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Cosa Vedere A Chioggia?

Perché è famosa Chioggia?

Chioggia, città dalla bellezza solenne – Denominata la ” Piccola Venezia”, Chioggia è molto di più di quello che si tende a credere, Si sviluppa su isolette divise da canali collegate tra loro mediante ponti. Un centro storico, quello di Chioggia, carico di suggestioni regalate dal patrimonio architettonico, artistico e dalle spiagge, dotate di ogni comfort.

Città marittima e turistica, famosa per il Mercato del Pesce, per il suo radicchio rosso a forma di rosa, nonché per le frequentate località balneari di Sottomarina e Isola Verde, esprime sin da subito il suo forte legame col mare, che dona al visitatore una bellezza solenne di cui gioire a ogni angolo.

La pesca è la sua principale risorsa economica e fonte di sviluppo, e il porto è uno dei maggiori dell’Adriatico per l’attività ittica, efficiente anche per i trasporti che collegano Chioggia a Venezia in vaporetto. Ma non solo. Questo posto offre anche un nutrito turismo culturale, tra luoghi d’interesse e attrazioni.

Cosa si può vedere a Chioggia?

Cosa fare a Chioggia: le esperienze imperdibili – Come abbiamo visto, le cose da vedere a Chioggia non mancano! Questa vivace città di mare offre intrattenimenti di ogni genere: passeggiate nel centro, uscite in barca e piacevoli soste tra locali e negozietti di artigianato locale. Ecco cosa fare a Chioggia durante una breve vacanza nel weekend o in giornata.

Quando c’è il mercato del pesce a Chioggia?

Il mercato settimanale di Chioggia (corso del popolo) ogni giovedì

Quanto ci vuole per visitare Chioggia?

11 cose da vedere a Chioggia in un pomeriggio posted by on febbraio 20, 2016 A quaranta chilometri da Venezia troviamo Chioggia, una caratteristica cittadina sopra un’isola all’estremità sud della laguna Veneta. Visitare Chioggia richiede qualche ora.

Più che nei monumenti l’interesse della cittadina, la definirei una Venezia in miniatura, sta nel pittoresco della sua fisionomia, nei suoi canali scavalcati da ponti e nelle vie fiancheggiate da edifici veneziani, In una domenica dal tempo un po’ incerto, non ho pensato due volte a prendere la macchina e visitare questo gioiellino che dista solo trentacinque minuti d’auto da casa mia (senza traffico estivo).

NB. Se per caso avete intenzione di visitare anche Venezia, vi consiglio di leggere il mio post in un giorno, con un itinerario per le calli della città.

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l’arrivo a Chioggia dal ponte Lungo

Pronti a scoprire Chioggia? Ecco le dieci cose da vedere, almeno secondo me: 1) DUOMO Arrivando per porta Garibaldi si sbuca nel campo dove sorge il Duomo, su disegni di Baldassarre Longhena, ma che in realtà ha origini ancora più antiche (data almeno al Mille). All’interno spiccano un pulpito marmoreo e diverse tele di scuola venete dal ‘700, tra cui un’opera giovanile del Tiepolo.

interno del Duomo

2) CORSO DEL POPOLO Dal Duomo inizia il Corso del Popolo, l’arteria principale della città, lungo 830 metri e per metà pedonale. Percorrendolo si incontrano diversi edifici in stile veneziano, tra cui il Palazzo Comunale e numerosi bar e ristoranti fulcro della vita notturna cittadina.

Corso del Popolo

3) PIAZZA VIGO e il “GATO DE CIOSA” Dopo aver percorso tutto il Corso del Popolo si arriva alla piazzetta Vigo, una piazza che si apre sulla laguna e da dove partono i battelli per Pellestrina e per Venezia. Nel centro della piazza sorge una colonna in marmo greco con capitello bizantino che regge un leone di San Marco,

  • Mi raccomando, osservate con moderazione questo leone 🙁 A causa delle sue modeste dimensioni è stato battezzato “Gato de Ciosa” (il gatto di Chioggia), e a quanto pare gli abitanti di Chioggia non ne vanno per niente fieri.
  • Mi ricordo moltissimi anni fa, in visita a Chioggia con i miei genitori, arrivò un uomo minacciando di buttarci tutti in acqua solo per il fatto che stavamo guardando il “gatto” ridendo (io avrò avuto dieci anni.

parliamone). L’origine di questo nome si perde nei secoli e testimonia le antiche rivalità tra chioggiotti e veneziani.

il famoso leone di San Marco, el gato de Ciosa

4) CANALE DELLA VENA L’anima di Chioggia e dei suoi abitanti si scopre poco a poco. Attraversato il ponte Vigo si ha una bellissima visuale sul canale della Vena, Questo è il canale più caratteristico della città, un piccolo angolo di Venezia che offre scorci davvero suggestivi.

ponte Vigo

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Canale della Vena

5) GLI ABITANTI DI CHIOGGIA E LE BARUFFE CHIOGGIOTTE Può capitare, durante le giornate d’estate, di imbattersi in prove teatrali lungo le calli e piazzette di Chioggia. Le baruffe chioggiotte di Goldoni le conosciamo tutti, ma quello che vorrei qui farvi osservare è il carattere focoso degli abitanti di Chioggia con il loro singolare dialetto, completamente diverso da quello veneto.

