Lixiana A Cosa Serve? - []

Lixiana A Cosa Serve?

Quali sono gli effetti collaterali del Lixiana?

Qual è il rischio associato a Lixiana – Edoxaban ? – Gli effetti indesiderati più comuni di Lixiana (che possono riguardare fino a 1 persona su 10) sono emorragia cutanea e dei tessuti molli, sanguinamento nasale (epistassi) ed emorragia vaginale, Il sanguinamento può verificarsi in qualsiasi sede e può essere di grado severo o addirittura fatale.

  • Altri effetti indesiderati comuni sono anemia (bassi livelli di globuli rossi ), eruzione cutanea e anomalie dei test della funzione epatica,
  • Per l’elenco completo degli effetti indesiderati rilevati con Lixiana, vedere il foglio illustrativo.
  • Lixiana non deve essere usato nei pazienti con emorragie in corso, malattie del fegato che influiscono sulla coagulazione del sangue, pressione arteriosa alta non controllata o malattia che comporta un rischio significativo di gravi emorragie.

Inoltre, non deve essere usato in donne in gravidanza o durante l’ allattamento o nei pazienti trattati in concomitanza con un altro anticoagulante. Per l’elenco completo delle limitazioni, vedere il foglio illustrativo.

Quando si prende la Lixiana?

(o 30 mg. in casi particolari) una volta al giorno (a colazione). La compressa va presa con dell’acqua; deve essere inghiottita intera, senza masticarla. Non c’è rapporto con il cibo: la compressa può essere assunta vicino o lontano dai pasti.

Cosa succede se non si prende il Lixiana?

-Se il farmaco non viene assunto regolarmente, vi è una rapida perdita della protezione anticoagulante.

Che farmaco e Lixiana?

Lixiana contiene il principio attivo edoxaban e appartiene a un gruppo di medicinali chiamati anticoagulanti. Questo medicinale aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue. Agisce bloccando l’attività del fattore Xa, che è un importante componente della coagulazione del sangue.

Cosa non mangiare se si assume Lixiana?

di Luca Pacciolla – I farmaci anticoagulanti hanno un ruolo molto importante nel ridurre il rischio trombotico. In base alla modalità di somministrazione (per bocca o iniettabili), al meccanismo d’azione ed ai possibili effetti collaterali, si dividono in tre grandi categorie: anticoagulanti orali o cumarinici, eparine e nuovi farmaci anticoagulanti orali (NOAC o NAO).

  1. Riferendoci agli anticoagulanti orali, è di fondamentale importanza non trascurare le possibili interazioni con gli alimenti (oltre che ovviamente con altri farmaci).
  2. Gli anticoagulanti orali o cumarinici (Coumadin e Sintrom) si assumono una volta al giorno, preferibilmente alla stessa ora, meglio se lontano dai pasti, nelle ore centrali del pomeriggio o la sera prima di andare a letto.

Poiché la dose di farmaco necessaria è molto variabile tra i diversi individui, è necessario misurare il tempo di coagulazione attraverso uno specifico esame del sangue ( da cui si ricava il valore del noto INR), per verificare l’efficacia e la sicurezza del trattamento.

  • MECCANISMO D’AZIONE DEL FARMACO Questi farmaci interferiscono con la vitamina K (fondamentale per l’attività dei fattori di coagulazione che servono per la formazione del coagulo).
  • Capiamo quindi come i cibi ricchi di Vitamina K ostacolino l’effetto del farmaco.
  • La vitamina K, di cui disponiamo anche come farmaco, è in parte introdotta con il cibo e in parte direttamente prodotta nel nostro intestino dai germi che normalmente vi abitano; questo ci consente di averne sempre la quantità necessaria.

Solo eccezionalmente l’apporto di vitamina K non è sufficiente alle normali necessità dell’organismo. Con una dieta regolare, equilibrata e soprattutto varia, molto raramente si hanno irregolarità di risposta agli anticoagulanti. Non è necessario, quindi, seguire diete specifiche durante la terapia anticoagulante orale e nessun cibo pertanto deve essere considerato “proibito” di per sé.

  • Non ci sono motivazioni per abolire o ridurre l’assunzione di verdura e frutta.
  • Questi cibi non alterano la risposta alla terapia, mentre sono in grado di aiutarci a non aumentare di peso e a regolarizzare l’intestino.
  • Le verdure sono ricche di vitamine e sali minerali, elementi indispensabili per il nostro organismo.

L’assunzione costante di verdure ci aiuta a mantenere nel giusto equilibrio l’azione anticoagulante del farmaco. A questo proposito è importante sottolineare che, nel corso degli ultimi anni, è stato dimostrato che coloro che assumono regolarmente verdure hanno anche un più basso rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari.

Si dovrà, invece, prestare attenzione tutte le volte che ci sottoporremo a qualche regime dietetico che vada a modificare le abitudini avute fino ad allora. In tal caso dovremo accorciare per alcune settimane l’intervallo tra i controlli dell’INR. Coloro che devono iniziare diete specifiche per altre malattie (ad esempio il diabete) devono segnalarlo al loro Centro di riferimento.

