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Olio Iperico A Cosa Serve?

Olio Iperico A Cosa Serve

Come si usa l’olio di iperico sul viso?

COME USARE L’OLIO DI IPERICO – L’olio di iperico può avere molti usi, vediamo insieme quali:

  • In questione risulta ottimo per i massaggi, perché lenisce dolori articolari e reumatismi. Anche sui muscoli è un toccasana. Ne serve solo una piccola dose da spalmare bene sulla zona da trattare.
  • Sul viso se ne usa una piccola quantità per spianare le rughe d’espressione, i segni dell’acne, le cicatrici. Non deve venire a contatto con gli occhi.
  • In vasca da bagno lo si usa per i dolori al corpo ma anche per lenire le scottature. Ha notevoli effetti rilassanti. Bisogna aggiungerne tre cucchiaini all’acqua ben calda.
  • L’olio di iperico può anche essere assunto per via interna, In questo modo potenzia le difese immunitarie e combatte i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Allevia anche tosse e infiammazioni gastro intestinali.
  • L’olio di iperico si rivela un ottimo collutorio naturale, valido in caso di gengive infiammate e mal di denti. Mettetene sei gocce in un bicchiere di acqua e ne troverete giovamento.

Dove si mette l’olio di iperico?

Olio di iperico, a cosa serve – L’olio di iperico, come detto, viene usato soprattutto in ambito fitoterapico e cosmetico per il trattamento di svariati disturbi della pelle, sia di lieve che di moderata entità. Può essere applicato e massaggiato direttamente sulla pelle per trattare pelle secca e arrossata, scottature solari, escoriazioni da freddo, ustioni di lieve entità e piccole bruciature.

Le sue proprietà cicatrizzanti, antisettiche purificanti e antinfiammatorie fanno sì che sia inoltre perfetto per favorire la guarigione di piccole ferite e piaghe, oltre che nei casi di psoriasi, screpolature, punture di insetti, infiammazioni e infezioni della pelle (arrossamento da pannolino) o gengiviti.

L’olio di iperico può essere utilizzato anche come olio da massaggio per combattere dolori articolari, contusioni, distorsioni e contratture muscolari e come prodotto cosmetico per combattere inestetismi della pelle quali rughe, macchie, smagliature e cicatrici da acne.

Quali sono i benefici dell iperico?

Iperico contro le infiammazioni della pelle e per favorire la guarigione di ferite – L’iperico può essere impiegato per via topica nel trattamento d’ infiammazioni della cute grazie all’azione antiflogistica esercitata dalle sostanze contenute nell’estratto di questa pianta e, in particolar modo, dall’ipericina.

In questo caso, l’iperico viene utilizzato sotto forma di estratto liquido od olio che, generalmente, si consiglia di applicare direttamente sulla zona interessata. Ad ogni modo, anche in questo caso, si consiglia di seguire le istruzioni per il corretto modo d’uso del prodotto indicate dalla ditta produttrice direttamente sulla confezione del prodotto.

Olio di Iperico: Proprietà e Impieghi

Quando non usare iperico?

Iperico: gli Effetti Avversi – Gli estratti secchi e le tinture madri sono in genere ben tollerati, anche dal paziente anziano, Effetti collaterali minori, che comprendono rash cutaneo, nausea, astenia ed irrequietezza, sono stati osservati in una percentuale che va dal 2,4 al 7,4% dei pazienti trattati.

  1. L’uso di iperico è sconsigliato durante la gravidanza, il puerperio ed in pediatria,
  2. Occorre evitare l’utilizzo di iperico in contemporanea all’uso di altri antidepressivi di sintesi (es.
  3. Antidepressivi triciclici e SSRI), per non incorrere nel rischio di ” sindrome serotoninergica “.
  4. L’iperico è un potente induttore del sistema microsomiale epatico (induce l’attività degli isoenzimi del citocromo P450 ), quindi non è raccomandabile l’utilizzo di iperico quando si stanno assumendo altri farmaci di cui potrebbe ridurre l’efficacia (es.

ciclosporina, teofillina, benzodiazepine, farfari, ritonavir, saquinavir, contraccettivi orali, anticonvulsivanti quali carbamazepina e fenobarbitale, digossina, antiemicranici e altri). Per quanto riguarda la fotosensibilità indotta dalla presenza di ipericina, nell’uomo sono stati documentati 2 casi: il primo in un soggetto che ha fatto uso di iperico per 3 anni, mentre il secondo in una donna di 35 anni che dopo 4 settimane di trattamento sviluppò una neuropatia non meglio specificata; in entrambi i casi i sintomi regredirono in seguito alla sospensione del trattamento.

