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Da Cosa Dipende La Durata Di Un Uomo?

Da Cosa Dipende La Durata Di Un Uomo

Quanto deve durare un uomo in un rapporto?

Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d’animo non ci sono sorprese a letto. Anaïs Nin Una ricerca riportata dal Journal Sexual Medicine, in maniera assolutamente statistica, ci fornisce alcuni dati relativi alla durata ottimale di un rapporto sessuale.

Un rapporto sessuale dovrebbe durare infatti dai 3 ai 13 minuti. Quando il rapporto sessuale si conclude all’incirca dopo un minuto, si può parlare di eiaculazione precoce, Questa interpretazione – con uno sguardo esclusivamente alle lancette dell’orologio – non tiene conto della dimensione relazionale e femminile del piacere sessuale.

La ricerca condotta da 50 ricercatori della Society for Sex Therapy and Reserch di Washington, ha dimostrato che un rapporto sessuale che superi i 13 minuti è addirittura a “rischio noia”. Gli studiosi hanno valutato la durata del rapporto sessuale in funzione di 4 criteri:

  1. adeguato (tra i tre e sette minuti)
  2. auspicabile (tra i sette e tredici minuti)
  3. troppo breve o troppo lungo (al di sotto del minuto, oltre i 13 minuti).

Da psico-sessuologa, questa ricerca mi fa sorgere parecchie domande:

  • Si possono davvero definire i tempi al di sotto e al di sopra dei quali le cose non funzionano bene?
  • Il concetto di “soddisfazione sessuale” correla sempre con il concetto di durata?
  • La variabile tempo – tranne nei casi di eiaculazione precoce o ritardata conclamata – è sempre così importate?
  • Il tempo è esclusivamente correlato all’aspetto penetrativo?
  • E l’attesa e i preliminari?
  • Quanto la pornografia è stata in grado di influenzare il sentire comune?
  • “Dimensioni” dei genitali e “durata” del rapporto sono variabili a cui bisogna far riferimento sempre e comunque?
  • Veramente oltre i 13 minuti, una coppia che si ama e si desidera, è a rischio di noia?

Sposterei l’attenzione dalla quantizzazione e valutazione di aritmetica memoria della sessualità a concetti, certamente non misurabili, ma determinanti, come l’empatia e l’allegria, l’intesa di sensi e di pelle, lo scambio e il gioco, l’alleanza di coppia e la dimensione della complicità mentale ed emozionale.

Cosa deve fare un uomo per durare di più a letto?

Rimedi per l’eiaculazione precoce – Il primo passo per affrontare l’eiaculazione precoce è un’accurata diagnosi che possa valutare la presenza di fattori organici che causano o mantengono la disfunzione. Tale valutazione può essere effettuata da un medico andrologo e permette di individuare ed eventualmente intervenire su questa tipologia di cause, ad esempio attraverso la somministrazione di Dapoxetina, un farmaco che aumenta la disponibilità di serotonina a livello cerebrale e modula i tempi eiaculatori.

Più spesso, tuttavia, i fattori che originano e mantengono il disturbo sono di natura psicologica e come tali devono essere trattati attraverso rimedi specifici per l’eiaculazione precoce, Dal momento che i livelli di stress hanno un impatto fisiologico sulla risposta sessuale, la prima opzione è quella di alleviare il carico lavorativo e regolarizzare i ritmi sonno-veglia; in tal senso è utile anche ridurre, se non eliminare, l’assunzione di sostanze come alcol e nicotina.

D’altro canto la letteratura sottolinea come gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce spesso tentino strategie di gestione dell’eccitamento ricorrendo alla distrazione durante i rapporti sessuali. Questi tentativi gli impediscono di porre attenzione alle proprie sensazioni facilitando l’improvviso raggiungimento dell’orgasmo.

  1. Pertanto, un primo rimedio è quello di indurre uno stato di rilassamento prima della prestazione sessuale e mantenere l’attenzione sulle sensazioni fisiche durante il rapporto.
  2. Per fare questo è importante che ogniqualvolta la mente si distrae dal coito semplicemente venga notato dove la mente indugia e riportata l’attenzione alle sensazioni corporee.

Può essere utile anche esercitarsi in tecniche di rilassamento progressivo che con la pratica permettono di raggiungere un rilassamento muscolare in tempi brevi. Una forma particolare di rilassamento è quello della muscolatura pelvica. Tali muscoli infatti facilitano o inibiscono l’eiaculazione e sono gli stessi muscoli che interrompono la minzione.

