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Gpt Alt Alto Cosa Fare?

Gpt Alt Alto Cosa Fare

Quando sono preoccupanti le transaminasi alte?

AST (GOT) – L’aspartato aminotransferasi (AST) trova maggior diffusione nell’organismo, venendo espressa non solo nel fegato, ma anche in

cuore, muscoli, reni;

valori più alti del normale possono quindi essere rilevati anche in caso di infarto, oltre che di danno epatico. I risultati sono considerati davvero preoccupanti quando superano di almeno 10 volte i valori normali, ma possono raggiungere concentrazioni anche 100 volte superiori. I livelli di AST iniziano ad aumentare prima della comparsa dei segni e sintomi clinici di malattia.

Come abbassare le transaminasi GPT?

Come abbassare il livello delle transaminasi – Transaminasi alte indicano che qualcosa sta accadendo al fegato, sebbene questo possa anche indicare altre condizioni da monitorare. Se dagli esami del sangue risulta un alto livello di transaminasi, rivolgersi a un medico è essenziale per trovare la causa di questa condizione.

  • Tuttavia, se non vi è alcuna malattia particolare che causa l’alterazione, è possibile abbassare i livelli delle transaminasi facendo attenzione ad alcuni accorgimenti,
  • Transaminasi alte indicano, nella maggior parte dei casi, che si ha una condizione o un danno al fegato.
  • La possibilità di abbassare i livelli apportando modifiche alla dieta o utilizzando rimedi naturali dipende interamente dalla condizione in corso,

Se si dispone di livelli elevati di transaminasi, è necessario rivolgersi ad un medico per determinare la causa di queste elevate quantità. In presenza di alcune condizioni (come, cirrosi epatica, epatite, mononucleosi, ischemia, mancanza di sangue nel fegato, morte del tessuto epatico, tumori o cancro del fegato ) è necessario intervenire con un trattamento medico specifico,

Inoltre, nel caso di condizioni come la cirrosi, la malattia è cronica e quindi non esiste una cura, anche se il miglioramento dello stile di vita può aiutare molto questa condizione, quindi progredisce più lentamente. Se la transaminasi è alta causa dell’infiammazione del fegato, di un fegato grasso, dell’assunzione di droghe o di sostanze tossiche o di qualsiasi altra condizione reversibile, il cambiamento profondo dello stile di vita è essenziale per rimettersi in salute.

Inoltre, anche apportare modifiche alla dieta può essere funzionale ad abbassare i livelli di transaminasi, quindi è raccomandabile seguire una dieta a basso contenuto di grassi e priva di cibi fritti o junk food. L’assunzione di carni grasse dovrebbe essere limitata e sostituita dal consumo di carni magre.

Anche pasticcini, zucchero e dolci lavorati dovrebbero essere evitati perché sono ricchi di grassi e zuccheri, ingredienti che non apportano benefici al fegato. Per qualsiasi condizione del fegato, è importante eliminare l’assunzione di alcol, perché altamente dannoso per il fegato. Inoltre, è bene bere almeno 2 litri di acqua al giorno per aiutare a rimuovere il grasso corporeo.

Seguire una dieta equilibrata ricca di verdure, carni magre e frutta crea un cambiamento importante per i pazienti con transaminasi elevate. È consigliato per i casi di obesità e di fegato grasso, consultare un nutrizionista per iniziare una dieta che faciliti la riduzione del grasso e la perdita di peso,

Se si conduce uno stile di vita sedentario e si segue un’alimentazione scorretta, è bene praticare dell’attività fisica, Esercitarsi almeno 3 volte alla settimana può apportare un grande cambiamento nella vita, facilitando la rimozione del grasso e aiutando la salute del fegato. Si può iniziare camminando 30 minuti al giorno, sebbene nei casi di obesità si raccomanda di iniziare un piano di attività fisica che promuova la perdita di peso.

Inoltre, qualora si volesse ricorrere all’uso di piante medicinali (sotto forma di infusi) per abbassare le transaminasi alte e migliorare la salute del fegato, è opportuno consultare il proprio medico, in quanto quest’ultime non dovrebbero essere consumate se si hanno gravi danni al fegato o se si soffre di una malattia cronica in questo organo.

Cosa fa aumentare ALT?

Cosa comporta avere le transaminasi alte? –

Nella maggior parte dei casi, l’aumento delle transaminasi è modesto e temporaneo, purtroppo però vi sono casi in cui il valore troppo alto può significare un serio disturbo al fegato, che può anche essere cronico.

Quando le cellule del fegato, o dei muscoli, cuore compreso, sono danneggiate, le transaminasi si riversano nel sangue in maniera eccessiva, Con un semplice prelievo del sangue, quindi, è possibile conoscere il loro valore assoluto e quello relativo ( rapporto AST/ALT ), dati che permetteranno, insieme a un’accurata anamnesi e un attento esame obiettivo del medico, di contribuire alla diagnosi di un eventuale disturbo dei tessuti nei quali questi enzimi sono più concentrati.

dal fegato grasso alla cirrosi epatica, epatiti ed anche un infarto cardiaco, o un trauma muscolo scheletrico, alcolismo, obesità, ma anche celiachia e allergie alimentari.

Cosa comporta il GPT alto?

