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Cosa Vedere Ad Agrigento?

Per cosa è famosa Agrigento?

Agrigento è famosa nel mondo per la sua Valle dei templi, imponente testimonianza della Sicilia greca e patrimonio dell’umanità per l’Unesco. Quando il suo nome era Akragas, Pindaro la considerò ‘la città più bella fra i mortali’.

Come si accede alla Scala dei Turchi?

Come arrivare alla Scala dei Turchi? – Per visitare la Scala dei Turchi è quasi indispensabile avere un’auto. L’unica alternativa è andare a piedi dalla spiaggia di Realmonte, che è circa un’ora di cammino. La Scala dei Turchi non è servita dai trasporti pubblici.

Tuttavia, è possibile raggiungere le vicine città di Realmonte o Agrigento con i mezzi pubblici. Da lì si può noleggiare un’auto per finire il viaggio. Vicino alla Scala dei Turchi si trovano posti liberi lungo la strada. Tuttavia, di solito sono sovraffollati. Quindi sarà probabilmente più facile parcheggiare in uno dei parcheggi a pagamento vicino all’ingresso del sito.

Una volta parcheggiata l’auto, troverete diversi accessi, indicati da cartelli, per raggiungere il sito. Alcune si affacciano sulla spiaggia, mentre altre passano attraverso le terrazze del ristorante. Ma non preoccupatevi: sono tutti gratuiti. La città di Agrigento si trova a 15 chilometri dalla Scala dei Turchi.

Noleggiare un’auto, per esempio dagli aeroporti di Trapani, Catania o Palermo, Prendere un autobus da Trapani, Catania o Palermo, Prendere un treno da Catania o Palermo.

La Scala dei Turchi fa parte del comune di Realmonte. Si può raggiungere il villaggio di Realmonte in autobus da Agrigento, Palermo, Trapani (con scalo a Siculiana) o Catania (con scalo ad Agrigento).

Quanto tempo ci vuole per visitare la Valle dei Templi?

2 – Quanto dura la visita? – La durata della visita è completamente soggettiva, ma devi considerare che le distanze tra un tempio e l’altro all’interno del sito archeologico sono considerevoli. In genere si consigliano almeno 3 ore per la sola visita del parco. Se però vuoi ottimizzare i tempi, potrebbe interessarti prenotare una visita guidata di 2 ore,

Come raggiungere la Scala dei Turchi da Agrigento?

Alla Scala dei Turchi in autobus turistico da Agrigento città – Da Piazzale Aldo Moro di Agrigento è possibile prendere il Temple Tour Bus. Si tratta di autobus turistici scoperti che percorrono la città, dalla Valle dei Templi fino alla Scala sei Turchi.

  • Si può scendere ad ogni fermata e poi risalire riprendere per continuare il tour o per ritornare.
  • Il tempo di percorrenza per la Scala dei turchi è di 45 minuti.
  • Il servizio è attivo dal 20 giugno.
  • Il Temple Tour Bus parte alle 9:30 ed effettua l’ultima corsa dalla Scala ad Agrigento alle 18:30.
  • Il lunedì non effettua corse! Ecco qui di seguito gli orari.

Il prezzo va dagli 8 ai 15 euro a seconda che si scelga un biglietto per un solo itinerario o il combinato. Essendo servizi stagionali gestiti da aziende private, vi consiglio vivamente di verificare sul sito di riferimento e se necessario contattarli per chiedere conferma.

Cosa vedere tra Sciacca e Agrigento?

Itinerario ad ovest di Agrigento, da porto Empedocle fino a Seccagrande, seguendo il litorale, passando per la villa romana di Realmonte, la Scala dei Turchi, Siculiana, la riserva naturale di Torre Salsa, il Capo Bianco e le foce del Platani.

Quanto costa l’entrata ai templi di Agrigento?

Intero: dal 1 agosto 2023 fino al 31 dicembre 2023 con mostra ‘La Vergine delle Rocce e la bottega di Leonardo’ € 13,00 a persona. Ridotto: dal 1 agosto 2023 fino al 31 dicembre 2023 con mostra ‘La Vergine delle Rocce e € 8,00 a persona. Gratuito per tutti: la prima domenica di ogni mese.

Quanto costa visitare i templi di Agrigento?

Per visitare la Valle dei Templi ed il Museo Archeologico il prezzo del ticket cumulativo è di 15,50 euro (ridotto 9 euro). I bambini sotto i 18 anni hanno diritto all’ingresso gratuito in entrambi i casi.

Quanti giorni per visitare Agrigento?

Il minimo che ti suggerisco di trascorrere ad Agrigento sono 2 giorni, per visitare il centro storico e la bellissima Valle dei Templi.

Perché non si può salire sulla Scala dei Turchi?

Riapre al pubblico la Scala dei Turchi ma la Regione frena sull’accordo – BlogSicilia – Ultime notizie dalla Sicilia La riapre al pubblico. Inaccessibile al pubblico per ed erosioni dal febbraio 2020, tornerà fruibile grazie ad un ingresso controllato e contingentato.

Chi è proprietario della Scala dei Turchi?

Realmonte, la Scala dei Turchi diventerà proprietà comunale La Scala dei Turchi passa definitivamente al comune di Realmonte. Il sindaco, Sabrina Lattuca, e il proprietario di una ampia parte dell’area, Ferdinando Sciabarrà, insieme ai rispettivi legali, hanno predisposto l’atto notarile di cessione della scogliera all’ente.

Entro i primi giorni del prossimo mese di settembre, secondo quanto riferito dal sindaco – l’atto verrà sottoscritto dalle parti, ponendo fine ad una querelle che va avanti da anni.Trovata quindi una soluzione definitiva dopo contenziosi civili e un’inchiesta penale che ha accertato come la proprietà quasi integrale della Scala dei Turchi sia di Sciabarrà, che ha da tempo deciso di cederla al Comune.

Si potrà ora avviare la messa in sicurezza di un costone pericolante, che ha costretto ad interdire l’accesso alla scogliera. : Realmonte, la Scala dei Turchi diventerà proprietà comunale

Chi è il proprietario della Scala dei Turchi?

La Scala dei Turchi passa al Comune di Realmonte Si è chiuso il lungo braccio di ferro sulla titolarità della Scala di Turchi di Realmonte: lo storico e legittimo proprietario del bene, Cesare Sciabarrà, ha ceduto gratuitamente le sue particelle al comune di Realmonte.

L’atto è stato perfezionato ieri nello studio di un notaio, a Porto Empedocle. “Presto lo stesso Comune ricorderà questo atto di generosità del mecenate agrigentino con una targa – spiega l’associazione ambientalista Mareamico – e poi si attiverà per costituire una fondazione per la gestione del bene, probabilmente in collaborazione con l’Ente Parco Valle dei Templi, con il Consorzio universitario di Agrigento e il Libero consorzio provinciale di Agrigento.

Ovviamente continueremo la consueta attività di controllo del sito”. La questione era stata al centro di numerose inchieste giudiziarie che avevano anche messo in dubbio la proprietà della scogliera di marna famosa in tutto il mondo da parte di Sciabarrà.