Contraendoli e rilasciandoli volontariamente durante il giorno (Esercizi di Kegel) è possibile raggiungere un grado di consapevolezza che permette di rilassarli e ritardare l’eiaculazione, Un secondo potenziale rimedio per l’eiaculazione precoce è esercitarsi a mantenere il rilassamento anche durante la masturbazione.

Per far questo è necessario praticare dell’autoerotismo acquistando e perdendo ripetutamente l’erezione attraverso leggere carezze e focalizzando l’attenzione esclusivamente sulle sensazioni fisiche. Una volta presa confidenza con tale procedura, può essere introdotta la tecnica dello stop-start (Semans, 1956).

Questo esercizio permette di imparare a mantenere alti livelli di eccitazione senza raggiungere l’orgasmo; sempre durante la masturbazione, l’uomo cerca di raggiungere il livello massimo di eccitamento – circa sette su una scala da zero a dieci – per poi, quando sente sopraggiungere l’orgasmo, interrompere la stimolazione.

L’urgenza eiaculatoria diminuirà nel giro di alcuni secondi e a quel punto l’uomo riprende la stimolazione. La ripetizione di questo esercizio settimanalmente permette di aumentare i tempi di latenza e di abituarsi alle sensazioni che precedono l’orgasmo.

Infine, qualora l’uomo sia in una relazione stabile, è utile instaurare nella coppia un clima di serenità e intimità, ad esempio discutendo apertamente e con rispetto di cosa piace o non piace durante il rapporto e di quali sono i sentimenti e le emozioni evocate dall’attività sessuale. Creare un clima positivo e accogliente facilita la riduzione dell’ansia e aumenta l’ intesa sessuale e di coppia,

È da sottolineare come l’ eiaculazione precoce sia una disfunzione complessa che mina profondamente il benessere psicologico dell’uomo; come tale richiede un’attenta valutazione e interventi mirati per la sua risoluzione. I rimedi per l’eiaculazione precoce appena descritti difficilmente sono di per sé risolutivi.

  1. Qualora, infatti, i fattori psicologici o relazionali siano stati individuati come fattori causali o di mantenimento della disfunzione, la terapia cognitivo-comportamentale risulta il trattamento d’elezione.
  2. Essa prevede un percorso mirato volto all’aumento dei tempi di latenza eiaculatoria attraverso lo sviluppo della consapevolezza circa le sensazioni fisiche che precedono l’orgasmo.
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Questo obiettivo è raggiunto sia attraverso tecniche comportamentali come lo stop-start, sia tramite un lavoro cognitivo di gestione dell’ ansia da prestazione, Come detto, tuttavia, l’eiaculazione precoce coinvolge l’intera coppia, diventando motivo di frustrazione, rabbia, tristezza e insoddisfazione. ACQUISTA ORA SU AMAZON

Cosa vuol dire quando un uomo dura poco?

Cause psicologiche – L’aspetto psicologico è determinante. Ansia sociale, ansia da prestazione, depressione, problemi di coppia, insoddisfazione per l’immagine corporea, assuefazione da masturbazione ed esperienze sessuali negative sono tutti fattori che spesso contribuiscono a generare il disturbo.

Perché un uomo viene tardi?

Diffusione del problema orgasmico – La prevalenza della eiaculazione ritardata è estremamente variabile tra gli studi presenti in letteratura, con dati che oscillano tra lo 0,15% e l’11%. Questa variabilità è sicuramente dovuta al fatto che non esiste ancora un dato quantitativo rispetto a quello che clinicamente definiamo “ritardo eiaculatorio”.

Cosa succede se non si eiacula da tanto tempo?

Conseguenze dell’eiaculazione ritardata – Il termine “ritardata” non ha una precisa definizione di tempo, non c’è un consenso unanime sulla demarcazione di un tempo ragionevole per la ricerca e l’ottenimento dell’orgasmo. Alcuni uomini, infatti, ricercano l’orgasmo durante l’attività sessuale per tempi anche molto prolungati fino ad arrivare a un estenuamento fisico e al dolore nelle parti genitali proprie e del partner.

  1. gli uomini cominciano a evitare i rapporti sessuali;
  2. diminuzione di desiderio sessuale nei partner;
  3. stress psicologico in entrambi i soggetti.

Quanto resiste una donna a letto?

