – CFS).

” E’ impossibile arrivare all’Obiettivo Fame Zero senza un cambiamento radicale e un impegno totalmente nuovo dei governi nei confronti delle politiche che promuovono e proteggono i nostri diritti, il diritto al cibo, i diritti delle donne, dei contadini, delle popolazion indigene, dei lavoratori, e tutti i diritti umani di chi è maggiormente a rischio o soffre per l’insicurezza alimentare e la malnutrizione” sostiene Ramona Dominicioiu (Romani) di La Via Campesina – CSM.

” Il pieno rispetto dei diritti delle donne è la precondizione per una lotta collettiva contro le cause che generano la fame”. Queste le parole di Ara Sayeed, dal Pakistan (International Women’s Alliance – CSM), che continua: “Ci sono ancora dei governi che si oppongono ai nostri diritti.

Lo fanno ogni giorno, prolungano la violazione sistematica dei nostri diritti, e fanno aumentare tragicamente la fame nel mondo. In più, la globalizzazione, la militarizzazione, il feudalesimo e il patriarcato sono strettamente connessi all’attuale crisi alimentare. Le nostre lotte servono anche a lottare contro queste forze grottesche e superarle”.

Il Rapporto della Società Civile monitora un periodo di 14 anni (2004-2018) dell’implementazione nel mondo delle Linee Guida sul Diritto al Cibo. Queste Linee Guida sono state approvate nel 2004 da tutti gli stati membri della FAO. Il rapporto mostra come esse si siano rafforzate da allora, grazie a nuovi strumenti adottati a livello internazionale e nuove interpretazioni, e sulla base di questo, il rapporto delinea un quadro normativo più ricco per l’implementazione del diritto al cibo.

Il report fornisce una panoramica aggiornata dei paesi che hanno introdotto il diritto al cibo nelle proprie costituzioni, e nei quadri normativi e politici. Esso analizza, infine, l’andamento delle violazioni del diritto al cibo. “In questo primo sforzo a livello internazionale di stimare a che punto siamo con la realizzazione del diritto al cibo, è chiaro che gli sforzi attuali non stanno funzionando.

Siamo fuori rotta e c’è ancora tanto lavoro da fare per assicurare la realizzazione del diritto al cibo a centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. In un momento in cui la fame e la discriminazione sono in aumento, e raggiungere l’SDG2 appare sempre più elusivo, è tempo di alzarsi e riaffermare gli impegni per i diritti umani, ed assicurarci che il raggiungimento del diritto al cibo sia al centro degli sforzi per ridurre l’insicurezza alimentare” conclude Nadia Lambek dall’Università di Toronto, membro dei team che ha redatto il rapporto.

Quanti sono i diritti umani?

I 30 articoli della Dichiarazione dei diritti umani.

Qual è il diritto più importante?

Normativa internazionale – Si tratta di una normativa convenzionale con cui le Nazioni firmatarie hanno scelto di andare oltre la Dichiarazione Universale e creare un corpus di leggi che impegnasse a tutti gli effetti gli Stati alla tutela dei Diritti Umani.

Questo ha portato già in sede ONU ad un disaccordo sul se inserire o meno anche norme di natura socio-economica; ne conseguì la preparazione di due trattati differenti. Fu così che, nel 1966 e 1976 rispettivamente, la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali videro la luce.

Assieme alla Dichiarazione universale dei diritti umani questi documenti formano l’ International bill of rights, La legislazione sui Diritti Umani si è poi arricchita con altri trattati, geograficamente più delimitati nella platea degli Stati firmatari,

  • diritto alla sicurezza che protegge le persone contro crimini come assassini, massacri, torture e rapimenti
  • diritto alla libertà che tutela aree quali la libertà di pensiero e religiosa, la libertà di associazione, di riunione e di costituirsi in movimenti
  • diritti politici che tutelano la libertà di partecipare alla vita politica attraverso la libertà di espressione, di protesta, di voto e di assumere cariche pubbliche
  • diritti di habeas corpus che proteggono contro abusi da parte del sistema giudiziario quali incarcerazione senza processo, o con cosiddetto processo segreto, o con eccesso di punizione
  • diritti di uguaglianza sociale che garantiscono uguale accesso alla cittadinanza, uguaglianza di fronte alla legge e abolizione delle discriminazioni
  • diritto al benessere (può prendere anche il nome di diritti economico-sociali) che prevede l’accesso ad un adeguato sistema educativo e la tutela in caso di situazioni di grave disagio o povertà
  • diritti collettivi che assicurano la tutela contro genocidi e saccheggio delle risorse naturali.

Alcuni di questi diritti hanno assunto il livello di norme consuetudinarie o addirittura di ius cogens, Le stesse Nazioni Unite riconoscono i cosiddetti Diritti Umani non-derogabili: i quattro più importanti sono il diritto alla vita, il diritto alla libertà dalla schiavitù, il diritto alla libertà dalla tortura ed il diritto all’impossibilità della retroattività dell’azione penale,

Al di fuori di questi diritti, altri diritti umani possono essere posti sotto limitazione o perfino messi da parte durante situazioni di emergenza nazionale. I Trattati e la giurisprudenza internazionale hanno tuttavia chiarito che questo può avvenire esclusivamente a particolari, ristrettissime condizioni; e cioè, che “l’emergenza debba essere effettiva, debba coinvolgere l’intera popolazione e a venire messa in pericolo debba essere l’esistenza stessa della Nazione.

La dichiarazione d’emergenza deve essere posta in essere solo come ultima risorsa, ed adottata come misura temporanea”, Inoltre, la condotta in guerra è sempre e comunque governata dalla Legge Umanitaria Internazionale,

Quali sono i diritti umani violati?

Il diritto alla salute e quello alla vita sono stati violati su scala massiccia, milioni di persone si sono trovate a non sapere come fare ad arrivare alla fine del mese, molte altre sono rimaste senza dimora, le bambine e i bambini hanno perso l’istruzione, la povertà è cresciuta’, ha commentato Callamard.

COSA DICE L’ONU sui diritti umani?

ONU: Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (Approvata dall’assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948) Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato e proclamato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è riportato di seguito.

Dopo questa solenne deliberazione, l’Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell’Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione.

Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioé cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.

