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Reggio Emilia Cosa Vedere?

Reggio Emilia Cosa Vedere

Cosa vedere nel centro storico di Reggio Emilia?

Conosci il centro storicocerca i totem turistici! – Attraverso 8 itinerari e relativi totem sarà possibile conoscere Reggio da un nuovo punto di vista. Disseminati nelle piazze e nelle strade principali della città i totem raccontano la storia della città attraverso i monumenti, le Chiese e i suoi Musei. Metrominuto alla mano, parti anche tu alla scoperta del centro storico di Reggio Emilia! TOTEM ROSSO | Piazza Prampolini Tra le piazze più più importanti della città c’è piazza Prampolini, la cui configurazione attuale risale al periodo rinascimentale. Le fanno da cornice alcuni degli edifici più importanti del centro storico: il Duomo, scrigno di opere d’arte, il Battistero, il Palazzo Municipale (che ospita al suo interno la famosissima Sala del Tricolore) il Palazzo del Monte, la curiosa statua del Crostolo e la Torre del Bordello,

Piazza Prampolini è anche detta Piazza Grande per distinguerla dalla vicina piazza San Prospero. TOTEM BLU | Piazza San Prospero Collegata dal Broletto alla vicina Piazza Prampolini, piazza san Prospero è uno dei luoghi più amati dai reggiani. Su di essa si affaccia la Basilica del Santo Patrono, la torre ottagonale in corso di restauro e Palazzo Patronieri, sede della Banca Unicredit, edificato nel ‘500 per volere della facoltosa Famiglia Patronieri, che aveva commissionato, per l’altare della famiglia, nientemeno che la famossissima Notte del Correggio, oggi custodita alla Gemäldegalerie di Dresda.

TOTEM VERDE CHIARO | Piazza Fontanesi Alberata e abbracciata dai portici, piazza Fontanesi è uno dei luoghi prediletti per le serate reggiane. I numerosi locali e ristorantini che si affacciano lungo i portici la rendono la piazza più vissuta del centro storico.

Proseguendo su via del Guazzatoio, lungo il corso dell’antico canale maestro che serviva per alimentare i numeri opifici tessili della zona, si può notare ciò che resta della duecentesca Porta Castello, con la sua grande arcata ogivale. TOTEM ARANCIO | Corso Garibaldi Lungo il centralissimo corso Garibaldi sorge uno dei più interessanti edifici religiosi da visitare a Reggio Emilia, il tempio della Beata Vergine della Ghiara,

Meta di pellegrinaggio, la chiesa affascina per i suoi affreschi e il suo pregevole organo monumentale. TOTEM VERDE SCURO | Piazza Martiri del 7 luglio La piazza comunemente nota come Piazza dei Teatri, ospita i tre vicinissimi teatri cittadini: Il maestoso e operistico Teatro Valli, il teatro dedicato all’illustre poeta reggiano Ludovico Ariosto, e il polivalente Teatro Cavallerizza,

Alle estremità, il Palazzo dei Musei, con le sue straordinarie collezioni storiche, etnografiche e scientifiche e lo Spazio Gerra, una fucina di arte contemporanea dedicata all’artista reggiano. TOTEM VIOLA | viale Allegri Su Piazza della Vittoria si affaccia il Parco del Popolo, polmone verde del centro storico con alberi secolari ed un importante monumento funerario romano, e la guglia neogotica dell’eclettica Galleria Parmeggiani, una collezione d’arte che da sola merita la visita alla città.

Lungo la via, si trova la sede dell’Università di Modena e Reggio, Ex Caserma Zucchi, che ospita una delle opere di aperte contemporanea della città: L’Araba Fenice di Luciano Fabro. TOTEM LILLA | Via Emilia San Pietro Il centro storico è attraversato dal decumano massimo, la via Emilia.

Da piazza del Monte proseguendo verso Est si incontrano il Gromae Locus, punto di fondazione della città, Palazzo Spalletti Trivelli che ospita un’importantissima collezione di pittura antica emiliana, arte orientale e il magnifico sito archeologico, è oggi sede della Banca Credem; Palazzo Fontanelli Sacrat i e il suo fotografatissimo cortile interno, i Monumentali Chiostri rinascimentali di San Pietro,

TOTEM AZZURRO | Via Emilia Santo Stefano Proseguendo dal lato opposto di Piazza del Monte si percorre la via Emilia Santo Stefano, Per una sosta rigenerante merita una visita la magnifica Liberia all’Arco, una delle attrazioni preferite della città, la riqualificata Piazza Gioberti, il vicino quartiere ebraico che ospita la Sinagoga reggiana e la più antica chiesa cittadina, parte dei possedimenti dei Cavalieri Templari: la Chiesa di Santo Stefano.

