Cosa Succede Se Non Pago Il Bollo? - []

Cosa Succede Se Non Pago Il Bollo?

Cosa succede se non si paga il bollo auto per tanti anni?

Oltre un anno dalla scadenza del bollo la multa è più salata e raggiunge il 30% della somma complessiva della tassa, alla quale si devono sommare anche gli interessi di mora pari allo 0,5% calcolati per ogni semestre di ritardo.

Quando decade un bollo non pagato?

Prescrizione bollo auto: tempistiche e ricorso

Il bollo auto, chiamato anche tassa automobilistica, rientra tra le tante scadenze da rispettare nel pagamento di tasse e tributi.Il bollo auto deve essere richiesto dalle regioni ed ha dei tempi di prescrizione molto precisi al decorrere dei quali, non sarà più possibile per gli enti regionali richiedere il pagamento.Di conseguenza, è di fondamentale importanza conoscere i tempi di prescrizione del bollo auto in modo da evitare inutili cifre che non sono da corrispondere per legge.Visita la nostra sezione di Nel caso di mancato pagamento del bollo auto, puoi eseguire un ravvedimento operoso ossia un sistema che consente all’utente di rientrare in regola in modo autonomo pagando una sanzione inferiore.Il ravvedimento operoso può essere eseguito solo se la regolarizzazione del ritardo nel versamento del bollo auto avviene entro i 12 mesi successivi alla data di scadenza della tassa di circolazione dell’auto, altrimenti arriverà una cartella di pagamento da parte della Agenzia delle Entrate-Riscossione per pagare gli arretrati, le sanzioni e gli interessi.In quest’ultimo caso è bene controllare sempre la data dell’atto e il diritto alla riscossione prescritto.Inoltre, qualora i bolli auto non pagati vanno in prescrizione, non è necessario pagare l’imposta richiesta.Al fine di richiedere la riscossione della tassa di circolazione dell’auto sul contribuente, l’ agenzia delle entrate deve inviare la cartella esattoriale entro tre anni,In particolare, l’ente di riscossione dovrà notificare l’atto al destinatario, prima del trascorrere dei tre anni.Per quanto concerne invece, le tasse automobilistiche non corrisposte, il terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il versamento, ovvero il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello del mancato pagamento, è il termine entro il quale cade in prescrizione il diritto al recupero delle tasse automobilistiche.Una volta che scade il termine, il diritto alla riscossione cade in prescrizione.Il bollo auto viene prescritto dopo tre anni senza alcun sollecito di pagamento o una cartella da parte di Agenzia delle Entrate-Riscossione o altro ente preposto alla riscossione.L’eccezione è la regione Piemonte in cui la prescrizione avviene dopo 5 anni,Se si ritiene che la cartella esattoriale sia illegittima in quanto si riferisce a un bollo prescritto, si può procedere entro 60 giorni dalla notifica, presentando un’istanza di sospensione legale della riscossione a cui l’ ente di riscossione dovrà rispondere entro 220 giorni,In caso in cui l’ ente di riscossione non risponderà entro il termine, il ricorso si considera accettato e la cartella verrà annullata.Nel caso in cui invece l’ente di riscossione rifiuterà la richiesta, di conseguenza, si dovrà pagare oppure fare ricorso al giudice.Un’altra via per fare ricorso è quella di procedere per via giudiziaria tramite ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente.Durante l’istanza di sospensione, la cartella è sospesa e dunque non si potrà procedere al fermo dell’auto o ad altre forme di tutela del credito o di pignoramento.Tuttavia, se non si verifica la sospensione dei termini per la richiesta del ricorso giudiziale (60 giorni dalla notifica), di conseguenza, è consigliabile fare entrambe le procedure descritte.Se si è certi di non aver pagato il bollo auto e si vuole controllare i termini per capire se è andato in prescrizione, è bene per prima cosa accertarsi di non aver ricevuto nessuna comunicazione, controllare la data giusta e fare ricorso entro 60 giorni.Leggi anche:

: Prescrizione bollo auto: tempistiche e ricorso

Cosa succede se non paghi il bollo dopo 5 anni?

C’è anche la radiazione del mezzo – Per il bollo non pagato per 3 anni consecutivi può scattare la radiazione del veicolo dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico). L’auto, quindi, non potrà più circolare e per tornare a farlo bisognerà procedere con una nuova immatricolazione (oltre al saldo dei bolli non pagati).

Quanta gente non paga il bollo auto?

Auto fantasma: in Italia sono 43mila e non pagano bollo, multe e pedaggi.

Cosa succede se non pago il bollo da due anni?

Le sanzioni per il mancato pagamento del bollo auto – Il valore della sanzione, come detto, dipende dalla gravità del ritardo nel pagamento. Se viene effettuato entro 14 giorni dalla scadenza del periodo di tolleranza si va incontro a un ravvedimento veloce,

  1. Esso consiste nel pagare per ogni giorno di ritardo lo 0,1% in più dell’imposta originariamente dovuta.
  2. Se il versamento avviene tra i 14 e i 30 giorni dopo la scadenza scatta il ravvedimento breve, che consiste in una sanzione pari all’1,5% dell’imposta.
  3. Se il ritardo è tra i 30 e i 90 giorni, entra in gioco il ravvedimento medio, con una sanzione dell’1,67%.

La percentuale sale al 3,75 per i ritardi superiori ai 90 giorni ( ravvedimento lungo ). Se il bollo auto viene pagato dopo la scadenza del primo anno ed entro il secondo scatta il ravvedimento biennale, che prevede una sanzione pari al 4,28% dell’imposta dovuta originariamente.

Quanti bolli arretrati devo pagare?

