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Resveratrolo A Cosa Serve?

Resveratrolo A Cosa Serve

Dove agisce il resveratrolo?

Il resveratrolo è stato per anni una superstar tra gli integratori, con studi che ne mostravano gli effetti quasi miracolosi su processi ossidativi, patologie e invecchiamento. E in effetti i dati della ricerca su colture cellulari e animali sono molto interessanti, ma gli studi clinici mostrano una realtà un poco più sfumata, con risultati meno netti influenzati anche dalla ridotta biodisponibilità di questa sostanza.

Il resveratrolo è è uno stilbene, un composto polifenolico, una delle tante molecole che le piante producono per proteggersi in situazioni di stress: lesioni, infezioni da parte di funghi o batteri ed esposizione a raggi ultravioletti. Il resveratrolo è solubile nei grassi e si presenta in diverse configurazioni, trans e cis, spesso legate a molecole di glucosio a formare glucosidi.

La sua individuazione nel vino rosso, nei primi anni 90, ha destato un grande interesse ed è stata utilizzata per spiegare il paradosso francese, ossia il fatto che gli abitanti del sud della Francia, nonostante una dieta ricca di grassi saturi, presentano una incidenza ridotta di malattie cardiovascolari.

  1. Il consumo abituale di vino rosso, ricco di reveratrolo e altri flavonoidi, è stato indicato come uno dei possibili fattori protettivi, dando il via ad una mole imponente di studi sul ruolo che questo composto avrebbe nella prevenzione e nel trattamento di un gran numero di patologie.
  2. Il resveratrolo è considerato un nutraceutico, una sostanza di origine naturale presente in determinati alimenti che può avere un effetto positivo sulla salute, in grado di modulare un gran numero di processi fisiologici dell’organismo.

Le attività biologiche del resveratrolo sono state studiate in un gran numero di lavori su colture cellulari o in animali, studi che hanno permesso di individuarne i meccanismi di azione ma che generalmente ne utilizzano concentrazioni elevatissime, molto superiori a quelle che possono essere raggiunte nel nostro organismo con il consumo di alimenti ricchi di questa sostanza o con integratori.

  1. Il resveratrolo è un potente antiossidante : l’attività è notevole in vitro ma non sappiamo se sia così rilevante anche nell’organismo.
  2. Molto interessante il ruolo che il resveratrolo presenta nella regolazione dell’espressione dei geni per enzimi antiossidanti (SOD1 e GPX1) e pro-ossidanti, con aumento della sintesi di enzimi antiossidanti e riduzione della produzione di radicali liberi,

Il resveratrolo è in grado di modulare un gran numero di vie di segnalazione cellulare coinvolte nella regolazione di processi infiammatori, nella risposta immunitaria a infezioni e allo stress e nei processi di formazione dei tumori. Il resveratrolo è un antinfiammatorio, inibisce la proliferazione delle cellule tumorali, ne provoca l’apoptosi (morte cellulare programmata), ne riduce la capacità di invasione dei tessuti sani e la capacità di formare nuovi vasi, necessari allo sviluppo del tumore.

Secondo recenti studi il resveratrolo potrebbe agire su AMPK, una molecola chiave dei meccanismi di regolazione energetica della cellula, portando alla conversione di tessuto adiposo bianco in tessuto adiposo bruno, con conseguente riduzione del peso corporeo degli animali trattati. Il resveratrolo può inibire alcuni processi che portano allo sviluppo di patologie cardiovascolari : protegge i vasi dalla formazione di placca e dalla proliferazione di tessuto muscolare liscio, stimola la produzione di ossido nitrico responsabile dei processi di vasodilatazione e inibisce attivazione e aggregazione delle piastrine, primo passo per la formazione dei coaguli che possono causare infarti ed ictus.

Il resveratrolo ha azione protettiva nei confronti di malattie neurodegenerative, Stimola neurogenesi e formazione di nuovi vasi nel cervello, stimola la rimozione del peptide β-amiloide costituente della placca amiloide che si accumula in certe aree del cervello in soggetti colpiti dal Morbo di Alzheimer e riduce i processi infiammatori e lo stress ossidativo a livello dei neuroni.