baruffe chioggiotte, on the road

6) MERCATO DEL PESCE In un centro peschereccio così importante non poteva mancare il mercato del pesce. S ituato tra il canale della Vena e il corso del Popolo, viene venduto pesce freschissimo dell’Adriatico e della laguna. La vera anima peschereccia di Chioggia, comunque, la troviamo lungo il canale di San Domenico : un continuo via vai di pescherecci e imbarcazioni che ti fanno capire quanto sia importante, in termini economici, questo tipo di attività per la città.

mercato del pesce

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il canale di San Domenico con i pescherecci

7) CHIESA DI SAN DOMENICO Questa chiesa duecentesca ha il proprio vanto in un S. Paolo firmato Carpaccio (ultima sua opera di cui si abbia notizia). Notevole anche il grande Crocifisso alto circa 5 me tri.

San Domenico

8) IL RITO DELLO SPRITZ Pure a Chioggia, come in tutto il Veneto, è imperdibile il rito dello spritz, Consiglio di prenderlo al tramonto lungo i caratteristici canali o con vista laguna.

spritz

9) CENA DI PESCE Come non si può andare via da Roma senza aver visto il Colosseo, così, anche a Chioggia, non si può dire di aver visto la città senza aver provato il suo pesce. Tantissimi i ristoranti e localini di pesce. Posso fare un nome? Io mi sono fermato presso l’osteria Penzo, in calle Larga Bersaglio 525 vicino alla piazza Vigo.

frittura del pescatore

10) SOTTOMARINA La “sorella” di Chioggia (sono collegate con un ponte) offre un lungo litorale sabbioso con lidi attrezzati. Consiglio di fare una bella passeggiata sulla diga e ammirare l’incontro tra mare e laguna (dove stanno costruendo il Mose). Frequento spesso Sottomarina e, a parte l’acqua del mare poco pulita, devo ammettere che gli spritz e gli aperitivi, con tanto di dj-set in spiaggia, sono imbattibili.

Ah dimenticavo, tra chioggiotti e marinanti (abitanti di Sottomarina) non scorre buon sangue :)) 11) LAGUNA DEL LUSENZO Gli amanti delle passeggiate possono percorrere i 7 km della pista ciclo pedonale che fa il giro della Laguna del Lusenzo, un specchio d’acqua situato tra Chioggia e Sottomarina che regala vedute suggestive sulla citta.

Nel mio post dedicato alla trovate tutte le info. Calcolate circa 2/3 ore per fare il giro. Finiscono qui i miei 11 consigli su cosa vedere a Chioggia, una città dal carattere unico e “folkloristico” che ha mantenuto ancora vive le sue radici e le sue tradizioni.

Quale è il centro di Chioggia?

IL CENTRO STORICO DI CHIOGGIA: RIONE SAN GIACOMO è la Chiesa e il campanile di San Giacomo, dove davanti a se, si trova una statua dedicata ai caduti. che ha due campanili, detti anche :EL PARE E EL FIO.

Quanti sono i Boscolo a Chioggia?

Chioggia, la città dove l’anagrafe è un labirinto Se cammini per il centro di Sottomarina e ad alta voce provi a chiamare “Boscolo”, “Meneguolo” o “Schila”, si volterà sempre la stessa persona. In un caso si riconoscerà nel cognome, nel secondo nel det to, nel terzo nella nomenansa,

Una peculiarità di Sottomarina, da cui però non è esente Chioggia, entrata in uso tra fine Seicento e inizio Settecento. Non un semplice soprannome, ma un identificativo del ceppo familiare che nel 2010 ha ottenuto lo status di secondo cognome entrando di diritto nei documenti di identità e nei codici fiscali.

La nomenansa non ha ottenuto la certificazione anagrafica, ma nell’uso comune spesso è addirittura utilizzata come e più del detto, finendo addirittura nelle insegne commerciali di molte attività della città. Un labirinto di identificativi sui quali ha provato a fare luce Pier Giorgio Tiozzo Gobetto, insegnante e scrittore, studioso di storia locale, che ieri ha presentato l’ultima sua fatica, “Famiglie e soprannomi.

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Saggio di onomastica chioggiotta dal 1780 al 2010″. Una fotografia sull’anagrafica locale che analizza in un repertorio alfabetico di 300 pagine oltre 3.000 voci con 600 cognomi, 500 detti, 1.500 nomenanse e 500 nomignoli. Una sorta di dizionario arricchito da oltre 500 immagini a colori degli stemmi delle famiglie chioggiotte registrati nel 1780 da Gaetano Chiozzotto nel “Blasonario di famiglie della città di Chiozza” e da vele “parlanti” delle imbarcazioni di fine Ottocento.

«L’idea del saggio – spiega Tiozzo Gobetto – è nata per l’interesse che nutro per la cultura popolare locale. Già nel ’92 avevo trattato, in modo più sintetico, lo stesso argomento per uno speciale sulla rivista “Chioggia”. Stavolta ho iniziato a raccogliere testimonianze e documenti dal 2009.