Qual’è l’olio migliore per le rughe del viso?

OLIO DI BAOBAB – L ‘olio di baobab è un olio pregiato utilizzato soprattutto come rimedio contro l’invecchiamento cutaneo e i segni del tempo, grazie alle sue proprietà emollienti, leviganti ed elasticizzanti. Inoltre è anche un potente antiossidante e ricco di vitamine A, D, ed E che stimolano la produzione di collagene,

Quanto ci mette iperico a fare effetto?

L’iperico ha indubbiamente una azione rasserenante sull’umore, che si manifesta dopo 2/3 settimane di regolare assunzione ai dosaggi consigliati (generalmente 300mg./die). E’ valido nelle forme ansiose depressive e, combinato con la valeriana, ha un effetto simile a quello di un antidepressivo triciclico.

Qual è il miglior olio di iperico?

L’ olio di san Giovanni, o olio di iperico, puro e certificato bio cosmos, è un ottimo olio vegetale ad uso cosmetico con proprietà lenitive ed emollienti, rigeneranti, restitutive, per tutti i tipi di pelle, specialmente quelle miste.

Quanto costa l’olio di iperico?

Confronta 24 offerte per Olio Di Iperico 100 Ml a partire da 9,00 € Includi spese spedizione Includi sped. Iperico Extract Plus è un prodotto cosmetico formulato con la massima percentuale di estratti di olio di Iperico.

Quanto può durare l’olio di iperico?

L’olio di iperico si conserva a temperatura ambiente al riparo da luce e calore e possibilmente in contenitori di vetro scuro a chiusura ermetica. Se ben conservato si conserva a lungo, anche oltre i dodici mesi.

Come si fa l’olio di iperico fai da te?

Ecco come preparare in casa l’oleolito di iperico – Mettere le cime del fiore ben pulite e asciutte in un vasetto di vetro (meglio se nuovo!) e coprire fino all’orlo con olio di girasole. Tenere a stagionare per un mese circa, l’ultima settimana esporre al sole (non prima perchè un tempo troppo prolungato di esposizione al sole potrebbe irrancidire l’olio).

Quante volte usare olio iperico?

Tutte le proprietà dell’olio di iperico Olio Iperico A Cosa Serve L’olio di iperico L’iperico (chiamata anche erba di San Giovanni perché viene raccolto prevalentemente il 24 giugno) è una pianta erbacea originaria dell’Europa della quale si utilizzano le sommità fiorite e in minor misura le foglie. Dai fiori di iperico, raccolti a fine giugno, si ottiene un oleolito (macerato oleoso di piante fresche o essiccate poste in un contenitore di vetro, ricoperte d’olio e lasciate a macerare) dal colore rosso intenso che viene utilizzato direttamente sulle parti da trattare.

L’olio di iperico è un rimedio naturale dalle proprietà antibiotiche, antivirali e antimicotiche, cicatrizzanti, antisettiche (antivirali e antifungini), antibatteriche, analgesiche, antinfiammatorie, anestetiche, astringenti, purificanti, decongestionanti, emollienti e lenitive. Si può usare esternamente sotto forma di oleolito e creme, pomate o internamente ingerendo l’olio o compresse contenenti i principi attivi: – esternamente (uso topico) viene usato per le sue proprietà antinfiammatorie cicatrizzanti e antisettiche per scottature, bruciature, eritemi solari, dolori articolari e gonfiori (contusioni, distorsioni, gotta e reumatismi), macchie della pelle, psoriasi, secchezza della pelle del viso e del corpo, piaghe da decubito, smagliature, cicatrici, segni provocati dall’acne, mani screpolate, ferite alla pelle o alle mucose, gengiviti, emorroidi, punture di insetti, pelle arrossata da pannolino, escoriazioni da raffreddore.

Basta applicare l’olio sulla parte lesa, anche su ferite aperte, 2-3 volte al giorno o al bisogno. In caso di dolori articolari l’olio si applica facendo dei massaggi per facilitarne l’assorbimento e attenuare il dolore. Non ci sono controindicazioni per l’uso topico dell’olio d’Iperico in età pediatrica e nell’adolescenza.

– in forma di compresse, capsule, tisane o tinture madri (uso sistemico) è indicato per trattare patologie legate alla sfera emotiva, per stati ansiosi, nervosi e antidepressivi. Viene utilizzato anche per affaticamento, insonnia, pesantezza di stomaco, ulcere e infiammazioni gastrointestinali, in occasione di disturbi legati alla stagionalità, all’età, a cambiamenti ormonali.