Infatti, variazioni importanti nel modo abituale di alimentarsi possono influenzare l’INR. Devono inoltre essere considerate eventuali situazioni in cui, per i motivi più diversi, (ascesso dentale, diarrea o altre malattie) si riduca in modo drastico per qualche giorno la quantità di cibo assunta.

Ridurre il consumo di grassi soprattutto di origine animale, di bevande ed alimenti ricchi di zuccheri e assumere adeguate porzioni di frutta e verdura Variare il più possibile l’alimentazione in modo da introdurre tutti i nutrienti necessari per il nostro organismo

ALIMENTI CONSENTITI CON MODERAZIONE

Alcolici, Interferiscono con la metabolizzazione epatica degli anticoagulanti. L’alcool è una sostanza tossica per il nostro organismo ed esistono nel fegato sistemi capaci di eliminarlo. Tuttavia, tali sistemi in parte sono gli stessi che eliminano i farmaci anticoagulanti. Quando assumiamo alcool rallentiamo l’eliminazione degli anticoagulanti orali aumentandone l’effetto. Di conseguenza ci sono buone ragioni per contenere l’assunzione di tutte le bevande alcoliche. Alimenti ad alto contenuto di vitamina K (>100 mcg/100 gr) da assumere occasionalmente, in quantità limitate e mai associati tra di loro:

Spezie: prezzemolo, basilico, salvia, origano, erba cipollina. Verdura: cicoria, lattuga, spinaci freschi, broccoli, cavolo, cime di rapa, cavoletti di Bruxelles, rucola, verza. Olio di soia. Bevande: tè verde e tè nero.

Alimenti a medio contenuto di vitamina K (30-100 mcg/100gr) da assumere non più di due volte alla settimana in quantità ridotte e mai associati tra di loro:

Ortaggi: porri, sedano, peperoncino rosso, asparagi. Frutta: kiwi, avocado, frutta secca (soprattutto pistacchi). Semi: semi di zucca, pinoli. Legumi: piselli, soia. Condimenti: margarina, maionese. Carni: fegato di bovino, fegato di maiale. Tuorlo d’uovo. Tonno sott’olio. Cereali integrali (pasta, riso, crusca, farine, polenta). Olio di mais, olio extravergine di oliva. Caffè.

ALIMENTI CONSENTITI E CONSIGLIATI

Alimenti a basso contenuto di vitamina K (< 30 mcg/100gr) come:

Verdura: pomodori, melanzane, carote, zucchine, cetrioli, zucca, ravanelli, peperoni verdi, funghi. Frutta: uva, pere, albicocche, mele, ciliegie, pesche, prugne, agrumi, melone, banane.formaggi freschi come mozzarella, certosino, scamorza fresca, caciottine fresche, o 50 g di formaggi stagionati come il Grana o Parmigiano Carne: maiale, manzo, pollame scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile. Adottare metodi di cottura come la griglia, il forno o anche in umido purché il tutto venga cucinato senza far friggere i condimenti. Affettati: preferire quelli più magri (prosciutto cotto, crudo e bresaola) privati del grasso visibile. Pesce: come tonno al naturale, crostacei (scampi, gamberi ecc.), molluschi (seppia, calamaro, polpo ).Latte, preferibile se parzialmente scremato, latte di soia, yogurt di latte vaccino. Cereali: pane, pasta, riso, pizza, crackers, mais.Legumi: lenticchie, ceci, fagioli.Erbe o piante aromatiche: capperi, aglio.Albume d’uovo.

CONSIGLI COMPORTAMENTALI Informare il medico curante circa l’eventuale assunzione di prodotti a base di erbe. Tali prodotti infatti presentano un contenuto non noto di vitamina K e di sostanze interferenti per cui possono influenzare anche in maniera considerevole il valore di INR. Alcuni infusi, in particolare quello di the verde, possono contrastare in maniera elevata l’azione degli anticoagulanti così come lo possono fare anche alcuni integratori a volte assunti sotto forma di tisane, e/o compresse (Ginkgo Biloba, Mirtillo, Fieno Greco, Ginseng, Coenzima Q, Gambo d’ananas, Iperico). Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in vitamina K.

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Credo da sempre nella Medicina della persona e per la persona, quella che si concede il lusso di prendere e dare in egual misura (ricevere esperienza e offrire consapevolezza), quella che entra in punta di piedi nella vita dei pazienti senza pretendere di decidere per loro ma con loro; SCOPRI DI PIÙ Il cibo riveste un ruolo fondamentale per l’essere umano, rappresenta il carburante indispensabile al funzionamento del corpo e prima ancora della mente, esprime una valenza preventiva, curativa, sociale e culturale, ci identifica e ci qualifica.

Quali farmaci non si possono prendere con Lixiana?