Dati entusiasmanti che hanno portato alla creazione di una vera e propria industria del resveratrolo, dati che però, come ho già detto, provengono soprattutto da studi in vitro o su animali. Gli studi clinici su umani dipingono un quadro molto più sfumato. L’utilizzo del resveratrolo per il trattamento di varie forme tumorali ha dato risultati contrastanti, con effetti molto diversi a seconda del tipo di tumore, delle dosi utilizzate e della durata del trattamento.

Alcuni studi mostrano un effetto protettivo e preventivo i cui meccanismi sono molto difficili da comprendere, strettamente dipendenti dalla biodisponibilità del resveratrolo, che è sempre molto ridotta, e dal rischio di effetti collaterali, disturbi gastrointestinali e nefropatie, che si manifestano con l’utilizzo di dosi elevate del composto.

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Anche per le malattie neurodegenerative ci sono dati incoraggianti da studi clinici che mostrano miglioramenti nei marcatori di queste patologie con dosi ben tollerate. Dati contrastanti arrivano invece dai lavori su prevenzione e trattamento delle malattie cardiovascolari: paradosso francese a parte, diversi lavori hanno mostrato effetti protettivi, ma alcuni studi hanno invece mostrato come l’utilizzo di resveratrolo in alcuni particolari gruppi di pazienti possa determinare un peggioramento di alcuni importanti marcatori di rischio come colesterolo e trigliceridi Un poco migliori i dati che provengono da studi clinici su soggetti diabetici.

L’utilizzo di resveratrolo ha fatto registrare un miglioramento della glicemia, dell’emoglobina glicata e della sensibilità all’insulina nella maggior parte dei lavori, anche se non mancano studi che non hanno evidenziato effetti positivi. Poco chiari i risultati in studi che indagavano gl’impatto di integrazione con resveratrolo su sovrappeso ed obesità.

In studi clinici sul trattamento della Steatosi epatica non alcolica, una malattia caratterizzata da accumulo di depositi di grasso nel fegato, il resveratrolo ha dato risultati positivi se utilizzato in piccole dosi per periodi di tempo prolungati (300 mg/die per tre mesi), mentre nessun effetto si è registrato con dosi elevate (3000 mg/die per otto settimane).

Molto interessanti gli studi relativi all’effetto del resveratrolo sulla prestazione in attività ad alta intensità: i dati sugli animali mostrano un netto miglioramento ma gli studi sugli umani non hanno mostrato miglioramenti e, in alcuni casi, hanno addirittura fatto registrare un peggioramento degli adattamenti determinati dall’attività fisica, un dato che si allinea a quello relativo agli effetti negativi di altri antiossidanti in ambito sportivo. Resveratrolo A Cosa Serve Il resveratrolo è presente in tutte le bacche del genere Vaccinium, a partire dai mirtilli.

In che alimenti si trova il resveratrolo?

Resveratrolo nel Vino – Nel regno vegetale il resveratrolo, dotato di funzioni antifungine, si trova in particolare nella buccia dell’ uva e nel vino, in misura maggiore in quello rosso. Gli effetti cardioprotettivi di questa bevanda, tipica della cultura alimentare mediterranea, sono in buona parte legati al suo contenuto in resveratrolo.

I medici invitano comunque a non lasciarsi andare a inutili e pericolosi entusiasmi, dal momento che le benefiche proprietà ascrivibili al vino dipendono da diversi fattori, primo tra tutti la dose, che dev’essere moderata (2-3 bicchieri al giorno nell’uomo, un po’ meno nella donna). Oltre al colore, il contenuto in resveratrolo del vino dipende moltissimo anche dalle tecniche di coltura e lavorazione dell’uva.

Questa sostanza, prodotta dalla pianta per le sue preziose attività antifungine, è ovviamente più abbondante nell’uva non trattata con fungicidi e pesticidi. Inoltre il contenuto in resveratrolo del vino è tanto superiore quanto più a lungo viene fatto fermentare insieme alle bucce.