  • Preambolo
  • Considerando che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo;
  • Considerando che il non riconoscimento e il disprezzo dei diritti dell’uomo hanno condotto ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani saranno liberi di parlare e di credere, liberati dal terrore e dalla miseria, è stato proclamato come l’aspirazione più alta dell’uomo;
  • Considerando che i diritti dell’uomo siano protetti da un regime di diritto per cui l’uomo non sia mai costretto, in supremo ricorso, alla rivolta contro la tirannia e l’oppressione;
  • Considerando che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;
  • Considerando che nella Carta dei popoli le Nazioni Unite hanno proclamato di nuovo la loro fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne, e che si sono dichiarati decisi a favorire il progresso sociale e a instaurare le migliori condizioni di vita nella libertà più grande;
  • Considerando che gli Stati-Membri si sono impegnati ad assicurare, in cooperazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite, il rispetto universale ed effettivo dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;
  • Considerando che una concezione comune di questi diritti di libertà è della massima importanza per assolvere pienamente a tale impegno;
  • L’Assemblea generale proclama la presente Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo come l’ideale comune da raggiungere da tutti i popoli e da tutte le nazioni affinché tutti gli individui e tutti gli organi della società, tenendo sempre presente allo spirito tale dichiarazione, si sforzino, attraverso l’insegnamento e l’educazione, di sviluppare il rispetto di tali diritti e libertà e di assicurarne, attraverso misure progressive di ordine nazionale e internazionale, il riconoscimento e la applicazione universale ed effettiva, sia fra le popolazioni degli Stati-Membri stessi, sia fra quelle dei territori riposti sotto la loro giurisdizione.
  • Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fraternità vicendevole. Articolo 2 Ognuno può valersi di tutti i diritti e di tutte le libertà proclamate nella presente dichiarazione, senza alcuna distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, d’opinione politica e di qualsiasi altra opinione, d’origine nazionale o sociale, che derivi da fortuna, nascita o da qualsiasi altra situazione.

  1. Articolo 3
  2. Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della sua persona.
  3. Articolo 4
  4. Nessuno potrà essere tenuto in schiavitù né in servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi sono proibiti in tutte le loro forme.
  5. Articolo 5
  6. Nessuno sarà sottoposto a tortura né a pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
  7. Articolo 6
  8. Ognuno ha diritto al riconoscimento della propria personalità giuridica, in ogni luogo.
  9. Articolo 7
  10. Tutti sono uguali di fronte alla legge ed hanno diritto – senza distinzione – ad un’eguale protezione contro qualsiasi provocazione ad una simile discriminazione.
  11. Articolo 8
  12. Ogni persona ha diritto ad un ricorso effettivo davanti alle competenti giurisdizioni nazionali contro atti che violano i diritti fondamentali riconosciutile dalla Costituzione o dalla legge.
  13. Articolo 9
  14. Nessuno può arbitrariamente essere arrestato, detenuto né esiliato.
  15. Articolo 10
  16. Ogni persona ha diritto – in piena eguaglianza – a che la sua causa sia ascoltata equamente e pubblicamente da un tribunale indipendente e imparziale, che deciderà sia dei suoi diritti e dei suoi obblighi, sia del fondamento di qualunque accusa in materia penale, rivolta contro di essa.
  17. Articolo 11
  18. 1) Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a che la sua colpevolezza sia stata legalmente stabilita nel corso di un processo pubblico, in cui tutte le garanzie necessarie alla sua difesa le siano state assicurate;
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2) Nessuno verrà condannato per azioni o omissioni, che al momento in cui sono state commesse non costituiscono reato in base al diritto nazionale o internazionale. Parimenti non sarà inflitta alcuna pena più forte di quella che era praticata al momento in cui il reato è stato commesso.

  • Articolo 13
  • 1) Ogni persona ha diritto di circolare liberamente e di scegliere la propria residenza entro i confini di uno Stato;
  • 2) Ogni persona ha diritto di abbandonare qualsiasi paese, compreso il proprio, e di rientrare nel proprio paese.
  • Articolo 14
  • 1) Di fronte alla persecuzione ogni persona ha diritto di cercare asilo e di beneficiare dell’esilio in altri paesi;
  • 2) Tale diritto non si può invocare in caso di persecuzione realmente fondata su un reato di diritto comune o su azioni contrarie ai principii e agli scopi delle Nazioni Unite.
  • Articolo 15
  • 1) Ogni individuo ha diritto ad una nazionalità;
  • 2) Nessuno può arbitrariamente venir privato né della propria nazionalità né del diritto di cambiare nazionalità.
  • Articolo 16
  • 1) Raggiunta l’età nubile, l’uomo e la donna, senza restrizione di sorta per ciò che riguarda la razza, la nazionalità o la religione, hanno diritto di sposarsi e di fondare una famiglia. Hanno pari diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e al momento del suo scioglimento;
  • 2) Il matrimonio non si può concludere che con il pieno e libero consenso dei futuri sposi;
  • 3) La famiglia è l’elemento naturale e fondamentale della società e ha diritto alla protezione della società e dello Stato.
  • Articolo 17
  • 1) Ogni persona, tanto sola quanto in collettività, ha diritto alla proprietà;
  • 2) Nessuno può arbitrariamente esser privato della sua proprietà.
  • Articolo 18
  • Ogni persona ha diritto alla libertà di cambiare religione, come pure di manifestare la propria religione o convinzione sola o in comune, in pubblico o in privato, con l’insegnamento, le pratiche, il culto e la celebrazione dei riti.
  • Articolo 19
  • Ogni individuo ha diritto alla libertà d’opinione e d’espressione, il che implica il diritto di non venir disturbato a causa delle proprie opinioni e quello di cercare, ricevere e diffondere con qualunque mezzo di espressione, senza considerazione di frontiere, le informazioni e le idee.
  • Articolo 20
  • 1) Ogni persona ha il diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica;
  • 2) Nessuno può essere costretto a far parte di una associazione.
  • Articolo 21
  • 1) Ogni persona ha diritto di partecipare alla direzione degli affari pubblici del suo paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente eletti;
  • 2) Ogni persona ha diritto ad accedere, in condizioni di uguaglianza, alle cariche pubbliche del proprio paese;
  • 3) La volontà del popolo è il fondamento dell’autorità dei poteri pubblici; questa volontà dev’essere espressa con elezioni serie, che devono aver luogo periodicamente, a suffragio universale uguale e con voto segreto o seguendo una procedura equivalente, che garantisca la libertà del voto.
  • Articolo 22
  • Ogni persona, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale; ha la facoltà di ottenere soddisfazioni dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità, grazie allo sforzo nazionale ed alla cooperazione internazionale, tenuto conto dell’organizzazione e delle risorse dei singoli paesi.
  • Articolo 23
  • 1) Ogni persona ha diritto al lavoro, alla libera scelta del suo lavoro, a condizioni eque e soddisfacenti di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione;
  • 2) Tutti hanno diritto, senza discriminazione, ad un salario uguale per lavoro uguale;
  • 3) Chi lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente, che assicuri a lui ed alla sua famiglia un’esistenza conforme alla dignità umana e integrata, se opportuno, da ogni altro mezzo di protezione sociale;
  • 4) Ogni persona ha diritto di fondare con altri dei sindacati e affiliarsi a dei sindacati per la difesa dei suoi interessi.
  • Articolo 24
  • Ogni persona ha diritto al riposo e allo svago, in particolare ad una ragionevole limitazione della durata del lavoro ed a vacanze periodiche pagate.
  • Articolo 25
  • 1) Ogni persona ha diritto ad un livello di vita sufficiente ad assicurare la salute e il benessere suo e della sua famiglia, specialmente per quanto concerne l’alimentazione, l’abbigliamento, l’alloggio, le cure mediche e i servizi sociali necessari; ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, di malattia, d’invalidità, di vedovanza, o negli altri casi di perdita dei propri mezzi di sussistenza in seguito a circostanze indipendenti dalla sua volontà;