Rivaroxaban apixaban Lixiana Interrompere dabigatran, rivaroxaban o apixaban e iniziare ad assumere Lixiana all’ora in cui sarebbe prevista la dose successiva dell’anticoagulante orale (vedere paragrafo 5.1 ). Anticoagulanti parenterali Lixiana Questi medicinali non devono essere somministrati contemporaneamente.

Chi prende anticoagulanti può stare al sole?

Ecco i farmaci, tra i più comuni, che possono causare fotosensibilizzazione : antibiotici appartenenti al gruppo delle tetracicline, dei sulfamidici e dei chinolonici; anticoagulanti; anticoncezionali orali (pillola); antidepressivi; antidiabetici; antimicotici come la griseofulvina, l’itraconazolo e il ketoconazolo;

Cosa succede se non si prende anticoagulante?

Indicazioni alla terapia anticoagulante – La terapia anticoagulante è, nella maggior parte dei casi, un trattamento salvavita che permette alla persona di condurre una vita normale ed evitare rischi trombotici. In altri casi, è utilizzata come profilassi, come nel caso di interventi chirurgici agli arti inferiori in cui la persona è costretta a rimanere immobilizzata a letto per alcuni giorni e a cui consegue una circolazione sanguigna rallentata ed un maggior rischio di formazione di coaguli.

Profilassi del tromboembolismo venoso : è la situazione in cui la persona per un determinato periodo di tempo necessita di allettamento, o comunque avrà una mobilità ridotta. Fra le situazioni più comuni ci sono le fratture agli arti inferiori, interventi agli arti inferiori e l’allettamento cronico. : è la formazione di un coagulo che va ad occludere un vaso di un arto (comunemente un arto inferiore, ma – anche se raramente – può accadere anche agli arti superiori), comportando un ridotto flusso ematico all’arto stesso. La persona solitamente si presenta in Pronto soccorso con l’arto edematoso (da inadeguato circolo), caldo e dolente. Il trattamento non è solo con anticoagulanti, ma anche con l’utilizzo della calza antitrombo. Il trattamento anticoagulante è necessario al fine dello scioglimento del trombo e del ripristino del normale flusso ematico. Fibrillazione atriale : patologia frequente, caratterizzata da un’anomalia all’elettrocardiogramma che si presenta con un ritmo irregolare e la mancanza di onde P. Spesso la fibrillazione atriale è acuta e risponde al trattamento immediato con antiaritmici in Pronto soccorso. Altrettanto frequentemente è una patologia cronica, che necessita di un trattamento anticoagulante cronico. L’assunzione di anticoagulanti, nel caso della fibrillazione, è legata al fatto che, essendoci una contrazione cardiaca irregolare, il flusso ematico che entra in circolo è anch’esso irregolare e discontinuo. Questo può comportare stasi ematica, con conseguente formazione di coaguli che andando in circolo possono dare, nei casi più gravi,,, cardiomiopatia dilatativa, protesi valvolari, infarto : sono tutte patologie ad alto rischio di coagulopatia. L’infarto del miocardio è l’ di una zona del cuore secondaria alla formazione di un trombo che ha impedito il normale flusso cardiaco che presuppone quindi un problema coagulativo. Le protesi valvolari sono interventi che predispongono il paziente ad un alto rischio di formazione trombotica; per questo motivo è fortemente raccomandato l’utilizzo di anticoagulanti al fine di aumentare la fluidità del sangue.

La terapia anticoagulante, a seconda della patologia o dell’indicazione terapeutica, viene assunta sotto diverse forme. La più comune è quella orale, utilizzata facilmente anche al domicilio, seguita da quella sottocutanea ed infine da quella endovenosa, praticata esclusivamente in ambito ospedaliero.

Qual è il miglior farmaco anticoagulante?

Pur trattandosi di un effetto di classe, tra i NAO apixaban è il farmaco che sembra fornire la migliore combinazione di efficacia e sicurezza in questa popolazione.

Quando sospendere la Lixiana?

La somministrazione di Lixiana dev’essere sospesa in caso di emorragia severa (vedere paragrafi 4.8 e 4.9).

Chi prende Lixiana può prendere la tachipirina?

I farmaci generalmente permessi sono: Tachipirina, Tachidol, Coefferalgan, Efferalgan Novalgina ecc.

Quanto costa il farmaco Lixiana?

044315188/E (in base 10); classe di rimborsabilita’: A; prezzo ex-factory (iva esclusa): euro 64,96; prezzo al pubblico (iva inclusa): euro 107,21 ; «60 mg compressa» rivestita con film uso orale blister 10×1 compresse – A.I.C.

Quali sono gli anticoagulanti più usati?

Terapia anticoagulante orale (TAO) – Lixiana A Cosa Serve I farmaci TAO sono un insieme di farmaci in grado di modificare la capacità di coagulare del sangue, riducendo il rischio della formazione di trombi in pazienti che, per la loro patologia, vanno incontro a questo rischio. La loro azione è basata sull’interferenza con l’attivazione dei fattori della coagulazione, necessari per la formazione di un coagulo che per essere attivi hanno bisogno della vitamina K.