Come abbassare i valori delle Transaminasi GPT in modo naturale – Le transaminasi GPT (o ALT) sono un enzima presente principalmente nel fegato e nei tessuti muscolari. Valori elevati di transaminasi GPT possono indicare un danno al fegato o ad altri organi. Per abbassare i valori GPT in modo naturale è importante adottare uno stile di vita sano e attenersi a una dieta equilibrata.

Quale farmaco per disintossicare il fegato?

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Quali sono i cibi da evitare con le transaminasi alte?

come comportarsi a tavola – — Come detto, anche la cattiva alimentazione può essere legata alle transaminasi alte: “In questo caso, è importante correggere la propria dieta. La prima cosa da evitare è l’alcool : è una delle principali cause di danni al fegato e può aumentare il livello delle transaminasi.

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Quali sono le cause che fanno alzare le transaminasi?

L’aumento delle transaminasi può essere sintomo di varie patologie, tra le quali ci sono : allergia alimentare, celiachia, cirrosi biliare primitiva, cirrosi epatica, epatite, infarto miocardico, ipotiroidismo, mononucleosi, pancreatite, steatosi epatica, tumore al fegato.

Cosa vuol dire ALT GPT alto?

Transaminasi ed altri esami – Tra gli esami prescritti con maggior frequenza ricordiamo:

ALT (alanina amino transferasi). L’ALT (o GPT) è un enzima del fegato che aiuta l’organismo a metabolizzare le proteine. Si tratta di una proteina sintetizzata esclusivamente in quest’organo e in caso di lesioni viene riversata nel sangue aumentando quindi la concentrazione presente oltre i limiti normali. Il valore è è più specifico rispetto al dosaggio dell’AST. AST (aspartato transaminasi). L’AST è un enzima che, come l’ALT, quando non ci sono problemi si trova nel sangue in minime quantità. L’aumento dei livelli può indicare una patologia o una lesione al fegato. È meno specifica in quanto si trova anche in altre parti del corpo (cuore, reni, muscoli e cervello). ALP (fosfatasi alcalina). L’ALP è un enzima del fegato, dei dotti biliari e delle ossa. Se il suo livello è più alto del normale può indicare l’ostruzione dei dotti biliari (per esempio a causa di calcoli alla cistifellea); non è specifica, in quanto può aumentare anche in caso di determinate patologie ossee. Albumina e proteine totali. L’albumina è una delle proteine prodotte dal fegato ed usata, tra l’altro, per mantenere una corretta pressione dei fluidi corporei e funge da trasportatore nel sangue per moltissime molecole diverse (anche farmaci). Se i livelli di albumina e proteine totali sono più bassi del normale possono indicare problemi o lesioni al fegato. Bilirubina. La bilirubina è una sostanza di colore giallo prodotta dalla normale disgregazione dei globuli rossi; passa nel fegato, dove viene incorporata nella bile e successivamente eliminata attraverso le feci. Se il fegato non funziona correttamente la bilirubina non viene più eliminata correttamente e può rimanere nel sangue, che è in grado di trasportarla in tutto l’organismo con la conseguenza di una progressiva comparsa della tipica colorazione giallastra di pelle e occhi (ittero). GGT (gamma glutamil transferasi). La GGT è un enzima contenuto nel sangue. Se il livello è più alto del normale, può indicare una lesione al fegato o ai dotti biliari. LDH (l- lattato deidrogenasi), È un enzima che si trova nel fegato. Se il suo livello è più alto del normale, può indicare una lesione al fegato. Conta delle piastrine, Si tratta di cellule presenti nel sangue, protagoniste della prima parte del processo di emostasi (riparazione di ferite), ma in questo caso l’esame viene usato per monitorare la salute del fegato (il valore può significativamente ridursi in caso di cirrosi e altri problemi gravi). Tempo di protrombina (PT). È il tempo che il sangue impiega per coagularsi e fa riferimento alla protrombina, una proteina prodotta dal fegato e coinvolta nel meccanismo di coagulazione. Se il tempo di protrombina aumenta significa che il fegato può avere qualche problema a produrre la giusta quantità di proteine, a causa per esempio di cirrosi o di altro danno grave.

Qual è la cosa che fa più male al fegato?

I 10 alimenti più dannosi per il fegato – Dopo aver visto i cibi amici del fegato, è altrettanto importante conoscere gli alimenti che fanno male al fegato e che è bene quindi evitare o limitarsi nell’assumerli. Soprattutto per chi soffre di angioma al fegato, i cibi da evitare sono quelli che tendono ad addensare il sangue come gli insaccati, gli alimenti in scatola, il troppo sale che fa sempre male, lo zucchero e le carni rosse.

Quanto tempo ci vuole per far abbassare le transaminasi?

Marco Massari Centro per le Epatiti Croniche – U.O. Malattie Infettive – Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova – Reggio Emilia Ermanno Gabbi U.O. Malattie Infettive Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova – Reggio Emilia –

Le transaminasi Cause di ipertransaminasemia Ruolo della biopsia epatica nello studio delle ipertransaminasemie Bibliografia

Tra gli esami più frequentemente richiesti dai medici, sia ospedalieri che di famiglia, vi è senz’altro la determinazione delle transaminasi, e non di rado vengono riscontrati valori al di sopra dei limiti di norma. Se ciò non pone problemi particolari in pazienti già noti come portatori di una malattia epatica cronica, altre volte, in soggetti altrimenti ritenuti sani, ricercarne la causa può implicare un percorso diagnostico relativamente complesso e non sempre in grado di fornire una spiegazione soddisfacente della alterazione enzimatica osservata.