L’azione antidepressiva è dovuta alla capacità di aumentare i livelli di serotonina e dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del sonno e dell’umore. Controindicazioni e precauzioni L’olio ha un effetto fotosensibile (durante l’esposizione al sole rende la pelle più sensibile agli effetti dannosi delle radiazioni) per cui durante il periodo di assunzione è bene evitare l’esposizione al sole e/o a lampade abbronzanti, soprattutto per chi ha la carnagione chiara.

  • L’uso interno dell’olio è controindicato negli anziani ipertesi, nelle persone con malattie cardiovascolari, in gravidanza allattamento e nei bambini di età inferiore a 12 anni.
  • Bisogna inoltre prestare attenzione se si assumono farmaci perché potrebbe interferire con i principi attivi in essi contenuti.
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Bellezza Tra le altre caratteristiche l’olio d’Iperico è un alleato di bellezza. E’ usato contro l’invecchiamento della pelle, per contrastarne la secchezza, per schiarire le macchie cutanee, per attenuare le cicatrici (segni dell’acne e smagliature) o come doposole per le sue proprietà lenitive.

I principi attivi dell’oleolito sono in grado di ridare alla pelle elasticità, migliorarne l’aspetto, stimolare la rigenerazione cellulare e la sua azione antiossidante. Si rivela utile per le rughe più o meno marcate. L’olio di iperico viene spesso usato come ingrediente delle creme antirughe. Per le sue proprietà emollienti è un valido rimedio naturale se si vuole ridonare lucentezza e morbidezza al cuoio capelluto.

Grazie alle sue proprietà è probabilmente il “cosmetico” naturale antirughe, anti-invecchiamento e anti-età più potente ed efficace che esista in natura. Come fare l’oleolito d’Iperico: mettere circa 30 gr di fiori freschi in un vaso di vetro e aggiungere 100 ml di olio di oliva possibilmente extravergine.

Quali sono gli effetti collaterali dell iperico?

Aumento della sensibilità alla luce. irrequietezza. stanchezza. aumento di peso.

Perché l’olio di iperico non diventa rosso?

Come preparare l’oleolito – Notte magica per la raccolta delle erbe, quella del 23 giugno, grazie alla rugiada, la cosiddetta guazza di San Giovanni, che avrebbe conferito poteri particolari ai fiori. Ma che farà irrancidire il vostro olio, se volete prepararci un oleolito come vi spiego qui di seguito ;).

  1. L’acqua è infatti nemica dell’olio e della sua conservazione nel tempo, motivo per cui raccogliere fiori asciutti, per la preparazione dell’oleolito, è decisamente una buona idea.
  2. Il momento migliore è a metà mattina, quando il sole ha già asciugato l’umidità notturna ma senza ancora aggredire la fioritura con un calore eccessivo.

Va bene anche raccogliere quando fa più caldo, ma di certo non di notte o all’alba, quando la pianta è umida. Per fare l’oleolito si utilizzano i fiori della pianta, freschi di raccolto, ma anche qualche fogliolina è benvenuta. La cosa più semplice è recidere le sommità fiorite con le dita o con delle forbicine, selezionando quelle più belle e lasciando i boccioli chiusi sulla pianta, perché continui a fiorire a beneficio degli impollinatori e della progenie della pianta stessa.

Io raccolgo usando direttamente il vaso che userò per la macerazione, in modo da regolarmi con la quantità. Va riempito per circa 3/4 della sua capienza, senza pressare i fiori. Tornata a casa stendo i fiori su un graticcio o su uno o più piatti, per farli asciugare un pochino e lasciar scappare ragnetti e insetti vari.

Li lascio lì per una mezza giornata, poi li rimetto nel vaso. A questo punto si versa l’olio a coprire completamente i fiori, fermandosi a un paio di centimetri dal bordo. La preparazione tradizionale vorrebbe l’olio d’oliva, che è certamente adatto per la preparazione, ma avendo sperimentato entrambi preferisco nettamente l’olio di girasole, biologico ed estratto a freddo, che dà come risultato un oleolito più leggero sulla pelle e meno aggressivo nell’odore.

Potete usare anche oli cosmetici, come olio di mandorle, o un buon olio di sesamo, ma la spesa aumenterà: il girasole resta la soluzione più economica. Il vaso, o i vasi se ne preparate parecchio, va esposto alla luce diretta del sole per circa un mese. Io di solito lo macero per 28 giorni, ma se è un’estate particolarmente nuvolosa o piovosa gli lascio qualche giorno in più, anche una settimana.