Qual è l’orario migliore per visitare la Valle dei Templi?

Visitare la Valle dei Templi: consigli indispensabili La Valle dei Templi è il sito archeologico più visitato della Sicilia e una delle cose da vedere ad Agrigento. Questo luogo fa comprendere immediatamente ai viaggiatori e ai turisti la bellezza del mondo classico tanto che verranno catapultati in un’incredibile vallata decorata di antichissimi templi greci (risalenti al 440 a.C.).

  • Prima di immergervi nella visita dovete però sapere che ciò che vedrete sono i resti della città greca Akragas ; un tempo una delle più importanti e grandi del mondo antico conosciuto.
  • I templi sono realizzati con un materiale dai colori caldi, la calcarenite locale di cui sono costituiti anche moltissimi edifici di Agrigento.
  • Durante il vostro itinerario non saranno pochi gli scorci dai quali potrete, poi, ammirare il mare in lontananza,

E’ un parco archeologico regionale, il primo del Paese ad essersi dotato di un rapporto di sostenibilità, che certifica non solo l’impegno sociale e culturale, ma anche l’impegno nei confronti dell’ambiente. Dal 1997 è patrimonio Unesco, Cosa Vedere Ad Agrigento Articolata su terrazzi in cima ad un altopiano e con il suo impianto urbanistico a scacchiera, Akragas, fu una delle città greche più importanti della Sicilia. Nel V sec.a.C. ebbe probabilmente il suo più grande periodo di espansione sotto il regno del tiranno Terone. Cosa Vedere Ad Agrigento

  1. Il Tempio di Zeus era uno dei più grandi templi greci dell’antichità, anche se solo il basamento e l’altare maggiore sono sopravvissuti al tempo.
  2. Il tempio più antico della Valle dei Templi è quello di Ercole ; quello meglio conservato è il Tempio della Concordia che per un periodo della sua lunga storia fu una chiesa paleocristiana.
  3. Il santuario di Demetra era collegato alla Rupe Atenea, ovvero all’antica acropoli della città che si trova dove oggi sorge l’Agrigento medioevale.

Cosa Vedere Ad Agrigento Un modo per evitare le ore più calde della giornata, soprattutto in estate, è quello di acquistare i biglietti per l’ingresso serale, Così si può ammirare lo spettacolo dei templi illuminati prima al tramonto e poi sotto il cielo stellato.

  • La Valle dei Templi è, infatti, completamente esposta al sole e questa scelta potrebbe essere ottima soprattutto nei mesi di luglio ed agosto.
  • Potete dare un’occhiata alle date disponibili sul,

La Valle dei Templi è il luogo per eccellenza per vedere con i propri occhi i templi greci meglio conservati in Italia. E’ anche uno dei siti archeologici più affascinanti che incontrerete durante un itinerario in Sicilia. Se desiderata ascoltare la storia dell’antica città di Akragas vi consiglio di scaricare della Valle dei Templi (Apple – Google Play). Cosa Vedere Ad Agrigento Ecco quali sono le principali :

Tempio di Hera Lacinia – Anche detto tempio di Giunone, fu incendiato nel 406 dai Cartaginesi ed era il tempio in cui venivano celebrati i matrimoni.

Tempio della Concordia – Nel VI secolo d.C. divenne una basilica cristiana e questo è uno dei motivi per cui è arrivato fino a noi estremamente ben conservato.

Tempio di Eracle (o di Ercole) – Distrutto da un terremoto, oggi ne restano in piedi solo otto colonne.

Tempio di Zeus Olimpio – È quello dei telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo, che rappresentano Atlante che sorregge la volta celeste. Una di queste si trova a terra nel sito archeologico, un altro invece si trova nel museo archeologico di Agrigento.

Tempio dei Dioscuri – Detto anche tempio di Castore e Polluce, si trova nel santuario delle divinità della terra (Demetra, Persefone, Dioniso) e quindi non fu probabilmente il tempio dei Dioscuri.

Tempio di Efesto o tempio di Vulcano.

Tempio di Atena – Si trova nel centro storico della città di Agrigento e sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci.

Tempio L – Scoperto solo di recente era stato distrutto già in epoca ellenica.

Tempio di Asclepio – Era stato costruito fuori dalla città ed era probabilmente luogo di pellegrinaggio dei malati in ricerca di guarigione.

Tempio di Demetra – Dal terrazzo del tempio di Demetra parte una scalinata scavata nella roccia che porta al piano base del santuario completamente ricavato nel pendio della collina.

Tomba di Terone – Un monumento di tufo eretto per ricordare i caduti della Seconda guerra punica.

Villa Athena – A breve distanza dal tempio della Concordia conserva i pavimenti a mosaico intatti dell’antica dimora.

Cosa Vedere Ad Agrigento Questo giardino contiene flora mediterranea tra cui ulivi e agrumi ed altre 300 specie di piante. Al suo interno è possibile ammirare ciò che rimane del Tempio di Dioscuri, distrutto da terremoti e ricostruito 2 volte. Il giardino contiene al suo interno anche un’affascinante sistema di irrigazione arabo ed è anche possibile visitare, con la guida, alcuni tunnel e grotte sotterranee, Cosa Vedere Ad Agrigento

  1. Iniziando il percorso dalla biglietteria posta vicino al Parcheggio del tempio di Giunone, la prima struttura che potrete ammirare sarà proprio ciò che resta di questo tempio.
  2. Percorrete poi la strada che vi porta alle antiche mura della città adornate di ulivi e costeggiate ” Il giardino dei giusti dell’Umanità ” dove si trovano il ricordo anche di Falcone e Borsellino.
  3. Poco dopo vi ritroverete di fronte al Tempio della Concordia, con la statua di Icaro che giace di fronte al tempio con le ali rotte (come racconta il mito antico)
  4. Proseguite poi fino a raggiungere i giardini di Villa Aerea, il Tempio di Ercole e la tomba di Terone.
  5. Attraversate infine il ponte pedonale che sovrasta la strada principale e giungerete al Tempio di Zeus, Giove fino ai resti del tempio dei Dioscuri, all’interno del giardino di Kolymbethra.
  6. L’abbigliamento consigliato per visitare la Valle dei Templi è composto ; da scarpe comode, abiti leggeri (evitate colori scuri per non attirare il calore), un cappello per ripararsi dal sole,
  7. È inoltre utile portare con sé dell’acqua per dissetarsi ed eventualmente uno snack salva-fame e la macchina fotografica per scattare immancabili foto.
  8. Vi ricordo che all’interno della Valle è vietato usare sia il cavalletto che il drone.
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Cosa Vedere Ad Agrigento

La tariffa base per entrare nel parco archeologico è di circa 10 € per gli adulti, scontata del 50% per chi ha tra i 18 ed i 25 anni di età, gratuito invece per i minori di 18 anni.

L’ingresso nella Valle dei Templi è gratuito per tutti la prima domenica del mese.

Il biglietto combinato per l’ingresso alla Valle dei Templi ed al Giardino della Kolymbethra ha un costo di 15 €, ridotto a 9 € per chi ha tra i 18 ed i 25 anni.