Che differenza c’è tra Reggio Emilia e Reggio nell’emilia?

Reggio Emilia (AFI: o ; Rès in dialetto reggiano; Reggio di Lombardia fino all’annessione al Regno d’Italia), ufficialmente Reggio nell ‘ Emilia (), è un comune italiano di 169 437 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Emilia -Romagna.

Quanto ci vuole per visitare Reggio Emilia?

Cosa vedere a Reggio Emilia in un giorno: La Via Emilia – Reggio Emilia è una piccola cittadina, il suo centro storico è a misura d’uomo e si può visitare in un giorno. Sarete voi a vagare per le vie principali e i vicoletti, esplorando le sue particolarità e fermandovi per una pausa golosa.

  1. Io vi fornirò un’idea per un percorso nel centro storico, così da non perdervi nulla! Il tour di Reggio Emilia inizia dalla famosa Via Emilia, che taglia a metà la pianta esagonale della città.
  2. L’ingresso al centro storico è segnato dall’imponente Arco del Follo, realizzato a fine XVIII secolo per celebrare le vittorie napoleoniche.

Ci si inoltra in Via Emilia San Pietro, che prende il nome dalla sua omonima chiesa. Qui troverete non solo negozietti chic per il vostro shopping, ma anche alcuni dei negozi che hanno fatto la storia di Reggio Emilia. Tra questi, Tosi Dischi, sul mercato dagli anni Settanta, Artioli, fotografo dal 1932, e la Calzoleria Parmense, Reggio Emilia Cosa Vedere Artioli, negozio storico di Reggio Emilia, in Via Emilia Poco distante, si trovano i Chiostri di San Pietro, dove ogni anno si tengono attività culturali, come l’importante Fotografia Europea. Questa estate, qui si sono svolti parte degli eventi dell’iniziativa #RESTATE e molti continueranno fino a settembre. Reggio Emilia Cosa Vedere La targa che indica il centro fisico di Reggio Emilia Se avete voglia di un caffè o un dolcetto, questo è il momento giusto! Sotto il lungo portico, si trova la Pasticceria Ligabue, ottima per i suoi pasticcini e le sue paste golose. Preferite invece uno spuntino salato? Fermatevi da La Piola, in via Calderini, la storica pizzeria da asporto a cui i reggiani sono molto affezionati.

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Dove vanno i giovani a Reggio Emilia?

Reggio Emilia, tutta la movida notturna concentrata in un ettaro REGGIO EMILIA, Reggio, dopo l’ora di cena, diventa la città dai due volti. Per una piccola porzione di centro storico altamente frequentata, dove in certi giorni si fa addirittura fatica a entrare nei locali, ve ne è invece una seconda, molto più grande, che di notte si desertifica completamente.

  1. È la Reggio dove alle 20 chiudono quasi tutte le attività, quella meno “in” usata come parcheggio o come percorso per recarsi in posti molto più attraenti.
  2. Un fenomeno, questo, che si verifica con le dovute differenze in tutte le città ma che qui assume caratteristiche ancora più evidenti.
  3. Piazza Fontanesi, piazza San Prospero, piazza Prampolini, qualche tratto di Corso Garibaldi.

Questi e pochi altri sono, a grandi linee, i salotti di Reggio Emilia. Quelli che i residenti, gli studenti e i forestieri amano frequentare. Tutti concentrati e ammassati in poco meno di un centesimo di tutta la superficie del centro storico. Circa un ettaro, diecimila metri quadrati.

  • Tanto misurano tutte queste piazze, porzioni di vie, distese di locali, tratti di portici che fanno sembrare la nostra città viva e vissuta.
  • Un bel sogno che si infrange non appena si esce da questi micro quartieri del divertimento.
  • Per un ettaro di movida, ve ne sono altri novantanove che a percorrerli sembra di aver varcato uno stargate e di essere finiti in un’altra città.

La maggioranza del milione di metri quadrati (arrotondando per difetto) racchiusi in poco più di quattro chilometri di circonvallazione dopo cena è deserta. Una caratteristica che le amministrazioni, i commercianti e i residenti hanno cercato di combattere nel tempo, con fortune alterne.