Bolli non pagati e Agenzia delle Entrate: cosa si rischia – Non essendoci un’unica scadenza per il pagamento del bollo auto, il rischio di dimenticarsene è molto alto. La normativa sulla riscossione del mancato pagamento della tassa di circolazione prevede sanzioni differenti, a seconda del ritardo accumulato.

Se si paga il bollo nei primi 14 giorni, la sanzione sarà dello 0,1% dell’imposta per ogni giorno di ritardo.Pagando dal 15esimo al 30esimo giorno l’automobilista dovrà pagare invece 1/10 dell’imposta,Se ci si mette in regola dal 30esimo al 90esimo giorno, la sanzione da pagare è dell’ 1,67% dell’imposta,Un bollo auto pagato dal 90esimo giorno a un anno dalla scadenza viene invece maggiorato del 3,75%,Trascorso un anno dalla scadenza del pagamento, il proprietario del veicolo è tenuto a pagare il 30% dell’imposta oltre agli interessi dello 0,5% per ogni 6 mesi di ritardo.

Nel caso in cui l’automobilista accumuli bolli auto non pagati per diversi anni, le sanzioni si inaspriscono, arrivando, in alcuni casi, alla radiazione e alla confisca del veicolo, Il mancato pagamento della tassa di circolazione per almeno tre anni consecutivi comporta, infatti, la notifica dell’avviso dell’avvio del procedimento.

Cosa succede se pago il bollo dopo un anno?

Cosa succede se si paga il bollo in ritardo? – Il proprietario che ritarda il pagamento per un periodo breve può regolarizzare la sua posizione attraverso il ravvedimento operoso, All’importo originario del bollo, si dovrà aggiungere un ammontare relativo alla sanzione: in particolare, effettuando il saldo entro i 15 giorni successivi alla scadenza, il guidatore verserà una sanzione pari allo 0,1% dell’imposta (per ogni giorno di ritardo).

  • L’importo della sanzione sale all’1,67% per un ritardo compreso fra i 30 e i 90 giorni, mentre dopo i tre mesi ed entro un anno dalla scadenza ammonterà al 3,75% dell’imposta originaria.
  • L’automobilista dovrà invece versare una sanzione pari al 4,29% se il saldo avviene oltre i 12 mesi e entro i 2 anni dalla scadenza del termine, oppure pari al 5% se si corrisponde il bollo oltre 2 anni dalla scadenza,

Ricordiamo che il pagamento del bollo auto si prescrive proprio dopo tre anni, un periodo che decorre dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta deve essere versata. Il proprietario che si vede recapitare una cartella esattoriale, non avendo ricevuto alcun sollecito durante i tre anni, ha il diritto di inoltrare all’ente che riscuote l’imposta un’istanza di sospensione.

Quando il bollo auto va in prescrizione?

Come funziona la prescrizione del bollo auto? – Il bollo auto è soggetto a prescrizione triennale, I termini iniziano a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa deve essere pagata e terminano il 31 dicembre del terzo anno. Come pagare i bolli auto arretrati?

Come funziona il condono del bollo auto?

Bollo Auto 2023: chi è esente? – La legge stabilisce alcune agevolazioni ed esenzioni. Innanzitutto la Legge di Bilancio 2019 ha introdotto lo sconto del 50% per i veicoli ultraventennali di interesse storico e collezionistico con età da 20 a 30 anni.

Per le auto storiche ultratrentennali, invece, è prevista l’esenzione dal bollo (è una misura automatica). La Legge 104 invece prevede l’esenzione totale dal bollo per le auto adibite al trasporto di disabili, oppure per i veicoli di proprietà di persone con disabilità. In questo caso bisogna presentare la richiesta all’Agenzia delle Entrate, all’Ufficio Tributi o all’ACI (Automobile Club d’Italia), in base alla Regione di residenza.

Sono esenti dal bollo anche le auto elettriche per un periodo di 5 anni e le macchine ibride per 3 anni, secondo quanto previsto dalla propria regione. In alcune le esenzioni sono estese anche ad altri veicoli a basso impatto ambientale Riassunto: le novità del bollo per l’auto o la moto del 2023 sono due: la sanatoria per i bolli non pagati tra il 2000 e il 2015 (fino a un importo di 1.000 euro) e la rottamazione delle cartelle esattoriali conseguenti al bollo non pagato dopo il 31 dicembre 2015 (o superiore a 1.000 euro).

Le novità per il 2023 su bollo auto e bollo moto sono due: Sanatoria e Rottamazione La sanatoria prevede lo stralcio del debito (fino a 1.000€) sul bollo non pagato tra il 2000 e il 2015 La rottamazione consiste nella possibilità di pagare quanto dovuto (bollo non pagato oltre 1.000€ e/o relativo al periodo 01/01/2016 – /30/06/2022) senza sanzioni, more e interessi La sanatoria è automatica, per la rottamazione è necessario presentare domanda online Nel 2023, come sempre, sono individuate alcune categorie di veicoli e automobilisti esentati dal pagamento del bollo

Come faccio a sapere se il bollo auto è andato in prescrizione?

Bollo Auto non pagato: tempi di prescrizione Sommario

Quando va in prescrizione il bollo auto? Come faccio a capire se il bollo auto è prescritto Come fare ricorso se il bollo è prescritto?

Esempio di prescrizione bollo auto

Prescrizione bollo auto: 3 consigli

Cosa Succede Se Non Pago Il Bollo Come faccio a sapere se è in prescrizione il bollo auto? La verifica può essere fatta subito e direttamente da casa, vai sul sito ACI oppure Agenzia delle Entrate – solo per chi risiede in Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta.