  • L’attualità sta nel passaggio, nel 2010, dei detti da puro identificativo orale a secondo cognome».
  • Se l’uso del detto è nato per mettere ordine nella selva dei due cognomi più diffusi a Sottomarina (Boscolo e Tiozzo), le nomenanse sono invece caratteristica di tutti i cognomi.
  • «In alcuni settori professionali – rileva Gobetto – le nomenan se sono utilizzate più dello stesso cognome.

Nel mondo della pesca e dell’orticoltura ci si conosce e ci si chiama per soprannome. Un’abitudine che si perde quando il figlio cambia lavoro rispetto al padre». Dei 7.761 Boscolo i più numerosi sono i Cegion (650) seguiti dai Meneguolo (600) e dagli Anzoletti (300).

Dei 2.411 Tiozzo i più popolosi sono i Brasiola (400), seguiti dai Fasiolo (300) e dai Netti (200). Detti e nomenanse nascono da caratteristiche fisiche (Moretto, Bielo, Rizzo, Pansin), professionali (Contadin, Stagnaro, Forcola, Semolante, Sassariolo), caratteriali (Baruffaldi, Scarmanati, Bastianello, Bizzarro) o come patronimici (Anzoletti, Gioachina, Tonon).

«Le nomenanse – spiega l’autore – sono comparse tra fine ‘800 e i primi del ‘900 per un improvviso sviluppo demografico. Le famiglie sono passate da una media di 3 figli ad una media di 10. Mentre i detti sono comparsi due secoli prima e negli anni si sono trasformati.

Come è il mare di Chioggia?

La spiaggia di Sottomarina – La spiaggia di Sottomarina si estende per circa cinque chilometri, dalla diga di San Felice presso la bocca di porto di Chioggia a Nord, alla diga presso la foce del fiume Brenta a sud. Le due dighe delimitano, rispettivamente, il confine settentrionale e meridionale della zona balneare di quella che è la frazione più popolosa del Comune di Chioggia.

Come raggiungere l’isola di Pellestrina da Chioggia?

Cosa Vedere A Chioggia Linea 11 del vaporetto da Chioggia a Pellestrina – La linea 11 dell’ACTV include il tratto dal Lido di Venezia a Chioggia, con fermata a Pellestrina. Le corse dal Lido partono ogni 60 minuti dalle 00.25 alle 5.50 del mattino e dalle 20.30 alle 23.25 della notte e ogni 30 minuti durante il giorno. Le corse da Chioggia sono ogni 60 minuti :

Dalle 00.45 alle 5.40; Dalle 8.45 alle 10.50; Dalle 20.00 alle 23.45

Mentre per raggiungere in traghetto Pellestrina da Chioggia :

Dalle 5.40 alle 7.45; Dalle 10.50 alle 12.30; Dalle 13.30 alle 15.00; Dalle 16.00 alle 19.00

La linea 11 del vaporetto salpa ogni 30 minuti, Per tutte le informazioni dettagliate ti consigliamo di visitare il sito ufficiale dell’ACTV, oppure puoi cliccare e visualizzare direttamente la tabella ACTV della Linea 11, Cosa Vedere A Chioggia

Come si chiama il mare di Chioggia?

Sottomarina è una frazione di Chioggia, un comune della provincia di Venezia. Dista circa 55 km dal centro di Venezia e una cinquantina da Padova. Da un lato è bagnata dal mar Adriatico, dall’altra si affaccia sulla laguna veneta.

Come spostarsi da Sottomarina a Chioggia?

La soluzione migliore per arrivare da Sottomarina a Chioggia senza una macchina è bus che dura 2 min e costa €1 – €2. Quanto tempo ci vuole per andare da Sottomarina a Chioggia? bus da Sottomarina Milano a Isola Unione richiede 2 min compresi i trasferimenti e parte alle ogni 30 minuti.

Quanto costa andare da Chioggia a Venezia?

Informazioni sui viaggi da Chioggia a Venezia

Distanza 24 km
Mezzi di trasporto disponibili Autobus o treno
Fascia di prezzo dei biglietti 10 € – 12 €
Mezzo di trasporto più veloce Autobus 10 € 1 h e 55 min
Compagnie di trasporto Regionale e Regionale

Come andare da Chioggia a Venezia in vaporetto?

Chioggia Venezia via terra con bus 80 – La linea 80 o 85 Chioggia Venezia di Arriva Veneto parte da Sottomarina, passa poi per Chioggia da dove prende la statale Romea fino a raggiungere Venezia. Il capolinea è Piazzale Roma, a pochi passi dalla stazione dei treni Venezia Santa Lucia. Il tragitto dura circa 1H e 10 minuti e le corse quotidiane sono molte.

Dove si mangiano le moeche a Chioggia?

Bacaro La Baia dei Porci – In determinati periodi dell’anno (primavera e autunno) è possibile trovare le tradizionali ‘moeche’ fritte di Chioggia (granchi che durante il periodo della muta hanno perso il loro carapace), servite con salicornia e polenta.