Uno degli esempi più lampanti è sicuramente piazza Fontanesi, trasformata grazie a un lungimirante progetto che ha coinvolto pubblico e privato nel salotto buono della città. I nuovi alberi, la pavimentazione, le distese, l’arredo urbano e lo sforzo dei pub e dei ristoranti hanno permesso di cancellare un non luogo e di dar vita nel tempo a uno dei nomi più citati da chi esce la sera a Reggio.

Questo cambiamento però ha avuto un altro effetto, quello di attirare altri investimenti e di creare movimento anche nelle zone limitrofe. Si è creato così, in forma più o meno spontanea, un corridoio che collega piazza Fontanesi con piazza San Prospero, un altro dei luoghi da sempre più affollati.

  • Le attività in piazza XXIV Maggio, via San Carlo e parte di via Toschi hanno beneficiato di questo nuovo afflusso di persone, contribuendo nel contempo ad attirarne delle altre.
  • Il resto delle strade reggiane, però, restano ancora avvolte nel silenzio.
  • Tranne pochi eccezioni in Corso Garibaldi, piazza Casotti, via Caggiati o piazzale Fiume dopo le 21 praticamente ovunque regna la solitudine.Una situazione che subiscono soprattutto gli studenti universitari fuori sede, in costante aumento e che spesso preferiscono abitare dentro il centro storico.

Quando si sono stufati di uscire sempre nei soliti posti, e visto il costo non possono frequentarne di altri, a loro non resta che rinchiudersi in casa. Sparendo dalle piazze e dalle strade. : Reggio Emilia, tutta la movida notturna concentrata in un ettaro

Come si vive a Reggio Emilia?

VIVERE A REGGIO EMILIA Reggio Emilia è una cittadina a misura d’uomo, vivace e ospitale, rinomata per la cordialità dei suoi abitanti. Una città ideale per apprendere la lingua italiana, per muoversi con tranquillità con qualsiasi mezzo, per trovare occasioni di socializzazione ed attività ludiche per il tempo libero. Viale dei Mille, 242121 Reggio Emilia – Italia +39 340 8537630 +39 353 4098450 +39 0522 454777 : VIVERE A REGGIO EMILIA

Dove si mangia meglio in Emilia Romagna?

Emilia-Romagna tesoro enogastronomico del mondo per Forbes – di /// Agosto 31, 2021 Tempo stimato di lettura: 3 minuti La cucina migliore del mondo? Sicuramente italiana, ma secondo l’illustre mensile Forbes si può essere ancora più precisi: la migliore cucina del mondo è quella dell’Emilia-Romagna, parola del blogger americano David Rosengarten, che intitola il suo articolo ” Italy’s greatest gastronomic treasure, Emilia-Romagna “.
Se chiedete ad un italiano dove si trova il cibo migliore, esordisce Rosengarten, quasi tutti gli italiani risponderanno “da mia madre”, Reggio Emilia Cosa Vedere Ogni regione ha le sue specialità – scrive Rosengarten – non è questo a distinguere l’Emilia-Romagna, Ho visitato anche Sicilia e Toscana, ma i miei piatti preferiti sono quasi tutti emiliani e mi sono chiesto perché. Mangiare così bene e così tanto lì non sembra pesare.

Non ci si sente in colpa per non aver scelto un’insalata o per aver difficoltà nell’entrare in un vestito. Mangiare è un piacere, punto, I cibi sono fatti a mano come in altri posti, certo, ma in Emilia il piatto è servito con orgoglio. I prodotti tipici della cucina emiliano-romagnola sono diventati dei veri e propri simboli della cultura enogastronomica del territorio, dei tesori da salvaguardare.

L’Emilia-Romagna è ormai una tappa fondamentale del viaggiatore goloso e buongustaio.
La tradizione culinaria dell’Emilia-Romagna ha origini molto antiche e su alcune di esse si sono sviluppate nel corso degli anni varie e curiose leggende.
Partendo da Piacenza e passando per Parma troviamo gli anolini, a Reggio Emilia i tortelli alle erbe o alla zucca con amaretto e i cappelletti di carne, scendendo a Modena, Castelfranco e Bologna gustiamo i tortellini, proseguendo per Forlì abbiamo i cappelletti ripieni di formaggio e facendo una sosta a Ferrara mangiamo i cappellacci di zucca.
Tante varianti diverse di uno stesso prodotto culinario gustosissimo in ognuna delle sue versioni.
Il tortellino trova le sue origini in una leggenda che lo vede nascere a Castelfranco Emilia ad opera del proprietario della locanda Corona, il quale, sbirciando dal buco della serratura della stanza di una nobildonna sua ospite e rimasto tanto colpito dalla bellezza del suo ombelico, volle riprodurlo in una preparazione culinaria. Reggio Emilia Cosa Vedere Sempre legate ad una nobildonna sono le origini delle tagliatelle, Era il 1931 quando l’umorista bolognese Augusto Majani decise di nobilitare la famosissima pasta all’uovo legandone l’origine niente poco di meno che a Lucrezia Borgia, narrando che nel 1487, Giovanni II di Bentivoglio, a quel tempo signore di Bologna, chiese al suo cuoco personale, Mastro Zefirano, di organizzare una cena maestosa in onore di Lucrezia, che sarebbe stata ospite in città.

