Sertralina A Cosa Serve? - []

Sertralina A Cosa Serve?

Quando inizia a fare effetto la sertralina?

Negli Attacchi di Panico e Disturbo di Panico, con o senza Agorafobia – La dose iniziale di sertralina di 25 mg/die da aumentare a 50 mg/die dopo una settimana. La dose raccomandata infatti è pari a 50 mg/die; iniziare con un dosaggio inferiore permette di ridurre l’incidenza degli effetti avversi che caratterizzano la fase iniziale del trattamento.

Chi non può prendere la sertralina?

Cosa bisogna sapere prima di assumere la Sertralina – Prima di iniziare ad assumere la sertralina, è opportuno informare il medico se il paziente che la riceverà soffre o ha sofferto in passato di:

Epilessia o storia di convulsioni ; Disturbo bipolare o schizofrenia ; Pensieri suicidari o peggioramento del disturbo depressivo o del disturbo d’ansia ; Sindrome serotoninergica ; Bassi livelli di sodio nel sangue ; Patologie epatiche ; Diabete ; Problemi di sanguinamento; Problemi agli occhi, come certi tipi di glaucoma ; Prolungamento dell’intervallo QT, anamnesi familiare di prolungamento dell’intervallo QT, bassi livelli di magnesio o potassio, cardiopatie,

Il medico dovrà altresì essere informato se il paziente che deve ricevere la sertralina è stato sottoposto a terapia elettroconvulsivante, Inoltre, quando si intraprende un trattamento a base di sertralina, è molto importante sapere che:

Il suo uso è stato associato ad acatisia, soprattutto durante le prime settimane di trattamento. La depressione è spesso associata a un aumento di pensieri suicidari, di autolesionismoe di tentativi di suicidio. Non è detto che un miglioramento di tali sintomi avvenga subito dopo l’assunzione di sertralina, anzi è necessario un certo periodo di tempo prima che il farmaco svolga la sua azione terapeutica. In alcuni casi, se sono presenti pensieri suicidari, questi potrebbero peggiorare quando si assumono antidepressivi per la prima volta. Perciò, è necessario sorvegliare i pazienti finché non avviene il suddetto miglioramento. La comparsa di pensieri suicidari è più probabile in pazienti che li hanno già sperimentati in passato e in giovani adulti. La brusca interruzione della terapia con sertralina dovrebbe essere evitata a causa dei sintomi da sospensione che potrebbero manifestarsi. La sertralina non deve essere abitualmente impiegata in bambini e adolescenti con meno di 18 anni di età. In questa categoria di pazienti può essere usata solo per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo e solo se il medico ritiene che la somministrazione di tali farmaci sia nell’interesse dei pazienti.

Quanto dura la cura con la sertralina?

In alcuni pazienti possono avere una durata maggiore (2-3 mesi o più). Quando si interrompe il trattamento con la sertralina si raccomanda di ridurre la dose in modo graduale in un periodo di diverse settimane o mesi, in base alle esigenze del singolo paziente.

Cosa non mangiare con sertralina?

Assunzione di Zoloft con cibi e bevande: Il consumo di alcool deve essere evitato durante il trattamento con Zoloft. La sertralina non deve essere assunta in combinazione con succo di pompelmo, poichè questo può aumentare i livelli di sertralina nell’organismo.

Quale è la pillola del buon umore?

FLUOXETINA – la pillola della felicità – La Fluoxetina è un antidepressivo di nuova generazione, forse più noto con il nome commerciale di Prozac. Si tratta di un farmaco che ha fatto molto parlare di sé negli anni ’90, soprattutto nei paesi anglosassoni, dove è stato prescritto, secondo alcuni, in un modo un po’ indiscriminato.

Ci si riferiva allora a questa molecola come alla pillola della felicità, Appartiene alla classe degli antidepressivi serotoninergici ed è un ottimo farmaco, se usato nelle situazioni che veramente ne richiedono l’utilizzo e rispettando le linee guida della sua prescrizione. Ricordiamo infatti che l’uso di un antidepressivo dovrebbe essere limitato ai casi di Depressione Maggiore e, nelle forme più lievi, andrebbe sempre abbinato alla terapia psicologica.