Vino (di origine spagnola) Resveratrolo totale ( mg/L ) Dose giornaliera di vino equivalente a 50 mg (*) di resveratrolo (L)
Vino bianco 0,05-1,80 27,7-1000
Vino rosato 0,43-3,52 14,2-116,3
Vino rosso 1,92-12,59 4-26,0
Succo d’uva rossa 1,14-8,69 5,7-43,9
* Alcuni studi arrivano a proporre dosaggi di resveratrolo pari a 1000 mg (1g) al giorno per almeno 6 mesi, cioè 20 volte superiori.

Altri fattori che influenzano il contenuto di resveratrolo nel vino: COLORE: nella produzione del vino bianco la fermentazione avviene senza il contatto del mosto con le bucce (fermentazione in bianco). Dal momento che il resveratrolo è presente nella buccia dell’uva e non nella polpa, è logico aspettarsi che il contenuto della sostanza sia inferiore rispetto ai vini rossi, generalmente prodotti con fermentazione sulle bucce.

ORIGINE GEOGRAFICA: i vini prodotti ad elevate altitudini sembrano avere un contenuto in resveratrolo superiore (questa sostanza protegge la pianta dai raggi UV ). La latitudine non sembra invece influenzare significativamente la concentrazione della sostanza. ANNATA: condizioni climatiche che favoriscono un leggero attacco fungino aumentano la sintesi di resveratrolo nella pianta (questa sostanza ha azione antifunginea).

CONCIMAZIONE: la concentrazione di resveratrolo nell’uva aumenta al diminuire della concimazione azotata (Bavaresco et al., 2001).

Qual è il vino che contiene più resveratrolo?

Un litro di vino bianco può contenere da 0,05 mg a 1,8 mg di resveratrolo; un litro di vino rosato può contenere da 0,53 a 3,52 mg di resveratrolo; un litro di vino rosso può contenere da 1,92 a 12,59 mg di resveratrolo.

Quanti mg di resveratrolo al giorno?

Adulti: da 25 a 450 mg/die di resveratrolo. Perché il resveratrolo possa avere effetto, deve avere una concentrazione nel sangue consigliata di almeno 10 mg/L (Yu et al., 2003).

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Qual è il più potente antiossidante naturale?

Vitamina C – La vitamina C, comunemente nota come acido ascorbico, è il più potente antiossidante idrosolubile presente nel plasma sanguigno. Essendo solubile in acqua, svolge direttamente la funzione di cattura dei radicali liberi nei comparti acquosi, cioè nel liquido intracellulare o nel plasma.

  1. E’ in grado di rigenerare la vitamina E o tocoferolo, antiossidante altrettanto valido della categoria di vitamine liposolubili, con la quale opera in sinergia.
  2. Il nostro organismo non è in grado di sintetizzare la vitamina C per cui va integrata attraverso l’alimentazione con frutta, ortaggi, verdure a foglia verde o con l’assunzione di prodotti fitoterapici a base di rosa canina, camu-camu, acerola o baobab.

Se con l’alimentazione quotidiana avete la certezza di non integrarla in modo sufficiente, il consiglio è di assumerla in dose di 500mg al dì per lunghi cicli. E’ preferibile l’assunzione mattutina, comunque mai dopo le 18:00 per evitare situazioni di iperattività serale.

Qual è la vitamina più antiossidante?

La vitamina C, o acido ascorbico, è considerata l’antiossidante più potente in natura.

Qual è il vino più salutare?

Valori nutrizionali a confronto – Differenze nei valori nutrizionali tra vino bianco e rosso riferiti a un bicchiere da 150 ml. Nel complesso, il vino rosso ha un leggero vantaggio sul bianco perché ha quantità maggiori di alcune vitamine e e di alcuni minerali, Tuttavia, il vino bianco risulta meno calorico.

Che vino bevono i ricchi?

I VINI PREGIATI PIU’ CARI DEL MONDO – Fra i TOP 10 c’è Romanée-Conti Grand Cru (97/100), che ha un prezzo medio di 21.659€ e la Domaine Leroy Musigny Grand Cru (98/100) che costa 37.536€. Wine-Advocate-wine-tasting-Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo Anche mettendo insieme un gruppo di amici è difficile immaginare di raccogliere abbastanza denaro per bersi a cena un vino con questo prezzo.