  • La nobildonna, infatti, era diretta a Ferrara per andare a sposare il Duca Alfonso D’Este, e il Bentivoglio aveva intenzione di renderle onore.
    Vista la richiesta, il cuoco si sbizzarrì e organizzò un banchetto memorabile, dove spiccò un nuovo tipo di pasta.
  • Questa venne ricavata tagliando le tradizionali lasagne e dando forma a lunghe strisce dorate, in onore dei biondi capelli della futura sposa e dando così vita alle celebri tagliatelle.
    Passando dal cibo alle bevande Rosengarten mostra infine anche il suo gusto per i vini: ” Il mio viaggio è stato diverso, sono partito dal cuore della regione vinicola, dove si produce il vino perfetto per accompagnare questo tipo di cucina, il Lambrusco,
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La regione del Lambrusco è una delle ambientazioni rustiche più belle d’Italia, sembra perduta nel tempo, ed è forse il posto migliore per scoprire l’incredibile cibo dell’Emilia-Romagna “. Reggio Emilia Cosa Vedere ” Tra le vostre mete turistiche oltre a Venezia o Roma, mettete l’Emilia, dove ogni pasto è una festa spensierata “.
L’Emilia-Romagna ha dunque conquistato il blogger americano, che incorona la cucina emiliano-romagnola come regina del mondo. Reggio Emilia Cosa Vedere Reggio Emilia Cosa Vedere

Quali sono i piatti tipici di Modena?

Primi piatti modenesi – Il primo piatto simbolo delle tavole modenesi è senza dubbio il tortellino, lo squisito ombelico di pasta sfoglia ripieno di carne (maiale, prosciutto, salsiccia; a volte mortadella) che si mangia col cucchiaio, immerso nel brodo.

Se di maggiori dimensioni, si parla di tortelloni, generalmente ripieni di spinaci e ricotta, conditi col burro sciolto e la salvia. Tra la pasta fresca, deliziose sono le tagliatelle, ruvide e rigorosamente tirate a mano, sottili o più larghe a seconda dei gusti e servite col ragù di carne o prosciutto, e le lasagne, accompagnate anch’esse da ragù e besciamella (ma buonissime anche con altri condimenti).

Ad esse affini sono i pasticci al forno, realizzati però con altri tagli di pasta (ziti, maccheroni). Un primo curioso di origine romagnola sono invece i passatelli, vermicelli di una speciale pasta molto ruvida preparata con pangrattato, uova, parmigiano reggiano e noce moscata.

Che cosa vuol dire Reggio?

La colonia calcidese – Tucidide ci racconta che sull’insediamento di Aschenez nel 730 a.C. si stabilirono i coloni di stirpe ionica che arrivavano da Calcide, nell’Eubea, isola da cui provenivano anche i fondatori di molte altre colonie greche della Magna Grecia,

Quando riapre la Mediopadana Reggio Emilia?

‘Riapre’ la stazione Mediopadana I treni veloci torneranno a fermarsi È prevista per oggi la ‘riapertura’ della stazione Mediopadana dell’alta velocità dopo i lavori programmati da Rfi dal dal 7 al 18 agosto. I tecnici della società in questi dodici giorni sono stati impegnati nella sostituzione di alcuni deviatoi, nell’ambito del periodico rinnovamento di componenti dell’infrastruttura ferroviaria.

I nuovi scambi, diceva Rfi “saranno attrezzati con innovative componentistiche tecnologiche di ultima generazione, in grado di assicurare migliore efficienza e maggiore affidabilità”. Durante i lavori, però, non ci sono state ‘fermate’ di treni e quelli in transito hanno ridotto la velocità in corrispondenza del cantiere, con un allungamento dei tempi di viaggio fino a 15 minuti.