  1. Gli anticoagulanti orali inibiscono l’azione di questa vitamina e quindi, indirettamente, rendono il sangue meno coagulabile.
  2. Agiscono sulla sintesi dei fattori della coagulazione, in particolare: II, VII, IX, X.
  3. Gli anticoagulanti orali, comunemente Coumadin ( warfarin ) e Sintrom ( acenocumarolo ), detti anche decumarolici, devono essere assunti quotidianamente, una volta al giorno, e possibilmente alla stessa ora.

Inoltre, poiché la dose di anticoagulanti necessaria è molto variabile tra i diversi individui, è necessario misurare regolarmente il tempo di coagulazione attraverso un esame ematico, l’ INR ( International Normalized Ratio o tempo di protrombina ), per essere certi che il trattamento sia condotto in maniera efficace, sicura e al giusto dosaggio.

  1. Più è alto il valore dell’INR e maggiore è la fluidità del sangue.
  2. Il valore normale fisiologico dell’INR in un soggetto sano è tra 0,8 e 1,2 (il valore può differire leggermente da un laboratorio analisi all’altro).
  3. A seconda della patologia, si hanno range terapeutici differenti.
  4. Ad esempio, in un paziente in terapia anticoagulante per una fibrillazione atriale, il valore dovrà attestarsi tra 2 e 3.

Nei pazienti portatori di valvole cardiache è invece di norma consigliato un valore tra 3 e 4. I pazienti in TAO devono regolarmente sottoporsi ad esami ematici per il controllo del valore dell’INR, poiché questo deve essere all’occorrenza aggiustato affinché il sangue non diventi troppo liquido o troppo denso.

Quando prendere Lixiana 60?

Trattamento della TVP, trattamento dell’EP e prevenzione delle recidive di TVP ed EP (TEV) La dose raccomandata è 60 mg di edoxaban una volta al giorno, dopo l’uso iniziale di un anticoagulante per via parenterale per almeno 5 giorni (vedere paragrafo 5.1).

Come si chiama il farmaco anticoagulante?

COME FUNZIONANO E QUANDO SI USANO I FARMACI ANTICUMARINICI? – I farmaci maggiormente prescritti nella terapia anticoagulante orale (TAO) cronica sono tuttora gli antagonisti della vitamina K (AVK). In particolare il warfarin è stato per decenni l’anticoagulante gold standard nella prevenzione e trattamento di queste patologie.

  • I farmaci anticoagulanti cumarinici interferiscono con il ciclo ossido-riduttivo della vitamina K, un cofattore molto importante nella sintesi e nell’attivazione di alcuni fattori della coagulazione vitamina K-dipendenti, quali sono il fattore II (protrombina) e i fattori VII, IX e X.
  • Il ciclo ossido-riduttivo della vitamina K coinvolto nel processo di coagulazione del sangue prevede l’intervento di diversi enzimi: la vitamina K chinone reduttasi e la vitamina K 2,3-epossido reduttasi.

I farmaci anticoagulanti cumarinici sono così definiti poiché, dal punto di vista chimico, sono derivati della cumarina (un composto organico naturale), ed agiscono come inibitori della vitamina K 2,3-epossido reduttasi. I farmaci AVK attualmente utilizzati in Italia sono:

Warfarin (Coumadin®);Acenocumarolo (Sintrom®).

Dato che la dose di anticoagulanti necessaria è molto variabile tra i diversi individui, è necessario misurare regolarmente il tempo di coagulazione attraverso un esame ematico, l’INR (International Normalized Ratio o tempo di protrombina), per essere certi che il trattamento sia condotto in maniera efficace, sicura e al giusto dosaggio.

  1. Più è alto il valore dell’INR e maggiore è la fluidità del sangue.
  2. Il valore normale fisiologico dell’INR in un soggetto sano è tra 0,8 e 1,2 (il valore può differire leggermente da un laboratorio analisi all’altro).
  3. A seconda della patologia, si prescrivono range terapeutici differenti.
  4. Ad esempio, in un paziente in TAO per una fibrillazione atriale, il valore di INR dovrà essere tra 2 e 3.

Nei pazienti portatori di valvole cardiache è invece consigliato un valore di INR tra 3 e 4. Molti farmaci ed alimenti possono modificare la biodisponibilità dei farmaci AVK e quindi rendere il valore di INR molto variabile. Pertanto i pazienti in TAO devono regolarmente sottoporsi ad esami ematici per il controllo del valore dell’INR, poiché questo deve essere all’occorrenza aggiustato affinché il sangue non diventi troppo liquido o troppo denso.