  1. Da quando decorre la prescrizione del bollo auto ? Nel caso in cui tu non abbia corrisposto il pagamento e siano trascorsi almeno tre anni solari dalla data di scadenza è possibile che tu sia entrato nello stato di prescrizione dell’imposta dovuta e non sia più tenuto a versarla.
  2. La prescrizione infatti entra in gioco nel momento in cui i tempi per gli accertamenti delle regioni superino un periodo congruo stabilito per legge.

Ora approfondiamo i dettagli sulle regole della prescrizione. Se hai dimenticato di pagare il bollo auto potresti eseguire un ravvedimento operoso, ovvero un sistema che permette all’utente di rientrare in regola autonomamente pagando una sanzione inferiore.

Il ravvedimento operoso può essere fatto se la regolarizzazione del ritardo nel versamento della tassa di circolazione dell’auto avviene entro i 12 mesi successivi alla data di scadenza della tassa di circolazione dell’auto, altrimenti non ha più motivo di esistere ed è probabile che ti arrivi una cartella di pagamento da parte di Agenzia delle Entrate-Riscossione per chiederti di pagare gli arretrati, compresi sanzioni e interessi.

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In questo caso ti suggerisco di controllare sempre la data dell’atto, perché l’ente di riscossione potrebbe aver aspettato troppo ad inviare la richiesta e il diritto alla riscossione prescritto, Il bollo auto non versato non è più dovuto se caduto in prescrizione.

In caso di richiesta di pagamento, dopo la prescrizione, non sei tenuto a versare l’imposta richiesta. Se l’ente di riscossione dovesse eseguire atti di pignoramento, puoi ricorrere al giudice per far valere i tuoi diritti. Per richiedere la riscossione della tassa di circolazione dell’auto sul contribuente, l’Agenzia delle Entrate ha tre anni per inviare la cartella esattoriale.

In sostanza l’Ente di riscossione deve notificare l’atto al destinatario, prima che i tre anni siano trascorsi, pena la prescrizione dell’atto per decadenza dei termini. A tal proposito si è espresso anche il Tribunale di Cosenza con la sentenza 1711/15, accogliendo il ricorso di un automobilista che si era visto pervenire la cartella di pagamento da parte di Equitalia trascorsi i tre anni.

La prescrizione, disciplinata dal Codice Civile art.2934 e segg., è il mezzo che l’ordinamento giuridico prevede per l’ estinzione dei diritti nel caso in cui il titolare non li eserciti entro i termini stabiliti dalla legge. In fase di discussione dell’ultima Legge di Bilancio si era parlato della possibilità di estendere i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali.

Le proteste non si erano fatte attendere e la norma è stata ritirata. Per quanto riguarda le tasse automobilistiche non corrisposte, il termine entro il quale cade in prescrizione il diritto al recupero delle stesse è il terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il versamento, ovvero al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello del mancato pagamento.

  • Passato tale termine, il diritto alla riscossione cade in prescrizione,
  • Il bollo auto si prescrive dopo tre anni senza che, entro tale periodo, sia arrivato un sollecito di pagamento o una cartella da parte di Agenzia delle Entrate-Riscossione o altro ente preposto alla riscossione.
  • Attenzione a chi risiede nella Regione Piemonte, in questo caso la prescrizione avviene dopo 5 anni : ne abbiamo parlato nel dettaglio in questo articolo,

Questa deroga ai tempi di prescrizione nel caso della regione Piemonte è stata però soggetta a valutazioni giudiziarie differenti e a sentenze della Cassazione. E’ dunque opportuno fare ulteriori approfondimenti nel caso in cui la prescrizione riguardi un bollo auto della regione Piemonte.

Riportiamo un esempio. Il termine decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa è dovuta. Se il pagamento del bollo 2014 scade a maggio, i tre anni iniziano a decorrere a partire dal 1° gennaio 2015 e, quindi, scadono il 31 dicembre 2017. Il bollo non è dovuto se la cartella di pagamento arriva oltre il 31 dicembre del terzo anno.

Seguendo l’esempio appena fatto, se dovessi ricevere la richiesta di pagamento il 7 gennaio 2018 la cartella sarebbe illegittima. Se dopo le verifiche ritieni che la cartella sia illegittima in quanto si riferisce a un bollo prescritto, ecco cosa puoi fare entro 60 giorni dalla notifica:

Presentare un’istanza di sospensione legale della riscossione Entro 220 giorni, l’ente di riscossione deve rispondere. Se non dovesse farlo entro il termine, si considera il ricorso accettato e la cartella annullata. Se invece dovesse rispondere rigettando la richiesta, allora bisognerà pagare oppure fare ricorso al giudice. Procedere per via giudiziaria tramite ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate c’è una pagina dedicata al ricorso tributario con tutte le informazioni necessarie.

Durante l’istanza di sospensione la cartella si considera, sospesa, quindi non è possibile procedere al fermo dell’auto o ad altre forme di tutela del credito o di pignoramento. Però non sospende i termini per la richiesta del ricorso giudiziale (sempre di 60 giorni dalla notifica), quindi conviene fare entrambe le procedure descritte.

Se non hai corrisposto il bollo auto 2015 e fino al 31 dicembre 2018 non è stata emessa alcuna cartella esattoriale in merito, il tuo debito è prescritto. La prescrizione infatti entra in gioco rimuovendo l’obbligo di pagamento. Questo significa che se riceverai una cartella datata 2019, non dovrai versare alcunché,

Per fare un esempio:

Scadenza Bollo auto -> 14/03/2015 Data entro la quale deve arrivare la cartella esattoriale -> 31/12/2018

Come vedi il conteggio va fatto aggiungendo sì 3 anni, ma prendendo come data di scadenza quella dell’anno solare. Nel caso appena mostrato non sarà il 14 marzo, ma il 31 dicembre. Il calcolo degli anni necessari alla prescrizione è stato confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n.23397/2016, dunque un pronunciamento piuttosto recente.