  • Del resto wine makers geniali come il compianto Henry Jayer oppure fatine come Madame, conosciuta come la “Regina di Borgogna” e considerata la donna più potente del mondo nel mercato dei fine wines, mica nascono tutti i giorni.
  • Quest’anno compie 90 anni e, secondo me, in Borgogna, pregano ogni giorno perché sia immortale.

Se andiamo a vedere Liv-ex, borsino online dei fine wines, ci accorgiamo che in un anno, a causa di aste sempre più stellari, quel mercato si è apprezzato del 23%.

Quante volte all’anno si possono prendere gli integratori?

Per quanto tempo è possibile assumere gli integratori senza rischi? – Gli integratori in linea di massima possono essere assunti senza una data di scadenza, in maniera continua, Questo però non vale nel caso in cui il motivo del loro uso sia una carenza di qualche tipo, che è diversa dalla prevenzione.

Quanto resveratrolo nel vino rosso?

Resveratrolo: nessun beneficio per la salute con il vino rosso È un falso mito, O una mancata promessa, per dirla con le parole del farmacologo Silvio Garattini che, a proposito del resveratrolo (polifenolo estratto dalla buccia degli acini d’uva), ha espresso una posizione chiara nel suo ultimo libro, Fa bene o fa male? (Sperling & Kupfer): «I dati disponibili non sono per nulla favorevoli, considerando che i possibili effetti antitumorali richiedono almeno un grammo al giorno di resveratrolo, pari alla dose contenuta in ottanta litri di vino».

Questione chiusa, si potrebbe dire: almeno a tavola. Facendo la tara con i rischi correlati agli elevati consumi di alcol, non c’è nemmeno da discutere. Rispetto alla quantità di resveratrolo (un grammo al giorno), un litro di vino ne contiene appena 12,5 milligrammi. Restano sulla carta, pertanto, le proprietà antiossidanti del composto, scoperto per la prima volta nel 1976 nella vite e da quel momento sempre più studiato per i presunti effetti benefici sulla salute.

Sull’argomento, facilmente fuorviante per il consumatore, sono tornati alcuni ricercatori dell’Università di Leicester che, in uno condotto sui topi e pubblicato su Science Translational Medicine, hanno evidenziato come il composto sia risultato più attivo dopo essere stato metabolizzato.

«Nel passaggio da resveratrolo solfato a resveratrolo, successivo alla digestione, la molecola si è rivelata più attiva e in grado di rallentare la divisione di alcune cellule tumorali. Il nostro studio è il primo a dimostrare che il resveratrolo può rigenerarsi in cellula e diventare così utile per l’uomo nel trattamento di un’ampia varietà di malattie».

Nulla da eccepire sulle proprietà intrinseche della molecola che, in futuro, potrebbe avere un ruolo da protagonista nel campo della ricerca medica. Ma se si considera che, a oggi, tra le principali fonti alimentari c’è il vino, si capisce subito perché il sillogismo – chi ha detto che bere alcolici faccia soltanto male? – sia dietro l’angolo.

  • «L’effetto del resveratrolo in vivo non è mai stato provato né alcuno studio ha evidenziato l’effettiva riduzione del rischio – precisa Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e presidente della Società Italiana di Alcologia -.
  • Molte ricerche utilizzano chicchi di uva che, erroneamente, i media associano al consumo di vino.
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Ma è proprio la presenza dell’alcol a pregiudicare l’assorbimento della molecola. Un consumo contenuto di bevande alcoliche può apportare benefici rispetto ad alcune malattie, ma al contempo ne incrementa il rischio per altre sessanta: tra cui diversi tipi di cancro.

L’effetto protettivo non sarebbe dovuto ai polifenoli, ma alla modalità di consumo durante i pasti e a un regime alimentare di tipo mediterraneo». I possibili effetti antitumorali richiedono almeno un grammo al giorno di resveratrolo, pari alla dose contenuta in ottanta litri di vino Se si considera che alcuni ricercatori, per anni, hanno truccato i dati relativi agli sul resveratrolo (come riferito anche in un de Il Fatto Alimentare ) e che una recente ha escluso qualsiasi effetto del composto, se assunto da donne sane e attraverso integratori, è chiaro perché fin troppo spesso si parli dei presunti benefici dell’antiossidante per non dare una spallata al mercato del vino.