  1. Alcuni dati di letteratura mostrano che circa l’8-10% delle ipertransaminasemie persistenti resta ad eziologia sconosciuta nonostante un iter diagnostico approfondito.
  2. Occorre anche considerare che il 3-31% dei pazienti con malattia epatica terminale ha una cirrosi cosiddetta criptogenetica e questa rappresenta, da sola, il 7-14% delle indicazioni al trapianto epatico negli Stati Uniti 1,2,3,

D’altro canto non sempre una ipertransaminasemia di lieve entità viene attentamente presa in considerazione dal medico, con il rischio di non identificare una malattia epatica potenzialmente curabile 4, Sulla base di questa premessa ci sembra che trovi piena giustificazione la pubblicazione sul bollettino di un articolo che si occupa di diagnosi.

Partendo da un dato laboratoristico aspecifico, solo seguendo un percorso diagnostico razionale si può arrivare a formulare una diagnosi precisa del tipo di epatopatia (o altra causa) con la quale abbiamo a che fare e, di conseguenza, potremo indicare se e come impostare un iter terapeutico altrettanto razionale che sarà oggetto della 2 a parte dell’articolo.1.

Le transaminasi Risale ai primi anni ’50 da parte di De Ritis et al. l’evidenza di una correlazione tra rialzo dei valori sierici delle transaminasi e la presenza di un danno epatico. La aspartato-aminotransferasi sierica (AST o SGOT) è un enzima che si trova in elevate concentrazioni nel fegato, nel muscolo scheletrico e cardiaco, nel rene, nel pancreas e nei globuli rossi; all’interno delle cellule è presente sia nel citoplasma che nei mitocondri.

  1. Non è possibile distinguere l’organo-fonte delle AST, mentre in alcuni laboratori è possibile differenziare l’isoenzima mitocondriale da quello citoplasmatico.
  2. La alanino-aminotransferasi sierica (ALT o SGPT) è principalmente contenuta nel fegato, mentre in altri organi è in bassa concentrazione; all’interno delle cellule è presente solo a livello citoplasmatico.

I valori normali Le transaminasi sono rilasciate in caso di necrosi o di danno cellulare con aumento di permeabilità di membrana ed una minima quantità è costantemente e fisiologicamente presente nel siero. Come per altri test di laboratorio il valore normale è dato dalla media dei valori riscontrati in un gruppo di soggetti sani ±2 deviazioni standard: quindi, per definizione, il 5% dei valori ottenuti in soggetti sani è al di fuori del range di normalità (nel 2,5% dei casi al di sopra e nel 2,5% dei casi al di sotto dei limiti stabiliti).

  1. I valori oggi utilizzati (in genere 7-40 UI/l) sono stati ottenuti da studi eseguiti negli anni ’80 su popolazioni di donatori di sangue, allora non sottoposti a screening per HCV, e non valutatati per una patologia oggi ritenuta relativamente diffusa, la steatoepatite non alcolica (NASH).
  2. E’ possibile pertanto che i valori attualmente utilizzati includano nel range di normalità soggetti con malattia necroinfiammatoria epatica, anche se di lieve entità.

Alcuni studi hanno mostrato che i valori delle transaminasi sono correlati all’indice di massa corporeo (Body Mass lndex: BMI), alla trigliceridemia, alla colesterolemia, alla glicemia, all’uso di contraccettivi orali, e che in individui con questi parametri nella norma i valori delle ALT al 95° percentile erano per i maschi di 30 e per le donne di 19; altri studi hanno mostrato come nei donatori di sangue la riduzione del valore massimo di ALT a 30 UI/I ha permesso l’identificazione di un maggior numero di soggetti con epatite cronica da HCV e con steatoepatite non alcolica 5 ‘ 6,

Ma se questo è vero per una popolazione selezionata come quella dei donatori di sangue, nella popolazione generale, ove sono frequenti i soggetti sovrappeso, con anomalie del metabolismo glicolipidico o che assumono discrete quantità di alcool, si rischierebbe di osservare di frequente valori alterati in una popolazione non affetta da malattia epatica.

E’ stato pertanto proposto di correlare i valori delle transaminasi alla costituzione corporea ed al sesso, proponendo i seguenti parametri:

femmine:

BMI* < o = 23, VN ALT= 31 UI/l BMI > o = 23, VN ALT= 44 UI/l

maschi:

BMI < o = 23, VN ALT = 42 UI/l BMI > o = 23, VN ALT = 66 UI/l *BMI (Body Mass Index) = (Peso corporeo in kg):(altezza in m 2 ) 2. Cause di ipertransaminasemia A fronte di una ipertransaminasemia di recente scoperta occorre innanzitutto procedere ad una corretta anamnesi e ad uno scrupoloso esame obiettivo, poi, in assenza di elementi che possono fare sospettare la presenza di una epatopatia cronica, dovrà essere programmato un nuovo controllo enzimatico a distanza di 2-3 mesi, eventualmente esteso ad altri esami di funzionalità epatica (fosfatasi alcalina, gamma GT, bilirubinemia, emocromo, elettroforesi proteica). In caso di conferma della ipertransaminasemia potrà essere avviato un iter diagnostico rivolto a ricercare la causa della alterazione enzimatica. Anamnesi Sono da approfondire i seguenti aspetti: familiarità per epatopatia; tossicodipendenza; trasfusioni di sangue o emoderivati; ospedalizzazioni ed interventi chirurgici anche minori; analisi delle abitudini dietetiche con particolare riferimento alla assunzione di bevande alcoliche; presenza di malattie endocrinometaboliche (diabete, ipoipertiroidismo, etc); presenza di malattie neuromuscolari, quali miopatie tipo Duchenne e polimiositi; uso di farmaci, tra cui i contraccettivi orali; recenti stress fisici; recenti traumi muscolari, quali ad es. una iniezione intramuscolare; presenza di scompenso cardiaco; storia di malassorbimento (es. malattia celiaca). Esame obiettivo Una scrupolosa visita del paziente permetterà di evidenziare segni di epatopatia cronica (epatomegalia, spider nevi, eritema palmare, ipertrofia delle parotidi etc), di accertare la conformazione fisica e lo stato nutrizionale (Body Mass lndex), di valutare il colore della cute (emocromatosi), di evidenziare eventuali patologie extraepatiche (es. malattie muscolari, scompenso cardiaco).2.1 Abuso di alcol La diagnosi può essere difficile in quanto molti pazienti rimuovono il problema o sottostimano la quantità di bevande alcoliche consumate. Dati indiretti di assunzione incongrua di bevande alcoliche possono derivare da un rapporto AST/ALT > di 2:1 (speciticità del 70%), da un aumento delle gamma GT e delle IgA, oppure da una macrocitosi.2.2 Uso di farmaci, droghe, erbe medicinali Occorre eseguire una accurata anamnesi farmacologica, con particolare attenzione verso farmaci utilizzati con continuità, magari in assenza di prescrizione medica, come ad esempio gli antiinfiammatori non steroidei; altri farmaci che frequentemente possono dare ipertransaminasemia sono gli antibiotici, gli antitubercolari, gli antiepilettici, le statine e gli ipoglicemizzanti orali. Vanno pure ricordati alcuni preparati a base di erbe ed anche sostanze usate illecitamente per doping o a scopo voluttuario (steroidi anabolizzanti, cocaina, extasy, solventi e colle).2.3 Epatite croniche virali I dati epidemiologci mostrano come la prevalenza di malattie epatiche nella popolazione generale italiana sia del 3-5%, di cui il 70% causate da virus. La prevalenza di positività per HbsAg nella popolazione adulta è di circa il 2,4% e quella per HCV-Ab del 3%: complessivamente si stima che vi siano almeno 3 milioni di individui affetti da epatite cronica (2 milioni da HCV ed 1 milione da HBV). Deve essere tenuto in considerazione anche il ruolo dei flussi migratori da aree geografiche ad elevata endemia per i due virus (Albania, Egitto, Romania, etc). HCV L’epatite cronica da HCV rappresenta attualmente la causa principale di morbilità e mortalità tra le malattie epatiche. La sensibilità del test ELISA di terza generazione oggi utilizzato per la ricerca di anticorpi anti-HCV è di circa il 97%, ma la specificità dell’esame è assai diversa a seconda che venga utilizzato in popolazioni a bassa prevalenza di malattia, quale è quella dei donatori di sangue (valore predittivo positivo del 25%), o in popolazioni ad elevata prevalenza di infezione (tossicodipendenti, politrasfusi ecc) (valore predittivo positivo del 88-95%). Dunque mentre un test ELISA positivo in un paziente con alterazione delle transaminasi e fattori di rischio per HCV è sufficiente per porre diagnosi di epatite cronica da HCV, nel caso del donatore di sangue andranno eseguiti test supplementari (RIBA, HCV-RNA con metodica PCR). In alcuni pazienti con infezione da HCV la sierologia può risultare negativa come ad esempio, nella prima fase della epatite acuta da HCV (nel cosiddetto periodo finestra), oppure in pazienti con grave immunodepressione (concomitante infezione da HIV, oncoematologici, dializzati, etc); in rari casi soggetti non affetti da immunodeficienze non esprimono gli anticorpi per HCV. In queste situazioni è consigliabile eseguire sempre la ricerca dell’HCV-RNA con metodica PCR. D’altro canto, è possibile avere test ELISA falsamente positivi, come appunto nell’ambito di screening di popolazioni a bassa prevalenza di infezione o nel caso di pazienti affetti da malattie autoimmuni: anche in questo caso sarà dirimente la ricerca dell’HCV-RNA. HBV Per definizione un soggetto portatore del virus dell’epatite B è HbsAg positivo: in tal caso, per una migliore definizione diagnostica, andranno eseguiti i test sierologici completi per HBV (i cosiddetti marker dell’epatite B) e la ricerca del genoma virale (HBV-DNA). Nella valutazione di una ipertransaminasemia, il riscontro di negatività dell’HbsAg deve portare a ricercare altre cause. Una (rara) eccezione è quella dell’epatite acuta da HBV, in cui a volte l’HbsAg può risultare negativo, o perché ricercato nel cosiddetto periodo finestra (che nel caso dell’infezione acuta da HBV può essere anche di sei mesi) o perché si è verificata una eliminazione molto precoce dell’HbsAg (la diagnosi verrà allora effettuata con il riscontro di un titolo elevato delle lgM anti-HBc). Altri virus Vi sono diverse evidenze a sostegno dell’esistenza di altri virus epatotropi ancora non identificati 7,

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Studi prospettici su epatiti post-trasfusionali hanno mostrato che il 12% dei casi non è dovuto al virus dell’epatite A, B,C, D ed E. Negli USA il 18% circa delle epatiti acute sono ad eziologia imprecisata. Nel 40% circa delle epatiti fulminanti non è possibile identificare la causa. Il 20-30% circa delle epatopatie croniche, in particolare le cirrosi, sono ad eziologia non determinata.