Accertati di non avere ricevuto nessuna comunicazione Nei tre anni la Regione o l’Agenzia delle Entrate non devono averti notificato alcuna richiesta di pagamento, altrimenti si interrompe la prescrizione e il conteggio dei tre anni dovrà ripartite da capo a partire dal giorno successivo. Per esempio, se il bollo auto si prescrive il 31 dicembre 2017 e la Regione o l’Agenzia delle Entrate ti invia un sollecito di pagamento o un avviso di accertamento il 20 ottobre 2017, la prescrizione si compie il 20 ottobre 2020; Controlla la data giusta La data di riferimento NON è quella di ricezione della cartella di pagamento, ma fa fede la data di consegna dell’ente di riscossione presso gli uffici postali. A inizio gennaio questo post prende magicamente vita, perché molti italiani ricevono cartelle di pagamento di vecchi bolli auto ormai dimenticati. Spesso molti cantano vittoria ipotizzando la prescrizione del bollo, ma non è così. Se ad esempio a gennaio 2018 ho ricevuto una richiesta di pagamento del bollo del 2014, sarà in prescrizione solo se la data di consegna all’ufficio postale sia avvenuta oltre il 31 dicembre 2017. Se la data di consegna è successiva al termine, il bollo è prescritto. Fai ricorso entro 60 giorni Una volta accertato che il bollo è prescritto, non puoi startene fermo, devi fare ricorso entro 60 giorni, nel punto successivo ti spiego come.

: Bollo Auto non pagato: tempi di prescrizione

Come si fa a non pagare il bollo auto?

Aree tematiche – L’esenzione permanente dal pagamento del bollo – Agenzia delle Entrate È possibile essere esentati dal pagamento del bollo auto per gli stessi veicoli indicati nella tabella di pagina 5, con i limiti di cilindrata previsti per l’applicazione dell’aliquota Iva agevolata (2.000 centimetri cubici per le auto con motore a benzina e 2.800 centimetri cubici per quelle diesel o ibrido, e di potenza non superiore a 150 kW se con motore elettrico).

  1. L’esenzione spetta sia quando l’auto è intestata alla persona con disabilità sia quando l’intestatario è un familiare del quale egli è fiscalmente a carico.
  2. L’ufficio competente per la concessione dell’esenzione è l’ufficio tributi dell’ente Regione.
  3. Nelle regioni in cui tali uffici non sono stati istituiti l’interessato può rivolgersi all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate.

Per la gestione delle pratiche di esenzione alcune regioni si avvalgono dell’Aci. Attenzione: Le Regioni possono estendere l’agevolazione anche ad altre categorie di persone con disabilità, rispetto a quelle indicate all’inizio del presente capitolo. È quindi opportuno informarsi presso gli Uffici competenti per verificare la sussistenza del diritto all’esenzione.

Se la persona con disabilità possiede più veicoli, l’esenzione spetta solo per uno di essi: al momento della presentazione della documentazione, indicherà la targa dell’auto prescelta.Restano esclusi dall’esenzione gli autoveicoli intestati ad altri soggetti, pubblici o privati (enti locali, cooperative, società di trasporto, taxi polifunzionali, eccetera).Per fruire dell’esenzione la persona con disabilità deve, solo per il primo anno, presentare all’ufficio competente (o spedire per raccomandata A/R) la documentazione prevista (vedi, più avanti, il paragrafo dedicato).I documenti vanno presentati entro 90 giorni dalla scadenza del termine entro cui andrebbe effettuato il pagamento.Una volta riconosciuta, l’esenzione è valida anche per gli anni successivi, senza che l’interessato ripresenti l’istanza e invii nuovamente la documentazione.Tuttavia, dal momento in cui vengono meno le condizioni per avere diritto al beneficio (per esempio perché l’auto viene venduta) l’interessato deve comunicarlo allo stesso ufficio a cui era stata richiesta l’esenzione.Gli uffici che ricevono l’istanza trasmettono al sistema informativo dell’Anagrafe tributaria i dati contenuti nella stessa (protocollo e data, codice fiscale del richiedente, targa e tipo di veicolo, eventuale codice fiscale del proprietario di cui il richiedente è fiscalmente a carico).Devono inoltre dare notizia agli interessati sia dell’inserimento del veicolo tra quelli ammessi all’esenzione sia dell’eventuale non accoglimento dell’istanza.Non è necessario esporre sull’auto alcun avviso o contrassegno da cui emerga che per il mezzo non è dovuto il pagamento del bollo.

: Aree tematiche – L’esenzione permanente dal pagamento del bollo – Agenzia delle Entrate

Chi è che non pagherà più il bollo auto?

Esenzione bollo auto 2023 – Nel 2023 sono confermate le esenzioni dal pagamento del bollo per i titolari di disabilità in base alla legge 104/1992. L’esenzione dal pagamento del bollo auto può spettare anche al famigliare convivente del cittadino con disabilità grave, e che sia proprietario di un auto utilizzata per il trasporto del disabile.

2.000 centimetri cubici, se con motore a benzina o ibrido 2.800 centimetri cubici, se con motore diesel o ibrido

Altra esenzione confermata è quella riguardante i veicoli destinati a esigenze sanitarie, come le autoambulanze.

Dove non si pagherà più il bollo auto?

COS’È IL BOLLO AUTO E CHI LO PAGA – Il bollo auto è una tassa automobilistica gestita dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano. Fanno eccezione solo Friuli Venezia Giulia e Sardegna, per le quali è l’Agenzia delle Entrate a occuparsi della gestione della tassa.