Biglietto museo archeologico Pietro Griffo e ingresso alla Valle dei Templi 13,50 € intero e 7 € ridotto.

Proprio di fronte ai 2 ingressi – Tempio di Giunone e Porta V. Contrada Sant’Anna – troverete dei parcheggi autorizzati (a pagamento). Il costo per un’ora di parcheggio è di 2 €, 1 € per le ore successive fino ad un massimo di 5 €. I parcheggi sono ampi, ma spesso non sufficienti per contenere i mezzi di trasporto di tutti i visitatori che desiderano accedervi, la fila che si crea però scorre snella con il normale via vai di persone che entrano ed escono. Cosa Vedere Ad Agrigento Fuori dal Parco Archeologico si trova la chiesa di San Nicola che merita sicuramente una visita e vale una sosta prima e dopo l’ingresso ai templi. Costruita nel XIII secolo, la Chiesa di San Nicola è in stile normanno-gotico, a navata unica. La seconda cappella lungo la parete destra custodisce un sarcofago romano ispirato a modelli greci (III secolo d.C.), detto di Ippolito e Fedra.

  • È scolpito, sui quattro lati, ad altorilievi dalle linee pure e morbide che raccontano l’amore non corrisposto di Fedra per il figliastro Ippolito e la sua uccisione per l’ingiusta accusa della matrigna di averla insidiata.
  • Si trova in questa chiesa anche il crocifisso ligneo del ‘400, chiamato Il Signore della Nave, che ha ispirato la novella omonima di Pirandello.
  • Dalla terrazza davanti alla chiesa si gode il panorama sulla Valle dei Templi.

Cosa Vedere Ad Agrigento

  1. All’interno del parco si trovano dei punti ristoro, ma se volte provare la cucina locale il ristorante giusto per voi è ” ” a poche centinaia di metri dall’ingresso del Tempio di Giunone.
  2. Offre una cucina tradizionali con guizzi di innovazione, per lo più a base di pesce; porzioni sfiziose, presentazioni particolari e saporiti.
  3. La carta dei vini di questo ristorante giovane e alla moda comprende esclusivamente vini regionali, così come il menu è incentrato sulla cucina del lugo.
  4. L’arredamento ha un’atmosfera leggermente araba e si gode di una vista magica dei templi,
  5. Consigliato anche dalla,
  • Con la Visita alla Valle dei Templi potete anche dedicarvi alla Sicilia letteraria visitando la casa Museo di Luigi Pirandello, Porto Empedocle sui passi di Montalbano e Camilleri, senza dimenticare i luoghi letterari del Gattopardo a Palma di Montechiaro e Santa Margherita Belice.
  • Inoltre in un’oretta di macchina si raggiungono perle della Sicilia Occidentale come, o,
  • Per gli appassionati di street art meta imperdibile è il,
  • Infine è possibile raggiungere la città di o i centri storici di e,

: Visitare la Valle dei Templi: consigli indispensabili

Come spostarsi all’interno della Valle dei Templi?

Valle dei Templi: Informazioni utili per organizzare la visita – Cosa Vedere Ad Agrigento Valle dei Templi: Tempio della Concordia La città di Ἀκράγας (Akragas) è stata fondata nel 580 a.C. da coloni provenienti da Gela e da Rodi e prende il nome dall’omonimo fiume che circonda l’altopiano, insieme al fiume Hypsas, La sua posizione era strategica, vicino al mare, su di un altopiano.

  • Era protetta a Nord dalla Rupe Atenea e dal Colle dei Girgenti e a Sud dalla Collina dei Templi.
  • Alla foce dei due fiumi invece sorgeva il porto ( emporion ), dove oggi sorge il piccolo borgo di San Leone.
  • Akragas fu una delle più importanti città del mondo antico, sia economicamente che politicamente.

Nel 570 a.C., con l’ascesa al potere del tiranno Falaride, la città visse il suo primo periodo di espansione economica. Questo tiranno però è ricordato più per la sua crudeltà che per i suoi successi. Egli infatti condannava i suoi nemici rinchiudendoli in un toro di bronzo, sotto al quale faceva accendere un fuoco. Cosa Vedere Ad Agrigento Valle dei Templi: Panoramica del Tempio di Giunone Tra la metà del VI secolo e la fine del V secolo a.C. vennero apportate le maggiori modifiche edilizie, ancora oggi visibili, e venne costruita una grande cinta muraria a sua difesa, La cinta era lunga 12 chilometri e contava ben 9 porte di accesso.

  1. Oggi ne sono visibili i resti e qualche porta, di cui però non resta molto.
  2. Akragas ebbe la sua massima espansione con i tiranni Falaride e Terone, arrivando a contare più di 200.000 abitanti.
  3. Gli anni d’oro però durarono poco e i Cartaginesi distrussero la città nel 406 a.C.
  4. Durante un attacco, al quale seguì un periodo di decadenza.

Tornò a prosperare solamente nel 340 a.C. con Timoleonte, il quale la fece ricostruire e tornare al suo massimo splendore. Seguì poi un periodo di guerre puniche e la città divenne un presidio dei Cartaginesi contro i Romani, che la conquistarono nel 210 a.C.

I Romani la rinominarono Agrigentum e costruirono nuovi edifici, tra cui due tempi, il teatro, il bouleuterion e le ricche case del Quartiere Ellenistico Romano. Successivamente, in età tardo antica e alto-medievale, sulla Collina dei Templi venne costruita una vasta necropoli cristiana, in parte aperta e in parte sotterranea, tutt’oggi visitabile.

Seguì un periodo di conquiste arabe, berbere e normanne che segnarono l’inizio dello spopolamento dell’antica città a favore del Colle dei Girgenti, dove in seguito nacque prima la città medievale e poi l’attuale Agrigento. Questa splendida e antica città fu definita ” Città la più bella fra quante son albergo per gli uomini ” dal poeta greco Pindaro. Cosa Vedere Ad Agrigento Valle dei Templi: Tempio di Giunone La Valle dei Templi è visitabile durante tutto l’anno, in tutte le stagioni. Noi ci siamo stati in estate, ad Agosto, ma se ne avete la possibilità vi consigliamo di visitarla in primavera o in autunno, quando le temperature sono decisamente più basse e i turisti non sono ancora arrivati. Cosa Vedere Ad Agrigento Cosa Vedere Ad Agrigento Cosa Vedere Ad Agrigento Il Parco Archeologico della Valle dei Templi è un sito di circa 1.300 ettari, situato a 3 chilometri da Agrigento. È suddiviso in due diverse aree : la parte occidentale e la parte orientale. La parte orientale è la più famosa, quella che include i tre templi più conosciuti e quella più visitata dai turisti mordi e fuggi.

Noi vi consigliamo di iniziare la vostra visita proprio da qui. Andateci di mattina presto prima dell’arrivo dei bus turistici, in modo da godervi la maestosità di questi templi quasi in solitudine. Se desiderate avere con voi una guida, potete optare per oppure, Il primo tempio che si incontra dopo l’ingresso è il Tempio di Giunone, conosciuto anche come Tempio di Hera, risalente al V secolo a.C.