Nel tentativo di ricercare altri virus epatotropi sono state individuate alcune particelle che, seppur efficacemente trasmesse, non pare abbiano una reale capacità di provocare danno epatico: è il caso dei virus dell’epatite G (HGV) e del virus TT (TTV, dalle iniziali del paziente da cui è stato isolato); al momento si hanno dati discordanti su altre particelle definite SEN-virus 8,9,2.4 Emocromatosi ereditaria La emocromatosi ereditaria è caratterizzata, come è noto, da un alterato metabolismo del ferro, con conseguente accumulo del minerale in alcuni organi, tra cui fegato, pancreas, testicoli, cuore e articolazioni. Si tratta di una anomalia non così rara nella nostra popolazione (prevalenza di circa 1,9-6/mille abitanti) e senz’altro sottostimata. Nel nord Europa, dove ha avuto origine il gene ancestrale, si stima che i portatori di un allele con una mutazione dell’emocromatosi siano circa il 10-13% della popolazione 10, Il tipo di danno è correlato alla quantità di ferro accumulato nell’organismo: in genere l’emocromatosi si manifesta clinicamente non prima dei 35-40 anni, quando già la malattia è in fase avanzata. Con una diagnosi precoce ed una adeguata terapia ferrodepletiva la sopravvivenza dei pazienti è normale. L’utilità di uno screening della popolazione è ancora oggetto di discussione, in caso di riscontro di ipetransaminasemia è però sicuramente opportuno eseguire una valutazione del metabolismo del ferro mediante la determinazione dell’indice di saturazione della transferrina e della ferritinemia ( box ). In caso di riscontro di un indice di saturazione > o = 45% è opportuno confermare il dato con un secondo prelievo (deve essere eseguito sempre a digiuno); in caso di conferma si rende necessario un approfondimento diagnostico (studio genetico, biopsia epatica, ricerca di una eventuale cardiomiopatia, valutazione endocrinologica) 11, 2.5 Epatite autoimmune E’ una malattia relativamente rara, con una prevalenza nel nord Europa di circa 170 casi per milione, che interessa soprattutto il sesso femminile (rapporto di 4:1) ed è frequentemente associata all’aplotipo HLA A1 B8 DR3 e HLA DR4.

E’ caratterizzata dalla presenza di flogosi epatocellulare, di alterazione delle transaminasi, di ipergammaglobulinemia e di presenza di autoanticorpi sierici. La malattia può manifestarsi con un quadro del tutto sovrapponibile a quello di una epatite acuta (a volte fulminante) oppure con una modesta alterazione delle transaminasi ed uno spettro di malattia che va dalla epatite cronica di lieve entità alla cirrosi.

Attualmente viene classificata in due tipi. Il tipo 1, la più frequente, è caratterizzata dalla presenza di anticorpi antimuscolo liscio e/o antinucleo e spesso anche da anticorpi anticitoplasma dei neutrofili (ANCA) ed è associata nel 38% dei casi ad altre malattie immunologiche (tiroiditi, rettocolite ulcerosa, sinoviti, etc.).

Il tipo 2, più rara, è caratterizzata dalla positività per anticorpi anti-LKM (liver/kidney microsomal autoantibodies) ed interessa soprattutto la popolazione in età pediatrica. In alcuni casi è associata ad infezione da HCV. Per la diagnosi, a volte non semplice, si deve fare riferimento ad un sistema di score ormai sufficientemente validato.2.6 Malattia di Wilson E’ una malattia ereditaria caratterizzata da accumulo di rame a livello di alcuni organi, tra cui fegato e cervello, per un difetto nella sua escrezione.

Può determinare malattia epatica con uno spettro che va dalla epatite acuta (anche fulminante), alla epatite cronica con ipertransaminasemia asintomatica fino alla cirrosi epatica. L’esordio clinico si ha generalmente tra i 5 ed i 25 anni, ma sono stati descritti casi anche in età più avanzata.

Poiché la malattia epatica è generalmente asintomatica, in pazienti giovani con alterazioni delle transaminasi occorre sempre prestara attenzione alla eventuale presenza di sintomi neurologici (disartria, tremori, difficoltà nella scrittura, atassia, disturbi della personalità e comportamentali, deficit cognitivi).

Lo screening iniziale prevede il dosaggio plasmatico della ceruloplasmina, che nell’85% dei casi è in concentrazione ridotta.2.7 Deficit di alfa-1-antitripsina E’ una causa rara di malattia epatica cronica dell’adulto, mentre è relativamente più frequente nei bambini, nei quali rappresenta la principale causa di epatopatia a trasmissione genetica.

  • L’omozigosi ha una incidenza di circa 1 caso ogni 1600-2000 nati vivi.
  • Il danno epatico è causato dall’effetto tossico della molecola mutata di alfa-1-antitripsina che si accumula nel reticolo endoplasmico degli epatociti.
  • Nell’adulto si manifesta come epatite cronica e cirrosi epatica.
  • La diagnosi è basata sul dosaggio dell’alfa-1-antitripsina sierica (è una proteina infiammatoria, pertanto vi possono essere risultati falsamente negativi) e sullo studio fenotipico 15,2.8 Steatosi epatica non alcolica La prevalenza nella popolazione occidentale di steatosi epatica non correlata ad assunzione significativa di alcool è di circa il 20%.