2) La maternità e l’infanzia hanno diritto ad un aiuto e ad un’assistenza speciali.Tutti i bambini, nati sia nel matrimonio sia fuori del matrimonio, godono della medesima protezione sociale. Articolo 26 1) Ogni persona ha diritto alla educazione. Essa dev’essere gratuita, almeno per quanto riguarda l’insegnamento elementare e fondamentale.

  1. 2) L’educazione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve favorire la comprensione, la tolleranza e l’amicizia tra tutte le Nazioni e tutti i gruppi razziali o religiosi, come pure lo sviluppo delle attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace;
  2. 3) I genitori hanno in primo luogo il diritto di scegliere il genere di educazione da impartire ai loro figli.
  3. Articolo 27
  4. 1) Ogni persona ha il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai benefici che ne risultano;
  5. 2) Ognuno ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria o artistica di cui è autore.
  6. Articolo 28
  7. Ogni persona ha diritto a che, sul piano sociale e su quello internazionale, regni un ordine tale che i diritti e le libertà enunciate nella presente Dichiarazione possano trovarvi pieno sviluppo.
  8. Articolo 29
  9. 1) L’individuo ha dei doveri nei confronti della comunità, nella quale è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità;
  10. 2) Nell’esercizio dei suoi diritti e nel godimento delle sue libertà ognuno è soggetto unicamente alle limitazioni stabilite dalla legge, esclusivamente allo scopo di assicurare il riconoscimento ed il rispetto dei diritti e delle libertà altrui e di soddisfare alle giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica;
  11. 3) Tali diritti e libertà non potranno in alcun caso esercitarsi in opposizione agli scopi e ai principi delle Nazioni Unite.
  12. Articolo 30
  13. Nessuna disposizione della presente Dichiarazione può essere interpretata come implicante, per uno Stato, un gruppo o un individuo, un qualsiasi diritto di dedicarsi ad una attività o di compiere un’azione mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà qui enunciate.

: ONU: Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

Che cos’è il diritto in breve?

Il diritto privato – L’insieme delle norme che regolano i rapporti fra gli individui, oppure fra essi e gli enti pubblici, qualora questi ultimi non esplichino funzioni di potere politico e sovrano, costituisce il d. privato. Esso si incentra, in particolare, sulla nozione di persona fisica e giuridica, in quanto soggetto di relazioni paritarie che attengono sia alla sfera personale sia a quella patrimoniale.

  1. Branca fondamentale del d.
  2. Privato è il d.
  3. Civile, ossia il complesso delle norme che si applicano all’ universalità dei cittadini, e che concernono: il matrimonio, la famiglia e la filiazione legittima e naturale; i d.
  4. Reali, relativi cioè alla natura giuridica delle cose e alla disciplina dei d.
  5. Di proprietà e di ogni altro d.

sulle cose; il d. delle obbligazioni, che comprende la dottrina dei rapporti obbligatori; e il d. successorio, che contiene i principi della successione a causa di morte, Altro settore del d. privato è il d. commerciale, la cui peculiarità consiste nel regolare le attività dei soggetti economici e i relativi obblighi.

  • Sebbene ricondotto all’interno del d.
  • Civile già dalla codificazione del 1942, il d.
  • Commerciale ha mantenuto una sua autonomia, scientifica oltre che didattica, anche in virtù della notevole dinamicità che lo caratterizza.
  • Incentrato sull’istituto dell’ impresa, e quindi sul d.
  • Societario, comprende, tra l’altro, le norme che regolano il mercato, la concorrenza, lo sfruttamento economico di invenzioni e creazioni intellettuali.

Si fa tradizionalmente rientrare nel d. privato anche il d. del lavoro, se non altro per il suo nucleo essenziale. Esso comprende, in senso stretto, il complesso delle norme attinenti al rapporto di lavoro subordinato, incluse quelle relative alla disciplina delle fonti non statuali di regolamentazione del rapporto stesso.

  • Alcuni autori, però, propenderebbero a riconoscere autonomia a quest’ultima parte del d.
  • Del lavoro, cui viene attribuita la denominazione di d.
  • Sindacale,
  • Tra le fonti del d.
  • Del lavoro sono da ricordare, oltre la legge, i contratti collettivi di lavoro, e gli usi.
  • Con l’espressione d.
  • Dell’economia si intende invece un settore relativamente recente degli studi giuridici che analizza la regolamentazione delle attività economiche sulla base di un metodo interdisciplinare; il suo campo di indagine risulta pertanto circoscritto, in linea generale, agli ordinamenti settoriali dell’attività bancaria, finanziaria, assicurativa.

Al d. dell’economia è correlato il ‘metodo dell’economia nella legislazione’, la cui finalità consiste nell’introdurre i concetti economici nel linguaggio giuridico.

Chi fondò i diritti umani?

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Universal Declaration of Human Rights, UDHR) è il documento ispiratore della legislazione internazionale sui diritti inalienabili dell’uomo, un impianto di norme alla base di molte conquiste civili degli ultimi 70 anni.

Eleanor Roosevelt, colei che contribuì in modo decisivo alla sua stesura, la definì “la Magna Carta dell’umanità”. Crimini contro l’umanità. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu adottata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, una data che viene ricordata ogni anno come Giornata Mondiale dei Diritti Umani (Human Rights Day),

La sua elaborazione nasce dalla volontà di evitare il ripetersi delle atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale, a partire dai genocidi e dai massacri perpetrati dai nazisti, I nuovi capi d’accusa per crimini contro l’umanità avanzati nel Processo di Norimberga avevano evidenziato l’esigenza di rendere, chi si macchiava di atrocità universalmente riconosciute, responsabile e punibile per le proprie azioni, indipendentemente dal silenzio delle leggi del suo Paese.

  1. I 30 articoli.
  2. Alla base della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ci sono due assunti di base: quello della dignità inalienabile di ciascun membro della famiglia umana e l’impegno a far rispettare tutte le libertà enunciate senza distinzioni né discriminazione alcuna.
  3. La Dichiarazione ( qui il testo in italiano ) è composta da un preambolo che spiega le ragioni storiche e sociali che hanno reso necessaria la sua stesura oltre che da 30 articoli che elencano i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali di ogni individuo.