“Sono stati programmati in estate quando la domanda di mobilità per studio e lavoro tende naturalmente a diminuire”, aveva motivato Rfi. : ‘Riapre’ la stazione Mediopadana I treni veloci torneranno a fermarsi

Perché si chiama Reggio?

Etimologia – La prima testimonianza del nome di Reggio è costituita da quattro calici d’argento di età romana imprecisata, rinvenuti nel 1852 vicino al lago di Bracciano sui quali è riportato un elenco di circa 100 tappe tra Cadice e Roma ( Itinerarium Gaditanum ): tra Parma e Mutina è citata Regio o Lepidum Regium.

L’origine è tradizionalmente legata al termine latino rĕgĭo (confine, regione, territorio, paese) da cui deriverebbe Regium divenuto infine Regium Lepidi in onore del fondatore Marco Emilio Lepido (console 187 a.C.), Altra ipotesi condivisa è la sua derivazione dall’aggettivo latino regius, titolo di cui poteva fregiarsi il fondatore, tutore del giovane re d’Egitto Tolomeo V Epifane,

Sull’eventuale origine gallica del nome si è a lungo dibattuto. Nella lingua celtica Rigion può significare “regno, dominio reale”.

Dove vanno i giovani a Reggio Emilia?

Reggio Emilia, tutta la movida notturna concentrata in un ettaro REGGIO EMILIA, Reggio, dopo l’ora di cena, diventa la città dai due volti. Per una piccola porzione di centro storico altamente frequentata, dove in certi giorni si fa addirittura fatica a entrare nei locali, ve ne è invece una seconda, molto più grande, che di notte si desertifica completamente.

  1. È la Reggio dove alle 20 chiudono quasi tutte le attività, quella meno “in” usata come parcheggio o come percorso per recarsi in posti molto più attraenti.
  2. Un fenomeno, questo, che si verifica con le dovute differenze in tutte le città ma che qui assume caratteristiche ancora più evidenti.
  3. Piazza Fontanesi, piazza San Prospero, piazza Prampolini, qualche tratto di Corso Garibaldi.

Questi e pochi altri sono, a grandi linee, i salotti di Reggio Emilia. Quelli che i residenti, gli studenti e i forestieri amano frequentare. Tutti concentrati e ammassati in poco meno di un centesimo di tutta la superficie del centro storico. Circa un ettaro, diecimila metri quadrati.

  1. Tanto misurano tutte queste piazze, porzioni di vie, distese di locali, tratti di portici che fanno sembrare la nostra città viva e vissuta.
  2. Un bel sogno che si infrange non appena si esce da questi micro quartieri del divertimento.
  3. Per un ettaro di movida, ve ne sono altri novantanove che a percorrerli sembra di aver varcato uno stargate e di essere finiti in un’altra città.
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La maggioranza del milione di metri quadrati (arrotondando per difetto) racchiusi in poco più di quattro chilometri di circonvallazione dopo cena è deserta. Una caratteristica che le amministrazioni, i commercianti e i residenti hanno cercato di combattere nel tempo, con fortune alterne.

  1. Uno degli esempi più lampanti è sicuramente piazza Fontanesi, trasformata grazie a un lungimirante progetto che ha coinvolto pubblico e privato nel salotto buono della città.
  2. I nuovi alberi, la pavimentazione, le distese, l’arredo urbano e lo sforzo dei pub e dei ristoranti hanno permesso di cancellare un non luogo e di dar vita nel tempo a uno dei nomi più citati da chi esce la sera a Reggio.

Questo cambiamento però ha avuto un altro effetto, quello di attirare altri investimenti e di creare movimento anche nelle zone limitrofe. Si è creato così, in forma più o meno spontanea, un corridoio che collega piazza Fontanesi con piazza San Prospero, un altro dei luoghi da sempre più affollati.

  1. Le attività in piazza XXIV Maggio, via San Carlo e parte di via Toschi hanno beneficiato di questo nuovo afflusso di persone, contribuendo nel contempo ad attirarne delle altre.
  2. Il resto delle strade reggiane, però, restano ancora avvolte nel silenzio.
  3. Tranne pochi eccezioni in Corso Garibaldi, piazza Casotti, via Caggiati o piazzale Fiume dopo le 21 praticamente ovunque regna la solitudine.Una situazione che subiscono soprattutto gli studenti universitari fuori sede, in costante aumento e che spesso preferiscono abitare dentro il centro storico.