Il bollo auto è una imposta di proprietà, ovvero grava sulla proprietà del veicolo e non è dipendente dalla circolazione o meno dello stesso, Questo significa che il bollo auto va pagato sempre, anche se non guidiamo per un certo periodo di tempo e anche se dovessimo parcheggiare il nostro veicolo in un garage per un lungo lasso di tempo.

Infatti, se l’assicurazione può essere sospesa in questi casi, il bollo auto va pagato sempre perché è una tassa la cui esistenza dipende dal possesso del bene, che in questo caso è l’automobile. Il bollo auto ha validità annuale e quindi ha una scadenza : il rinnovo non è automatico.

  • Il pagamento va effettuato entro l’ultimo giorno dell’anno successivo a quello di scadenza,
  • Ad esempio, se il bollo auto scade nel mese di agosto, avremo tempo fino al 30 settembre per effettuare il versamento, online oppure fisicamente presso i punti autorizzati.
  • Sono tenuti a pagare la tassa automobilistica tutti i proprietari dei veicoli iscritti al PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

Dal 1° gennaio 2020, il pagamento del bollo auto spetta anche agli utilizzatori del veicolo preso con contratto di noleggio a lungo termine senza conducente.

Dove si vedono tutti i bolli non pagati?

Sito ufficiale dell’ACI – La prima possibilità consiste nel visitare il sito ufficiale dell’ACI (Automobile Club d’Italia), Basta recarsi sul portale e andare nella sezione “Servizi online”: qui si possono ricevere tutte le informazioni riguardanti il bollo. Tra queste:

Mancato pagamento; Modalità di recupero; Eventuale natura di interessi e mora.

Quindi, è possibile trovare ogni dettaglio sulla propria posizione.

Come pagare il bollo auto scaduto da anni?

Come pagare i bolli auto arretrati – Le modalità sono le stesse della tassa di proprietà entro la sua scadenza: quindi presso gli uffici postali, le delegazioni territoriali ACI, le ricevitorie Lottomatica e Sisal; oppure, online, attraverso la pagina dedicata del portale Web dell’Automobile Club.

Quando la macchina ha 20 anni devo pagare il bollo?

Auto storiche, devo pagare il bollo auto? La legge italiana prevede l’ esenzione dal bollo auto per tutte le auto che hanno compiuto 30 anni dalla prima immatricolazione e che sono iscritte all’A.S.I. (Automotoclub Storico Italiano) o in altri registri simili (storico Lancia, italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI) e che quindi rientrano nella categoria di auto storiche.

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Il bollo auto storiche, con la Legge di Bilancio 2019, si paga anche nel caso di veicoli fabbricati dai 20 e 29 anni di età ma con una riduzione del 50% sull’importo del bollo, Vuoi vendere la tua auto usata? Fai subito una ABRUZZO Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 31,24 euro. BASILICATA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 25,82 euro. CALABRIA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 30 euro. CAMPANIA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 31,24 euro. EMILIA ROMAGNA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 25,82 euro. FRIULI VENEZIA GIULIA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 25,82 euro. LAZIO Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 28,40 euro. LIGURIA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 28,40 euro.Scopri il LOMBARDIA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista l’.Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica. MARCHE Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero.Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 27,88 euro. MOLISE Auto dai 20 ai 29 anni: è prevista l’esenzione purchè in possesso dell’attestato di storicità, ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 28 euroDai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 28 euro. PIEMONTE Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo con una riduzione del 10%, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica. PUGLIA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 30 euro. SARDEGNA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 25,82 euro. SICILIA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 25,82 euro. TOSCANA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 29,82 euro. PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 25,82 euro. UMBRIA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo iridotto del 10%, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 25,82 euro. VALLE D’AOSTA Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 25,82 euro. VENETO Auto dai 20 ai 29 anni: pagano il bollo intero, ma se iscritte in un registro storico e dopo aver provveduto ad annotare sulla Carta di Circolazione il certificato di rilevanza storica, è prevista una,Dai 30 anni in su: l’esenzione è automatica ma se l’auto circola su strada, la tassa annua è pari a 28,40 euro. Leggi anche:

: Auto storiche, devo pagare il bollo auto?

Come rateizzare i bolli auto non pagati?

È POSSIBILE PAGARE A RATE IL BOLLO AUTO? – Di norma, la rateizzazione del bollo auto non è possibile : la tassa automobilistica va pagata in un’unica soluzione entro la scadenza prevista, quindi entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della scadenza.

Certamente, pagare a rate il bollo auto potrebbe far comodo a molti automobilisti, anche perché in diversi casi l’importo non è dei più leggeri. Negli ultimi anni, ad esempio, ha preso piede la possibilità di rateizzare il pagamento dell’assicurazione auto, il che ha agevolato molti automobilisti dal punto di vista economico.

Tuttavia, ultimamente è stata prevista una nuova soluzione per pagare il bollo auto a rate: precisiamo subito che non è un dilazionamento molto generoso, sia in numero di rate, sia in termini di tempistica, ma prevede comunque un pagamento frazionato.

  1. La soluzione ha un nome noto a tutti: Paypal.
  2. Questo metodo di pagamento, infatti, è accettato da PagoPA, il portale dei pagamenti riferiti alla Pubblica Amministrazione.
  3. Per usufruire di questa opzione, ovviamente, serve essere titolari di un conto Paypal,
  4. Quindi, si può associare questo metodo di pagamento all’ app IO (tramite quest’applicazione, anche senza Paypal, è possibile pagare il bollo auto), oppure impostare Paypal come metodo di pagamento se si paga sul servizio ACI BolloNet o tramite gli altri servizi previsti.