Come sono i chioggiotti?

Chioggia, di più di una piccola Venezia «Parlo tre lingue: l’italiano, il chioggiotto e l’italchioggiotto che è l’insieme di italiano e chioggiotto». Marco per cinque euro ti porta a fare un giro di venti minuti in laguna tra Chioggia e Sottomarina. Se poi trova la compagnia simpatica, diventa sempre più di mezz’ora.

  • Poco dopo l’arrivo nella cittadina, mi offre la possibilità di vederla dal mare, e resto subito incantato.
  • Un innamoramento a prima vista.
  • Nella parte vecchia non esistono strade, ma calle e fondamenta.
  • Il centro storico è come un pesce, la cui spina dorsale è il lungo corso centrale, porticato in parte.

Le lische sono rappresentate dalle calle trasversali al corso che portano poi alle due fondamenta laterali. Un’urbanistica semplice, ma bella con un campanile che ha l’ingranaggio più antico del mondo per far andare l’orologio. Chioggia la definiscono “la piccola Venezia”, ma è riduttivo.

  • Il suo fascino sta nell’autenticità.
  • Elemento che la città dei Doge ha un po’ perso.
  • Qui non arriva il grande turismo e così la popolazione indigena si mescola ai vacanzieri, e nelle calle senti parlare solo in dialetto.
  • I chioggiotti sono orgogliosi e testardi, anche un po’ focosi.
  • Qualcuno li considera “i napoletani del Nord”.

Già da questo voler cercare sempre confronti si può capire un certo loro orgoglio, che non ci sta ad essere secondi a qualcosa o qualcuno. «Siamo più antichi noi di Venezia e ci hanno copiato tante cose. Guarda il ponte di Vigo, è in piccolo quello di Rialto, ma il nostro è più vecchio.

  1. Poi noi abbiamo il porto con il maggior numero di imbarcazioni in Italia, abbiamo il radicchio più buono».
  2. E via a sciorinare dati e riferimenti storici.
  3. Non sono comunque questi a far la bellezza di Chioggia.
  4. La storia di Marco è interessante perché svela molte cose: il carattere, la poesia, la visione del territorio e la voglia di fare.

«È tutta colpa delle seppioline. Io per venticinque anni ho fatto il pescatore. Un giorno ne ho prese tante. Saranno state oltre quattro quintali, ma c’era un mare così grosso che non mi permetteva di tornare indietro. Non potevo abbandonare un carico di pesce tanto ricco.

  1. E così ho preso una via alternativa per i canali.
  2. Me la sono scampata, ma da quel giorno ho capito che avrei cambiato mestiere.
  3. Mica per la paura, sai.
  4. Mi piace raccontare, stare con la gente e promuovere così le bellezze della mia terra».
  5. Lui, con la sua “volgolara”, aveva già iniziato a portare a spasso per mare i turisti.

Era stato il primo a fare pesca turismo, che poi significava fare doppio lavoro, ma gli piaceva così. Dopo quattro anni, complici le seppioline, decise di comprare un “bragosso”, la tipica nave da pescatori, che ben si adatta a fare anche da imbarcazione turistica.

  1. È arrivata così l’Ulisse, che ancora oggi salpa dalla piazza Vigo.
  2. «Non importava quanto guadagnassi perché mi sentivo il più ricco della città.
  3. Per me Chioggia è oro puro e la voglio far conoscere al mondo.
  4. Ecco perché non mi accontento di fare un semplice giro in barca, ma racconto la storia, le leggende, e la gente è contenta.

Quando di notte navigo in mezzo alla laguna, magari da solo, mi sembra di essere libero come un bufalo nella prateria». Marco mi racconta anche le rivalità e le botte da orbi tra quelli di Chioggia e quelli di Sottomarina. «Per dare il consenso ai matrimoni misti interveniva il vescovo».

  • Tra i due centri urbani ci sono oltre 12mila tra Boscolo e Tiozzo e così si sono dovuti inventare un sistema che li distinguesse.
  • Il detto, il soprannome finiscono anche sulla carta di identità.
  • Armido fa Boscolo di cognome detto Cegion.
  • Professione cuoco, e che cuoco.
  • Figlio d’arte, ha pubblicato il libro La svolta, Ciaccole e ricette.

«Chiacchiere perché trasmetto le ricette dialogando con le persone. Le ricette hanno una storia e attraverso loro racconto la nostra terra. Il cibo è memoria. Io sono un illetterato, ma la ricerca mi stimola molto». E da questa ha scoperto l’origine vera del Broetto, il piatto a cui lui è più legato.

«I pescatori all’epoca erano molto poveri e le prime prede le usavano per loro per cibarsi due-tre giorni. Friggevano il pesce in un olio terribile e per conservarlo usavano aceto e cipolla. Oggi se ne trovano tante versioni, ma quella originale è tutta un’altra cosa». L’antica osteria Al cavallo è finita pure sul magazine della Lufhtansa che nel novembre scorso ha dedicato a Chioggia diverse pagine.