Tradizionalmente considerata come una situazione del tutto benigna, è in realtà a volte associata a gradi variabili di flogosi e fibrosi, configurando in questi casi una vera e propria malattia di fegato, la steatoepatite non alcolica, capace di progredire fino alla cirrosi ed alla insufficienza epatica.

La steatoepatite non alcolica interessa circa il 3% della popolazione generale ed attualmente rappresenta la forma più frequente di danno epatico riscontrato in soggetti sottoposti a biopsia epatica per ipertransaminasemia ad eziologia indeterminata; è anche verosimile che essa sia alla base di una buona parte delle cirrosi criptogenetiche 12, 13, 14,

Anche se dal punto di vista nosografico non vi è ancora un consenso unanime sulla definizione di steatosi non alcolica e di steatoepatite non alcolica, possono essere proposte, in accordo con la maggior parte degli autori, le seguenti definizioni.

Steatosi non alcolica (nafl: non alcoholic fatty liver): presenza di steatosi macrovescicolare o micro-macrovescicolare (ma non a prevalenza microvescicolare) in assenza di assunzione significativa di alcol (>20 g al giorno). Vengono riconosciute una forma primaria ed una forma secondaria ( tabella 1 ). Occorre anche ricordare che un quadro variabile di steatosi può essere riscontrata fino al 46% delle biopsie epatiche eseguite in pazienti affetti da epatite cronica da HCV, naturalmente associata agli aspetti istologici tipici di questa patologia. Le lesioni istologiche riscontrate nelle steatosi non alcoliche, al pari di quanto avviene per le epatiti croniche, possono essere graduate sulla base di indici crescenti di gravità 15, Steatoepatite non alcolica: rappresenta la forma più grave di steatosi non alcolica (lesioni istologiche di stadio 3 e/o 4), con possibile presenza di gradi variabili di fibrosi.

Associate alla steatosi si possono avere alterazioni laboratoristiche, quali un modesto aumento delle transaminasi (con rapporto AST/ALT 16, E’ possibile comunque che una marcata steatosi macrovescicolare possa essere associata, o possa predisporre, all’instaurarsi di un certo grado di flogosi e fibrosi 17,

  • La steatoepatite non alcolica invece può evolvere verso forme di epatopatia anche grave, quali la cirrosi e l’insufficienza epatica.
  • Tra gli obesi ed i diabetici di tipo 2 con steatoepatite, nell’arco di 10 anni la prevalenza di cirrosi e di morte dovuta ad epatopatia è rispettivamente del 20% e dell’8% 13,

In genere la steatoepatite non alcolica è associata a gradi variabili di insulino-resistenza: ad esempio l’obesità è riscontrata in più del 70% dei casi riportati, e una percentuale variabile tra l’1 e il 4% degli obesi ha un quadro istologico di steatoepatite (secondo una recente casistica le percentuali potrebbero essere anche molto più elevate 18 ).

  • La diagnosi al momento è solo di esclusione e la certezza non può che derivare dal dato istologico.
  • Di fronte ad un sospetto clinico è comunque sempre utile una valutazione del metabolismo lipidico glucidico (con curva da carico di glucosio) e del ferro.2.9 Cause extraepatiche Vi sono diverse malattie non epatiche in cui possono essere presenti alterazioni delle transaminasi.

Tra le più comuni devono essere ricordate:

Malattie infiammatorie della muscolatura striata: ad es. malattie ereditane tipo Duchenne ad espressione subclinica; polimiosite; esercizio fisico protratto. In tali casi il dosaggio delle CPK e/o delle aldolasi sieriche permetterà di riconoscere l’origine muscolare del rialzo transaminasemico. Malattie endocrinologiche: ipotiroidismo; ipertiroidismo; malattia di Addison

Malattia celiaca: questa malattia, che ha una prevalenza di circa 1 caso ogni 200 individui nella popolazione generale, nella maggior parte dei casi, soprattutto nell’adulto, ha decorso subclinico, a volte del tutto asintomatico, con isolate alterazioni bioumorali (anemia microcitica), oppure con sintomi aspecifici quali alterazione dell’alvo, astenia, dispepsia, glossite, aftosi ricorrente del cavo orale, artralgie, crampi muscolari, atassia cerebellare, neuropatia sensoriale ecc.

  1. Nel 13-53% dei casi vi è una alterazione delle transaminasi, in assenza di danni istologici a carico del fegato (probabilmente la alterata permeabilità intestinale favorisce l’assorbimento di antigeni o sostanze tossiche capaci di determinare una fuoriuscita di transaminasi dagli epatociti).
  2. Nel momento in cui si inizia la dieta priva di glutine le transaminasi si normalizzano nell’arco di 6 mesi (in caso di persistenza delle alterazioni andrà cercata un’altra causa).

La ricerca di anticorpi antitransglutaminasi tissutale permette una diagnosi sicura e non invasiva di malattia celiaca 19,3. Ruolo della biopsia epatica nello studio delle ipertransaminasemie La biopsia epatica ha oggi raggiunto, grazie all’utilizzo della ecografia, un elevatissimo livello di sicurezza.