Un ulteriore campo di applicazione della Fluoxetina sono i Disturbi d’Ansia come ad esempio gli Attacchi di Panico, il Disturbo Ossessivo Compulsivo e la Fobia Sociale, È inoltre comunemente prescritta in patologie come la Fibromialgia, il Disturbo Disforico Premestruale o Sindrome Premestruale e per trattare l’eiaculazione precoce.

  • Bisogna innanzitutto, fare chiarezza su un fatto molto importante.
  • Assumere un farmaco antidepressivo non ci rende più felici, più inclini a provare sentimenti di gioia ed allegria e meno sensibili a vissuti di tristezza.
  • Gli antidepressivi non agiscono come una droga euforizzante, in un soggetto sano l’assunzione non sortisce nessun effetto, non modifica il suo tono dell’umore.

Questi farmaci esplicano la loro azione soltanto quando i sintomi riportati dal paziente hanno un loro correlato biologico nella alterata regolazione delle vie nervose. Quindi possono migliorare l’umore soltanto nei pazienti realmente affetti da Depressione o curare i disturbi precedentemente ricordati.

  • Per questo la Fluoxetina non può essere la panacea per tutti i dolori dell’animo umano, la pillola che ci tiene miracolosamente lontani e schermati dal dolore, va assunta nel modo corretto solo quando necessaria e ciò può essere valutato solo da uno specialista psichiatra.
  • Sebbene i farmaci serotoninergici siano pochi e per certi aspetti simili, ciascuno ha una sua struttura chimica specifica ed un profilo di azione peculiare per il quale può essere più o meno indicato in una data situazione o in un particolare paziente.
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La pratica clinica insegna come una molecola sia preferibile rispetto ad un’altra a seconda del quadro sintomatologico presentato dal paziente, della sua dell’età, della compresenza di altre patologie e di altre terapie, o a seconda che si voglia ottenere un risultato più attivante o più ansiolitico, per esempio nelle forme depressive con una forte componente di ansia.

Le diverse molecole antidepressive agiscono sui recettori della serotonina ma anche su quelli di altri neurotrasmettitori, come ad esempio la dopamina, la noradrenalina e l’istamina, da ciò deriverà un differente profilo di effetti collaterali che vanno considerati in base alle esigenze del singolo paziente.

A volte addirittura si può sfruttare proprio un particolare effetto collaterale per agire su un sintomo disturbante, come l’utilizzo di alcuni serotoninergici nei pazienti affetti da gravi casi di eiaculazione precoce, Un altro parametro che differenzia notevolmente gli SSRI tra loro, riguarda la cinetica del farmaco, è cioè la velocità con cui viene assorbito, metabolizzato ed eliminato dal nostro corpo.

Questi farmaci normalmente sono metabolizzati dal fegato e poi eliminati con le urine. La Fluoxetina in questo senso è un farmaco particolare, con una emivita molto lunga, rimane cioè nell’organismo del paziente anche diversi giorni dopo la sospensione, fino anche a 15 giorni, che è un tempo molto lungo.

Questa caratteristica può essere sfruttata a favore della terapia, ad esempio non accade nulla se il paziente non ricorda di assumerne una dose giornaliera ed anche la sospensione definitiva della terapia con Fluoxetina è solitamente semplice e non da luogo a sintomi fastidiosi dovuti alla sospensione.

In generale la Fluoxetina ha un’azione attivante e quindi va assunta alla mattina, a stomaco pieno, per ridurre eventuali sensazioni di nausea o bruciore di stomaco, che sono possibili all’inizio della terapia e che tendono ad attenuarsi e a scomparire nel tempo. Anche la Fluoxetina, come tutti gli altri antidepressivi, richiede un tempo di latenza di 2 o 3 settimane per dare i suoi benefici, è quindi importante avvisare di questo il paziente che inizia la cura.

Il concetto fondamentale nella prescrizione di un farmaco in un paziente depresso o affetto da Disturbi d’Ansia è sempre quello di non scegliere una molecola a caso, Sebbene infatti siano tutti farmaci efficaci e testati, il successo di una terapia dipenderà moltissimo dalla scelta del farmaco adeguato a quella particolare situazione clinica e a quel paziente.