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aumento del rischio di sanguinamento e della comparsa di complicanze emorragiche a carico di diversi organi e tessuti;reazioni allergiche in individui sensibili;nausea e vomito, dolori addominali;ecchimosi ed ematomi;alopecia;danni epatici e renali

Le problematiche di utilizzo dei farmaci AVK hanno portato, negli ultimi anni, a sostituirli con i nuovi farmaci anticoagulanti orali (NAO). Tuttavia esistono almeno due categorie di pazienti in cui l’utilizzo dei TAO è ancora raccomandato:

pazienti portatori di protesi valvolare cardiache meccanichepazienti con insufficienza renale cronica grave (filtrato glomerulare GFR tra 29 e 15 ml/min),

Chi prende gli anticoagulanti può mangiare i pomodori?

ALIMENTI CHE SI POSSONO ASSUMERE LIBERAMENTE : Pasta, riso, pane, frutta, carne (escluso fegato di maiale o bovino), olio, uova, pesce, pomodori, carote, fagiolini, patate.

Chi prende gli anticoagulanti cosa non può mangiare?

Durante il trattamento con gli anticoagulanti nessun alimento è tassativamente proibito.

Chi prende gli anticoagulanti può prendere la vitamina C?

Interazioni Farmacologiche – I livelli di vitamina C nel sangue e i suoi effetti sulla salute sono ridotti se viene assunta in combinazione con alte dosi di rame, Il rame potrebbe anche invertire l’effetto protettivo del DNA della vitamina C.,, La vitamina C può aumentare gli ormoni estrogeni (estradiolo, estrone, esestrolo ecc.).

I pazienti in terapia con estrogeni (comprese le pillole anticoncezionali ) dovrebbero essere consapevoli di questa potenziale interazione. In uno studio, ad esempio, la vitamina C ha stimolato la produzione di estradiolo nelle cellule. Tuttavia, mancano studi clinici, quindi non è chiaro se questa interazione si verifichi o meno in vivo,

Casi clinici suggeriscono che la vitamina C supplementare può abbassare le concentrazioni ematiche di alcuni farmaci, come la flufenazina (farmaco antipsicotico ) e l’ indinavir (farmaco antiretrovirale ), Altre prove, sebbene controverse, suggeriscono che la vitamina C interagisce con farmaci anticoagulanti come il warfarin (Coumadin).

  1. Grandi dosi di vitamina C possono bloccare l’azione del warfarin e ridurne l’efficacia.
  2. Gli individui che assumono anticoagulanti dovrebbero limitare l’assunzione di vitamina C a dosi inferiori al grammo al giorno e far monitorare il tempo di protrombina dal medico dopo la terapia anticoagulante,
  3. Infine, la vitamina C può legare l’alluminio nell’intestino e aumentare l’assorbimento dei composti contenenti alluminio (p.

es. antiacidi contenenti alluminio, leganti del fosfato contenenti alluminio). Le persone con funzionalità renale compromessa possono essere a rischio di tossicità da alluminio se la vitamina C supplementare viene assunta contemporaneamente a questi composti,

  1. Suprema : con da Rosa canina e Vitamina C 100% europea Difese immunitarie : con Echinacea,, Zinco, Selenio, Vitamina D Energia e Benessere : con Magnesio, Potassio, Zenzero, Vitamine del Gruppo B Articolo basato su prove sottoposto a revisione scientifica dal Team Ricerca e Sviluppo X115 ®,
  2. La bibliografia è consultabile cliccando sui riferimenti numerici al termine delle frasi.

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Chi prende anticoagulanti può prendere tachipirina?

Per la febbre: PARACETAMOLO (Tachipirina/Efferalgan) Attenzione alla dose: tanto più alta la dose e prolungata la durata della somministrazione, tanto maggiore la possibilità di interferenza con gli anticoagulanti orali.

Chi prende Lixiana può prendere OKI?

Non ci sono interazioni tra i due farmaci.

Quando sospendere la Lixiana?

La somministrazione di Lixiana dev’essere sospesa in caso di emorragia severa (vedere paragrafi 4.8 e 4.9).

Che cosa può causare un eccessiva assunzione di anticoagulanti?

Farmaci anticoagulanti: quando e come usarli Dettagli Pubblicato: 20 Gennaio 2020 – Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2021 Gli anticoagulanti o antitrombotici sono farmaci che aiutano a prevenire la formazione di all’interno dei vasi sanguigni (vene ed arterie). I coaguli sono grumi di sangue derivanti dal processo di coagulazione che, normalmente, si verifica in caso di lesione di un vaso sanguigno, come quando ci si procura una ferita, per interrompere la fuoriuscita di sangue.

  • La formazione di un coagulo a livello del vaso danneggiato consente, infatti, di sigillare la lesione attraverso un “tappo emostatico” che arresta il sanguinamento.
  • I coaguli sono, quindi, un meccanismo protettivo, ma, quando si formano nel momento e nel punto sbagliati, possono ostruire i vasi sanguigni e impedire al sangue di raggiungere organi come il cervello, il cuore e i polmoni con conseguenze gravi e pericolose per la salute.