Già dopo i primi giorni, vedrete l’olio tingersi di un intenso rosso rubino, un colore davvero bello. Iperico in macerazione giorno 1 Iperico in macerazione giorno 4 Non chiudete il coperchio sul vaso in maniera ermetica, durante la macerazione, ma lasciatelo appena poggiato sul vaso, per consentire all’eventuale umidità di uscire. Se tenete il vaso all’aperto, portatelo dentro casa per la notte, e tenete d’occhio il meteo per evitare di esporlo alla pioggia.

Se è un mese particolarmente caldo, meglio metterlo al sole la mattina presto e toglierlo verso le 12 o le 13, in modo da evitare il sole più violento. Se fate l’intera macerazione dentro casa, preferite esporre il vaso sul davanzale di una finestra esposta ad est, che prenda il sole del mattino, altrimenti arrangiatevi col sole che avete, andrà bene.

Importante mescolare almeno una volta al giorno, ma se potete anche due. Indispensabile se usate fiori freschi, come nel caso dell’iperico (più in basso parlo della questione fiori freschi o secchi nella preparazione generale dell’oleolito). Mescolare scongiura il rischio che si formi muffa, quindi è davvero molto importante farlo.

  1. Usate un cucchiaio ovviamente asciutto, d’acciaio, di legno o come vi pare.
  2. A inizio macerazione i fiori tenderanno a salire in alto, ma col passare dei giorni si depositeranno più verso il basso.
  3. I fiori di iperico sono leggeri e poco consistenti, mescolarli è molto semplice, di più rispetto a elicriso, camomilla o lavanda.

Passato il periodo di macerazione l’olio va filtrato e travasato in bottigliette o barattoli di vetro scuro (anche chiaro, ma poi conservateli al buio), che andranno poi conservati in un luogo fresco. Si filtra almeno due volte, condivido il mio metodo: la prima tramite un colino a maglia molto fine foderato con un tovagliolo di stoffa, da poggiare un un vaso pulito e perfettamente asciutto; si versa tutto l’olio con i fiori e si strizza bene il residuo nel tovagliolo per liberare tutto l’olio di cui sono impregnati.

La seconda la faccio usando un imbuto da conserva, quello col foro largo, poggiato su un altro vaso sempre pulito e perfettamente asciutto; dentro ci poggio un filtro da caffè americano e verso olio fino a dove posso. Il filtro farà passare l’olio goccia a goccia, ogni tanto rabboccate e fate altro finché la filtratura sarà completa.

Alcune volte bastano queste due filtrature, molto spesso però l’olio è ancora torbido e ne faccio una terza, sempre col filtro da caffè, fino a ottenere un olio perfettamente limpido e senza alcun residuo sul fondo. Se fate una macerazione come si deve e filtrate con attenzione, non ci saranno residui acquosi, ma per esserne totalmente sicuri vi suggerisco un metodo che ho trovato girovagando in internet, il cosiddetto metodo della bottiglia.

  1. Io l’ho seguito un paio di volte, ma non mi è uscita una goccia d’acqua, quindi ho smesso :).
  2. Se volete provare la procedura è in questo blog,
  3. Fiori freschi o fiori essiccati? Esporre alla luce o coprire con una stagnola? Queste le domande più gettonate sulla preparazione degli oleoliti, e che mi facevo anche io al tempo della prima versione di questo articolo, pubblicato in origine il 2 luglio 2014, ma successivamente rivisto e aggiornato a luglio 2021.

Sull’iperico in verità non ho mai avuto dubbi, perché tutte le fonti concordano: fiori rigorosamente freschi e esposizione alla luce, altrimenti l’olio rosso così rosso non sarà. Negli anni e seguendo diversi insegnamenti da maestri erboristi, fitopreparatori e spagirici, oltre ad aver divorato libri, ho scelto di fare lo stesso per tutte le altre piante che macero.

Uso sempre fiori freschi, se posso, e per fortuna posso quasi sempre. Sono più rischiosi, perché l’acqua presente nella pianta rischia di favorire la proliferazione di muffe, ma il fiore fresco è più potente. E se si fanno le cose con cura, la muffa non ci sarà. La pianta essiccata, tranne nel caso dell’iperico, può essere sempre usata con ottima efficacia, e la preparazione sarà meno soggetta a incidenti di percorso, ed è infatti il metodo che suggerisco a chi è agli inizi.

E allo stesso tempo ho scelto di esporre ogni pianta non solo al calore ma anche alla luce. Niente stagnola sui miei vasi, ma nulla toglie che possa avvolgere i vostri e dare comunque un ottimo risultato. L’importante in ogni caso èmescolare ;).

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Come riempire le rughe del viso in modo naturale?