Cosa succede se bevo alcol con sertralina?

In particolare la Sertralina interagisce con: – Alcol : in associazione agli SSRI si potrebbe verificare un aumento degli effetti sedativi. Anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici (FANS, ASA, ticlopidina) : in associazione a sertralina può aumentare il rischio di sanguinamento (gli SSRI sono considerati farmaci gastrolesivi).

L’associazione di SSRI e FANS è associata ad un rischio assoluto di sanguinamento gastrointestinale superiore di 1 ogni 80 pazienti trattati per anno; l’associazione di SSRI più asa è associata ad un rischio assoluto di 1 ogni 200 pazienti trattati per anno contro un rischio assoluto per SSRI in monoterapia di 1 paziente ogni 300 trattati per anno e un rischio di FANS in monoterapia di 1 paziente ogni 200 trattati per anno,

Antiepilettici : gli SSRI antagonizzano gli effetti anticonvulsivanti degli antiepilettici (riduzione della soglia convulsiva). Antivirali (darunavir, efavirenz, ritonavir): gli SSRI potrebbero aumentare la concentrazione plasmatica del ritonavir. Darunavir e efavirenz riducono la concentrazione plasmatica di sertralina.

  • Atomoxetina : in associazione agli SSRI potrebbe verificarsi un aumento del rischio di convulsioni.
  • Barbiturici : gli SSRI antagonizzano gli effetti anticonvulsivanti dei barbiturici (riduzione della soglia convulsiva).
  • Bupropione : gli SSRI ne possono aumentare la concentrazione plasmatica.
  • Centella : in co-somministrazione con sertralina potrebbe verificarsi un effetto sedativo additivo.
  • Cibo : la presenza di cibo nello stomaco, aumenta AUC e concentrazione di picco plasmatico
  • Cimetidina : aumenta la concentrazione plasmatica di sertralina per riduzione della clearance (significatività clinica non nota).
  • Ciproeptadina : può antagonizzare l’effetto antidepressivo degli SSRI.

Clozapina : la sertralina ne aumenta la concentrazione plasmatica. E’ stato riportato un episodio di morte improvvisa in un paziente di 26 anni (Hoechns et al., 2001). La clozapina è associato ad un aumento di 5 volte, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare una cardiomiopatia; possiede inoltre proprietà antiaritmiche.

  1. Digossina : non sono state osservate interazioni farmacologiche quando la sertralina (200 mg/die) è stata somministrata in associazione a digossina.
  2. Entacapone : il produttore di entacapone raccomanda cautela in caso di co-somministrazione con SSRI.
  3. Glibenclamide : non sono state osservate interazioni farmacologiche quando la sertralina (200 mg/die) è stata somministrata in associazione a glibenclamide.

Iperico : in associazione a sertralina possono verificarsi nausea, vomito, letargia, confusione e ansia fino a sindrome serotoninergica (potenziamento degli effetti degli SSRI). L’associazione è controindicata. Ossicodone : la co-somministrazione potrebbe indurre sindrome serotoninergica. Diazepam : la somministrazioneper via endovena prima e dopo 21 giorni di terapia con sertralina (50-200 mg/die) ha determinato una riduzione del 32% rispetto al valore basale della clearance del diazepam e un aumento del picco plasmatico del suo metabolita, il desmetildiazepam. Il significato clinico di queste osservazioni non è noto. Donepezil : in letteratura è riportato un episodio di epatite in un paziente anziano (età > 80 anni) trattato con sertralina (200 mg/die) e donepezil (5 mg/die). Dopo 10 giorni dall’inizio dell’associazione farmacologica sono comparsi confusione mentale e ittero, bilirubina totale pari a 5,6 mg/dL, gamma-GT pari a 1208 U/L, ALT pari a 259 U/L e fosfatasi alcalina pari a 369 U/L. L’esame è risultato positivo per colelitiasi e la biopsia epatica ha rivelato un’epatite acuta, Duloxetina : in associazione agli SSRI si può verificare un incremento degli effetti serotoninergici. La co-somministrazione richiede cautela. Farmaci caratterizzati da elevato legame sieroproteico : negli studi di interazione con warfarin e tolbutamide non è stata osservata competizione per il legame proteico. Poiché i dati clinici sono limitati, si consiglia comunque cautela nella co-somministrazione di sertralina con farmaci caratterizzati da un elevato legame sieroproteico. Farmaci metabolizzati dall’isoenzima citocromiale CYP2D6 : la somministrazione di sertralina (50 mg/die) con desipramina, marker dell’attività del CYP2D6, ha determinato un aumento moderato (23-37%) della concentrazione plasmatica allo steady state della desipramina stessa ad indicara un potenziale di interazione farmacologica inferiore rispetto ad altre molecola della classe degli SSRI. Si raccomanda cautela in particolare in caso di farmaci metabolizzati dal CYP2D6 con indice terapeutico stretto quali propafenone e fleicanide, alcuni antidepressivi triciclici e antipsicotici atipici.