Nel caso di Mirko invece è intervenuta una strana e bizzarra sorte. Nato e vissuto a Berlino da un padre chioggiotto e una madre tedesca, per lui fu galeotta una vacanza. Conobbe una ragazza di Sottomarina e scoppiò l’amore. A quei tempi faceva il responsabile di un progetto per una società editoriale, ha lasciato tutto e dodici anni fa ha raggiunto la sua fidanzata in Italia.

  • «Ho iniziato da zero facendo il muratore, portavo i volantini, poi venditore di pesce, il camionista e anche il prof di tedesco per ragazzini.
  • Dopo un po’ ho trovato lavoro in un albergo e ci sono rimasto».
  • Mirko nel frattempo ne ha fatta di strada, e oggi è il direttore dell’hotel Grande Italia.
  • Uno di quei posti che, quando ci arrivi per caso, pensi di avere una buona stella che ti segue.
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Il molo di Sottomarina è una lingua di cemento e sassi lunga almeno due chilometri. Ci trovo pescatori per hobby, capanni, ma soprattutto anziani, famiglie con i bambini. Tutto intorno il mare con la spiaggia ampia, la laguna, i cantieri del Mose, le barche di turisti, i gabbiani, i pesci, le cozze e chissà quanto altro in una mescolanza di antico e moderno, di natura e opera dell’uomo.

  • A vista d’occhio lavori incredibili dell’operosità.
  • Uno scenario che apre ogni valvola delle emozioni.
  • Qui si intravede tanto senso e tanta volontà di rispettare la natura sapendo che cambia.
  • Sta a noi non piegarla troppo alla nostra volontà.
  • In questo viaggio spesso ho riflettuto sul rapporto tra terra e pensiero, tra natura e sviluppo, tra benessere e pace, tra fondamentalismo e profezia, tra contrapposizione e confronto, tra gioia e dolore.

La risposta sta nella domanda e nel provare a non chiudersi nella certezza delle risposte. Che bella questa atmosfera sul molo, un dono quasi in conclusione di un mese di viaggio. E si riparte anche se, come allora, oggi Ulisse sarebbe tentato di restare Questa voce è stata pubblicata in e contrassegnata con,

Quanti giorni dura la sagra del pesce a Chioggia?

Vivi anche tu questa festa meravigliosa! – La Sagra del pesce di Chioggia si svolge nel mese di luglio ed ha una durata di circa 10 giorni, durante i quali il centro storico della città è trasformato dalla presenza di stand gastronomici di associazioni locali, che la sera propongono menù completi, realizzati con materie prime locali e pensati per esaltare i sapori della terra, del mare e della laguna.

Quanto dura la festa del pesce a Chioggia?

CRV – Presentata l’84^ edizione della Sagra del Pesce di Chioggia – Veneto – Ansa.it PressRelease – Responsabilità editoriale di CONSIGLIO REGIONALE VENETO (Arv) Venezia 27 giu.2023 – È stata presentata oggi, a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, l’84^ edizione della Sagra del Pesce di Chioggia, che quest’anno si terrà da 7 al 16 luglio, a cura del Servizio Turismo – Eventi e Marketing del Comune di Chioggia, nel centro storico e in Corso del Popolo.

  • Un evento che coinvolge, nell’iniziativa, la ProLoco ‘Chioggia Sottomarina’, le cooperative ittiche, il mercato orticolo e l’associazionismo locale.
  • Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, nell’introdurre la conferenza stampa, ha innanzitutto ringraziato “il collega Marco Dolfin, che ha fortemente voluto l’evento odierno, il Sindaco di Chioggia e i suoi collaboratori del Servizio Turismo – Eventi e Marketing del Comune clodiense, che hanno organizzato, dal 7 al 16 luglio, questa grande festa.

Grazie a tutti gli operatori coinvolti, oggi presenti qui a palazzo Ferro Fini ma dal 7 luglio protagonisti di una competizione gastronomica unica in Italia”. “Per me è un onore accogliervi a palazzo Ferro Fini, casa di tutti i Veneti – ha confidato Ciambetti – che oggi, idealmente, si stringono attorno a Chioggia, uno dei centri più importanti della nostra regione, una città dalla fortissima identità e le cui origini ci parlano del nel mito del ‘nostos’, il viaggio, il mito fondante della cultura greca: Clodio, l’eroe eponimo di Chioggia, non è una invenzione ma una testimonianza di una storia antichissima che fa di questa città un autentico simbolo del miglior Veneto.

Città dalla forte identità che è difficile non amare, per la sua dimensione ancora raccolta, per i suoi abitanti espansivi e calorosi, per la sua urbanistica che permette di leggere l’impianto medioevale rimasto nella sostanza inalterato nel riproporre il rapporto tra la città, i canali e la laguna, tra gli abitanti e le vie d’acqua.

Ecco perché, a mio avviso, la festa che oggi presentiamo è particolarmente importante, soprattutto per noi veneti, perché essa celebra in maniera gioiosa quanto ghiotta, non senza rinunciare alla tradizionale rivalità che è caratteristica precipua della ‘vis polemica’ di questa città, il rapporto unico che esiste tra il mare e Chioggia, non solo tra la flotta di pescherecci e quanti lavorano direttamente o indirettamente nella pesca, ma tra l’intera cittadinanza e il mare.