La tecnica eco-guidata ha visto ridursi le complicanze maggiori da circa il 3% allo 0,3-0,5% (di cui un numero discreto dovuto a reazioni vagali) e si sono azzerati i casi fatali 20, L’indicazione alla sistematica esecuzione di una biopsia epatica in pazienti altrimenti “sani” che presentano un isolato rialzo delle transaminasi resta tuttavia ancora controversa.

L’esame istologico infatti modifica la diagnosi in una percentuale non elevata di casi, con riscontro frequente di steatosi o di steatoepatite non alcolica (da quadri lievi fino a forme di cirrosi). La biopsia quindi serve soprattutto a precisare la diagnosi di steatoepatite e a quantificare con precisione l’entità del danno epatico, dato non ricavabile da esami bioumorali o strumentali 2, Bibliografia 1. Berasain O, Betes M, Panizo A, et al. Pathological and virological findings in patients with persistent hypertransaminasemia of unknown aetiology. Gut, 2000; 47 : 429-435.2. Greeve M, Ferrell L, Kim M,et al. Cirrhosis of undefined pathogenesis: absence of evidence for unknown or autoimmune processes.

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Cosa succede se i valori del fegato sono alti?

Transaminasi – Valori estremamente elevati delle transaminasi indicano una necrosi acuta delle cellule del fegato o un danno epatico dovuto a:

Epatite virale acuta; Epatite indotta da tossine o farmaci; Epatite ischemica o infarto epatico.

In questi casi, i valori del fegato risultano elevati per giorni o, in caso di epatite virale, anche per settimane. Valori superiori a quelli normali possono essere determinati anche da:

Cirrosi epatica per qualsiasi causa; Steatosi non alcolica; Disturbi colestatici; Epatocarcinoma; Metastasi epatiche ; Esacerbazione acuta di epatite autoimmune; Riattivazione di epatite B cronica ; Sindrome acuta di Budd-Chiari ; Steatosi epatica della gravidanza,

Aumenti moderati possono essere osservati nei disturbi epatici cronici (epatite cronica e alcolica) e nell’ostruzione dei dotti biliari. L’aumento di ALT (alanina aminotransferasi) può dipendere anche da malattie che colpiscono organi e tessuti diversi dal fegato: per esempio, distrofie muscolari, scompenso circolatorio, traumi, obesità, pancreatite, distruzione dei globuli rossi (emolisi) e mononucleosi (la cosiddetta malattia del bacio ).

Come abbassare gli enzimi epatici?

Come abbassare l’enzima GGT con l’alimentazione – Per depurare il fegato (e abbassare gamma-GT) è necessario avere un’alimentazione sana ed equilibrata, Bisogna eliminare i grassi di origine animale, la carne rossa e i salumi (che sono ricchi di grassi saturi) almeno per un periodo considerevole.

  1. Gli alimenti giusti per ripartire in salute sono invece le proteine magre, le carni bianche e il pesce azzurro.
  2. In generale, bisognerebbe evitare i condimenti grassi come il burro o l’olio.
  3. L’unico condimento indicato in questo caso è l’olio extravergine d’oliva a crudo, che stimola la produzione di bile e non appesantisce la digestione.

I cibi da evitare sono quelli contenenti zucchero, cereali raffinati e farina bianca. Pasta e pane non vanno eliminati completamente dall’alimentazione: basta limitarsi a un uso adeguato. In ogni pasto, bisogna inserire la verdura (condita in modo leggero o con il limone). Angelo Dino Surano Giornalista, addetto stampa e web copywriter con una passione particolare per le storie di successo. Esperto in scrittura vincente e comunicazione digitale, è innamorato della parola e delle sue innumerevoli sfaccettature dal 1983. La vita gli ha messo davanti sfide titaniche e lui ha risposto con le sue armi più potenti: resilienza e spirito di abnegazione.

Cosa significa ALT GPT nelle analisi?

Significato – ALT e AST sono transaminasi. L’ALT o GPT è un enzima presente in quantità elevata nel fegato, nel rene e in minor misura nel cuore e in altri tessuti. Negli individui sani, i livelli di ALT nel sangue sono bassi. Quando il fegato è danneggiato, l’ALT viene rilasciata nel sangue.Fra le cause più comuni di rialzo delle transaminasi ci sono: epatiti, cirrosi, abuso di alcol, assunzione di farmaci, steatosi epatica, tumore epatico, emocromatosi (malattia ereditaria che provoca accumulo di ferro nel fegato).

  1. L’ALT è di solito richiesta insieme all’Aspartato amino transferasi (AST), un altro enzima epatico.
  2. Sia la concentrazione dell’ALT che quella dell’AST di solito aumentano tutte le volte che il fegato viene danneggiato, anche se l’ALT è più specifica per il fegato e, in alcuni casi, può essere l’unica delle due che aumenta.

Il rapporto AST/ALT può essere calcolato per distinguere tra le cause e la severità del danno epatico e per discriminare tra danno epatico e danno cardiaco o muscolare.

Femmina Maschio
Anni 0 – 3 : 3.00 – 35.00 Anni 0 – 3 : 3.00 – 40.00
> 3 : <35.00 > 3 : <40.00
Adulti : < 35.00 Adulti : < 40.00

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Quali sono i farmaci che alterano le transaminasi?