I primi due articoli ribadiscono i concetti di uguale dignità, libertà e fratellanza tra esseri umani; i successivi 18 delineano i diritti civili e politici come quello a non essere torturato, arrestato o detenuto arbitrariamente, il diritto di avere una cittadinanza e di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni, il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e religione.

  • Libertà di pensiero e religione.
  • Gli articoli dal 22 al 27 approfondiscono i diritti economici, sociali e culturali come quello al lavoro, a una rimunerazione equa e soddisfacente, alla maternità e alla protezione sociale durante l’infanzia, all’istruzione gratuita, al riposo, al godere delle arti e partecipare al progresso culturale e scientifico.

Gli ultimi tre articoli sanciscono il diritto di vivere in un contesto in cui le libertà enunciate siano pienamente realizzate, i doveri necessari a garantire il rispetto delle libertà degli altri, e l’impossibilità di usare la dichiarazione per negare i diritti o le libertà altrui. Angela Jurdak (Libano), Fryderyka Kalinowski (Polonia), Bodgil Begtrup (Danimarca), Minerva Bernardino (Repubblica Domenicana), Hansa Mehta (India): donne che hanno avuto un ruolo chiave nella redazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. © UN Photo la voce delle donne. A stilare la dichiarazione fu la Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite guidata da Eleanor Roosevelt, vedova del presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, attivista e sostenitrice dei diritti delle donne, dei lavoratori, dei rifugiati e delle minoranze.

La commissione, un piccolo gruppo di rappresentanti provenienti da otto stati membri del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, presentò la prima stesura della dichiarazione, che dopo alcuni piccoli cambiamenti fu adottata all’unanimità, con 48 voti favorevoli e 10 astenuti su 58 Stati membri.

Un contributo determinante fu dato anche da altre donne provenienti da India, Pakistan, Repubblica Domenicana, Unione Sovietica, che si batterono per affermare alcuni capisaldi del documento come la garanzia di non discriminazione in base al genere, la libertà nelle scelte matrimoniali, una retribuzione giusta per il lavoro, l’universalità dei diritti umani contrapposta alla mentalità coloniale vigente in precedenza.

Molte di queste battaglie ruotarono attorno alla necessità di parlare di esseri umani («tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali») e non genericamente di uomini come si era fatto fino ad allora, per non offrire ad alcuni Paesi il pretesto di negare i diritti alle donne. Principi superiori. La discussione sul documento evidenziò alcune criticità e divergenze importanti, sul significato profondo di dignità umana, sull’importanza dei fattori culturali nella determinazione dei diritti sul rapporto tra diritti e responsabilità e sulla relazione tra individuo e Stato.

La contrapposizione in blocchi negli anni della Guerra Fredda impedì di far confluire quegli sforzi in una carta internazionale dei diritti legalmente vincolante, ma sono in molti a ritenere che proprio la natura non vincolante della Dichiarazione abbia decretato il suo successo, facendone invece un documento di autorità morale, che annuncia principi generali che trascendono ogni legislazione internazionale e nello stesso tempo sono inclusi in ognuna.

Cosa sono i 30 diritti umani?

Dichiarazione universale diritti umani: i 30 articoli | ActionAid Cosa Sono I Diritti Umani Era il 10 dicembre 1948. A Parigi, le Nazioni Unite promossero la Dichiarazione universale dei diritti umani, È un documento che, con i suoi trenta articoli, doveva avere applicazione in tutti gli Stati membri. Un documento il cui scopo è rendere il mondo un posto migliore in cui vivere. Per tutti.

Che tipi di diritti ci sono?

In questo appunto viene descritto che cosa sia il diritto, prendendo in considerazione i suoi aspetti principali legati alle varie branche e discipline del diritto, Le varie tipologie del diritto sono le seguenti: il diritto costituzionale, il diritto amministrativo, il diritto finanziario, il diritto tributario, il diritto penale, il diritto processuale, il diritto ecclesiastico, il diritto internazionale pubblico.

Quali sono i nuovi diritti umani?

Fra i nuovi diritti più frequentemente codificati si trovano il diritto all’ambiente e il diritto alla privacy. È viceversa aperta la discussione sulla possibilità di codificare come diritti esigenze ritenute essenziali ma difficilmente inquadrabili nelle nostre tradizioni giuridiche.

Cosa fare per non violare i diritti umani?

Quando si applica la Carta dei diritti fondamentali? – Le disposizioni della Carta si applicano alle istituzioni, agli organi e agli organismi dell’UE per tutte le loro azioni, come pure agli Stati membri quando attuano il diritto dell’UE. La Carta protegge le persone fisiche e giuridiche dagli atti delle istituzioni dell’UE che violano i diritti fondamentali.

In tal caso, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha il potere di controllare la legittimità dell’atto. Se nell’attuare il diritto dell’UE un’autorità nazionale viola i diritti sanciti dalla Carta, spetta ai giudici nazionali, sotto l’eventuale guida della Corte di giustizia, garantire che la Carta sia rispettata.

La Carta si applica congiuntamente ai sistemi nazionali e internazionali di protezione dei diritti fondamentali, compresa la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Se ritieni che i tuoi diritti siano stati violati in un contesto non disciplinato dal diritto dell’UE, dovrai presentare la denuncia all’autorità nazionale competente, che si tratti del governo, dei tribunali nazionali o di un organismo specializzato in materia di diritti umani.

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Chi può aiutare a proteggere i diritti umani?

Fidh (Federazione internazionale per i diritti umani) è una Ong internazionale per i diritti umani che raggruppa 184 organizzazioni da 112 paesi. È dal 1922 che Fidh difende tutti i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali delineati nella Dichiarazione universale dei diritti umani.

Dove si trovano i diritti umani?

Collegamenti esterni –

  • ( EN ) Sito ufficiale, su un.org,
  • ( EN ) Dichiarazione universale dei diritti umani, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
  • Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, su ohchr.org,
  • La Dichiarazione Universale dei diritti umani commentata dal Prof. Antonio Papisca, Cattedra UNESCO “Diritti umani, democrazia e pace” dell’Università di Padova, su unipd-centrodirittiumani.it,
  • Dichiarazione universale dei diritti umani (1948), su unipd-centrodirittiumani.it, Università degli Studi di Padova, URL consultato il 24 novembre 2018,
  • Quei principi fondamentali e inattuati: la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, su left.it, Left. URL consultato il 24 novembre 2018,
  • ( EN ) International Covenant on Civil and Political Rights (Adopted and opened for signature, ratification and accession by General Assembly resolution 2200A (XXI) of 16 December 1966 entry into force 23 March 1976, in accordance with Article 49), su ohchr.org, Organizzazione delle Nazioni Unite, URL consultato il 25 novembre 2018,
V · D · M Organizzazione delle Nazioni Unite

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Quali sono i tre diritti inviolabili?