Quanto resiste una donna senza fare l’amore? l sesso in un rapporto di coppia è espressione dell’amore che lega al partner ma, oltre a questo, è anche una necessità fisica. Eppure le donne, a differenza degli uomini, resistono molto più a lungo senza fare l’amore.

  • Quanto più a lungo? A rispondere a questo quesito ci ha pensato un sondaggio effettuato dalla rivista tedesca Petra,
  • È stato intervistato a tal proposito un campione di donne di età compresa tra i 29 e i 39 anni.
  • I risultati del sondaggio sono stati poi diffusi dal settimanale tedesco Bild sulla propria pagina web.

Volete sapere cosa ci hanno svelato? I risultati del sondaggio Le interviste hanno messo in evidenza che le donne hanno un capacità di resistenza davvero alta : il 27% dichiara infatti di non aver avuto rapporti sessuali per un periodo di tempo di 6 mesi, il 41% per un anno ed il 33% per due.

Il dato più sconvolgente però riguarda quelle donne che hanno ammesso di poter rinunciare completamente al sesso: una percentuale di ben il 58%, vale a dire più della metà del campione sottoposto al sondaggio, Astinenza? A che prezzo? Il fatto che le donne dichiarano di poter stare senza fare l’amore per periodi molto lunghi, però, non vuol dire che questo avvenga senza alcuna ripercussione, soprattutto sul loro stato d’animo.

Secondo Marlene Ann Henning, psicologa e sessuologa danese, le donne non sarebbero affatto realizzate da esperienze di astinenza di lungo periodo. Al contrario il 14% manifesta irrequietezza dopo 3 mesi trascorsi senza fare l’amore, dopo sei mesi invece si dichiara stressato e addirittura disperato dopo un anno.

Quando vengo mi rimane duro?

Cos’è il periodo refrattario? Il periodo refrattario post orgasmo è un tempo fisiologico di tempo che sopraggiunge dopo l’orgasmo. Nell’uomo questo periodo in cui non prova più piacere è caratterizzato dall’incapacità fisiologica di raggiungere un’erezione.

Cosa mangiare prima di fare l’amore uomo?

Non solo ostriche – Prima di fare l’amore, è consigliabile consumare frutti di mare, Il motivo è semplice: il loro contenuto in zinco stimola la produzione di testosterone, favorisce l’eiaculazione ed è benefico per il liquido spermatico. Semaforo verde anche per il pesce crudo : una porzione di sushi, una tartare di salmone o, ancora, un piatto di vongole e cozze sono menu perfetti per migliorare le performance sotto le lenzuola.

  1. Al contrario, meglio evitare di eccedere nel consumo di carni rosse e lavorate (per esempio, insaccati e carne in scatola) che, invece, “remano contro” una buona prestazione sessuale.
  2. Come contorno, sono indicate verdure quali asparagi e cicoria,
  3. Entrambe queste tipologie di verdura, infatti, stimolano la produzione di ormoni sessuali maschili,

Broccoli, spinaci e legumi, invece, aumentano la naturale produzione di spermatozoi. Sì anche alle uova, una vera e propria “bomba” per la libido maschile : riequilibrano i livelli degli ormoni maschili, facendo impennare il desiderio. Un altro ingrediente “verde” da mettere in tavola prima di fare l’amore, è senza dubbio l’ avocado,

Come avere una erezione più forte?

Come migliorare la prestazione sessuale maschile – Per ottimizzare le proprie prestazioni sessuali, si possono percorrere diverse strade. Tra i metodi più efficaci, è doveroso citare gli esercizi di Kegel, che consentono di controllare l’eiaculazione e di incrementare forza e durata dell’erezione.

Questa tecnica consiste nel tenere in tensione i muscoli pelvici, stando sdraiati o a cavalcioni. Si tratta di una pratica da ripetere almeno 2 o 3 volte al giorno. In alternativa si può intervenire anche sulla sfera sensoriale, con massaggi tantrici o ai testicoli : movimenti regolari con leggere pressioni, volti ad aumentare desiderio e piacere, e sprigionare la propria energia sessuale.

Anche la respirazione è importante: ispirazione ed espirazione contribuiscono al rilassamento di mente e corpo. Allenamento aerobico (ciclismo, nuoto, camminata) e di forza, come in palestra, possono rivelarsi ottimali: sollevamento pesi, squat, manubri dilatano i vasi, stimolano la circolazione e l’afflusso di sangue al pene, migliorando il funzionamento degli organi sessuali.