  • Farmaci metabolizzati dall’isoenzima citocromiale CYP3A4 : dagli studi di interazione farmacocinetica con substrati noti del CYP3A4 (cortisolo, carbamazepina, terfenadina, alprazolam), la sertralina non ha evidenziato attività di inibizione enzimatica clinicamente significativa.
  • Farmaci metabolizzati dall’isoenzima citocromiale CYP2C9 : dagli studi di interazione farmacocinetica con subtrati noti del CYP2C9 (tolbutamide, fenitoina) la sertralina non ha evidenziato attività di inibizione enzimatica clinicamente significativa.
  • Litio : in associazione agli SSRI potrebbe aumentare il rischio di tossicità sul sistema nervoso centrale.
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MAO-inibitor i, inclusi linezolid e isoniazide (farmaci con attività IMAO), ossitriptano, triptofano, fenfluramina: in somministrazione concomitante con sertralina può verificarsi un incremento del rischio di sindrome serotoninergica. Il rischio è più elevato con MAO-inibitori non selettivi e A-selettivi; è meno frequente con MAO inibitori B-selettivi (selegilina, rasagilina).

  1. Distanziare di almeno 2 settimane i due trattamenti farmacologici, con MAO-inibitori e con sertralina.
  2. La co-somministrazione con triptofano o fonfluramina e sertralina è controindicata.
  3. Metilfenidato : può inibire il metabolismo degli SSRI.
  4. Pimozide : la sertralina ne incrementa i livelli plasmatici.
  5. Aumento del rischio di aritmie ventricolari, inclusa torsione di punta.

L’associazione è controindicata. Rifampicina : potrebbe ridurre la concentrazione ematica di sertralina per induzione farmacometabolica mediata dal CYP3A4. E’ probabile che la formazione del metabolita N-desmetilsertralina sia infatti mediata da questo isoenzima citocromiale.

  1. In letteratura la somministrazione di rifampicina (600 mg/die) in un paziente in terapia con sertralina (200 mg/die) ha indotto la comparsa di senso di spaesatezza, vertigini accentuate dal movimento, periodi di letargia alternati a insonnia, ansia, inquietudine e astenia.
  2. Sibutramina : aumento del rischio di tossicità sul sistema nervoso centrale in caso di associazione con SSRI (aumento del rischio di sindrome serotoninergica).

La co-somministrazione non è raccomandata. Tolbutamide : la sertralina ne riduce la CL (del 16%). Tramadolo : in associazione a sertralina aumenta il rischio di tossicità neurologica (sindrome serotoninergica). Triptani (almotriptan, frovatriptan, naratriptan, rizatriptan, sumatriptan, zolmitriptan): in associazione a sertralina si potrebbe avere un incremento del rischio di ipertensione e vasocostrizione coronarica per sommazione degli effetti serotoninergici.

L’associazione sumatriptan-sertralina può indurre aumento del rischio di tossicità sul sistema nervoso centrale. Questa associazione non è raccomandata. Con frovatriptan potrebbe verificarsi un aumento degli effetti serotoninergici. Warfarin : la sertralina ne aumenta l’AUC. Possibile aumento dell’effeto anticoagulante: monitorare l’indice INR.

Zolpidem : in associazione a sertralina può verificarsi un aumento della sedazione. : Sertralina (Zoloft, Tatig) – Interazioni farmacologiche

Come si fa ad aumentare la serotonina?