Come abbiamo detto, il dilazionamento non è dei più generosi, ma permette comunque di suddividere l’importo in 3 tranche. Attivando l’opzione Paga in 3 rate, infatti, si potrà pagare il bollo auto ripartendo l’importo in 3 rate mensili, prive di interessi.

Come faccio a sapere se il bollo auto è andato in prescrizione?

Bollo Auto non pagato: tempi di prescrizione Sommario

Quando va in prescrizione il bollo auto? Come faccio a capire se il bollo auto è prescritto Come fare ricorso se il bollo è prescritto?

Esempio di prescrizione bollo auto

Prescrizione bollo auto: 3 consigli

Cosa Succede Se Non Pago Il Bollo Come faccio a sapere se è in prescrizione il bollo auto? La verifica può essere fatta subito e direttamente da casa, vai sul sito ACI oppure Agenzia delle Entrate – solo per chi risiede in Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta.

Da quando decorre la prescrizione del bollo auto ? Nel caso in cui tu non abbia corrisposto il pagamento e siano trascorsi almeno tre anni solari dalla data di scadenza è possibile che tu sia entrato nello stato di prescrizione dell’imposta dovuta e non sia più tenuto a versarla. La prescrizione infatti entra in gioco nel momento in cui i tempi per gli accertamenti delle regioni superino un periodo congruo stabilito per legge.

Ora approfondiamo i dettagli sulle regole della prescrizione. Se hai dimenticato di pagare il bollo auto potresti eseguire un ravvedimento operoso, ovvero un sistema che permette all’utente di rientrare in regola autonomamente pagando una sanzione inferiore.

Il ravvedimento operoso può essere fatto se la regolarizzazione del ritardo nel versamento della tassa di circolazione dell’auto avviene entro i 12 mesi successivi alla data di scadenza della tassa di circolazione dell’auto, altrimenti non ha più motivo di esistere ed è probabile che ti arrivi una cartella di pagamento da parte di Agenzia delle Entrate-Riscossione per chiederti di pagare gli arretrati, compresi sanzioni e interessi.

In questo caso ti suggerisco di controllare sempre la data dell’atto, perché l’ente di riscossione potrebbe aver aspettato troppo ad inviare la richiesta e il diritto alla riscossione prescritto, Il bollo auto non versato non è più dovuto se caduto in prescrizione.

  • In caso di richiesta di pagamento, dopo la prescrizione, non sei tenuto a versare l’imposta richiesta.
  • Se l’ente di riscossione dovesse eseguire atti di pignoramento, puoi ricorrere al giudice per far valere i tuoi diritti.
  • Per richiedere la riscossione della tassa di circolazione dell’auto sul contribuente, l’Agenzia delle Entrate ha tre anni per inviare la cartella esattoriale.

In sostanza l’Ente di riscossione deve notificare l’atto al destinatario, prima che i tre anni siano trascorsi, pena la prescrizione dell’atto per decadenza dei termini. A tal proposito si è espresso anche il Tribunale di Cosenza con la sentenza 1711/15, accogliendo il ricorso di un automobilista che si era visto pervenire la cartella di pagamento da parte di Equitalia trascorsi i tre anni.

  1. La prescrizione, disciplinata dal Codice Civile art.2934 e segg., è il mezzo che l’ordinamento giuridico prevede per l’ estinzione dei diritti nel caso in cui il titolare non li eserciti entro i termini stabiliti dalla legge.
  2. In fase di discussione dell’ultima Legge di Bilancio si era parlato della possibilità di estendere i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali.

Le proteste non si erano fatte attendere e la norma è stata ritirata. Per quanto riguarda le tasse automobilistiche non corrisposte, il termine entro il quale cade in prescrizione il diritto al recupero delle stesse è il terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il versamento, ovvero al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello del mancato pagamento.

  1. Passato tale termine, il diritto alla riscossione cade in prescrizione,
  2. Il bollo auto si prescrive dopo tre anni senza che, entro tale periodo, sia arrivato un sollecito di pagamento o una cartella da parte di Agenzia delle Entrate-Riscossione o altro ente preposto alla riscossione.
  3. Attenzione a chi risiede nella Regione Piemonte, in questo caso la prescrizione avviene dopo 5 anni : ne abbiamo parlato nel dettaglio in questo articolo,
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Questa deroga ai tempi di prescrizione nel caso della regione Piemonte è stata però soggetta a valutazioni giudiziarie differenti e a sentenze della Cassazione. E’ dunque opportuno fare ulteriori approfondimenti nel caso in cui la prescrizione riguardi un bollo auto della regione Piemonte.

  • Riportiamo un esempio.
  • Il termine decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa è dovuta.
  • Se il pagamento del bollo 2014 scade a maggio, i tre anni iniziano a decorrere a partire dal 1° gennaio 2015 e, quindi, scadono il 31 dicembre 2017.
  • Il bollo non è dovuto se la cartella di pagamento arriva oltre il 31 dicembre del terzo anno.

Seguendo l’esempio appena fatto, se dovessi ricevere la richiesta di pagamento il 7 gennaio 2018 la cartella sarebbe illegittima. Se dopo le verifiche ritieni che la cartella sia illegittima in quanto si riferisce a un bollo prescritto, ecco cosa puoi fare entro 60 giorni dalla notifica:

Presentare un’istanza di sospensione legale della riscossione Entro 220 giorni, l’ente di riscossione deve rispondere. Se non dovesse farlo entro il termine, si considera il ricorso accettato e la cartella annullata. Se invece dovesse rispondere rigettando la richiesta, allora bisognerà pagare oppure fare ricorso al giudice. Procedere per via giudiziaria tramite ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate c’è una pagina dedicata al ricorso tributario con tutte le informazioni necessarie.