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aglio e ortica, ottimi tonificanti, importanti per la circolazione. Così come il peperoncino, vasodilatatore che facilita l’afflusso di sangue ai genitali; cannella, digestiva e stimolante, nella medicina ayurvedica è impiegata per contrastare l’impotenza; cioccolato, fonte di feniletilamina che agisce a livello cerebrale, innalza il tasso di endorfine e accresce il piacere sessuale; mais, amico delle dopamine, e zafferano che contiene sostanze ormonosimili, ideali per il buonumore; sedano o sedano rapa, che incentiva le attività delle ghiandole sessuali, grazie anche alle sue proprietà remineralizzanti e rinfrescanti; pesce (salmone, tonno), olio d’oliva e avocado, fonti di Omega 3 che abbassano il colesterolo e sono un toccasana per il buon funzionamento dell’apparato cardiovascolare; arachidi e fagioli, con vitamina B1, che coadiuva il sistema nervoso, sostenendo gli impulsi che vanno dal cervello al pene; uova, capaci di bilanciare i livelli ormonali.

Perché vengo dopo 1 minuto?

Quali sono le cause dell’eiaculazione precoce? – L’ eiaculazione precoce ha cause di due tipi: fisiche e organiche, che vengono diagnosticate dall’ urologo, e psicologiche, diagnosticate dallo psicoterapeuta o dal sessuologo, Le cause fisiche possono essere: stati infiammatori, prostatiti, ipertiroidismo, anomalie anatomiche del frenulo (il lembo di pelle che unisce il glande al prepuzio ) e uretriti,

Quante volte deve venire l’uomo?

La frequenza di eiaculazione consigliata – La frequenza di eiaculazione consigliata per mantenere una buona salute della prostata è ancora oggetto di dibattito tra gli esperti. Tuttavia, ci sono alcune linee guida generali che possono essere utili per gli uomini che desiderano mantenere la salute della prostata.

In generale, gli esperti suggeriscono che gli uomini dovrebbero cercare di eiaculare almeno una volta alla settimana, Questo può essere fatto attraverso rapporti sessuali o attraverso la masturbazione. Alcune ricerche hanno suggerito che una maggiore frequenza di eiaculazione può essere associata a un rischio inferiore di sviluppare il cancro alla prostata,

Tuttavia, non c’è una quantità specifica di eiaculazione che sia considerata “troppo” o “troppo poco”. La frequenza ideale di eiaculazione può variare da persona a persona, a seconda dell’età, dello stile di vita e della salute generale. In generale, è importante ascoltare il proprio corpo e cercare di mantenere uno stile di vita sessualmente attivo e sano, che includa la masturbazione o le relazioni sessuali regolari.

Gli uomini dovrebbero anche sottoporsi a regolari controlli della prostata e discutere con il proprio medico eventuali preoccupazioni sulla salute della prostata. In definitiva, la masturbazione può essere una pratica salutare per la prostata e la salute sessuale maschile in generale, ma è importante mantenere uno stile di vita equilibrato e ascoltare le esigenze del proprio corpo.

Summary Article Name Masturbarsi fa bene alla prostata? Description La masturbazione è una pratica sessuale comune tra gli uomini, ma spesso associata a stigma e pregiudizi. Tuttavia, alcuni studi scientifici hanno dimostrato che la masturbazione può avere effetti benefici sulla salute della prostata. Author Dott. Alessandro Izzo Publisher Name Studio Medico Izzo Publisher Logo Da Cosa Dipende La Durata Di Un Uomo

Perché quando vengo non schizzo?

Durante l’orgasmo purtroppo non c’è un vero schizzo, anzi sembra più un gocciolamento. In alcuni casi però, molto rari, c’è stato ‘schizzo’ con forte pressione ma essendo casi eccezionali e non riconducibili a qualche cosa in particoalre sono preoccupato. Lo standard, dunque, è eiaculazione senza getto.

Come si capisce quando una donna è in calore?

Se siamo attenti, possiamo notare un fenomeno spontaneo: la forma delle sue pupille può rivelare l’eccitazione quando sono dilatate. Inoltre, è frequente notare come si tocchi spesso i capelli, magari lasciando intravedere il collo, una zona particolarmente sensibile. Anche l’inclinazione della testa può raccontare molto. Link Fonte | Richiesta rimozione fonte

Come si fa a capire se una donna ha avuto rapporti sessuali?

Il fisico cambia dopo un rapporto sessuale? – Molte persone si chiedono se dopo aver avuto un primo rapporto sessuale il fisico può subire mutazioni, In realtà, i più evidenti cambiamenti sono da riscontrarsi nel fisico della donna, ma si tratta di cambiamenti temporanei, che nel tempo svaniscono.