Rimedi naturali contro le rughe L’uso regolare di un olio, anche quello di oliva, consente di nutrire e rimpolpare la pelle mantenendola bella e giovane. Ci sono anche l’olio di argan e avocado che possono contrastare la comparsa delle prime rughe in maniera completamente naturale e senza lasciare la pelle unta.

Come fare sparire le rughe del viso?

2 – Cura l’alimentazione – La buona salute della tua pelle dipende anche da una corretta alimentazione, Una dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura – che contengono vitamine e antiossidanti naturali – è in grado di rendere la tua pelle tonica ed elastica,

Quante volte mettere l’olio di iperico?

Tutte le proprietà dell’olio di iperico Olio Iperico A Cosa Serve L’olio di iperico L’iperico (chiamata anche erba di San Giovanni perché viene raccolto prevalentemente il 24 giugno) è una pianta erbacea originaria dell’Europa della quale si utilizzano le sommità fiorite e in minor misura le foglie. Dai fiori di iperico, raccolti a fine giugno, si ottiene un oleolito (macerato oleoso di piante fresche o essiccate poste in un contenitore di vetro, ricoperte d’olio e lasciate a macerare) dal colore rosso intenso che viene utilizzato direttamente sulle parti da trattare.

  • L’olio di iperico è un rimedio naturale dalle proprietà antibiotiche, antivirali e antimicotiche, cicatrizzanti, antisettiche (antivirali e antifungini), antibatteriche, analgesiche, antinfiammatorie, anestetiche, astringenti, purificanti, decongestionanti, emollienti e lenitive.
  • Si può usare esternamente sotto forma di oleolito e creme, pomate o internamente ingerendo l’olio o compresse contenenti i principi attivi: – esternamente (uso topico) viene usato per le sue proprietà antinfiammatorie cicatrizzanti e antisettiche per scottature, bruciature, eritemi solari, dolori articolari e gonfiori (contusioni, distorsioni, gotta e reumatismi), macchie della pelle, psoriasi, secchezza della pelle del viso e del corpo, piaghe da decubito, smagliature, cicatrici, segni provocati dall’acne, mani screpolate, ferite alla pelle o alle mucose, gengiviti, emorroidi, punture di insetti, pelle arrossata da pannolino, escoriazioni da raffreddore.

Basta applicare l’olio sulla parte lesa, anche su ferite aperte, 2-3 volte al giorno o al bisogno. In caso di dolori articolari l’olio si applica facendo dei massaggi per facilitarne l’assorbimento e attenuare il dolore. Non ci sono controindicazioni per l’uso topico dell’olio d’Iperico in età pediatrica e nell’adolescenza.

  • In forma di compresse, capsule, tisane o tinture madri (uso sistemico) è indicato per trattare patologie legate alla sfera emotiva, per stati ansiosi, nervosi e antidepressivi.
  • Viene utilizzato anche per affaticamento, insonnia, pesantezza di stomaco, ulcere e infiammazioni gastrointestinali, in occasione di disturbi legati alla stagionalità, all’età, a cambiamenti ormonali.

L’azione antidepressiva è dovuta alla capacità di aumentare i livelli di serotonina e dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del sonno e dell’umore. Controindicazioni e precauzioni L’olio ha un effetto fotosensibile (durante l’esposizione al sole rende la pelle più sensibile agli effetti dannosi delle radiazioni) per cui durante il periodo di assunzione è bene evitare l’esposizione al sole e/o a lampade abbronzanti, soprattutto per chi ha la carnagione chiara.

L’uso interno dell’olio è controindicato negli anziani ipertesi, nelle persone con malattie cardiovascolari, in gravidanza allattamento e nei bambini di età inferiore a 12 anni. Bisogna inoltre prestare attenzione se si assumono farmaci perché potrebbe interferire con i principi attivi in essi contenuti.

Bellezza Tra le altre caratteristiche l’olio d’Iperico è un alleato di bellezza. E’ usato contro l’invecchiamento della pelle, per contrastarne la secchezza, per schiarire le macchie cutanee, per attenuare le cicatrici (segni dell’acne e smagliature) o come doposole per le sue proprietà lenitive.

  1. I principi attivi dell’oleolito sono in grado di ridare alla pelle elasticità, migliorarne l’aspetto, stimolare la rigenerazione cellulare e la sua azione antiossidante.
  2. Si rivela utile per le rughe più o meno marcate.
  3. L’olio di iperico viene spesso usato come ingrediente delle creme antirughe.
  4. Per le sue proprietà emollienti è un valido rimedio naturale se si vuole ridonare lucentezza e morbidezza al cuoio capelluto.