Durante l’istanza di sospensione la cartella si considera, sospesa, quindi non è possibile procedere al fermo dell’auto o ad altre forme di tutela del credito o di pignoramento. Però non sospende i termini per la richiesta del ricorso giudiziale (sempre di 60 giorni dalla notifica), quindi conviene fare entrambe le procedure descritte.

  • Se non hai corrisposto il bollo auto 2015 e fino al 31 dicembre 2018 non è stata emessa alcuna cartella esattoriale in merito, il tuo debito è prescritto.
  • La prescrizione infatti entra in gioco rimuovendo l’obbligo di pagamento.
  • Questo significa che se riceverai una cartella datata 2019, non dovrai versare alcunché,

Per fare un esempio:

Scadenza Bollo auto -> 14/03/2015 Data entro la quale deve arrivare la cartella esattoriale -> 31/12/2018

Come vedi il conteggio va fatto aggiungendo sì 3 anni, ma prendendo come data di scadenza quella dell’anno solare. Nel caso appena mostrato non sarà il 14 marzo, ma il 31 dicembre. Il calcolo degli anni necessari alla prescrizione è stato confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n.23397/2016, dunque un pronunciamento piuttosto recente.

Accertati di non avere ricevuto nessuna comunicazione Nei tre anni la Regione o l’Agenzia delle Entrate non devono averti notificato alcuna richiesta di pagamento, altrimenti si interrompe la prescrizione e il conteggio dei tre anni dovrà ripartite da capo a partire dal giorno successivo. Per esempio, se il bollo auto si prescrive il 31 dicembre 2017 e la Regione o l’Agenzia delle Entrate ti invia un sollecito di pagamento o un avviso di accertamento il 20 ottobre 2017, la prescrizione si compie il 20 ottobre 2020; Controlla la data giusta La data di riferimento NON è quella di ricezione della cartella di pagamento, ma fa fede la data di consegna dell’ente di riscossione presso gli uffici postali. A inizio gennaio questo post prende magicamente vita, perché molti italiani ricevono cartelle di pagamento di vecchi bolli auto ormai dimenticati. Spesso molti cantano vittoria ipotizzando la prescrizione del bollo, ma non è così. Se ad esempio a gennaio 2018 ho ricevuto una richiesta di pagamento del bollo del 2014, sarà in prescrizione solo se la data di consegna all’ufficio postale sia avvenuta oltre il 31 dicembre 2017. Se la data di consegna è successiva al termine, il bollo è prescritto. Fai ricorso entro 60 giorni Una volta accertato che il bollo è prescritto, non puoi startene fermo, devi fare ricorso entro 60 giorni, nel punto successivo ti spiego come.

: Bollo Auto non pagato: tempi di prescrizione

Cosa succede se non si paga cartella esattoriale bollo auto?

secondo le modalità descritte nella sezione Servizi online – Servizi Digitali PRA, in particolare nelle schede Servizi per avvocati, curatori fallimentari e altri “soggetti titolati” e “Servizi al cittadino” – Il fermo amministrativo è un atto con il quale le amministrazioni o gli enti competenti (Comuni, INPS, Regioni, Stato, ecc.), tramite i concessionari della riscossione, “bloccano” un bene mobile del debitore (o dei coobbligati) iscritto in pubblici registri (ad esempio autoveicoli), al fine di riscuotere i crediti non pagati che possono riferirsi a tributi o tasse (può trattarsi di un credito di varia natura, ad esempio, un mancato pagamento IVA, IRPEF, Bollo auto, ICI, ecc.) oppure a multe relative ad infrazioni al Codice della Strada.

Iscrizione e conseguenze del fermo amministrativo In caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nei termini di legge, il concessionario della riscossione può disporre il fermo dei veicoli intestati al debitore, tramite iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

A seguito dell’iscrizione del fermo la disponibilità del veicolo è limitata fino a quando il debitore non salderà il proprio debito e il concessionario della riscossione non provvederà, d’ufficio, alla cancellazione del fermo. Il veicolo, infatti:

non può circolare: se circola è prevista la sanzione; non può essere radiato dal PRA: non può essere demolito od esportato; anche se viene venduto, con atto di data certa successiva all’iscrizione del fermo, non può circolare e non può essere radiato dal PRA.

Inoltre, se il debitore non paga le somme contestate, il concessionario della riscossione potrà agire forzatamente per la vendita del veicolo. Cancellazione al PRA del fermo amministrativo con provvedimenti di revoca emessi in data anteriore al 1° gennaio 2020 Per effetto del disposto del D.Lgs.98/2017, la revoca del fermo al PRA viene effettuata, d’ufficio (e quindi senza ulteriori oneri per il cittadino), dai Concessionari della riscossione con riferimento ai provvedimenti di revoca emessi dal 1° gennaio 2020.

Per i provvedimenti di revoca emessi in data anteriore rimangono in vigore le disposizioni previste dalla vecchia normativa, ossia la necessità di richiesta al PRA, a cura della parte, della cancellazione del fermo mediante PEC/mail, secondo le modalità descritte nella sezione Servizi online – Servizi Digitali PRA, in particolare nelle schede Servizi per avvocati, curatori fallimentari e altri “soggetti titolati” e “Servizi al cittadino”.

In tali casi, per la cancellazione del fermo è previsto il pagamento di 32 euro di imposta di bollo per la nota di richiesta. La cancellazione del fermo, non richiede la presentazione del CdP/CDPD o del DU, L’Ufficio PRA, una volta completata la lavorazione richiesta, invierà al richiedente, sempre tramite PEC/mail, l’attestazione dell’avvenuto espletamento della pratica.

Sospensione del fermo amministrativo con provvedimenti emessi in data anteriore al 1° gennaio 2020 Per effetto del disposto del D.Lgs.98/2017, la sospensione del fermo al PRA viene effettuata, d’ufficio (e quindi senza ulteriori oneri per il cittadino), dai Concessionari della riscossione con riferimento ai provvedimenti di revoca emessi dal 1° gennaio 2020.