  1. Aumento del flusso sanguigno : dopo un’ eccitazione sessuale, il flusso sanguigno aumenta nei pressi dei genitali, causando un piccolo ingrossamento della vagina e del clitoride.
  2. Sensibilità del clitoride : dopo un orgasmo, il clitoride può diventare molto sensibile. Normalmente, è difficile che ciò avvenga prima di aver consumato effettivamente un rapporto sessuale.
  3. Rottura dell’ imene dopo il primissimo rapporto : solo in alcuni casi. L’imene è una sottile membrana vicino all’ingresso della vagina che può rompersi durante un rapporto sessuale. La sua rottura comporta un’esigua perdita di sangue e un dolore momentaneo. È importante sottolineare che questo fattore non è indice di un avvenuto rapporto sessuale, perché la sua rottura può avvenire in qualsiasi momento; per esempio tramite un assorbente interno, andando a cavallo o in bicicletta.

I cambiamenti fisici più immediati che si possono notare su una persona di ambo i sessi che ha appena consumato un rapporto sessuale possono essere:

  • arrossamento della pelle ;
  • aumento del battito cardiaco;
  • affaticamento, simile alle sensazioni che si hanno dopo aver fatto attività fisica.

Quanto tempo si può stare in astinenza un uomo?

Analizzando i dati del sondaggio è emerso che gli uomini europei tollererebbero l’astinenza per DUE SETTIMANE.

Perché si perde l’erezione durante un rapporto?

Le cause della disfunzione erettile – Le diverse cause che possono determinare l’insorgenza di una disfunzione erettile si distinguono in psicogene (ansia e depressione), endocrine (ipogonadismo o riduzione del testosterone), neurogene (Sclerosi multipla, morbo di Parkinson, traumi), vascolari (diabete, ipertensione, aterosclerosi), farmacologiche (antiipertensivi, psicofarmaci, terapie ormonali, etc), chirurgiche e radioterapiche,

È importante sottolineare che delle diverse cause possibili, alcune sono ” non modificabili “, mentre altre sono invece ” modificabili ” perché legate a fattori comportamentali. Cause psicogene Per anni quella psicogena è sembrata essere la più comune causa di disfunzione erettile; oggi i dati epidemiologici indicano che spesso è determinata o accompagnata anche da alterazioni di natura organica.

I meccanismi attraverso i quali i fattori psicologici possono favorire l’insorgenza di una disfunzione erettile non sono ancora completamente conosciuti. Un ruolo fondamentale è sicuramente svolto dall’iperattività del sistema nervoso simpatico, che si verifica ad esempio in condizioni di stress.

  1. Una condizione particolare è rappresentata dalla cosiddetta ” ansia da prestazione “, che determina un effetto inibitorio sull’erezione ed è frequente tra i giovani alle prime esperienze sessuali, nell’affrontare una nuova partner o dopo il verificarsi di un primo insuccesso nei rapporti sessuali.
  2. Cause endocrine (ormonali) Le malattie endocrine più strettamente correlate all’insorgenza della disfunzione erettile sono l’ipogonadismo e l’iperprolattinemia.
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Nell’ipogonadismo si verifica una riduzione dei livelli di testosterone, che si accompagna a un calo del desiderio sessuale e a una riduzione dell’attività erettile. Negli uomini con iperprolattinemia si ha invece un aumento della prolattina, che determina un deficit erettile associato a riduzione della libido e infertilità.

Cause neurogene Tra le patologie neurologiche a carico del sistema nervoso centrale che possono essere correlate alla disfunzione erettile occupano un ruolo di primo piano la Sclerosi multipla, la malattia di Alzheimer e il morbo di Parkinson, Le lesioni del midollo spinale e del bacino si associano molto spesso a disfunzione erettile di grado correlato al livello e all’entità della lesione.

Anche i nervi periferici che mediano l’erezione possono essere danneggiati in varie situazioni patologiche, soprattutto in caso di diabete. Cause vascolari A livello locale, le patologie vascolari responsabili di disfunzione erettile possono essere di natura sia arteriosa che venosa.

  1. Nel primo caso il deficit erettile è determinato da un ridotto afflusso di sangue al pene, mentre le patologie venose impediscono che il sangue rimanga ‘intrappolato’ all’interno del tessuto cavernoso del pene.
  2. L’aterosclerosi rappresenta certamente la causa più comune di disfunzione erettile di origine arteriosa.