E questo rapporto si esalta nell’essere tra i principali porti della pesca in Italia, tra i più importanti mercati di pesce nel Mediterraneo, ma anche nell’essere località turistica tra le più amate e frequentate soprattutto dai veneti che qui si sentono a casa propria. Non è un caso se poi, a Chioggia, ci siano anche degli ottimi ristoranti di pesce, con una rara concentrazione di alta qualità enogastronomica, frutto appunto di una grande storia ittica, ma anche di un straordinario rapporto con il territorio che qui produce ottimi prodotti, a partire dal giustamente celebrato radicchio; insomma, motivi per andare a Chioggia ce ne sono molti e tutto l’anno, ma oggi c’è un motivo in più: una festa autentica che diventa persino una sfida, non così millimetrica come nel Palio della Marciliana, ma sicuramente gustosa tra gli stand e il modo di interpretare la cucina tradizionale, con una verve rara, la tradizione e la capacità di innovare rimanendo sé stessi e, in questo, gli amici di Chioggia sono dei veri maestri; del resto, quando si arriva a celebrare la 84esima edizione di una festa come quella che anche quest’anno animerà Chioggia, vuol dire che c’è tanta sostanza, tanta qualità, tanta storia e, come dicevo all’inizio, una straordinaria identità”.

“Nel mondo globalizzato – ha proseguito il Presidente del Consiglio – segnato dal cibo spazzatura, dove tutti i sapori vanno omogeneizzandosi, preludio della omogeneizzazione di tutti i saperi e dell’appiattimento dei modi di pensare, la Festa del pesce di Chioggia è un emblema di resistenza di una cultura antica che è stata capace di rinnovarsi nonostante le tante difficoltà che spesso segnano la vita della gente di mare: ecco perché è giusto, non solo festeggiare, ma ricordare anche ai cittadini quanto è difficile la pesca, rammentando anche che la nuova normativa europea sulla pesca a strascico e il contestuale aumento delle aree di tutela marina entro il 2030, rischiano di avere una ripercussione in termini occupazionali ed economici drammatici per la nostra flotta e per realtà come Chioggia”.

“Andare alla Festa del pesce, dunque, oggi assume un doppio valore – ha chiosato Roberto Ciambetti – Al piacere del vivere una esperienza, non solo enogastronomica eccezionale, si aggiunge la vicinanza e la solidarietà a questa città e a tutti i suoi abitanti”. Marco Dolfin, consigliere regionale dell’Intergruppo Lega – Liga Veneta, e Capo dipartimento Pesca del partito in Veneto, ha evidenziato che “è la prima volta che in Consiglio regionale del Veneto viene presentata la Sagra del pesce di Chioggia, ed è un onore presentare questa 84^ edizione, che dal 7 al 16 luglio vedrà il centro storico di Chioggia essere rappresentato da tante realtà che metteranno in rete l’aspetto culinario, e non solo, la nostra cultura e le nostre tradizioni.

Un evento che vede coinvolta non solo l’amministrazione comunale ma anche la Proloco, le cooperative ittiche, il mercato orticolo, l’associazionismo locale e naturalmente gli sponsor, come Banca Patavina e altri che contribuiscono alla realizzazione dell’evento.

  • Dopo due anni di fermo a causa dell’emergenza Covid, l’anno scorso la manifestazione è ripartita alla grande con 140mila presenze: tanti cittadini veneti ma non solo, dall’Italia e dai paesi esteri, soprattutto persone che sono qui in vacanza e ne approfittano per venire alla manifestazione.
  • Un evento che parte addirittura dal 1938: all’epoca, come facevano molti territori, anche Chioggia aveva voluto esporre i propri prodotti.

Evento che nel 2013 ha ottenuto un riconoscimento importante: il forum europeo dei giovani (European Youth Forum YFJ) l’ha premiato con il bollino ‘Meraviglia d’Italia'”. “Il tema della pesca è a noi molto caro – ha aggiunto Dolfin – e proprio in questi giorni ci ha visto al fianco dei pescatori e delle marinerie d’Italia per portare avanti il problema del Piano d’azione che vuole mettere in campo l’Europa.

  1. Ieri l’Italia ha votato compatta la sua contrarietà al Piano.
  2. Il futuro può essere sostenibile, ma anche accompagnato da una sostenibilità sociale e lavorativa”.
  3. Mauro Armelao, Sindaco di Chioggia, ha affermato che “all’Europa degli insetti, rispondiamo con la Sagra del pesce.
  4. È un onore essere qui a palazzo Ferro Fini.

Questa è l’84^ edizione, quindi ben più vecchia di noi, ma realizzata con amore e quindi destinata a durare nel tempo. Per noi non è solo una sagra, è promozione pura del territorio, del prodotto ittico e della nostra città. Gli stand lavoreranno sodo per 10 giorni con oltre 100mila presenze come lo scorso anno e molti camerieri sono volontari.