Grazie alle sue proprietà è probabilmente il “cosmetico” naturale antirughe, anti-invecchiamento e anti-età più potente ed efficace che esista in natura. Come fare l’oleolito d’Iperico: mettere circa 30 gr di fiori freschi in un vaso di vetro e aggiungere 100 ml di olio di oliva possibilmente extravergine.

Quali sono gli effetti collaterali dell iperico?

Aumento della sensibilità alla luce. irrequietezza. stanchezza. aumento di peso.

Perché l’olio di iperico non diventa rosso?

Come preparare l’oleolito – Notte magica per la raccolta delle erbe, quella del 23 giugno, grazie alla rugiada, la cosiddetta guazza di San Giovanni, che avrebbe conferito poteri particolari ai fiori. Ma che farà irrancidire il vostro olio, se volete prepararci un oleolito come vi spiego qui di seguito ;).

  • L’acqua è infatti nemica dell’olio e della sua conservazione nel tempo, motivo per cui raccogliere fiori asciutti, per la preparazione dell’oleolito, è decisamente una buona idea.
  • Il momento migliore è a metà mattina, quando il sole ha già asciugato l’umidità notturna ma senza ancora aggredire la fioritura con un calore eccessivo.

Va bene anche raccogliere quando fa più caldo, ma di certo non di notte o all’alba, quando la pianta è umida. Per fare l’oleolito si utilizzano i fiori della pianta, freschi di raccolto, ma anche qualche fogliolina è benvenuta. La cosa più semplice è recidere le sommità fiorite con le dita o con delle forbicine, selezionando quelle più belle e lasciando i boccioli chiusi sulla pianta, perché continui a fiorire a beneficio degli impollinatori e della progenie della pianta stessa.

Io raccolgo usando direttamente il vaso che userò per la macerazione, in modo da regolarmi con la quantità. Va riempito per circa 3/4 della sua capienza, senza pressare i fiori. Tornata a casa stendo i fiori su un graticcio o su uno o più piatti, per farli asciugare un pochino e lasciar scappare ragnetti e insetti vari.

Li lascio lì per una mezza giornata, poi li rimetto nel vaso. A questo punto si versa l’olio a coprire completamente i fiori, fermandosi a un paio di centimetri dal bordo. La preparazione tradizionale vorrebbe l’olio d’oliva, che è certamente adatto per la preparazione, ma avendo sperimentato entrambi preferisco nettamente l’olio di girasole, biologico ed estratto a freddo, che dà come risultato un oleolito più leggero sulla pelle e meno aggressivo nell’odore.

Potete usare anche oli cosmetici, come olio di mandorle, o un buon olio di sesamo, ma la spesa aumenterà: il girasole resta la soluzione più economica. Il vaso, o i vasi se ne preparate parecchio, va esposto alla luce diretta del sole per circa un mese. Io di solito lo macero per 28 giorni, ma se è un’estate particolarmente nuvolosa o piovosa gli lascio qualche giorno in più, anche una settimana.

Già dopo i primi giorni, vedrete l’olio tingersi di un intenso rosso rubino, un colore davvero bello. Iperico in macerazione giorno 1 Iperico in macerazione giorno 4 Non chiudete il coperchio sul vaso in maniera ermetica, durante la macerazione, ma lasciatelo appena poggiato sul vaso, per consentire all’eventuale umidità di uscire. Se tenete il vaso all’aperto, portatelo dentro casa per la notte, e tenete d’occhio il meteo per evitare di esporlo alla pioggia.

  • Se è un mese particolarmente caldo, meglio metterlo al sole la mattina presto e toglierlo verso le 12 o le 13, in modo da evitare il sole più violento.
  • Se fate l’intera macerazione dentro casa, preferite esporre il vaso sul davanzale di una finestra esposta ad est, che prenda il sole del mattino, altrimenti arrangiatevi col sole che avete, andrà bene.

Importante mescolare almeno una volta al giorno, ma se potete anche due. Indispensabile se usate fiori freschi, come nel caso dell’iperico (più in basso parlo della questione fiori freschi o secchi nella preparazione generale dell’oleolito). Mescolare scongiura il rischio che si formi muffa, quindi è davvero molto importante farlo.

Usate un cucchiaio ovviamente asciutto, d’acciaio, di legno o come vi pare. A inizio macerazione i fiori tenderanno a salire in alto, ma col passare dei giorni si depositeranno più verso il basso. I fiori di iperico sono leggeri e poco consistenti, mescolarli è molto semplice, di più rispetto a elicriso, camomilla o lavanda.