Gli anticoagulanti, spesso definiti erroneamente “fluidificanti del sangue”, non rendono il sangue più fluido, ma inibiscono in modo significativo il processo che porta alla coagulazione. Al pari dei fluidificanti propriamente detti, cioè gli antiaggreganti piastrinici (come l’aspirina a basso dosaggio e il clopridogel), gli anticoagulanti vengono utilizzati nei casi ad alto rischio di formazione di coaguli per ridurre le probabilità di sviluppare gravi condizioni come l’ e l’.

  • Si distinguono diversi tipi di anticoagulanti, con caratteristiche e meccanismi d’azione differenti.
  • Alcuni sono disponibili sotto forma di compresse o capsule da prendere per bocca (via orale), altri, come l’eparina, sono somministrati attraverso iniezioni sottocutanee o infusioni in vena (via endovenosa).
  • Queste pagine contengono informazioni generali sul warfarin (che rappresenta da decenni il farmaco di prima scelta nella terapia anticoagulante orale) e i nuovi anticoagulanti orali (NAO), comprendenti i seguenti principi attivi:
  • rivaroxaban
  • dabigatran
  • apixaban
  • edoxaban

Per informazioni più dettagliate sui singoli farmaci si rimanda alla, consultabile per nome commerciale del farmaco o per principio attivo. Gli anticoagulanti sono utilizzati nelle persone con un elevato rischio di formazione di che potrebbero ostruire un vaso sanguigno e interrompere la normale circolazione del sangue, privando cellule e tessuti dell’ossigeno necessario al loro funzionamento.

  • , che si verifica quando un coagulo impedisce il normale afflusso di sangue al cervello causando la morte delle cellule cerebrali, con possibili disabilità permanenti e, a volte, con esito fatale
  • o TIA (dall’inglese Transient Ischemic Attack), un “mini ictus” che si risolve spontaneamente nell’arco di 24 ore, solitamente senza danni cerebrali permanenti
  • infarto cardiaco (), che si verifica quando un coagulo ostruisce completamente un vaso sanguigno che porta il sangue al cuore, privandolo di ossigeno, con conseguenze di diversa gravità, a volte fatali
  • , dovuta alla formazione di un coagulo in una vena profonda del corpo, in genere delle gambe, che si manifesta con dolore e gonfiore a livello locale
  • polmonare, che si verifica quando un coagulo ostruisce un vaso sanguigno del circolo polmonare interrompendo l’afflusso di sangue ai polmoni

Gli anticoagulanti vengono prescritti per ridurre le probabilità che si sviluppino queste condizioni patologiche in presenza dei seguenti fattori di rischio:

  • precedenti episodi di formazione inappropriata di coaguli
  • interventi chirurgici che comportano l’immobilizzazione prolungata, come le operazioni di sostituzione dell’anca o del ginocchio
  • impianto di protesi valvolari cardiache, sulla cui superficie possono formarsi dei coaguli
  • , un tipo di alterazione del battito cardiaco () che può favorire la formazione di coaguli
  • condizioni che predispongono alla formazione di coaguli ( trombofilia ), come la presenza del fattore V di Leiden ( del fattore V della coagulazione)
  • , un disturbo del che attacca erroneamente grassi e presenti nei vasi sanguigni, provocando una coagulazione anomala

Gli anticoagulanti possono essere impiegati anche per impedire che coaguli già esistenti si ingrandiscano, assumendo proporzioni tali da non permettere all’organismo di scioglierli e riassorbirli naturalmente. Sono, quindi, indicati per la cura di malattie come la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare.

  1. Gli anticoagulanti orali sono disponibili sotto forma di compresse e capsule da prendere con un po’ d’acqua, ad intervalli regolari, in una o due dosi giornaliere, a seconda del principio attivo utilizzato.
  2. È di fondamentale importanza rispettare scrupolosamente le indicazioni del medico in merito all’ora di assunzione (del mattino e della sera in caso di doppia somministrazione), in quanto alcuni anticoagulanti esauriscono i loro effetti nell’arco delle 24 ore.
  3. Le persone con problemi di memoria o disabilità fisiche devono essere assistite durante la preparazione delle dosi da assumere, soprattutto se le compresse vanno frazionate, per evitare errori che potrebbero compromettere l’efficacia della terapia o provocare la comparsa di effetti collaterali anche gravi.
  4. Qualunque sia il principio attivo che si utilizza, è importante non modificare mai di propria iniziativa il dosaggio del farmaco o sospendere la terapia senza consiglio del medico.
  • Warfarin
  • La terapia con il warfarin richiede l’esecuzione di periodici prelievi di sangue per misurare la velocità di coagulazione, attraverso il test del tempo di protrombina (PT), il cui risultato viene espresso con un valore universale di riferimento, il cosiddetto INR (dall’inglese International Normalized Ratio ).
  • I valori dell’INR devono essere controllati regolarmente per assicurarsi che il sangue non coaguli troppo velocemente o troppo lentamente, ai fini dell’efficacia e della sicurezza della terapia.
  • Il dosaggio del warfarin sarà modificato finché i valori dell’INR non raggiungono l’intervallo corretto, detto intervallo terapeutico.
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Nella fase iniziale della terapia sarà necessario sottoporsi a prelievi di sangue ravvicinati, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Non appena i valori dell’INR si saranno stabilizzati entro l’intervallo terapeutico, sarà possibile stabilire la dose ottimale del farmaco e i controlli potranno essere diradati, fino ad arrivare a un prelievo mensile.