La tutela del nostro ordinamento – La Costituzione all’art.2 afferma: ” La Repubblica tutela i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

” Le numerose norme sui diritti di libertà, che sono contenute nella Costituzione, non sono che specificazioni di questo principio fondamentale. Così è sufficiente leggere l’art.13 e successivi del testo costituzionale. Alcuni esempi di diritti inviolabili riconosciuti all’uomo come singolo sono: il diritto alla vita, all’integrità personale, alla libertà di pensiero, al matrimonio e all’iniziativa economica.

Così ad esempio nell’art.29 si afferma che ” La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. ” Anche in questa norma si fa riferimento ad un’organizzazione, ad un ordinamento giuridico disciplinato, prima ancora che dal diritto positivo dello Stato, dalla legge di natura.

I diritti invece riconosciuti all’uomo come membro di formazioni sociali sono: il diritto di libera manifestazione del proprio pensiero, diritto alle tutele giurisdizionali, il diritto alla difesa, il diritto di associazione, il diritto di professare la propria religione e tutti i diritti relativi alle attività svolte in ambito culturale e politico.

La tutela a livello internazionale A livello internazionale il testo di maggiore rilevanza è costituito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948: ” Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.

Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.( art.1 ); ” Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

” ( art.2, 2° paragrafo ); ” Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona. “; ” Uomini e donne in età adatta hanno diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza e religione.

  • Essi hanno uguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
  • Art.16, 1° paragrafo ); ” Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione.
  • Tale diritto include la libertà di cambiare religione e credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

” ( art.18 ); ” Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, invalidità, vedovanza vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

1° paragrafo ); ” Ogni individuo ha diritto all’istruzione.” ( art.26, 1° paragrafo ); “L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.” ( art.26, 2° paragrafo ). Dispone l’art.1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: ” La dignità umana è inviolabile.

Essa deve essere rispettata e tutelata. “; ” Ogni persona ha diritto alla vita. ” ( art.2, 1° paragrafo ); ” Nessuno può essere condannato alla pena di morte o giustiziato. ” ( art.2, 2° paragrafo ); ” Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.

  • Art.3, 1° paragrafo ); “il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone; c) il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro; d) il divieto di clonazione riproduttiva degli esseri umani.
  • Art.3, 2° paragrafo ); “” Ogni individuo ha diritto all’istruzione e alla formazione professionale e continua.

” ( art.14, 1° paragrafo ); ” Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria. ” ( art.14, 2° paragrafo ); ” La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così come il diritto dei genitori di provvedere all’educazione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio.

  1. 3° paragrafo ); ” Ogni persona ha diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta e accettata.
  2. Art.15, 1° paragrafo ) Il dibattito attuale Intorno al tema dei diritti umani si svolgono negli anni più recenti accesi dibattiti.
  3. Con insistenza crescente, singoli individui o gruppi organizzati avanzano richieste di tutela di “nuovi diritti”, quali aborto, eutanasia, matrimonio tra omosessuali, diritto alla procreazione, riconoscimento dell’identità “genere”, diritto ad ammalarsi, diritto a non nascere, diritti degli animali e così via.

I diritti umani fondamentali sono, dunque, teatro di nuove e in parte contraddittorie sfide. Tre sono i nodi culturali che determinano queste spinte contraddittorie. a) Il primo nodo riguarda una questione antropologica. I cd. “nuovi diritti” si alimentano di una concezione in cui l’uomo è ridotto a pura capacità di autodeterminazione, volontà e libera scelta.

L’uomo è inteso come individuo sciolto da ogni relazionalità, sociale e trascendente, e la sua unica capacità di espressione è individuata nella libertà, a sua volta ridotta a mera facoltà di scegliere. È così che si arriva persino ad affermare il “diritto a non nascere” o il “diritto a darsi la morte”, il cui effetto è la negazione del soggetto stesso.

Fuori da una concezione in cui l’uomo è visto come creatura e, quindi, in diretto rapporto con l’infinito, non si riconoscono né dignità umana né diritti. Anzi, questi ultimi, anziché costituire la massima valorizzazione della persona, aprono la strada al suo annientamento.

  • I diritti umani, che anziché servire lo scopo originario di baluardo della persona umana contro le degenerazioni del potere, diventano essi stessi – magari in buona fede – strumenti di potere.
  • Oppure che si finisca anche inavvertitamente per promuovere, nel nome dei diritti umani, semplici interessi di alcuni gruppi più influenti, o comunque di una parte sull’altra.

b) Il secondo riguarda l’universalità dei diritti umani. Quella attuale è la stagione della proliferazione dei diritti, in cui si assiste alla tendenza ad imporre in termini di diritti universali preferenze e posizioni elaborate in un determinato ambito e in uno specifico contesto.

Di qui l’urgenza che i diritti umani siano a loro volta sottoposti all’incessante vaglio critico della ragione e dell’esperienza, ovvero all’attento discernimento di cui parla Benedetto XVI nel discorso all’Onu, affinché attraverso di essi sia salvaguardato soltanto e tutto ciò che appartiene alla struttura originaria e universale dell’uomo.

I diritti dovranno pertanto essere vagliati secondo il criterio della corrispondenza al bisogno di giustizia innata nel cuore di ogni uomo. c) Il terzo riguarda il rapporto tra gli interessi contrapposto tra diritti e doveri. Ogni norma giuridica per tutelare una certa situazione di vantaggio nel contemperamento dei contrapposti interessi, provvede all’imposizione di obblighi, generici o specifici che siano.

  • Ogni diritto, quindi, non può prescindere dall’imposizione di certi obblighi e da limitazioni che vengano imposte ad altri, ma quando tali diritti impongano obblighi lesivi di diritti altrui, essi appaiono inaccettabili.
  • L riconoscimento dei diritti non può andare avanti all’infinito, perché deve trovare un limite nel riconoscimento dei diritti degli altri.

Così, ad esempio, nel caso del diritto di aborto. Il riconoscimento di questo diritto si traduce nella soppressione di una vita umana, di un essere debole e indifeso, e quindi non può essere considerato ammissibile alla luce del diritto naturale. Ci si deve dunque chiedere se la tutela dei diritti umani, così pregevolmente enunciata a livello normativo, sia nel diritto interno che in quello internazionale, trovi un effettivo riscontro nella realtà.

Chi si occupa dei diritti umani?

ONU Nell’ambito delle Nazioni Unite, le sedi principali nelle quali sono affrontate questioni attinenti ai diritti umani e alle libertà fondamentali sono: la Commissione per gli Affari Sociali, Umanitari e Culturali (Terza Commissione) dell’Assemblea Generale a New York e il Consiglio per i Diritti Umani a Ginevra.