Passato il periodo di macerazione l’olio va filtrato e travasato in bottigliette o barattoli di vetro scuro (anche chiaro, ma poi conservateli al buio), che andranno poi conservati in un luogo fresco. Si filtra almeno due volte, condivido il mio metodo: la prima tramite un colino a maglia molto fine foderato con un tovagliolo di stoffa, da poggiare un un vaso pulito e perfettamente asciutto; si versa tutto l’olio con i fiori e si strizza bene il residuo nel tovagliolo per liberare tutto l’olio di cui sono impregnati.

  • La seconda la faccio usando un imbuto da conserva, quello col foro largo, poggiato su un altro vaso sempre pulito e perfettamente asciutto; dentro ci poggio un filtro da caffè americano e verso olio fino a dove posso.
  • Il filtro farà passare l’olio goccia a goccia, ogni tanto rabboccate e fate altro finché la filtratura sarà completa.
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Alcune volte bastano queste due filtrature, molto spesso però l’olio è ancora torbido e ne faccio una terza, sempre col filtro da caffè, fino a ottenere un olio perfettamente limpido e senza alcun residuo sul fondo. Se fate una macerazione come si deve e filtrate con attenzione, non ci saranno residui acquosi, ma per esserne totalmente sicuri vi suggerisco un metodo che ho trovato girovagando in internet, il cosiddetto metodo della bottiglia.

Io l’ho seguito un paio di volte, ma non mi è uscita una goccia d’acqua, quindi ho smesso :). Se volete provare la procedura è in questo blog, Fiori freschi o fiori essiccati? Esporre alla luce o coprire con una stagnola? Queste le domande più gettonate sulla preparazione degli oleoliti, e che mi facevo anche io al tempo della prima versione di questo articolo, pubblicato in origine il 2 luglio 2014, ma successivamente rivisto e aggiornato a luglio 2021.

Sull’iperico in verità non ho mai avuto dubbi, perché tutte le fonti concordano: fiori rigorosamente freschi e esposizione alla luce, altrimenti l’olio rosso così rosso non sarà. Negli anni e seguendo diversi insegnamenti da maestri erboristi, fitopreparatori e spagirici, oltre ad aver divorato libri, ho scelto di fare lo stesso per tutte le altre piante che macero.

Uso sempre fiori freschi, se posso, e per fortuna posso quasi sempre. Sono più rischiosi, perché l’acqua presente nella pianta rischia di favorire la proliferazione di muffe, ma il fiore fresco è più potente. E se si fanno le cose con cura, la muffa non ci sarà. La pianta essiccata, tranne nel caso dell’iperico, può essere sempre usata con ottima efficacia, e la preparazione sarà meno soggetta a incidenti di percorso, ed è infatti il metodo che suggerisco a chi è agli inizi.

E allo stesso tempo ho scelto di esporre ogni pianta non solo al calore ma anche alla luce. Niente stagnola sui miei vasi, ma nulla toglie che possa avvolgere i vostri e dare comunque un ottimo risultato. L’importante in ogni caso èmescolare ;).

Come si usa l’iperico?

Foto di Hans Braxmeier da Pixabay – Conosciuto anche con il nome di erba di San Giovanni, l’ iperico è una pianta officinale impiegata da secoli. «Secondo la tradizione veniva raccolta nella notte del 24 giugno (quella di San Giovanni Battista), quando per gli antichi erboristi la concentrazione delle sue potenzialità raggiungeva il massimo», afferma il dottor Emilio Minelli, medico chirurgo esperto in medicina naturale a Milano.

L’iperico è noto per le sue proprietà andepressive, ma è utile anche contro le vampate, per curare ustioni e ferite, per disintossicare il fegato. Al dottor Minelli abbiamo chiesto le proprietà della pianta officinale e quali sono le controindicazioni. Prima di intraprendere una terapia con l’ iperico, però, parla sempre con il tuo medico.

«Occorre evitare di prenderlo con gli psicofarmaci e, in particolare, con gli antidepressivi tradizionali, poiché potrebbe causare interazioni anche importanti», precisa Emilio Minelli. Non solo. «L’uso dell’iperico è in grado di inibire l’azione della pillola contraccettiva e risente dell’utilizzo dei chemioterapici, capaci di innalzare o abbassare l’attività del fitoterapico.

  1. Inoltre, va evitato se si è in cura con i farmaci anticoagulanti, poiché è capace di allungare i tempi di sanguinamento».
  2. Per migliorare l’umore e calmare l’ansia «L’iperico è una pianta adattogena (cioè che aiuta a rispondere alle situazioni di stress) con un’attività antidepressiva documentata», spiega l’esperto.