  • Le persone che non sono in grado di camminare o essere trasportate con i mezzi usuali possono chiedere il prelievo a domicilio con un’impegnativa del medico curante in cui venga indicata la motivazione della richiesta.
  • Da alcuni anni sono stati messi in commercio i coagulometri portatili, che permettono di controllare l’INR con un prelievo di sangue dal polpastrello, attraverso un apposito pungidito, proprio come avviene per misurare la glicemia nelle persone diabetiche.

Si tratta di strumenti piuttosto costosi, per i quali non è previsto il da parte del Servizio sanitario nazionale. Il loro uso, inoltre, non è indicato per tutti e richiede uno specifico corso di addestramento. Nuovi anticoagulanti orali (NAO) L’impiego dei nuovi anticoagulanti orali (NAO) non richiede il monitoraggio costante dell’INR, né aggiustamenti di dosaggio.

  1. Gli anticoagulanti orali, come tutti i medicinali, possono provocare la comparsa di effetti indesiderati (collaterali).
  2. Dato che gli anticoagulanti ritardano il normale processo di coagulazione del sangue, l’effetto collaterale più comune è il sanguinamento eccessivo ().
  3. Sanguinamento eccessivo
  4. I segni di una possibile in atto, ai quali occorre prestare attenzione, comprendono:
  • presenza di sangue nelle urine, che appaiono colorate di rosa o rosso intenso
  • feci striate di sangue rosso vivo oppure nere (come i fondi del caffè) e catramose
  • sanguinamento prolungato dal naso (di durata superiore a 10 minuti)
  • sanguinamento dalle gengive
  • vomito di sangue o tosse con emissione di sangue
  • forte dolore improvviso alla schiena
  • mestruazioni più lunghe o abbondanti del solito, nelle donne in età fertile, o altre forme di sanguinamento dalla vagina

In presenza di questi segnali o altri episodi di sanguinamento copioso, frequente o inarrestabile, è indispensabile rivolgersi subito al medico curante o raggiungere il pronto soccorso più vicino. Allo stesso modo, è necessario sottoporsi a un’immediata valutazione medica in caso di gravi o forti traumi alla testa, anche in assenza di danni visibili.

  • Altri effetti collaterali
  • Oltre al sanguinamento eccessivo, gli anticoagulanti orali possono causare altri effetti collaterali, che variano in funzione del principio attivo utilizzato.
  • Gli effetti collaterali specifici di ogni anticoagulante sono riportati nel presente nella confezione del medicinale.
  • In generale, i possibili effetti collaterali diversi dal sanguinamento comprendono:
  • o (costipazione)
  • sensazione di stanchezza o malessere costante
  • difficoltà di digestione
  • dolore e/o gonfiore addominale
  • e
  • prurito o eruzioni cutanee
  • perdita di peli o capelli (alopecia)
  • colorito giallastro della pelle e/o della parte bianca (sclera) degli occhi ()
  1. Se si verificano questi o altri disturbi è opportuno rivolgersi al medico, che va contattato immediatamente in caso di ittero.
  2. Segnalazione degli effetti indesiderati
  3. La comparsa di effetti indesiderati durante l’uso degli anticoagulanti può essere comunicata alle autorità sanitarie competenti attraverso l’apposita, disponibile anche in farmacia.
  • Interazioni con altri farmaci
  • Quando si prendono gli anticoagulanti orali bisogna sempre interpellare il medico o il farmacista prima di assumere altri, compresi quelli da banco (come l’aspirina) o (come l’erba di San Giovanni), medicinali e,
  • Molti preparati possono interagire con gli anticoagulanti, potenziandone o riducendone gli effetti, con conseguenze pericolose per la salute.
  • I farmaci che possono modificare il meccanismo d’azione degli anticoagulanti orali comprendono:
  • L’elenco dettagliato dei da evitare può essere consultato sul che accompagna ogni confezione di medicinale.
  • Interazioni con gli alimenti e l’alcol
  • L’uso degli anticoagulanti orali non richiede l’adozione di una particolare, purché l’alimentazione sia sana, equilibrata e variata per assicurare all’organismo tutti i nutrienti necessari al suo corretto funzionamento.
  • L’unica raccomandazione dietetica riguarda le persone in terapia con il warfarin, che devono mantenere il più possibile costante il consumo quotidiano di alimenti ricchi di, quali verdure a foglia larga (come spinaci, broccoli, cavolfiori e lattuga), ceci, fegato e succo di mirtillo.