(450 a.C.). Durante il Medioevo un forte terremoto lo distrusse parzialmente, lasciando intatti solamente gran parte del colonnato settentrionale con l’architrave e parte del fregio, parte dei colonnati laterali e un lungo altare, forse utilizzato per i sacrifici, preceduto da una scalinata di 10 gradini. Cosa Vedere Ad Agrigento Valle dei Templi: Tempio di Giunone Cosa Vedere Ad Agrigento Cosa Vedere Ad Agrigento Cosa Vedere Ad Agrigento Camminando lungo il viale acciottolato si possono osservare le antiche mura di cinta della città, alcune ben conservate. Prima di raggiungere il secondo tempio, si trovano due importanti necropoli. La Necropoli Giambertoni a sinistra, costituita da tombe a cassa di pietra calcarea e datata tra il II secolo a.C.

e il III secolo d.C. Da questa necropoli provengono diversi sarcofagi scolpiti, come quello del bambino conservato oggi al Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo. La Necropoli Paleocristiana di Agrigento a destra, databile tra il III e il VI secolo d.C., suddivisa in diversi settori. La necropoli copre una vasta area e si suddivide a sua volta in necropoli sub divo, cioè a cielo aperto, e in necropoli della Grotta Fragapane, la più estesa catacomba di Agrigento.

Quest’ultima è costituita da ambulacri (corridoi), cubicoli (piccole camere sepolcrali) e rotonde (grandi camere sepolcrali), ricavate dalle preesistenti cisterne a campana di età greca. Loculi e arcosoli sono stati scavati sulle pareti, mentre sul pavimento sono state scavate altre tombe a fossa.

Lungo la Via dei Sepolcri, un percorso che attraversa la necropoli da Est a Ovest ricavato da un canale dell’acqua di età greca, si trovano altri piccoli ipogei utilizzati come tombe. Il secondo tempio che si incontra proseguendo lungo il percorso è il Tempio della Concordia, risalente al 430 a.C. e rimasto quasi completamente intatto dall’epoca.

Insieme al Partenone di Atene e al Tempio di Nettuno (Paestum), è infatti considerato il tempio dorico meglio conservato al Mondo, Il tempio deve il suo nome ad un’iscrizione latina risalente alla metà del I secolo d.C. dedicata alla Concordia degli Agrigentini, erroneamente rapportata al tempio dallo storico Tommaso Fazello nel ‘500.

  • Tutt’ora non si sa a quale divinità era dedicato il tempio, in quanto non sono mai state ritrovate testimonianze in merito.
  • Alla fine del VI secolo il vescovo Gregorio lo trasformò in basilica cristiana.
  • Vennero poi apportate alcune modifiche strutturali in modo da renderlo più resistente ai terremoti.

Solamente nel 1748 fu riportato alla sua forma originale e ribattezzato con l’attuale nome. Questo tempio si è conservato così bene grazie ad uno strato di argilla morbida, situato sotto la roccia dura su cui sorge, che è servito da ammortizzatore naturale proteggendolo dai terremoti.

Il tempio poggia su un krepidoma (basamento) di quattro gradoni e conserva anch’esso 6 colonne sui lati brevi e 13 sui lati lunghi. Conserva inoltre quasi interamente gli elementi della trabeazione (architrave, fregio e cornice) e i due frontoni sui lati est e ovest. Un tempio meraviglioso che, siamo sicuri, vi lascerà senza parole.

Di fronte a lui giace la scultura di Icaro Caduto, realizzata dallo scultore polacco Igor Mitoraj. La statua rappresenta la caduta di Icaro che, non ascoltando le raccomandazioni del padre Dedalo, volò troppo vicino al Sole, bruciandosi così le sue ali di cera e precipitando nel Mediterraneo.

  1. Valle dei Templi: Tempio della Concordia Continuando ancora lungo il viale principale si raggiunge il Tempio di Ercole, Eracle per i Greci, il più antico dei templi dorici di Agrigento edificato intorno alla fine del VI secolo a.C.
  2. Al contrario del precedente, si è quasi certi che la sua attribuzione ad Ercole sia attendibile, basandosi su un passo di Cicerone che ricorda l’esistenza di un tempio dedicato ad Ercole presso l’Agorà, situata poco più a Nord.

Il tempio poggia su un krepidoma (basamento) di tre gradoni su cui, un tempo, si trovavano 6 colonne sui lati corti e 15 sui lati lunghi. Oggi ne rimangono solo 8 che spiccano tra tutte le rovine, riposizionate tra il 1922 e il 1924 grazie all’inglese Alexander Hardcastle.

  1. Sul tetto c’erano delle grondaie per far defluire l’acqua piovana, realizzate a forma di teste di leone.
  2. Ne sono state rinvenute solamente due: una risalente alla fine del VI secolo a.C e una dei primi decenni del V secolo a.C.
  3. Valle dei Templi: Tempio di Ercole Sulla sinistra del tempio si trova quella che un tempo era la IV porta della città, oggi chiamata Porta Aurea,

Fu qui che, nel 210 a.C., entrarono i soldati romani comandati dal console Levinio. Dal tempio si dirama un sentiero secondario che conduce ad una recente scoperta, il Teatro, Una ricerca durata per decine e decine di anni. Il tempio si trova in una posizione rialzata rispetto ad una delle strade principali dell’antica città e gode di una splendida vista sul tempio della Concordia.

Purtroppo il teatro versa in un pessimo stato di conservazione ed è ancora oggetto di scavi, perciò non vedrete un granché. Valle dei Templi: Porta Aurea Da questo tempio, tramite un sentiero secondario, si può raggiungere il Ginnasio, l’unico edificio antico risalente al periodo romano e legato ad attività ginniche.

Qui è possibile osservare diversi spazi sia all’aperto che, all’epoca, coperti dove venivano praticati diversi sport. Successivamente, all’inizio del del IV secolo d.C., vengono costruiti altri tre edifici, che coprono buona parte dell’antico ginnasio, interpretati dagli archeologi come magazzini o mercati coperti.

Ancora più tardi, l’area, ormai campagna, divenne la sede di impianti artigianali. Restano oggi i resti di un palmento del VII secolo d.C. e due fornaci per la produzione di ceramica dell’XI secolo d.C. Tornando sul percorso principale, si incontra poco dopo il Tempio di Giove Olimpo (Zeus per i Greci), le cui rovine rappresentano uno dei più grandi templi dorici dell’antichità.

La sua costruzione si deve agli Agrigentini che, dopo la vittoria sui Cartaginesi a Himera (480- 479 a.C.), lo eressero come offerta e ringraziamento a Zeus. Purtroppo il tempio venne totalmente distrutto da un terremoto avvenuto il 19 dicembre 1401 e oggi ne restano solamente un cumulo di rovine.

Nel corso dei secoli è stato saccheggiato più volte e ne sono la prova diverse pietre utilizzate per costruire i moli di Porto Empedocle. Il tempio poggia su un krepidoma (basamento) di 5 gradoni su cui, ai tempi, si trovavano sette semi-colonne doriche sui lati corti e quattordici sui lati lunghi, collegate tra loro da un muro continuo e alle quali, all’interno, corrispondevano altrettanti semi-pilastri rettangolari.