L’anno scorso, il mio primo anno da Sindaco, terminata la manifestazione ho chiesto al primario del Pronto soccorso se ci fosse stato qualche caso di ricovero dovuto a malesseri: mi rispose di no. Questo perché il prodotto è sano, conservato bene e cucinato bene. Oltre alla presenza dell’amministrazione comunale, Banca Patavina è al fianco di Chioggia ancora una volta e la ringrazio per la sua presenza e contributo.

La nostra è una città che ha moltissime potenzialità e molte associazioni del Terzo settore, che si occupano di persone fragili e aiuto alle famiglie”. PressRelease – Responsabilità editoriale di CONSIGLIO REGIONALE VENETO : CRV – Presentata l’84^ edizione della Sagra del Pesce di Chioggia – Veneto – Ansa.it

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Quando c’è il mercato a Rosolina mare?

Il Sabato tutte le operazioni di Mercato si svolgeranno dalle ore 08,00 alle ore 12,00.

Qual è il cognome più diffuso a Chioggia?

Particolarità dei cognomi – Chioggia rappresenta un caso demografico quasi unico in Italia: il cognome più diffuso tra gli abitanti di Chioggia è Zennaro (nella stragrande maggioranza pescatori) mentre i cognomi di Sottomarina più diffusi sono Boscolo e Tiozzo (più di diecimila residenti, in prevalenza albergatori e gestori delle spiagge).

Quanto ci vuole per visitare Chioggia?

11 cose da vedere a Chioggia in un pomeriggio posted by on febbraio 20, 2016 A quaranta chilometri da Venezia troviamo Chioggia, una caratteristica cittadina sopra un’isola all’estremità sud della laguna Veneta. Visitare Chioggia richiede qualche ora.

Più che nei monumenti l’interesse della cittadina, la definirei una Venezia in miniatura, sta nel pittoresco della sua fisionomia, nei suoi canali scavalcati da ponti e nelle vie fiancheggiate da edifici veneziani, In una domenica dal tempo un po’ incerto, non ho pensato due volte a prendere la macchina e visitare questo gioiellino che dista solo trentacinque minuti d’auto da casa mia (senza traffico estivo).

NB. Se per caso avete intenzione di visitare anche Venezia, vi consiglio di leggere il mio post in un giorno, con un itinerario per le calli della città.

– Puoi prenotare il tuo soggiorno a Chioggia in pochi minuti direttamente da questo post:

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l’arrivo a Chioggia dal ponte Lungo

Pronti a scoprire Chioggia? Ecco le dieci cose da vedere, almeno secondo me: 1) DUOMO Arrivando per porta Garibaldi si sbuca nel campo dove sorge il Duomo, su disegni di Baldassarre Longhena, ma che in realtà ha origini ancora più antiche (data almeno al Mille). All’interno spiccano un pulpito marmoreo e diverse tele di scuola venete dal ‘700, tra cui un’opera giovanile del Tiepolo.

interno del Duomo

2) CORSO DEL POPOLO Dal Duomo inizia il Corso del Popolo, l’arteria principale della città, lungo 830 metri e per metà pedonale. Percorrendolo si incontrano diversi edifici in stile veneziano, tra cui il Palazzo Comunale e numerosi bar e ristoranti fulcro della vita notturna cittadina.

Corso del Popolo

3) PIAZZA VIGO e il “GATO DE CIOSA” Dopo aver percorso tutto il Corso del Popolo si arriva alla piazzetta Vigo, una piazza che si apre sulla laguna e da dove partono i battelli per Pellestrina e per Venezia. Nel centro della piazza sorge una colonna in marmo greco con capitello bizantino che regge un leone di San Marco,

  • Mi raccomando, osservate con moderazione questo leone 🙁 A causa delle sue modeste dimensioni è stato battezzato “Gato de Ciosa” (il gatto di Chioggia), e a quanto pare gli abitanti di Chioggia non ne vanno per niente fieri.
  • Mi ricordo moltissimi anni fa, in visita a Chioggia con i miei genitori, arrivò un uomo minacciando di buttarci tutti in acqua solo per il fatto che stavamo guardando il “gatto” ridendo (io avrò avuto dieci anni.

parliamone). L’origine di questo nome si perde nei secoli e testimonia le antiche rivalità tra chioggiotti e veneziani.

il famoso leone di San Marco, el gato de Ciosa

4) CANALE DELLA VENA L’anima di Chioggia e dei suoi abitanti si scopre poco a poco. Attraversato il ponte Vigo si ha una bellissima visuale sul canale della Vena, Questo è il canale più caratteristico della città, un piccolo angolo di Venezia che offre scorci davvero suggestivi.

ponte Vigo

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Canale della Vena

5) GLI ABITANTI DI CHIOGGIA E LE BARUFFE CHIOGGIOTTE Può capitare, durante le giornate d’estate, di imbattersi in prove teatrali lungo le calli e piazzette di Chioggia. Le baruffe chioggiotte di Goldoni le conosciamo tutti, ma quello che vorrei qui farvi osservare è il carattere focoso degli abitanti di Chioggia con il loro singolare dialetto, completamente diverso da quello veneto.