Combattere lo stress – Lo stress cronico è un fattore di rischio noto per diverse malattie e problematiche di salute: le ricerche hanno dimostrato che può associarsi anche a bassi livelli di serotonina. Per innalzare il livello di questa sostanza nel sangue, dunque, è importante cercare di ridurre lo stress.

Chi prescrive la sertralina?

Solo il medico psichiatra può prescrivere psicofarmaci.

Che cosa è la serotonina a cosa serve?

Cos’è la Serotonina La serotonina svolge un ruolo chiave nella modulazione di umore, sonno, appetito, guarigione delle ferite, salute delle ossa, coagulazione del sangue e desiderio sessuale. Livelli di serotonina troppo bassi o troppo alti possono causare problemi di salute fisica e psicologica.

Quali sono le vitamine che aumentano la serotonina?

Come aumentare efficacemente i livelli di serotonina – In linea generale, dunque, mangiando cibi ricchi di triptofano, si possono aumentare i livelli di serotonina. Quanto è vero? Gli alimenti ricchi di proteine, ferro, riboflavina e vitamina B6 tendono tutti a contenere grandi quantità di triptofano.

Mentre i cibi ricchi di questo aminoacido non aumenteranno la serotonina da soli, c’è un possibile contributo tra fattori: i carboidrati. I carboidrati fanno sì che il corpo rilasci più insulina, che promuove l’assorbimento degli aminoacidi e lascia il triptofano nel sangue. Se si consumano cibi ad alto contenuto di triptofano con carboidrati si potrebbe ottenere un aumento di serotonina,

Il triptofano che si trova negli alimenti deve competere con altri aminoacidi per essere assorbito nel cervello, quindi è improbabile che abbia un grande effetto sui livelli di serotonina. Questo è diverso dagli integratori di triptofano, che contengono triptofano purificato e si devono assumere previo consulto con il proprio medico.

Cosa succede quando manca la serotonina?

Serotonina, l’ormone della felicità. Si può aumentare con la dieta? – A una carenza di serotonina si possono associare depressione, attacchi di panico, insonnia, mal di testa, ipertensione, ansia, Da quasi cinquant’anni la ricerca scientifica si interroga su come manipolare il sistema serotoninergico per riuscire a modulare il tono dell’umore e curare i disturbi depressivi.

  • I farmaci, pur avendo rivoluzionato le terapia di un male terribile e diffusissimo oggetto ancora di tabu e pregiudizi quale è la depressione, si portano dietro alcuni limiti importanti, primi fra tutti gli effetti collaterali.
  • Come si può fare dunque per aumentare la serotonina nel nostro organismo per migliorare il nostro benessere in modo naturale? Bisogna premettere che la sintesi della serotonina avviene a partire dall’amminoacido triptofano : i cibi ricchi di questa sostanza, dunque, sarebbero secondo alcuni degli integratori naturali di serotonina.
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Troviamo il triptofano nelle uova, nel latte e suoi derivati, ma anche nella carne e nel salmone, Per quanto riguarda le fonti vegetali, il triptofano è presente nei semi di sesamo, di girasole e di soia. Ancora nell’ alga spirulina, nelle patate, nel riso e nei cereali integrali, nella frutta a guscio, nelle verdure a foglia, nelle banane, nel cacao e nel cioccolato fondente, vero e proprio generatore di buonumore.

La serotonina presente nell’organismo si potrebbe quindi aumentare attraverso l’alimentazione, A questo proposito, però, bisogna specificare che l’assunzione di triptofano puro aumenta certamente la produzione di serotonina, ma secondo alcuni questo non è vero per quanto riguarda i cibi che lo contengono, in quanto la presenza di altri amminoacidi ne impedirebbe l’assorbimento a livello cerebrale.

Gli studiosi non sono ancora giunti a una conclusione certa. In erboristeria esistono poi diversi integratori di serotonina che però possono avere degli effetti collaterali. Non va dimenticato che un eccesso di rilascio di serotonina può condurre in specifiche condizioni alla sindrome serotoninergica : una condizione che porta mal di testa, disturbi dell’umore, ansia, confusione, ma anche brividi e sudorazione, tachicardia, nausea, tremore.