Durante la campagna di scavi del 1928 gli archeologi riportarono alla luce diversi reperti, tra cui i resti di quattro telamoni (o atlanti), gigantesche figure maschili poste negli intercolumni del tempio troppo vasti. Questi telamoni sono considerati tra i più grandi di tutta la Magna Grecia.

  • Due di questi si possono vedere all’interno del tempio, uno ben ricostruito e uno riconoscibile, mentre un altro interamente ricostruito lo si può vedere all’interno del museo.
  • Valle dei Templi: Telamone al Tempio di Zeus Continuando ancora lungo il percorso principale si trova il Santuario delle Divinità Ctonie, la parte di culto più antica della città di Akragas.
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Si tratta della parte centrale di una serie di aree sacre, dedicate ai culti di Demetra e alla figlia Persefone (o Kore ), poste ai lati della Porta V. Erano divinità legate al ciclo agrario e alla fecondità della terra ( ctonie ). Tutta questa zona è disseminata di piccoli templi, recinti e altari, isolati o doppi, rotondi per le offerte di cereali e rettangolari per i sacrifici animali.

  1. Valle dei Templi: Santuario delle Divinità Ctonie Nel V secolo a.C.
  2. Fu eretto in questa zona il Tempio dei Dioscuri, di cui sono state parzialmente ricostruite quattro colonne tra il 1836 e il 1852, utilizzando elementi architettonici di epoche e provenienza diverse ritrovati sul posto.
  3. Sulle sue colonne si può osservare qualche traccia dello stucco bianco che originariamente rivestiva i templi.

Proprio accanto a questo tempio, sorgeva il Tempio L e si pensa che le due costruzioni formassero una coppia di templi dedicata alla diade Demetra e Kora. La Porta V, chiamata anche Porta Sacra, è un altro ingresso al Parco Archeologico e, un tempo, un ingresso principale della città.

Valle dei Templi: Porta V In fondo al percorso principale si può accedere (ingresso a pagamento) al Giardino della Kolymbethra, termine greco che indica un tipo di piscina utilizzata in età romana per giochi acquatici. Durante la sua costruzione, grazie alla manodopera degli schiavi catturati in battaglia, vennero costruiti anche degli ipogei, gallerie artificiali che servivano a raccogliere le acque che fuoriuscivano dalla roccia porosa e a convogliarle, tramite un sistema di cunicoli, dalla collina verso il bacino della Kolymbethra, alimentando costantemente la piscina.

Un secolo dopo la battaglia di Himera, la piscina venne riempita di terra e trasformata in orto, diventando così una ricca area coltivabile. Tra il Settecento e l’Ottocento, quando in Sicilia si diffuse la coltivazione degli alberi da frutto, divenne un giardino di agrumi così come lo si può ammirare oggi.

Dal giardino si può visitare il Tempio di Vulcano (Efesto per i Greci), superando i binari della vecchia ferrovia in disuso. Il tempio, risalente al V secolo a.C., era di grandi dimensioni ma purtroppo oggi ne rimangono solamente le rovine. Restano solo il basamento di quattro gradoni e due colonne. All’interno della cella gli archeologi hanno però ritrovato i resti di un piccolo tempio risalente al VI secolo a.C.

Alcuni dei resti rinvenuti nella Valle dei Templi sono situati all’esterno del Parco Archeologico ed è possibile osservarli dalla strada oppure recandovi in altre zone più distanti. Uno dei resti che non potete sicuramente perdervi in quanto ci si passa per arrivare al parco, è la Tomba di Terone,

  • Si tratta di un edificio funerario a torre, appartenente alla Necropoli Giambertoni, e risale all’età tardo ellenistica.
  • Ad oggi restano soltanto il podio cubico e un piccolo tempio a base quadrata, con colonne doriche agli angoli.
  • Valle dei Templi: Tomba di Terone Poco distante dalla tomba, al centro della piana di San Gregorio, si trova il Tempio di Asclepio (o Esculapio), figlio di Apollo, dio della medicina.

Di questo tempio del V secolo a.C. oggi non restano che poche rovine. Valle dei Templi: Tomba di Asclepio Visitate anche il Museo Archeologico Regionale di Agrigento, intitolato alla memoria di Pietro Griffo, noto archeologo. È stato inaugurato nel 1967 e ingloba al suo interno i resti di un monastero cistercense, annesso alla chiesa di San Nicola e risalente al XIV secolo.

La chiesa custodisce, all’interno di una cappella, il famoso Sarcofago di Fedra. All’interno del museo si trovano ben 5.688 reperti, suddivisi in 17 sale. Al suo interno ci sono due percorsi, uno dedicato all’antica città di Akragas/Agrigentum e uno dedicato alla storia della Sicilia centro-meridionale.

Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.30, Valle dei Templi: Chiesa di San Nicola All’interno dell’area del museo si trovano anche l’ Ekklesiasterion e l’Oratorio di Falaride, costruito secondo la leggenda dove un tempo sorgeva il palazzo del crudele tiranno di Akragas.

L’ Ekklesiasterion è il luogo dove si riuniva l’assemblea dei cittadini (in greco, Ekklesia ) e fu costruito tra il IV e il III secolo a.C. Originariamente si pensa che l’edificio avesse una forma circolare, di cui oggi rimane solamente una porzione di cavea a semicerchio, con 19 file di gradini. Sui suoi resti, nel I secolo a.C., fu costruito l’oratorio, un piccolo tempio.

Poco distante si trova il Bouleuterion, la sala del consiglio dei rappresentanti del popolo (in greco, Boulè ). È datato tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C. Infine si trova il Santuario Ellenistico-Romano, un piccolo tempio circondato da un vasto piazzale porticato.

Il santuario è datato tra la seconda metà del II secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C. Mentre di fianco al museo si trova il Quartiere Ellenistico Romano, esteso circa 10.000 metri quadrati. Si tratta di un’importante testimonianza della cultura abitativa dell’antica Akragas. Al suo interno sono stati riportati alla luce ben 27 abitazioni ( domus ), suddivise in tre isolati ( insulae ) e delimitate da quattro assi stradali ( cardines ).

Inoltre ci sono cisterne per la raccolta delle acque, magazzini, strutture produttive e botteghe, In alcune abitazioni sono stati rinvenuti dei bei pavimenti a mosaico, alcuni visibili e altri conservati in vari musei archeologici. Da tutt’altra parte rispetto alla Valle dei Templi, sono stati rinvenuti i resti di altri due importanti templi, incorporati oggi all’interno di altre costruzioni.

Uno di questi sorge alle pendici della Rupe Atenea, una delle due colline su cui si estende la città di Agrigento, e si tratta del Tempio di Demetra, Il tempio risale al 470 a.C. e oggi i suoi resti si trovano incorporati all’interno della Chiesa di San Biagio, un edificio di culto di epoca normanna (XII secolo).