Quando si sono stufati di uscire sempre nei soliti posti, e visto il costo non possono frequentarne di altri, a loro non resta che rinchiudersi in casa. Sparendo dalle piazze e dalle strade. : Reggio Emilia, tutta la movida notturna concentrata in un ettaro

Per cosa è famosa Correggio?

Aggiungi ai preferiti Rimuovi dai preferiti A nord di Reggio Emilia si trova Correggio, il centro più importante della provincia dopo il capoluogo. Già abitata in epoca romana e longobarda, il comune fu feudo dal XI secolo della famiglia che qui prese il nome: i Da Correggio, che tra i secoli XIV e XV rivaleggiarono con i Visconti e gli Este, divenendo anche signori di Parma per un breve periodo.

I Da Correggio, ridottisi nel feudo originario, nel 1452 ottennero l’elevazione di Correggio al rango di contea e nel 1599 in città. La loro corte fu meta di poeti e letterati, quali l’Ariosto, il Bembo, l’Aretino, ospiti dei conti. La Corte di Correggio fu molto conosciuta fra quelle padane del suo tempo e raggiunse l’apice con Nicolò da Correggio (1450-1508), Veronica Gambara (1485-1550) e il pittore Antonio Allegri (1489/1494-1534) detto “Il Correggio”.

Nel 1616 Correggio venne elevata a principato. Nel 1630 Siro, principe di Correggio, perse il feudo che venne incamerato dal Duca di Modena dei cui Stati seguì le sorti. Nacquero a Correggio, tra gli altri, il pittore Antonio Allegri, il musicista Bonifazio Asioli (1769-1832) la scultrice Carmela Adani (1899-1965), il maratoneta Dorando Pietri (1885-1942), lo scrittore Pier Vittorio Tondelli (1955-1991), il flautista Andrea Griminelli (13 dicembre 1959) e il rocker Luciano Ligabue (13 marzo 1960).

Le strade porticate e gli scorci suggestivi rappresentano il ruolo storico avuto dalla cittadina. Nel centro storico, ancora ben conservato, che riunisce i rioni di Castelvecchio, Borgovecchio e Borgonuovo, sono da vedere il Museo Il Correggio, di cui si ricordano il capolavoro di Andrea Mantegna “Il Redentore” e la serie dei superbi arazzi di scuola brussellese, la Basilica di San Quirino del XVI secolo, il monumento a Correggio, la Torre civica, la Chiesa di San Francesco, la Rocchetta con resti di mura medievali, la Correggio Art Home (centro di documentazione su Antonio Allegri), il Palazzo Cattini (o dell’Orologio), il Teatro Asioli tempio neoclassico tuttora attivo.

Il Palazzo dei Principi, di raffinata architettura rinascimentale e stile ferrarese in cui si è riconosciuta l’impronta di Biagio Rossetti, ospita anche la Biblioteca Civica con preziosi incunaboli ed edizioni dal XVI al XVIII secolo. Lo Scarpasot di Correggio è una torta salata che ha ottenuto la DeCo (denominazione di origine comunale) nel 2012.

  1. Differisce dall’ erbazzone reggiano per l’assenza della pasta (sfoglia o brisée), che rende ancora più gustosa la pietanza.
  2. La vita culturale cittadina ruota attorno alle stagioni del Teatro Asioli, alla Correggio Art Home e alla Biblioteca Comunale “Giorgio Einaudi” che ospita anche il Centro di Documentazione Pier Vittorio Tondelli.

Fiera di San Giuseppe – terzo weekend di marzo Mercato con bancarelle ed esposizione di prodotti gastronomici tipici e prodotti artigianali. Fiera di San Quirino – primo weekend di giugno Arte, mostre, spettacoli, gastronomia, sport, mercato con bancarelle ed esposizione di prodotti gastronomici tipici e prodotti artigianali.

Fiera di San Luca – erzo weekend di ottobre Mercato con bancarelle ed esposizione di prodotti gastronomici tipici e artigianali. La ZTL comprende tutta l’area racchiusa dalla circonvallazione interna, tranne i corridoi di accesso a Piazza San Quirino e piazza Garibaldi, Via Carlo V, Via Conciapelli e Via Asioli, che sono dunque esclusi dalla ZTL.

Dal 15 novembre 2014 la ZTL è stata suddivisa in aree, in modo tale da limitare la possibilità di accesso veicolare alle sole strade indispensabili per raggiungere l’immobile a cui si è diretti.

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