  1. Ogni anno la Terza Commissione esamina circa 70 proposte di Risoluzione in materia di diritti umani, che dopo essere negoziate e approvate, sono sottoposte all’adozione definitiva dell’Assemblea Generale.
  2. L’Italia partecipa attivamente ai negoziati in Terza Commissione e vanta un riconosciuto ruolo di primo piano in numerose campagne (tra le quali quelle a favore di una moratoria universale della pena capitale e contro le mutilazioni genitali femminili).

Il Consiglio per i Diritti Umani (CDU) è un organo sussidiario dell’Assemblea Generale dell’ONU, istituito nel 2006 con il compito di promuovere il rispetto universale e la protezione dei diritti umani, di intervenire in caso di loro violazione e di favorire il coordinamento delle strutture operanti nel sistema delle Nazioni Unite per le problematiche attinenti ai diritti umani.

  • Il CDU è composto da 47 Stati membri eletti per un mandato triennale dall’Assemblea Generale, con seggi ripartiti secondo il principio dell’equa distribuzione geografica.
  • Il Consiglio si riunisce in sessione ordinaria tre volte all’anno (marzo, giugno e settembre) e in sessione speciale su richiesta di 1/3 dei suoi membri.

L’Italia è attualmente membro del CDU per il triennio 2019 – 2021, eletta a ottobre 2018 con un risultato numerico che l’ha vista prima nel gruppo WEOG ( Western European and Others Group ) e, in generale, tra i primissimi degli eletti anche in relazione agli altri gruppi regionali.

la lotta contro ogni forma di discriminazione, i diritti delle donne i diritti dei bambini la moratoria universale della pena di morte la libertà di religione o credo e la protezione delle minoranze religiose la lotta contro la tratta di esseri umani i diritti delle persone con disabilità la protezione del patrimonio culturale e religioso i difensori dei diritti umani.

( Documento integrale dei “Voluntary Pledges and Commitments” – Brochure alla candidatura ) In precedenza, l’Italia era già stata membro del CDU per due mandati triennali: dal 2007 al 2010 e dal 2011 al 2014. L’Italia partecipa attivamente alle varie attività del CDU, incluso il meccanismo di Revisione Periodica Universale (UPR), l’esercizio di monitoraggio della situazione dei diritti umani cui tutti gli Stati membri dell’ONU si sottopongono ogni 4 anni circa.

  • Il 4 novembre 2019 l’Italia si è sottoposta al III ciclo di UPR e ha ricevuto raccomandazioni da 121 Stati.
  • Il Rapporto della sessione è stato adottato dal CDU il 12 marzo 2020 (consultabile sul sito dell’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani: UPR Italia ).
  • L’Italia ha accettato il 95% delle raccomandazioni ricevute dagli altri Stati, confermando la rilevanza attribuita dal governo al ruolo svolto dal CDU e dai meccanismi da esso istituiti per la promozione e protezione dei diritti umani, fondamentali anche per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall’Agenza 2030.

L’Italia ha aderito a tutte le principali convenzioni internazionali adottate in ambito ONU in materia di diritti umani: la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1976); i due Patti internazionali sui diritti civili e politici (1978) e sui diritti economici, sociali e culturali (1978) e i loro Protocolli opzionali; la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (1985) e il suo Protocollo opzionale; la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumane o degradanti (1989) e il suo Protocollo opzionale; la Convenzione sui diritti del bambino (1991) e i suoi tre Protocolli opzionali; la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata (2015); la Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità (2009) e il suo Protocollo opzionale.

sostiene il ruolo indipendente e le attività dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, contribuendo finanziariamente ai programmi del suo Ufficio; collabora con gli Esperti indipendenti e i Relatori speciali delle Nazioni Unite su questioni tematiche e situazioni-Paese relative ai diritti umani nel mondo; partecipa attivamente alle attività degli Organi dei Trattati ONU responsabili per l’attuazione delle Convenzioni Internazionali sui diritti umani delle quali l’Italia fa parte, fornendo informazioni e presentando rapporti periodici.

La promozione e tutela dei diritti umani sono anche parte integrante dell'”Agenda 2030″ per lo sviluppo sostenibile adottata a settembre 2015, quale programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto da tutti i Paesi ONU. L’Agenda 2030 riconosce che lo sviluppo non è un fine in sé stesso.

  1. La pace e la sicurezza, la protezione dei diritti umani, lo stato di diritto sono tutti pilastri essenziali dello sviluppo sostenibile dell’umanità.
  2. La mancanza di sviluppo e di prospettive di sviluppo di individui e comunità indebolisce gli sforzi per costruire società pacifiche, inclusive e stabili.

Unione Europea L’Unione Europea “si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze” (articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea – TUE).

A livello interno, il 7 dicembre 2000, Parlamento Europeo, il Consiglio dell’Unione Europea e la Commissione Europea, hanno adottato la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che ha assunto, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, lo stesso valore giuridico dei Trattati. L’Unione si è così dotata di un proprio importante riferimento normativo in materia di diritti fondamentali.

La tutela e promozione dei diritti umani in ambito UE operano sia sul piano interno dell’Unione (ossia difesa dei diritti umani all’interno degli Stati membri), sia sul piano esterno, ossia quello dei rapporti dell’UE con i Paesi terzi e nelle Organizzazioni internazionali.

  1. Un ruolo importante per la tutela dei diritti umani all’interno dell’UE viene svolto dall’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA), istituita nel 2007 con sede a Vienna.
  2. L’Agenzia ha lo scopo di fornire alle Istituzioni Europee e alle Autorità nazionali assistenza e consulenza, relativamente ai diritti fondamentali, nell’attuazione del diritto comunitario, nonché di aiutarle ad adottare le misure o a definire le iniziative appropriate.
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Sul piano internazionale, venendo a scadenza il Piano d’Azione per i diritti umani e la democrazia 2015-2019, il 26 marzo la Commissione europea e l’Alto Rappresentante hanno presentato il nuovo Piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia per il periodo 2020-2024 ( Piano d’Azione ), che nei prossimi mesi sarà formalmente approvato dal Consiglio.

Il nuovo Piano, espandendo i temi toccati dal precedente documento che copriva il quinquennio 2015-2019, mira a dare una nuova agenda operativa all’UE in materia di promozione e protezione dei diritti umani e a rafforzare il ruolo guida dell’UE e degli Stati membri in questo settore a livello globale.

Negli ultimi anni, l’Unione Europea si è inoltre dotata di Linee Guida sulle questioni più importanti in materia di diritti umani, tra cui la pena di morte, i diritti dei bambini, la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, la promozione e protezione della libertà di religione o credo, bambini e conflitti armati).