L’unica parte visibile all’esterno della chiesa sono solamente le fondamenta dell’atrio di accesso al tempio. Poco distante dal tempio si trovano il Santuario Rupestre e due altari rotondi, destinati alle offerte. L’altro tempio sorge invece sulla collina di Girgenti, l’altra altura su cui si estende Agrigento, e si tratta del Tempio di Atena,

  • Il tempio dorico risale alla prima metà del V secolo a.C.
  • E oggi le sue rovine si trovano incorporate all’interno della Chiesa normanna di Santa Maria dei Greci,
  • Ciò che è possibile osservare oggi è ben poco e si tratta solamente di una parte delle colonne e, entrando in uno stretto cunicolo, i resti del basamento a gradini.

Chiesa Normanna di Santa Maria dei Greci Se visiterete la Valle dei Templi entro il 31 Dicembre, avrete la possibilità di conoscere i retroscena della costruzione di un tempio, grazie alla mostra ‘ Costruire per gli Dei ‘. Lungo il percorso di tutto il parco archeologico troverete diversi pannelli che spiegano alcuni tra gli aspetti più interessanti legati all’architettura templare, grazie all’utilizzo di riproduzioni di macchinari, utensili, impalcature, sistemi di traino, di ancoraggio, trasporto e molto altro ancora.

  1. È una mostra che noi abbiamo trovato molto interessante e che spiega davvero tutto, dall’estrazione dei blocchi in cava fino al loro posizionamento con ingegnosi macchinari, senza tralasciare il trasporto con veri e propri imballaggi, slitte e carri.
  2. Tutto iniziava dalle cave che, se si era fortunati, si trovavano nei pressi del tempio che si doveva costruire, come per l’antica Akragas.

Una volta individuata la cava, si passava poi all’intaglio dei blocchi di pietra, che avveniva tramite l’utilizzo di piccoli utensili metallici, come scalpelli e mazzette. Formavano così un taglio nella roccia, che solitamente seguiva i piani di stratificazione della roccia, nel quale inserivano poi dei cunei che venivano picchiettati fino al distacco del blocco.

  1. Per estrarre le colonne invece, scavavano una trincea attorno al perimetro del tamburo da staccare e, successivamente, procedevano al suo distacco dal banco roccioso.
  2. Questa tecnica, pensate, è stata documentata anche in Egitto, durante l’Antico Regno, e non è mai variata fino all’epoca romana.
  3. I blocchi e le colonne venivano estratti leggermente più grandi, sia per evitare rotture indesiderate durante gli scavi sia per evitare danneggiamenti durante il trasporto.

Sulle colonne lasciavano dei pezzi di roccia sporgenti ai quali agganciare le corde delle gru, mentre sui blocchi quadrati o rettangolari incidevano una grossa U dove facevano poi passare le corde per sollevarli. I blocchi erano così pronti per il trasporto verso il cantiere del tempio, che avveniva tramite slitte, carri o, per i blocchi di grandi dimensioni, con appositi macchinari.

Valle dei Templi: Illustrazione su come venivano estratti i blocchi di pietra Uno dei mezzi più diffusi per il trasporto era la slitta, utilizzata sin dalle civiltà egizie e mesopotamiche. Era estremamente funzionale e versatile, in quanto permetteva di trasportare sia piccoli blocchi sia blocchi più grandi.

Le slitte venivano costruite con assi di legno incastrati tra loro, con le estremità rivolte all’insù per agevolarne il movimento. Erano molto leggere e realizzate per essere smontate e trasportate ciclicamente, mediante dei carri, dal cantiere alle cave.

  1. Una volta cariche, le slitte venivano trainate dai buoi e, per agevolarne il movimento, mettevano sotto di esse dei rulli se il carico era leggero o delle assi di legno se il carico era pesante.
  2. Per renderla più governabile, la slitta era imbrigliata con delle funi collegate ad argani o a perni di legno incastrati ai lati della strada che ne regolavano la velocità, soprattutto in discesa.

Valle dei Templi: Slitta utilizzata per trasportare i blocchi di pietra dalla cava al cantiere del tempio Per il trasporto di blocchi più grandi e pesanti, utilizzavano invece il carro, decisamente più robusto delle slitte. Nonostante la sua robustezza, però, aveva delle limitazioni nel trasporto di elementi più grandi.

Un carro trainato da buoi era difficile da governare, soprattutto nei tratti scoscesi o in pendenza, ed è per questo che lo utilizzavano solamente lungo tratte brevi e pianeggianti. Valle dei Templi: ricostruzione di un carro Per il trasporto di grossi blocchi monolitici che costituivano la struttura del tempio, utilizzavano invece la macchina di Chersifone o la macchina di Metagene,

Questo sistema sfruttava la ruota, che trovava applicazioni diverse a seconda del blocco da trasportare. Era un sistema semplice e funzionale, basato sul rotolamento dei blocchi. Per il trasporto delle colonne veniva utilizzata la macchina di Chersifone.

  1. Nelle basi di questi grossi blocchi cilindrici solitamente scavavano delle piccole cavità, nelle quali incastravano poi il telaio della macchina collegato alle ruote.
  2. Così facendo, i blocchi rotolavano su se stessi, rendendo il trasporto molto più semplice.
  3. Per il trasporto di architravi, gradoni o grandi blocchi rettangolari veniva invece utilizzata la macchina di Metagene, figlio di Chersifone.

In questo caso, i blocchi venivano incastrati direttamente all’interno delle ruote, costruite apposta con delle cavità di diverse dimensioni. Valle dei Templi: macchina di Chersifone Valle dei Templi: macchina di Metagene I greci sono conosciuti per essere stati dei bravi ingegneri e meccanici, e su questo non ci piove.

  • Una volta ricevuti gli enormi blocchi di pietra in cantiere, restava da risolvere il problema del loro sollevamento e del posizionamento,
  • Inventarono così un macchinario, chiamato capra, formato da lunghe travi di legno fissate nel terreno e unite all’estremità in modo da formare un triangolo.
  • In cima a questa struttura fissarono una carrucola che, mediante delle corde, permetteva di sollevare il blocco fino all’altezza desiderata.

Tramite un sistema di pulegge, diminuivano lo sforzo necessario per sollevare il peso, mentre tramite i paranchi riuscirono ad aumentare la potenza di sollevamento. L’altezza del macchinario dipendeva dal carico da sollevare. Quelle di media dimensione erano maneggevoli e smontabili e potevano essere installate a diversi livelli man mano che si procedeva con la costruzione del tempio.

  1. Valle dei Templi: macchinario utilizzato per sollevare i grandi blocchi Per sollevare i blocchi di grandi dimensioni invece, utilizzavano un macchinario chiamato gru, simile al precedente ma molto più grosso.
  2. La gru non veniva utilizzata fissandola nel terreno, ma collocandola su grandi tronchi che servivano da binari, sui quali la macchina poteva scorrere parallelamente alla parte del tempio in costruzione.

Così facendo la macchina poteva non essere smontata e ricostruita in continuazione. Questa macchina sfruttava inoltre un complesso sistema di funi, leve, paranchi e argani in modo da demoltiplicare il più possibile il peso durante il sollevamento. Valle dei Templi: la grande gru Raggiungere la Valle dei Templi è semplicissimo, ma vi consigliamo di noleggiare un’auto in modo da essere autonomi e non dipendere dagli orari dei mezzi pubblici.