La vitamina k, infatti, può interferire con l’azione del warfarin, modificandone gli effetti. A un incremento della quantità di vitamina k introdotta con l’alimentazione corrisponde una diminuzione dell’effetto anticoagulante, viceversa, a una riduzione dell’apporto di vitamina k corrisponde un aumento del rischio emorragico.

Il medico potrà cambiare il dosaggio del warfarin per riportare i valori dell’INR nell’intervallo corretto, ma è sempre bene mantenere nel dovuto equilibrio l’azione dell’anticoagulante attraverso abitudini alimentari regolari nel tempo. Anche l’alcol interagisce con il warfarin, aumentandone gli effetti.

Si raccomanda, quindi, il consumo moderato di vino (nella misura di 1 bicchiere ai pasti principali), mentre l’uso di alcolici e superalcolici è fortemente sconsigliato. Queste indicazioni dietetiche non riguardano chi fa uso dei nuovi anticoagulanti orali (NAO).

  • In caso di dubbi basta rivolgersi al medico o al farmacista.
  • Il warfarin normalmente non viene utilizzato durante la, in quanto può provocare emorragie della placenta o del feto e gravi difetti alla nascita del bambino.
  • Tuttavia, in alcuni casi, può essere impiegato nel secondo trimestre di gravidanza se, a giudizio del medico, i benefici derivanti dalla sua assunzione superano i rischi.

Anche i nuovi anticoagulanti orali (NAO) sono sconsigliati in gravidanza, dato che i loro effetti sul bambino non sono ancora stati studiati. Le donne che desiderano un figlio devono discuterne preventivamente con il medico, che valuterà se sospendere la terapia anticoagulante o sostituire gli anticoagulanti orali con l’eparina iniettabile.

  1. Le donne in trattamento con il warfarin possono allattare al seno tranquillamente, in quanto non esistono evidenze scientifiche che dimostrino il passaggio del farmaco nel latte materno.
  2. Anche l’uso dell’eparina è sicuro durante l’allattamento, mentre i nuovi anticoagulanti orali (NAO) sono sconsigliati poiché ancora non sono noti i loro effetti sul bambino.
  3. In ogni caso, prima di iniziare ad allattare al seno è sempre bene chiedere consiglio al medico o al ginecologo.
  • La terapia anticoagulante non impedisce il normale svolgimento delle attività quotidiane, ma richiede l’adozione di alcune precauzioni, qui di seguito elencate.
  • Interventi chirurgici, esami invasivi o cure odontoiatriche complesse
  • Prima di sottoporsi a un intervento chirurgico programmato o a un esame diagnostico invasivo, come la, la e la, bisogna comunicare al chirurgo o al personale sanitario gli anticoagulanti che si stanno assumendo.
  • Poiché questi farmaci rallentano la coagulazione del sangue, esiste, infatti, il rischio di un forte sanguinamento in caso di tagli o incisioni eseguiti durante l’intervento o l’esame.
  • Per evitare il rischio di emorragie, in alcuni casi sarà necessario sospendere temporaneamente la terapia.
  • Allo stesso modo, in previsione di estrazioni dentarie o altre procedure odontoiatriche invasive, è opportuno informare il dentista della terapia in corso, per permettergli di valutare i rischi connessi al suo intervento.
  • A seconda dei casi, si dovrà sospendere l’anticoagulante o eseguire un prelievo di sangue, il giorno prima dell’intervento, per assicurarsi che il sangue coaguli alla giusta velocità.
  • Traumi, lesioni e ferite
  • L’uso degli anticoagulanti orali aumenta il rischio di emorragie in caso di traumi, lesioni e ferite, pertanto è necessario evitare, o svolgere con cautela, tutte le attività che possono indurre un sanguinamento adottando i seguenti accorgimenti:
  • lavarsi i denti con delicatezza, usando uno spazzolino con setole morbide e senza esercitare pressione sulle gengive
  • usare il rasoio elettrico per rasarsi o depilarsi, evitando l’uso di lamette o rasoi tradizionali
  • maneggiare con prudenza oggetti appuntiti o taglienti, come forbici e coltelli, indossando guanti protettivi per le attività di giardinaggio
  • evitare o sportive ad alto rischio di cadute, traumi o ferite, come il calcio, le arti marziali e altri sport di contatto. Utilizzare, in ogni caso, idonei dispositivi di protezione, come il casco per andare in bicicletta
  • usare repellenti contro gli insetti, per proteggersi da inopportune
  • evitare le iniezioni intramuscolari, se possibile, in quanto potrebbero provocare la formazione di locali

Braccialetto di identificazione È buona norma portare sempre con sé un braccialetto di identificazione o un documento che segnali la terapia anticoagulante che si sta assumendo (grande come una carta di credito che viene fornito con il farmaco). Questo semplice accorgimento, in situazioni di emergenza, consentirà ai soccorritori e ai medici di intervenire in modo adeguato.

Qual è il miglior farmaco anticoagulante?

Pur trattandosi di un effetto di classe, tra i NAO apixaban è il farmaco che sembra fornire la migliore combinazione di efficacia e sicurezza in questa popolazione.

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