Per l’annotazione al PRA dei provvedimenti di sospensione del fermo, emessi in data anteriore al 1° gennaio 2020 (tranne i casi in cui l’Agente/Concessionario della Riscossione ha stabilito espressamente nel provvedimento un termine massimo per effettuare l’annotazione al PRA della sospensione e tale termine risulti ormai scaduto) l’annotazione deve, invece, essere richiesta al PRA a cura della parte, tramite PEC/mail, secondo le modalità descritte nella sezione Servizi online – Servizi Digitali PRA, in particolare nelle schede Servizi per avvocati, curatori fallimentari e altri “soggetti titolati” e “Servizi al cittadino”.

In tali casi, per l’annotazione della sospensione del fermo è previsto il pagamento di 32 euro di imposta di bollo per la nota di richiesta. Non è richiesta la presentazione del CdP/CDPD o del DU, L’Ufficio PRA, una volta completata la lavorazione richiesta, invierà al richiedente, sempre tramite PEC/mail, l’attestazione dell’avvenuto espletamento della pratica.

Casi particolari: errore del concessionario e vendita anteriore all’iscrizione del fermo Se il fermo amministrativo è stato iscritto erroneamente, perché basato su una somma non dovuta dal contribuente (sgravio totale per indebito), il concessionario della riscossione provvede a richiedere al PRA la cancellazione gratuita dell’iscrizione del fermo.

Se il veicolo è stato venduto con atto di data certa anteriore all’iscrizione del fermo, dopo aver trascritto il passaggio di proprietà al PRA, il concessionario della riscossione, a seguito di comunicazione da parte dell’ACI, provvederà a cancellare gratuitamente il fermo amministrativo dagli archivi del PRA.

Il veicolo non è quindi soggetto ad alcuna limitazione della disponibilità. Come verificare se è stato iscritto un fermo amministrativo Se si vuole semplicemente sapere se sul veicolo è presente un vincolo o un gravame si può utilizzare il servizio on line,

Se invece si vogliono avere informazioni complete sul fermo amministrativo iscritto sul proprio veicolo è possibile effettuare verifiche nel dettaglio attraverso il servizio “MY CAR” disponibile nell’APP “ACI Space” o nella sezione ” AUTO 3D ” presente sul sito ACI, servizi a cui si accede con SPID.

Dalla consultazione dei documenti (CdP/CDPD o Attestazione di proprietà) resi disponibili dalle citate applicazioni, infatti, è possibile avere tutte le informazioni di dettaglio relative allo stato giuridico dei propri veicoli. Se invece si vogliono avere informazioni complete sul fermo amministrativo iscritto su veicoli intestati ad altri soggetti (es.

Se si vuole acquistare un veicolo usato) è possibile richiedere una visura PRA al costo di Euro 6,00 tramite il servizio online, o ad una delegazione ACI o ad uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto). Se ci si rivolge ad una delegazione ACI o ad uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto), oltre ai costi previsti per legge vanno naturalmente aggiunti i costi per il servizio di intermediazione offerto in regime di libero mercato.

La visura riporta tutte le informazioni giuridico-patrimoniali relative al veicolo, risultanti in quel momento.

Come funziona il condono del bollo auto?

Bollo Auto 2023: chi è esente? – La legge stabilisce alcune agevolazioni ed esenzioni. Innanzitutto la Legge di Bilancio 2019 ha introdotto lo sconto del 50% per i veicoli ultraventennali di interesse storico e collezionistico con età da 20 a 30 anni.

  • Per le auto storiche ultratrentennali, invece, è prevista l’esenzione dal bollo (è una misura automatica).
  • La Legge 104 invece prevede l’esenzione totale dal bollo per le auto adibite al trasporto di disabili, oppure per i veicoli di proprietà di persone con disabilità.
  • In questo caso bisogna presentare la richiesta all’Agenzia delle Entrate, all’Ufficio Tributi o all’ACI (Automobile Club d’Italia), in base alla Regione di residenza.

Sono esenti dal bollo anche le auto elettriche per un periodo di 5 anni e le macchine ibride per 3 anni, secondo quanto previsto dalla propria regione. In alcune le esenzioni sono estese anche ad altri veicoli a basso impatto ambientale Riassunto: le novità del bollo per l’auto o la moto del 2023 sono due: la sanatoria per i bolli non pagati tra il 2000 e il 2015 (fino a un importo di 1.000 euro) e la rottamazione delle cartelle esattoriali conseguenti al bollo non pagato dopo il 31 dicembre 2015 (o superiore a 1.000 euro).

Le novità per il 2023 su bollo auto e bollo moto sono due: Sanatoria e Rottamazione La sanatoria prevede lo stralcio del debito (fino a 1.000€) sul bollo non pagato tra il 2000 e il 2015 La rottamazione consiste nella possibilità di pagare quanto dovuto (bollo non pagato oltre 1.000€ e/o relativo al periodo 01/01/2016 – /30/06/2022) senza sanzioni, more e interessi La sanatoria è automatica, per la rottamazione è necessario presentare domanda online Nel 2023, come sempre, sono individuate alcune categorie di veicoli e automobilisti esentati dal pagamento del bollo

Come pagare il bollo auto scaduto da anni?

Come pagare i bolli auto arretrati – Le modalità sono le stesse della tassa di proprietà entro la sua scadenza: quindi presso gli uffici postali, le delegazioni territoriali ACI, le ricevitorie Lottomatica e Sisal; oppure, online, attraverso la pagina dedicata del portale Web dell’Automobile Club.

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