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Da Palermo, da cui dista circa 130 chilometri, dovete prendere la SS121 e prendere l’uscita Agrigento (SS189). Dopo aver superato Aragona vi basterà seguire le indicazioni per il centro di Agrigento oppure per Caltanissetta/Canicattì, prendendo poi la 640 in direzione di Porto Empedocle, se desiderate raggiungere direttamente la Valle dei Templi. Da Trapani/Erice, da cui dista circa 175 chilometri, e da Selinunte, da cui dista circa 99 chilometri, dovete prendere la strada statale 115. Dopo aver superato Porto Empedocle, dovete seguire l’indicazione per la Valle dei Templi. Da Taormina (218 chilometri), da Catania (165 chilometri) e da Siracusa (circa 200 chilometri), dovete prendere l’autostrada Catania-Palermo. Superata Enna, dovete prendere l’uscita verso la 640 Caltanisetta/Agrigento e seguire prima l’indicazione per Caltanissetta e poi per Porto Empedocle. Da Ragusa, da cui dista circa 128 chilometri, dovete seguire la strada statale 115 fino ad arrivare alla Rotatoria Giunone.

Giunti in zona, alla rotonda di Giunone nei pressi dell’omonimo tempio, troverete le indicazioni per il parcheggio di Giunone. Valle dei Templi: Tramonto al Tempio della Concordia Potete raggiungere la Valle dei Templi volando sull’aeroporto di Palermo, sull’aeroporto di Trapani o sull’aeroporto di Catania.

Da qui potete poi spostarvi con la vostra auto a noleggio o combinando treno e autobus e in circa due ore arriverete ad Agrigento. La stazione ferroviaria di Agrigento si trova in Piazza Marconi, in centro, mentre quella degli autobus si trova in Piazzale Rosselli. Dalla stazione ferroviaria potete raggiungere la Valle dei Templi con un autobus.

La linea da prendere cambia a seconda dell’ingresso del parco che desiderate raggiungere:

Ingresso/Biglietteria Tempio di Giunone : dovete prendere l’autobus della Linea 2 e scendere alla fermata Tempio di Giunone. Ingresso/Biglietteria Porta V : dovete prendere l’autobus della Linea 1 e scendere alla fermata Templi-Porta V. Biglietteria e ingresso Teatro Ellenistico (per andare al Museo Archeologico): dovete prendere gli autobus delle Linee 1 e 2 e scendere alla fermata Museo Archeologico. Potete prendere anche l’autobus della Linea 3, ma la fermata Museo Archeologico è su richiesta.

Se raggiungerete la Valle dei Templi in auto, sappiate che i parcheggi in zona sono tutti a pagamento, Costano € 5,00 al giorno e si trovano vicino agli ingressi Tempio di Giunone, Porta V e Teatro Ellenistico. L’ingresso di quest’ultimo parcheggio è un po’ nascosto e si trova di fianco al benzinaio sulla curva situata poco dopo al Museo Archeologico.

  1. Potete parcheggiare l’auto o la moto in tutti e tre i parcheggi, mentre i camper, i van e le roulotte possono sostare solamente all’interno del parcheggio autorizzato di Porta V.
  2. Valle dei Templi: Porta III La Valle dei Templi è aperta tutti i giorni, dalle 8.30 alle 19.00.
  3. Durante il periodo estivo nei giorni feriali resta aperto fino alle 23.00, mentre nei weekend e nei giorni festivi fino a mezzanotte.

L’ultimo ingresso è un’ora prima della chiusura. Il costo d’ingresso varia a seconda del biglietto che desiderate acquistare, mentre è gratuito la prima domenica di ogni mese, Se vi recate in un periodo di alta stagione, vi consigliamo di, Vi consigliamo di acquistare anche una mappa, al costo di € 1,20, per muovervi più facilmente all’interno del sito.

Ingresso solo alla Valle dei Templi : il costo è di € 12,00 per il biglietto intero, € 7,00 per il biglietto ridotto (ragazzi tra i 18 e i 25 anni). Biglietto per la Valle dei Templi e il Museo Archeologico : il costo è di € 15,50 per il biglietto intero, € 9,00 per il biglietto ridotto (ragazzi tra i 18 e i 25 anni). Il biglietto è valido per 3 giorni consecutivi ed è possibile entrare una sola volta al parco archeologico e una sola volta al museo. Biglietto per la Valle dei Templi e il Giardino della Kolymbethra : il costo è di € 17,00 per il biglietto intero, € 11,00 per il biglietto ridotto (ragazzi tra i 18 e i 25 anni). Il biglietto consente un ingresso al parco archeologico e uno al giardino nella stessa giornata di emissione.

Valle dei Templi: Necropoli Paleocristiana È possibile accedere alla Valle dei Templi da tre diversi ingressi :

Biglietteria Tempio di Giunone : è la principale ed è situata vicino al Tempio di Giunone, da dove vi consigliamo di iniziare la vostra visita, Si trova in Via Panoramica dei Templi Snc, vicino all’omonimo parcheggio. Biglietteria Porta V : si trova in concomitanza della Porta V dell’antica Akragas, quasi alla fine del sito archeologico. È situata in Contrada Sant’Anna, in via Caduti di Marzabotto. Ingresso e biglietteria Teatro Ellennistico (chiusa al momento): si trova di fronte al Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo. È situata in Contrada San Nicola.

Valle dei Templi: Statue dei Togati Per visitare la Valle dei Templi e i dintorni abbiamo pernottato ad Agrigento per diverse notti, Abbiamo dormito al carinissimo, vicino al centro e a soli 10 minuti di auto dal sito archeologico. È comodissimo per visitare anche la Scala dei Turchi, da cui dista solamente 14 chilometri, e per raggiungere Porto Empedocle, da dove partono i traghetti per le isole di Lampedusa e Linosa.

  1. Le camere sono spaziose, nuove e arredate con gusto.
  2. Sono tutte dotate di aria condizionata, essenziale per le caldi estati siciliane, TV e bagno privato con doccia o vasca.
  3. La connessione wi-fi è presente in tutta la struttura.
  4. A disposizione degli ospiti ci sono una cucina attrezzata e una terrazza all’aperto dove poter consumare i pasti.

Nel prezzo è inclusa la colazione, mentre in camera troverete un kit di benvenuto, dell’acqua e delle mandorle ad attendervi. I proprietari sono simpaticissimi e sempre disponibili per darvi tutte le informazioni necessarie per organizzare al meglio la vostra visita, su dove andare a mangiare e tanto altro.

  • Valle dei Templi: Panoramica sul Tempio della Concordia Visitare la Valle dei Templi non richiede alcun accorgimento particolare, ma qualche consiglio, in base alla nostra esperienza, vogliamo comunque darvelo.
  • ️ Visitate il Parco Archeologico di mattina presto, fate in modo di essere all’ingresso all’orario di apertura.

Così facendo eviterete il caldo afoso delle ore centrali della giornata e la massa di turisti che, solitamente, inizia ad arrivare in tarda mattinata o nel primo pomeriggio. Un altro buon momento per visitare la Valle dei Templi è il tramonto, quando il cielo si tinge dei più bei colori pastello e i templi si illuminano di rosso, quasi ad infuocarsi.