baruffe chioggiotte, on the road

6) MERCATO DEL PESCE In un centro peschereccio così importante non poteva mancare il mercato del pesce. S ituato tra il canale della Vena e il corso del Popolo, viene venduto pesce freschissimo dell’Adriatico e della laguna. La vera anima peschereccia di Chioggia, comunque, la troviamo lungo il canale di San Domenico : un continuo via vai di pescherecci e imbarcazioni che ti fanno capire quanto sia importante, in termini economici, questo tipo di attività per la città.

mercato del pesce

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il canale di San Domenico con i pescherecci

7) CHIESA DI SAN DOMENICO Questa chiesa duecentesca ha il proprio vanto in un S. Paolo firmato Carpaccio (ultima sua opera di cui si abbia notizia). Notevole anche il grande Crocifisso alto circa 5 me tri.

San Domenico

8) IL RITO DELLO SPRITZ Pure a Chioggia, come in tutto il Veneto, è imperdibile il rito dello spritz, Consiglio di prenderlo al tramonto lungo i caratteristici canali o con vista laguna.

spritz

9) CENA DI PESCE Come non si può andare via da Roma senza aver visto il Colosseo, così, anche a Chioggia, non si può dire di aver visto la città senza aver provato il suo pesce. Tantissimi i ristoranti e localini di pesce. Posso fare un nome? Io mi sono fermato presso l’osteria Penzo, in calle Larga Bersaglio 525 vicino alla piazza Vigo.

frittura del pescatore

10) SOTTOMARINA La “sorella” di Chioggia (sono collegate con un ponte) offre un lungo litorale sabbioso con lidi attrezzati. Consiglio di fare una bella passeggiata sulla diga e ammirare l’incontro tra mare e laguna (dove stanno costruendo il Mose). Frequento spesso Sottomarina e, a parte l’acqua del mare poco pulita, devo ammettere che gli spritz e gli aperitivi, con tanto di dj-set in spiaggia, sono imbattibili.

Ah dimenticavo, tra chioggiotti e marinanti (abitanti di Sottomarina) non scorre buon sangue :)) 11) LAGUNA DEL LUSENZO Gli amanti delle passeggiate possono percorrere i 7 km della pista ciclo pedonale che fa il giro della Laguna del Lusenzo, un specchio d’acqua situato tra Chioggia e Sottomarina che regala vedute suggestive sulla citta.

Nel mio post dedicato alla trovate tutte le info. Calcolate circa 2/3 ore per fare il giro. Finiscono qui i miei 11 consigli su cosa vedere a Chioggia, una città dal carattere unico e “folkloristico” che ha mantenuto ancora vive le sue radici e le sue tradizioni.

Come è il mare di Chioggia?

La spiaggia di Sottomarina – La spiaggia di Sottomarina si estende per circa cinque chilometri, dalla diga di San Felice presso la bocca di porto di Chioggia a Nord, alla diga presso la foce del fiume Brenta a sud. Le due dighe delimitano, rispettivamente, il confine settentrionale e meridionale della zona balneare di quella che è la frazione più popolosa del Comune di Chioggia.

Come viene chiamata Chioggia?

Chioggia Chioggia, di origine romana, nel medioevo seconda citta’ della Repubblica Serenissima, presenta una struttura originalissima. Viene comunemente chiamata ” La Piccola Venezia ” per la sua struttura urbanistica ricamata da pittoreschi canali dove ormeggiano colorate barche da pesca,

  1. Tagliata a fette dai canali, cucita dai ponti.
  2. La sua struttura urbana è costruita a spina di pesce: strette calli si dipartono perpendicolarmente dalla strada principale, il “Corso del popolo”, e si aprono su vivaci campielli.
  3. La leggenda la vorrebbe fondata da Clodio, uno dei compagni di Enea fuggiti dalla distruzione di Troia.

Si narra infatti che Antenore, fuggito da Troia dopo la sua sconfitta, trovò rifugio nelle costedell’Adriatico assieme ad Aquilio e Clodio, anch’essi fuggitivi. La leggenda si dirama poi in tre parti: Aquilio, Antenore e Clodio fondarono rispettivamente le comunità di Aquileia, Padova e Clodia.

  1. Per quest’ultima, Clodio scelse come stemma un leone rampante rosso a ri1cordo di Troia.
  2. Il nome Clodia poi cambiò nei secoli in Cluza, Clugia e Chiozza, per poi arrivare a Chioggia.
  3. CHIOGGIA OGGI Visitare Chioggia non è soltanto ammirare il suo patrimonio artistico.
  4. E’ anche immergersi nella sua singolare posizione lagunare, che la fa sospesa tra cielo e mare.

Canali pittoreschi, nei quali si riflettono case e ponti e si muovono variopinte imbarcazioni, serpeggiano per la città e rammentano la somiglianza con Venezia. Le rive sono animate dal continuo brulicare di gente che compra il pesce o gli ortaggi. La piazza, signorile e solare, che venne definita “un grande caffé”, è sempre piena di gente, con i palazzi, le chiese, i monumenti, la serie di portici e le piazzette che vi si affacciano che conferiscono a chiggia un’atmosfera del tutto originale.

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