Quali sono i farmaci che possono causare un danno epatico? – Leggendo il bugiardino, praticamente qualsiasi farmaco può causare problemi al fegato. Questo accade perché la maggior parte dei farmaci hanno un metabolismo epatico (pochi quello renale), cioè vengano metabolizzati dal fegato per poi diventare biodisponibili.

  1. Tutti i farmaci rischiano quindi di essere epatotossici.
  2. Possono esserlo gli antinfiammatori, gli antipiretici, ma anche degli antibiotici, gli ipertensivi, i farmaci oppiacei, le benzodiazepine, addirittura anche i farmaci gastroprotettori o alcuni integratori proteici, quelli utilizzati ad esempio dagli anziani per recuperare massa.

Tutti questi farmaci, in particolare il loro abuso, possono essere tossici per il fegato, seppur temporaneamente. In particolare bisogna poi fare attenzione alle statine, cioè i farmaci per abbassare il livello di colesterolo, uno dei farmaci che più spesso può causare tossicità per l’organismo. By seventyfourimages da Envato Elements

Cosa vuol dire ALT nelle analisi del sangue?

Utilità clinica delle analisi dell’alanina aminotransferasi (ALT) – L’ alanina aminotransferasi (ALT) è un enzima che si trova soprattutto all’interno del fegato, Quando quest’organo viene danneggiato, l’alanina aminotransferasi viene rilasciata nel sangue, anche prima che siano evidenti i sintomi della presenza di un danno epatico (ad esempio l’ ittero, pelle e occhi gialli).

Quali sono i sintomi quando il fegato non funziona bene?

Quali sono i sintomi dell’insufficienza epatica acuta? – Fra i sintomi più comuni dell’insufficienza epatica acuta sono inclusi i ngiallimento della pelle e della sclera degli occhi, dolore nella parte alta destra dell’addome, nausea, vomito, un senso di malessere generale, difficoltà di concentrazione, confusione, disorientamento e sonnolenza,

Quando i valori delle transaminasi devono preoccupare?

Synlab Italia – Transaminasi GOT e GPT L’esame delle transaminasi rivela la corretta funzionalità epatica e cardiaca, e stabilisce eventuali alterazioni del fegato o del miocardio responsabili di patologie e disturbi. Le transaminasi GOT (o AST), sono presenti soprattutto nei muscoli e nel miocardio.

  1. Valori normali sono inferiori a 35 U/l per le donne e inferiori a 40 U/l per gli uomini.
  2. Le transaminasi GPT (o ALT), sono presenti soprattutto nelle cellule del fegato.
  3. Valori normali sono inferiori a 35 U/l per le donne e inferiori a 40 U/l per gli uomini.
  4. Valori superiori alla norma possono indicare presenza epatopatie o steatosi epatica.

: Synlab Italia – Transaminasi GOT e GPT

Come sono le transaminasi con tumore al fegato?

Transaminasi alte, cause e quando preoccuparsi – Il riscontro isolato di una transaminasi solo lievemente aumentata può essere una condizione occasionale e temporanea, dovuta magari a qualche farmaco o a una dieta non corretta; in assenza di sintomi rilevanti e fattori di rischio significativi il medico in genere consiglia di ripetere il dosaggio a distanza di qualche settimana.

  1. Anche l’ attività fisica intensa, grandi sforzi e disturbi muscolari possono interferire con il dosaggio delle transaminasi nel sangue.
  2. In condizioni normali le transaminasi sono presenti nel sangue in quantità molto basse e spesso simili tra loro (di norma AST è leggermente superiore rispetto ad ALT); la valutazione di questo rapporto è molto utile alla diagnosi, in quanto in caso di aumento isolato di ALT si è portati a pensare a un danno NON relativo al fegato (ma per esempio al cuore ).

Quando il fegato non funziona correttamente emergerà invece un innalzamento più significativo di ALT e, in modo meno marcato, di AST. I disturbi più comuni del fegato che giustificano valori di transaminasi alte sono:

danni da alcol (AST doppio di ALT o più, in presenza di aumento delle GGT), farmaci, epatiti, steatosi epatica ( fegato grasso ).

In caso di transaminasi molto alte (dieci volte o più rispetto ai valori normai), si è portati a pensare a un danno acuto e severo, per esempio:

epatite virale acuta, ischemia, intossicazione acuta da funghi,

Un aumento più contenuto ma cronico (cioè persistente nel tempo) è suggestivo di

fegato grasso, danni da farmaci ed epatiti virali (in fase non acuta).

In caso di tumore al fegato in genere il rialzo delle transaminasi è più contenuto, mentre aumentano soprattutto i livelli di alfafetoproteina (una proteina che viene principalmente prodotta dal fegato del feto durante la gestazione e che tende poi a diminuire gradualmente a seguito della nascita), un utile marcatore tumorale.

epatite alcolica, cirrosi.

Quanto tempo ci vuole per far scendere le transaminasi?

Marker Alti – Cause La Gamma Glutamil Transferasi è un enzima che aumenta (indipendentemente dalla presenza di un danno epatico indotto dall’alcol) in caso di consumo recente di bevande alcoliche e si normalizza dopo 4-5 settimane di astensione.

Cosa evitare in caso di transaminasi alte?

come comportarsi a tavola – — Come detto, anche la cattiva alimentazione può essere legata alle transaminasi alte: “In questo caso, è importante correggere la propria dieta. La prima cosa da evitare è l’alcool : è una delle principali cause di danni al fegato e può aumentare il livello delle transaminasi.

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