  1. ️ Se non volete limitarvi ad una visita superficiale della Valle dei Templi, e vi consigliamo vivamente di non farlo, calcolate di passarci almeno una buona mezza giornata,
  2. Noi vi consigliamo di dedicarle tutto il pomeriggio, come abbiamo fatto noi, e di restare all’interno fino al tramonto.
  3. Fidatevi, ne vale davvero la pena.

All’interno del sito ci sono delle navette (€ 3,00) che fanno da spola da un’estremità all’altra. ☀️ Partite con uno zaino pieno di acqua fresca, un cappello per proteggere la testa dal sole, protezione solare alta, occhiali da sole e scarpe comode. All’interno del parco ci sono due bar dove potete acquistare del cibo, acqua, bibite e gelati.

Ci sono anche due fontane di acqua potabile, ma il flusso è davvero poco e scendono due gocce al minuto più o meno! ☀️ All’interno del parco non è consentito portare il cavalletto fotografico e far volare il drone, Il primo divieto ci è sembrato assurdo dato che la motivazione è stata ‘è vietato fare foto professionali per non violare il copyright’, ma le foto con la reflex si possono fare.

Boh! ☀️ La Valle dei Templi è dog-friendly, potete quindi portare con voi il vostro amico a 4 zampe purché lo teniate al guinzaglio. Dovete inoltre avere con voi il kit per la raccolta dei suoi bisognini. I cani di grossa taglia inoltre devono essere muniti di museruola.

  • All’interno del parco i cani non possono entrare nei templi o salire sui monumenti.
  • ️ Se desiderata ascoltare la storia dell’antica città di Akragas e dei vari templi durante la vostra visita, vi consigliamo di scaricare l’ app gratuita della Valle dei Templi ( – ).
  • Troverete al suo interno anche tante info utili sul sito archeologico.

Progetto di reinserimento della Capra Girgentana nella Valle dei Templi Come vi accennavamo sopra, non ci sono mappe gratuite della Valle dei Templi, È possibile acquistarla solamente alle biglietterie al costo di € 1,20, Per comodità di seguito vi mettiamo la nostra, sperando vi sia utile per organizzare la vostra visita.

Quanto costa il parcheggio alla Valle dei Templi?

Parcheggi Valle dei Templi –

Parcheggio Tempio di Giunone – Via Panoramica dei Templi: parcheggio auto Parcheggio Contrada Sant’Anna – Via Caduti di Marzabotto, Porta V: parcheggio auto e camper, fermata bus Parcheggio Contrada Cugno Vela – Villaseta: parcheggio bus turistici. Si consiglia agli autisti di fare scendere le comitive all’ingresso Giunone in alto, andare al parcheggio per gli autobus e riprendere i clienti alla Porta V in basso.

Tariffe attualmente in vigore nei parcheggi della Valle dei Templi: moto €2, auto €3, camper €5. Attenzione : è vietato parcheggiare lungo le strade di accesso alla Valle dei Templi e alle biglietterie. I Vigili Urbani pattugliano la zona e multano le auto in sosta vietata.

Come raggiungere la Scala dei Turchi da Agrigento?

Alla Scala dei Turchi in autobus turistico da Agrigento città – Da Piazzale Aldo Moro di Agrigento è possibile prendere il Temple Tour Bus. Si tratta di autobus turistici scoperti che percorrono la città, dalla Valle dei Templi fino alla Scala sei Turchi.

  • Si può scendere ad ogni fermata e poi risalire riprendere per continuare il tour o per ritornare.
  • Il tempo di percorrenza per la Scala dei turchi è di 45 minuti.
  • Il servizio è attivo dal 20 giugno.
  • Il Temple Tour Bus parte alle 9:30 ed effettua l’ultima corsa dalla Scala ad Agrigento alle 18:30.
  • Il lunedì non effettua corse! Ecco qui di seguito gli orari.

Il prezzo va dagli 8 ai 15 euro a seconda che si scelga un biglietto per un solo itinerario o il combinato. Essendo servizi stagionali gestiti da aziende private, vi consiglio vivamente di verificare sul sito di riferimento e se necessario contattarli per chiedere conferma.

Perché Agrigento si chiama così?

Agrigento (C.A.P.92100) capoluogo di provincia, dista 72 Km. da Caltanissetta, 199 Km. da Catania, 107 Km. da Enna, 295 Km. da Messina, 139 Km. da Palermo, 136 Km. da Ragusa, 217 Km. da Siracusa, 182 Km. da Trapani. Foto © Luigi Nifosì Il comune conta 55.814 abitanti, (Agrigentini o Girgentani), e ha una superficie di 24.457 ettari per una densità abitativa di 228 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona collinare litoranea, posta a 230 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in via Luigi Pirandello n.1, tel.0922 20105 e fax 0922 – 590717.

  • L’indirizzo di posta elettronica è il seguente: [email protected],
  • Agrigento, terra del Mandorlo in Fiore, è una delle più caratteristiche cittadine agricole della Sicilia proprio per la mescolanza di splendidi mandorleti fioriti in primavera e vaste aree adibite a colture cerearicole nel periodo estivo.

Non mancano le coltivazioni di vasti agrumeti ed oliveti che spiccano in tutta la produzione locale e sono alla base dell’economia isolana. Nei secoli il nome Agrigento assunse diverse accezioni: i Greci la definirono Akragas che significa ” la terra alta “, i Romani la chiamarono Agrigentum, con gli Arabi fu Kerkent, i Normanni la denominarono Girgenti, Il paese venne fondato intorno al 580 a.C. da un gruppo di coloni ciprioti provenienti da Gela. Esso conobbe un primo periodo di splendore sotto il governo del tiranno Terone intorno al 490 a.C. Devastata dai Cartaginesi, la cittadina risorse con il sovrano Timoleonte nel 340 a.C.

Circa. Nell’827 d.C. fu conquista degli Arabi che la resero più ricca e più bella per la costruzione di numerose moschee. Nel 1087 fu sede normanna. A partire dal XIV secolo il paese appartenne a diverse famiglie nobiliari quali quella dei Chiaramonte e dei Montaperto. Sotto la dominazione spagnola e dei Borboni la città conobbe un periodo di progressivo declino, poi venne infine liberata nel 1860 grazie all’intervento di Garibaldi.

Numerosi ed insigni sono i monumenti presenti in tutta la città fra i quali citiamo la Cattedrale eretta nel secolo XI dal vescovo Gerlando che racchiude una Cappella dedicata allo stesso e la Chiesa di San Nicola del XIII secolo adibita a Museo Archeologico. Inoltre troviamo la del XIII secolo la cui struttura sorge sopra un tempio del V secolo a.C. ” La più bella città dei mortali “: così venne definita Agrigento da Pindaro poeta greco del V secolo a.C. Essa nell’antichità fu una delle tre metropoli accanto ad Atene e Siracusa e fu patria di grandi filosofi come Empedocle e drammaturghi come il Premio Nobel Luigi Pirandello.

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