Negli Stati Uniti, poi, il mercato degli integratori sta facendo leva su questi riscontri inattendibili, sebbene finora nessun trial clinico abbia evidenziato l’importanza di una supplementazione della dieta a base di resveratrolo. «Chi sceglie di bere un bicchiere dovrebbe esser reso consapevole di tutte le conseguenze insite nel consumo di una bevanda che contiene alcol – chiosa Scafato -.

Bere per piacere è una scelta individuale che non dovrebbe mai essere sollecitata attraverso messaggi ingannevoli, rivolti a supportare improbabili aspettative legate alla prevenzione di alcune malattie». Fabio Di Todaro (Twitter: @fabioditodaro) © Riproduzione riservata Foto: Photos.com Siamo un sito di giornalisti indipendenti senza un editore e senza conflitti di interesse.

Da 13 anni ci occupiamo di alimenti, etichette, nutrizione, prezzi, allerte e sicurezza. L’accesso al sito è gratuito. Questo è possibile grazie anche ai lettori che ogni giorno ci seguono e supportano. Sostienici anche tu, basta un minuto.1 10 Ottobre 2013 Nella stessa categoria Resveratrolo A Cosa Serve Resveratrolo A Cosa Serve : Resveratrolo: nessun beneficio per la salute con il vino rosso

Come funzionano gli antiossidanti?

Gli antiossidanti sono molecole che presenti in piccola quantità sono in grado di proteggere substrati organici naturali (fosfolipidi, proteine, DNA) e sintetici (plastiche, oli) dall’attacco dei radicali liberi. Gli antiossidanti che impediscono la formazione dei radicali sono detti preventivi.

Cosa combattono gli antiossidanti?

23 Ottobre 2019 Gli antiossidanti sono l’arma che il nostro organismo utilizza per combattere i radicali liberi, acerrimi nemici del benessere cellulare. Ecco perché farne scorta. Tempo di lettura: 5 minuti Gli antiossidanti sono l’arma che il nostro organismo utilizza per contrastare i radicali liberi, acerrimi nemici del benessere cellulare. Ecco perché farne scorta. Combattono gli effetti dei radicali liberi, veri e propri nemici della salute delle cellule e dell’intero organismo.

Generati dall’organismo come conseguenza di numerose reazioni biochimiche, i radicali sono molecole (o atomi) molto reattive che danneggiano le strutture cellulari attraverso l’ossidazione di componenti delle cellule, come i grassi della membrana, gli zuccheri, i fosfati le proteine e lo stesso DNA.

Per poterli eliminare le cellule possiedono un proprio meccanismo antiossidante, ma a volte non è sufficiente. Per esempio quando nel corpo sono presenti grandi quantità di radicali liberi. I radicali liberi si accumulano quando mangiamo troppe proteine e grassi saturi, nell’organismo di chi ha l’abitudine al fumo di sigaretta, se ci si espone alle radiazioni solari per troppo tempo e in alcune condizioni patologiche come per esempio gli stati infiammatori e il diabete,

A cosa fanno bene gli antiossidanti?

COSA SONO GLI ANTIOSSIDANTI? – Da un punto di vista chimico le molecole antiossidanti sono degli agenti che prevengono o rallentano il fenomeno dell’ossidazione. Una spiegazione tecnicamente corretta ma che, per tutti i non addetti ai lavori, significa ben poco.

  1. Per comprendere meglio il significato di una reazione di ossidazione basta pensare agli zuccheri come, ad esempio, il glucosio.
  2. Giunto nella cellula viene consumato attraverso numerose reazioni di ossidazione.
  3. Ciò avviene utilizzando l’ossigeno.
  4. Purtroppo però queste reazioni sono caratterizzate dalla formazione di prodotti chiamati radicali liberi.

Questi non sono altro che delle molecole di ossigeno altamente reattive capaci di danneggiare le strutture della cellula ossidandole. Una particolarmente sensibile è proprio il DNA. Ed è qui che intervengono gli antiossidanti, Queste molecole sono infatti in grado di n eutralizzare i radicali liberi e quindi di proteggere le cellula.

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