Utile, quindi, per migliorare l’umore e placare l’ansia. «Merito di una serie di sostanze che, probabilmente, si potenziano a vicenda. Come i naftodiantroni (ipericina e pseudoipericina), per esempio, che regolano a livello cerebrale la concentrazione dei neurotrasmettitori responsabili del tono dell’umore, tipo serotonina, adrenalina e noradrenalina.

Come si usa Ci sono diverse modalità per assumere l’iperico. Dice Minelli: «Si possono prendere 30-40 gocce di estratto idroalcolico di iperico diluite in poca acqua per 2-3 volte al giorno; oppure ci si può orientare su 1-2 compresse di estratto secco da 300 mg, da prendere fino a 3 volte al dì. In alternativa, è possibile preparare un infuso: versa da 2 a 4 g di pianta secca in 150 ml di acqua bollente per 30 minuti e bevi l’infuso 2-3 volte al giorno. La terapia va seguita 20-30 giorni e può essere prolungata per 2-3 mesi, ma sempre d’accordo con il medico». Attenzione però agli orari : «Per chi soffre di problemi d’ansia, che compaiono soprattutto la sera, meglio spostare l’ultima assunzione a fine giornata, in modo da favorire il sonno, Se si fa fatica ad alzarsi dal letto, invece, è preferibile prendere l’ iperico appena svegli», continua l’esperto.

Per curare ustioni e ferite «Anche se conosciuto soprattutto come antidepressivo, l’ iperico può agire pure sulla pelle grazie alla sua capacità di lenire il dolore e stimolare la rigenerazione dei tessuti. Questo lo rende un valido rimedio d’emergenza in caso di ferite, ulcerazioni, piaghe da decubito, eritemi (il campanello d’allarme della scottatura) e ustioni fino al secondo grado (caratterizzate da bolle e vescicole)», spiega la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa e docente alla Scuola superiore di medicina estetica Agorà, a Milano.

Come si usa «Viene utilizzato come estratto acquoso al 20%. In caso di ferite, piaghe e scottature occorre versare l’estratto di iperico con un cucchiaio su una garza, che viene applicata sulla zona che fa male e poi mantenuta per tutto il giorno. Chi soffre di Herpes, invece, può eseguire da 3 a 8 toccature quotidiane. Meglio però evitare di esporsi al sole perché l’iperico può causare delle reazioni di fototossicità», precisa l’esperto in medicina naturale.

Per contrastare le vampate di calore L’iperico è in grado di fornire un aiuto in più anche durante la menopausa : «L’iperico può aiutare a controllare le vampate di calore. In questo caso va associato ad altri rimedi fitoterapici che hanno un’azione a livello ormonale», aggiunge Minelli.

Come si usa «Versa in 500 ml d’acqua 4 g di estratto secco di iperico, aggiungi 5 g di vitex agnus castus e altrettanti di cimicifuga. Questa bevanda va bevuta 3 volte nell’arco delle 24 ore, per 15- 20 giorni, seguendo cicli di 3-4 mesi», spiega l’esperto.

Per disintossicare il fegato Fra le virtù dell’iperico, c’è anche la sua azione protettiva nei confronti del “laboratorio di depura zione” dell’organismo: «L’iperico è in grado di ripulire il fegato da diete squilibrate, consumo di prodotti tossici e ormoni.

Come si usa «200 mg di estratto secco di iperico per 3 volte al giorno dopo i pasti. La terapia va seguita per 20 giorni, seguendo cicli di 3 mesi», conclude il dottor Emilio Minelli.

L’iperico si può usare anche in cucina «L’iperico trova spazio pure in cucina, e non solo per le classiche tisane», spiega la dottoressa Maria Paola Dall’Erta, biologa chef e insegnante di biocucina a Milano. «I petali dei suoi fiori e le foglie hanno un sapore agrodolce, simile alla menta ma un po’ più amaro, in grado di conferire un gusto più rinfrescante a insalate e macedonie».

  1. Inoltre, viene utilizzata nella preparazione di una grappa aromatica: «Si versano fra 10 e 20 g di petali secchi di iperico in un litro di grappa ed, eventualmente, vengono aggiunte delle fettine di un limone non trattato, in grado di accentuarne il sapore rinfrescante.
  2. A questo punto si lascia macerare per 15 giorni, poi il contenuto viene filtrato e si aggiunge dello zucchero, a piacere», conclude la dottoressa Dall’Erta.

Fai la tua domanda ai nostri esperti Articolo pubblicato sul n.21 di Starbene in edicola ad agosto 2020

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