L’UE pubblica inoltre ogni anno un rapporto sulle politiche e le iniziative dell’Unione nel campo dei diritti umani e della democrazia a livello internazionale. A ciò si aggiunge anche il Rapporto annuale presentato dal Parlamento europeo sulle sue attività per promuovere i diritti umani. Consiglio d’Europa L’Italia è Paese fondatore del Consiglio d’Europa e figura tra i maggiori contributori al bilancio dell’Organizzazione.

Il Consiglio d’Europa ha lo scopo di promuovere la democrazia, i diritti dell’uomo, l’identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa. Sotto l’egida del Consiglio d’Europa, il 4 novembre 1950 è stata firmata a Roma la “Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo” (CEDU) che ha predisposto un originale sistema di tutela internazionale dei diritti dell’uomo, offrendo ai singoli soggetti la facoltà di invocare il controllo giudiziario sul rispetto dei loro diritti, mediante l’istituzione di una Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo.

  • Il sistema di monitoraggio sovranazionale previsto dalla CEDU ed in particolare il ruolo svolto dalla Corte costituiscono un modello senza precedenti a livello mondiale.
  • Dal novembre 2021 al maggio 2022 l’Italia assumerà la presidenza semestrale del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, l’organo decisionale composto dai Ministri degli Esteri di tutti gli Stati membri o dai loro Rappresentanti Permanenti a Strasburgo.

Istituzioni di particolare rilievo che agiscono nell’ambito del Consiglio d’Europa sono il Commissario europeo per i diritti umani e la Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto, meglio nota come Commissione di Venezia. Il Commissario, istituzione indipendente e imparziale, ha il mandato di promuovere il rispetto dei diritti umani nei 47 Stati Membri del Consiglio d’Europa mediante un dialogo permanente con le rispettive autorità al fine di promuovere lo sviluppo di strutture nazionali a tutela dei diritti umani.

La Commissione di Venezia fornisce consulenza giuridica ai Paesi membri del Consiglio d’Europa, assistendoli in particolare nell’adeguamento delle proprie strutture giuridiche ed istituzionali agli standard europei ed internazionali in materia di democrazia, diritti umani e stato di diritto. Nata nel 1990, la Commissione è composta da “esperti indipendenti di fama internazionale per la loro esperienza nelle istituzioni democratiche o per il loro contributo allo sviluppo del diritto e della scienza politica”.

Dal dicembre 2009 Presidente della Commissione è l’italiano Gianni Buquicchio. OSCE La dimensione umana – ovvero l’insieme delle questioni attinenti a diritti umani, democratizzazione e stato di diritto – ha sempre avuto un ruolo importante anche nell’ambito delle attività dell’Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa (OSCE).

  1. Il principale strumento di promozione all’interno di tale Organizzazione è l’ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights), con sede a Varsavia.
  2. Oltre a sviluppare l’azione di assistenza nel campo della tutela dei diritti umani, l’attività di monitoraggio elettorale e di consulenza giuridico-costituzionale nei Paesi in transizione, l’ODIHR organizza anche ogni anno a Varsavia, in autunno, lo Human Dimension Implementation Meeting (HDIM), che rappresenta la più rilevante occasione di incontro in ambito OSCE sui temi dei diritti umani e della democrazia, cui partecipano le delegazioni dei 57 Paesi membri dell’Organizzazione viennese e centinaia di ONG, rappresentanti della società civile.

Altrettanto importante è il ruolo svolto dall’Alto Commissario per le Minoranze Nazionali e dal Rappresentante per la Libertà dei Media, che ha il compito di coordinare la difesa della libertà e dell’indipendenza dei giornalisti e degli operatori dei media nell’area OSCE.

Nell’ambito della Presidenza italiana 2018 dell’OSCE, in occasione del Consiglio Ministeriale di Milano di dicembre, i 57 Stati partecipanti hanno adottato una decisione sulla sicurezza dei giornalisti, a 24 anni dall’ultima decisione dell’Organizzazione sul tema della libertà dei media e a 4 anni dall’ultima decisione adottata dall’OSCE nel contesto della Dimensione Umana.

Inoltre, sempre durante la Presidenza del 2018, l’Italia ha dedicato particolare attenzione al fenomeno del contrasto a ogni forma di discriminazione e intolleranza su base religiosa, ospitando a Roma due Conferenze internazionali complementari: una focalizzata sulla lotta all’antisemitismo e l’altra sul contrasto all’intolleranza e alla discriminazione nei confronti dei cristiani e dei musulmani.

Quando si parla di diritti umani?

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti.

Quali sono i tre diritti inviolabili?

La tutela del nostro ordinamento – La Costituzione all’art.2 afferma: ” La Repubblica tutela i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

  1. Le numerose norme sui diritti di libertà, che sono contenute nella Costituzione, non sono che specificazioni di questo principio fondamentale.
  2. Così è sufficiente leggere l’art.13 e successivi del testo costituzionale.
  3. Alcuni esempi di diritti inviolabili riconosciuti all’uomo come singolo sono: il diritto alla vita, all’integrità personale, alla libertà di pensiero, al matrimonio e all’iniziativa economica.

Così ad esempio nell’art.29 si afferma che ” La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. ” Anche in questa norma si fa riferimento ad un’organizzazione, ad un ordinamento giuridico disciplinato, prima ancora che dal diritto positivo dello Stato, dalla legge di natura.

I diritti invece riconosciuti all’uomo come membro di formazioni sociali sono: il diritto di libera manifestazione del proprio pensiero, diritto alle tutele giurisdizionali, il diritto alla difesa, il diritto di associazione, il diritto di professare la propria religione e tutti i diritti relativi alle attività svolte in ambito culturale e politico.

La tutela a livello internazionale A livello internazionale il testo di maggiore rilevanza è costituito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948: ” Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.

Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.( art.1 ); ” Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

” ( art.2, 2° paragrafo ); ” Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona. “; ” Uomini e donne in età adatta hanno diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza e religione.

Essi hanno uguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento. ” ( art.16, 1° paragrafo ); ” Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione e credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

” ( art.18 ); ” Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, invalidità, vedovanza vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

1° paragrafo ); ” Ogni individuo ha diritto all’istruzione.” ( art.26, 1° paragrafo ); “L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.” ( art.26, 2° paragrafo ). Dispone l’art.1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: ” La dignità umana è inviolabile.

Essa deve essere rispettata e tutelata. “; ” Ogni persona ha diritto alla vita. ” ( art.2, 1° paragrafo ); ” Nessuno può essere condannato alla pena di morte o giustiziato. ” ( art.2, 2° paragrafo ); ” Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.