Altre cause iatrogene di danno vascolare sono alcuni tipi di interventi chirurgici e la radioterapia della pelvi in caso di malattia oncologica. Sul piano sistemico, le patologie cardiovascolari rappresentano una delle principali condizioni predisponenti per la disfunzione erettile.

Un soggetto con una patologia cardiovascolare di qualsiasi tipo presenta un rischio più che raddoppiato di sviluppare un deficit erettile rispetto ad un maschio sano. L’ipertensione arteriosa è una patologia particolarmente frequente e determina una disfunzione erettile in circa il 40% degli uomini ipertesi.

L’infarto del miocardio si associa a deficit erettile in oltre il 45% dei pazienti e una più alta frequenza di disfunzione erettile si riscontra nei soggetti con ictus o altri incidenti cerebrovascolari (circa l’85%). Cause legate a patologie croniche Tra le malattie croniche che possono indurre disfunzione erettile, diabete e insufficienza renale cronica sono quelle che fanno registrare una più elevata incidenza.

In una percentuale variabile dal 35% al 75% dei maschi affetti da diabete si osserva la comparsa di un disturbo dell’erezione. Nei pazienti diabetici, con diabete controllato, la disfunzione erettile è meno frequente rispetto ai pazienti non trattati. Anche le patologie epatiche croniche si associano frequentemente all’insorgenza di una disfunzione erettile, in particolare se si tratta di epatopatie di origine alcolica.

Nel caso delle malattie neoplastiche, il deficit erettile può essere determinato da cause sia organiche che di tipo psicologiche. Cause farmacologiche Circa il 25% delle disfunzioni erettili è causato da una terapia farmacologica. Tra le categorie farmacologiche maggiormente implicate vanno menzionati: gli psicofarmaci, le terapie ormonali, gli antipertensivi.

Sono soprattutto questi ultimi, considerata l’elevata incidenza dell’ipertensione arteriosa, a rappresentare una delle principali cause iatrogene di disfunzione erettile. Tra i beta-bloccanti, il propanololo determina un deficit erettile in circa il 15% degli uomini trattati; i diuretici presentano un rischio di indurre disfunzione erettile più di due volte superiore rispetto al placebo.

I tranquillanti maggiori e i sedativi ipnotici inducono deficit erettile e riducono la libido. Alcuni farmaci con azione ormonale possono indurre una disfunzione erettile attraverso una riduzione dei livelli di Testosterone o mediante un’azione antagonista nei confronti di quest’ormone.

  • Cause chirurgiche e radioterapiche La radioterapia e gli interventi chirurgici o endoscopici a livello della pelvi possono determinare una disfunzione erettile a seguito di lesioni nervose o vascolari.
  • La prostatectomia radicale per carcinoma della prostata e la cistectomia radicale per carcinoma della vescica rappresentano, tra gli interventi urologici, le principali cause di disfunzione erettile postchirurgica.

Anche seguito a trattamento radioterapico per carcinoma prostatico, infatti, è stato registrato un deficit erettile in una percentuale variabile dal 30 all’85% dei pazienti trattati. Tra i numerosi fattori che sembrano condizionare l’insorgenza di deficit erettile postoperatorio, l’età del paziente e la tecnica operatoria rappresentano le determinanti di maggiore importanza.

Condizioni predisponenti L’abitudine al fumo è una causa assai diffusa di disfunzione erettile. Il numero di sigarette fumate al giorno e la durata dell’abitudine al fumo sono direttamente correlate all’insorgenza di una disfunzione erettile. Rispetto ai non fumatori, i soggetti fumatori o ex fumatori presentano dunque un rischio significativamente più elevato di sviluppare una disfunzione erettile.

Va anche segnalato che l’associazione del fumo ad altri fattori di rischio determina effetti moltiplicatori sul rischio di sviluppare un deficit erettile; per esempio, nei diabetici fumatori il rischio è maggiore che nei diabetici non fumatori. Altre condizioni predisponenti sono rappresentate da obesità, alcolismo cronico e uso di droghe.

Quando facciamo l’amore perde l’erezione?

L’erezione scompare durante i motivi sessuali? – Con la Disfunzione Erettile (DE), è impossibile raggiungere e/o mantenere un’erezione di qualità durante il rapporto sessuale. Nella maggior parte dei casi, questa non è una malattia indipendente, ma un sintomo di disturbi più gravi nel corpo,

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