Qual’è l’antidepressivo migliore per l’ansia?

Elena Riboldi — Agenzia Zoe Sintesi della letteratura 28/02/2019

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Esistono numerose scelte efficaci, che appartengono a diverse classi di farmaci, per il trattamento del disturbo d’ansia generalizzato. Duloxetina, pregabalin, venlafaxina ed escitalopram sono più efficaci del placebo e ben tollerati. Sertralina, fluoxetina e buspirone sono possibili alternative di prima linea, anche se le evidenze a sostegno del loro impiego sono limitate dalle dimensioni del campione dei trial,

Descrizione dello studio

Grazie a una revisione sistematica della letteratura sono stati identificati 89 studi randomizzati (pubblicati tra il 1994 e il 2017) in cui erano stati testati 22 farmaci su pazienti con disturbo d’ansia generalizzato (n=25.411). Gli esiti primari erano efficacia (variazione nel punteggio sulla scala di Hamilton : range 0-56, punteggio più alto = sintomi più severi) e accettabilità (interruzione dello studio per ogni causa). L’efficacia è espressa come differenza media (DM) rispetto alla baseline; l’accettabilità come odds ratio (OR). È stata condotta una metanalisi a rete a effetti casuali.

Risultati principali

Sono risultati più efficaci del placebo, con una buona accettabilità: duloxetina (DM -3,13; IC95% da -4,13 a -2,13), pregabalin (DM -2,79; da -3,69 a -1,91), venlafaxina (DM -2,69, da -3,50 a -1,89), escitalopram (DM da 2,45; da -3,27 a -1,63). Sono risultati più efficaci del placebo, con una buona accettabilità, ma testati su un campione limitato di pazienti: mirtazapina, sertralina, fluoxetina, buspirone, agomelatina. La quetiapina è risultata il farmaco più efficace (DM -3,60; IC95% da -4,83 a -2,39), ma poco tollerata rispetto al placebo (OR 1,44; IC95% 1,16-1,80). Anche paroxetina e benzodiazepine sono risultate efficaci, ma poco tollerate rispetto al placebo. Il rischio di reporting bias è stato giudicato basso.

Limiti dello studio

Gli studi inclusi nell’analisi sono stati condotti in settings molto vari.

Perché è importante

Gli studi randomizzati confrontano efficacia e tollerabilità di un farmaco rispetto a quelle del placebo o di un comparatore attivo, una metanalisi a rete degli studi randomizzati permette confronti multipli. Secondo la metanalisi a rete, se B è meglio di C e A è meglio di B, allora A è meglio di C (anche se queste due opzioni non sono mai state confrontate direttamente). Questo è lo studio più completo sulle opzioni farmacologiche oggi disponibili per il trattamento del disturbo d’ansia generalizzato. Per ridurre il bias di pubblicazione, sono stati inclusi anche studi registrati, ma non pubblicati.

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Quando la depressione è incurabile?

Se l’umore depresso persiste per 2 o più anni negli adulti e almeno un anno nei bambini e negli adolescenti, allora si può sicuramente parlare di Depressione cronica.

Qual è la miglior cura per la depressione?

LA LISTA DEI 21 – Nello studio sono stati presi in esame 21 antidepressivi di uso più comune. Già qualche anno fa lo stesso gruppo aveva revisionato l’efficacia di 12 psicofarmaci. Ora quelli sottoposti a indagine collettiva sono stati: Agomelatina,, Citalopram, Desvenlafaxina, Duloxetina, Escitalopram, Fluoxetina, Fluvoxamina, Levomilnacipran, Milnacipran, Mirtazapina, Paroxetina, Reboxetina, Sertralina, Venlafaxina, Vilazodone, Vortioxetina, Amitriptylina, Clomipramina, Trazodone, Nefazodone.

Quanto tempo ci vuole prima che gli antidepressivi facciano effetto?

È opinione comune che gli antidepressivi non esercitino i loro effetti nelle prime 2-4 settimane di trattamento. Tuttavia, questa osservazione è stata nel tempo riconsiderata. Tutti gli antidepressivi mostrano infatti la tendenza a dare una percentuale di miglioramento particolarmente elevata nelle prime 1-2 settimane.

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