  • Art.3, 1° paragrafo ); “il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone; c) il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro; d) il divieto di clonazione riproduttiva degli esseri umani.
  • Art.3, 2° paragrafo ); “” Ogni individuo ha diritto all’istruzione e alla formazione professionale e continua.

” ( art.14, 1° paragrafo ); ” Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria. ” ( art.14, 2° paragrafo ); ” La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così come il diritto dei genitori di provvedere all’educazione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio.

3° paragrafo ); ” Ogni persona ha diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta e accettata. ” ( art.15, 1° paragrafo ) Il dibattito attuale Intorno al tema dei diritti umani si svolgono negli anni più recenti accesi dibattiti. Con insistenza crescente, singoli individui o gruppi organizzati avanzano richieste di tutela di “nuovi diritti”, quali aborto, eutanasia, matrimonio tra omosessuali, diritto alla procreazione, riconoscimento dell’identità “genere”, diritto ad ammalarsi, diritto a non nascere, diritti degli animali e così via.

I diritti umani fondamentali sono, dunque, teatro di nuove e in parte contraddittorie sfide. Tre sono i nodi culturali che determinano queste spinte contraddittorie. a) Il primo nodo riguarda una questione antropologica. I cd. “nuovi diritti” si alimentano di una concezione in cui l’uomo è ridotto a pura capacità di autodeterminazione, volontà e libera scelta.

L’uomo è inteso come individuo sciolto da ogni relazionalità, sociale e trascendente, e la sua unica capacità di espressione è individuata nella libertà, a sua volta ridotta a mera facoltà di scegliere. È così che si arriva persino ad affermare il “diritto a non nascere” o il “diritto a darsi la morte”, il cui effetto è la negazione del soggetto stesso.

Fuori da una concezione in cui l’uomo è visto come creatura e, quindi, in diretto rapporto con l’infinito, non si riconoscono né dignità umana né diritti. Anzi, questi ultimi, anziché costituire la massima valorizzazione della persona, aprono la strada al suo annientamento.

I diritti umani, che anziché servire lo scopo originario di baluardo della persona umana contro le degenerazioni del potere, diventano essi stessi – magari in buona fede – strumenti di potere. Oppure che si finisca anche inavvertitamente per promuovere, nel nome dei diritti umani, semplici interessi di alcuni gruppi più influenti, o comunque di una parte sull’altra.

b) Il secondo riguarda l’universalità dei diritti umani. Quella attuale è la stagione della proliferazione dei diritti, in cui si assiste alla tendenza ad imporre in termini di diritti universali preferenze e posizioni elaborate in un determinato ambito e in uno specifico contesto.

Di qui l’urgenza che i diritti umani siano a loro volta sottoposti all’incessante vaglio critico della ragione e dell’esperienza, ovvero all’attento discernimento di cui parla Benedetto XVI nel discorso all’Onu, affinché attraverso di essi sia salvaguardato soltanto e tutto ciò che appartiene alla struttura originaria e universale dell’uomo.

I diritti dovranno pertanto essere vagliati secondo il criterio della corrispondenza al bisogno di giustizia innata nel cuore di ogni uomo. c) Il terzo riguarda il rapporto tra gli interessi contrapposto tra diritti e doveri. Ogni norma giuridica per tutelare una certa situazione di vantaggio nel contemperamento dei contrapposti interessi, provvede all’imposizione di obblighi, generici o specifici che siano.

  1. Ogni diritto, quindi, non può prescindere dall’imposizione di certi obblighi e da limitazioni che vengano imposte ad altri, ma quando tali diritti impongano obblighi lesivi di diritti altrui, essi appaiono inaccettabili.
  2. L riconoscimento dei diritti non può andare avanti all’infinito, perché deve trovare un limite nel riconoscimento dei diritti degli altri.

Così, ad esempio, nel caso del diritto di aborto. Il riconoscimento di questo diritto si traduce nella soppressione di una vita umana, di un essere debole e indifeso, e quindi non può essere considerato ammissibile alla luce del diritto naturale. Ci si deve dunque chiedere se la tutela dei diritti umani, così pregevolmente enunciata a livello normativo, sia nel diritto interno che in quello internazionale, trovi un effettivo riscontro nella realtà.

Che cos’è il diritto in breve?

Il diritto privato – L’insieme delle norme che regolano i rapporti fra gli individui, oppure fra essi e gli enti pubblici, qualora questi ultimi non esplichino funzioni di potere politico e sovrano, costituisce il d. privato. Esso si incentra, in particolare, sulla nozione di persona fisica e giuridica, in quanto soggetto di relazioni paritarie che attengono sia alla sfera personale sia a quella patrimoniale.

  1. Branca fondamentale del d.
  2. Privato è il d.
  3. Civile, ossia il complesso delle norme che si applicano all’ universalità dei cittadini, e che concernono: il matrimonio, la famiglia e la filiazione legittima e naturale; i d.
  4. Reali, relativi cioè alla natura giuridica delle cose e alla disciplina dei d.
  5. Di proprietà e di ogni altro d.

sulle cose; il d. delle obbligazioni, che comprende la dottrina dei rapporti obbligatori; e il d. successorio, che contiene i principi della successione a causa di morte, Altro settore del d. privato è il d. commerciale, la cui peculiarità consiste nel regolare le attività dei soggetti economici e i relativi obblighi.

Sebbene ricondotto all’interno del d. civile già dalla codificazione del 1942, il d. commerciale ha mantenuto una sua autonomia, scientifica oltre che didattica, anche in virtù della notevole dinamicità che lo caratterizza. Incentrato sull’istituto dell’ impresa, e quindi sul d. societario, comprende, tra l’altro, le norme che regolano il mercato, la concorrenza, lo sfruttamento economico di invenzioni e creazioni intellettuali.

Si fa tradizionalmente rientrare nel d. privato anche il d. del lavoro, se non altro per il suo nucleo essenziale. Esso comprende, in senso stretto, il complesso delle norme attinenti al rapporto di lavoro subordinato, incluse quelle relative alla disciplina delle fonti non statuali di regolamentazione del rapporto stesso.

Alcuni autori, però, propenderebbero a riconoscere autonomia a quest’ultima parte del d. del lavoro, cui viene attribuita la denominazione di d. sindacale, Tra le fonti del d. del lavoro sono da ricordare, oltre la legge, i contratti collettivi di lavoro, e gli usi. Con l’espressione d. dell’economia si intende invece un settore relativamente recente degli studi giuridici che analizza la regolamentazione delle attività economiche sulla base di un metodo interdisciplinare; il suo campo di indagine risulta pertanto circoscritto, in linea generale, agli ordinamenti settoriali dell’attività bancaria, finanziaria, assicurativa.

Al d. dell’economia è correlato il ‘metodo dell’economia nella legislazione’, la cui finalità consiste nell’introdurre i concetti economici nel linguaggio giuridico.

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